Fenomenologia ed eterno ritorno del vigile urbano in una città a vocazione turistica

Il vigile urbano alle prese con le richieste di chiarimento della turista inglese in merito alla rimozione della sua autovettura mostra tutta la sua fragilità. Dapprima utilizza, scandendolo con tono perentorio l’infinito, perché nell’immaginario questa forma verbale è il passepartout per tutti gli idiomi.

Aspettare preco, aspettare plis, uan moment, prima finire qui”.

10676398_10205092533582693_8074606812451449399_nPoi, rivolto alla collega, vira sul dialetto e quasi sottovoce bofocchia: “Mmm n’autra nglisa. Oggi è a tezza ca mi capita. Ma chi fici ri male iu?”.

Nglisi, insieme a russo e cinisi, forma le macrocategorie geopolitiche in uso a queste latitudini. Nglisi equivale genericamente all’Europa occidentale, Oceania ed America del Nord; con la macrocategoria Russo si intendono le popolazioni dell’Europa orientale ed in generale i biondi; con Cinisi, l’intera Asia.

Preco, parlare, dove posteggiare lei plis? Qui solo resident. Ottiggia”.

La turista cerca di spiegarsi, di farsi capire a gesti ma inevitabilmente la barriera linguistica è insormontabile. Il vigile urbano comincia a guardarsi intorno alla ricerca di qualcuno che possa tradurre le istanze della signorina e facilitare la comprensione, ma la strada sembra un deserto. L’uomo sa di essere dalla parte della ragione ma allo stesso tempo percepisce l’angoscia della giovane turista che teme che la sua auto a noleggio possa essere stata rubata.

Allora deglutisce e si lancia: “Eschiusmi mister plis”. Indica la fila di auto parcheggiate alla sua destra, unisce la punta delle dita di una mano e muovendo il polso su e giù si esibisce in un trionfale: “Deris the car?”.

La malcapitata, con le ultime forze fa segno di no, cerca di dire qualche parola, per un istante sembra anche infastidita, ma lui la incalza: “Deris the car? Deris? Qui? A destra? A Left? Deris the car signorina? Se era qui ormai è stata rimossa e pottata a paccheggio, via Olivieri, Teatro greco, viale Teracati… lì vicino”, mimando con la mano la strada da fare a piedi.

La ragazza è confusa, non ha capito niente, saluta e imprecando sottovoce si allontana, presumibilmente verso il suo alloggio alla ricerca di qualcuno che possa farle capire. Il vigile urbano allarga le braccia dispiaciuto, avrebbe voluto aiutarla veramente, farle capire che trovandosi in zona rimozione la macchina è stata sicuramente rimossa e che avrebbe dovuto fare più attenzione. Si rivolge alla collega e vulnerabile dice: “Certo ca stu inglisi però navissimu nsignari…” e la collega, che ha assistito a tutta la scena senza intervenire, replica fatalista: “Oramai è troppo tardi chi ta nsignari…su i turisti c’avissiru a sapiri l’italiano”. I due stanno per risalire a bordo della loro auto quando un omaccione biondo si sbraccia per catturare la loro attenzione: “Excuse me officer”.

No! Macari u russo. Ma nun potti finiri sta iurnata…” .

Breviario figure retoriche per dire la propria sul caso Gettonopoli

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Allitterazione: ripetizione di una lettera o sillaba in parole successive. Es.: Basta bastaddi coppi di bastone ci vogliono…

Crasi: è la contrazione di una vocale o di un dittongo alla fine di una parola con una vocale o dittongo all’inizio della parola seguente. Es.: Fallo dimettere a su testiminchia!

Iperbole: consiste nell’esagerazione nella descrizione della realtà tramite espressioni che l’amplifichino. Es.: Si futteru scientuscinquanta miliuni ri euro tutti di gettoni d’oro

Ossimoro: antitesi di parole differenti fra loro che vengono accostate per dare un senso paradossale. Es.: Mischini, senza gettone nun ponu campare…

Ellissi: all’interno di una frase, consiste nell’eliminazione di alcuni elementi al fine di dare al periodo concisione e coesione. Es.: Ora viremu a Procura…

Antonomasia: consiste nel sostituire un nome proprio con un nome comune o una perifrasi; oppure, viceversa, sostituire un nome comune con un nome proprio o una perifrasi che ricordi in modo univoco la qualità della persona o cosa stessa. Es.: Il capogruppo o un suo delegato per (inserisci il nome del tuo consigliere comunale preferito)

Prosopopea: quando si attribuiscono qualità o azioni umane ad animali, oggetti, o concetti astratti. Es.: State fanno piangere questa città, tutte cose vi siete manciati

Perifrasi: sequenza di parole per indicare una persona o una cosa. Es.: Talé a chissu, sa futtutu tanti ri ssi gettoni ca mi sta parennu na cabbina ro telefono

Pleonasmo: espressione che non aggiunge niente, qualitativamente, nella frase in cui è inserita. Es.:Chi spacchiu mi nni futti a mia?

Antitesi: contrapposizione di idee espressa mettendo in corrispondenza parole di significato opposto o in contrasto. Es.: Ittati vuci, ma picca budello!

Preterizione: figura retorica che consiste nel fingere di voler tacere ciò che in realtà si dice. Es.: Non ti rico u buddellu ca sta succerenno na su palazzu!

Polisindeto: consiste in una sequenza molto marcata di congiunzioni fra due o più parole. Es.: Rapi u giunnali e ci su i gettoni, i rimbossi, i soddi, i bullette, i bandi, i proroghi…

Onomatopea: è un vocabolo o un’espressione che tenta di riprodurre per mezzo del suono una determinata imitazione. Es.: Chiddi ra Finanza sana misu a lima sudda… e zuchiti zuchiti zuchiti.

Epanortosi: consiste nel ritornare su una determinata affermazione, vuoi per attenuarla, vuoi per correggerla. Es.: Chisti su pazzi. Pazzi? Su scattiati.

Allusione: figura retorica consistente nel dire una cosa per farne intendere un’altra. Es.: Dice che hanno fiducia nell’operato della magistratura…