Terminal

Terminal crociere, dopo MSC altre compagnie manifestano interesse: Costa Cafona e Costa Pacchiana pronte all’approdo nel 2020. Il Comune intanto promuove una joint venture con il colosso dei mari per il varo della Costa Gigia, la prima nave da crociera che fungerà anche da discarica, risolvendo parzialmente l’annoso problema dei rifiuti in città.

Aucuroni Pitacorici

Quattro anni fa, in questi giorni, nasceva il blog di Archimete Pitacorico. Erano tempi difficili: Siracusa era d’amare e si era guadagnata le prime pagine dei giornali con lo scandalo Gettonopoli. I nostri Consiglieri Comunali ci regalarono una puntata dell’Arena di Giletti rimasta negli annali e l’opinione pubblica era inferocita. Da qui l’idea di fornire un utile strumento che potesse essere d’aiuto a tutti quei cittadini che avrebbero voluto dire la propria sullo “scantalo”. Nacque il “Breviario delle figure retoriche per dire la propria sul caso Gettonopoli“.
Da allora, un flusso continuo di contraddizioni, polemiche infinite, cadute di stile, mastelli, fototrappole, buche nelle strade, patrocini onerosi, bilanci di previsione, eccellenze siracusane, il nuovo ospedale, i jersey e il maestro Accolla, le navi da crociera, il cavallo con lo sbizzero, Igm e Tekra, il rifacimento di via Crispi, risate, offese e guanti di sfida, l’anguria con la prova, Assopanini e Confcavallo, i soldi della droca, il Tar e il Cga, il Sistema Siracusa, le elezioni suppletive, quelli di MDP (Macchina – Dio – Patria), il limoncello offerto a fine pasto, la gestione dell’Inda, i Pos sempre rotti, le villette ad Epipoli, le allerte meteo, il Premio Tiche, i vigili urbani, i malacarni con gli scooter, la Lega a Siracusa, i turisti allampanati, il pescato di frodo, i gratta e vinci buttati per terra, Antonello da Messina, gli uomini che fumano fuori da Zara, il congresso provinciale del PD, la sassaemayoness, le albe di levante e i tramonti alla Marina.
Il fatto che a distanza di quattro anni continuiate a seguire questo blog è incredibile, inquietante e bellissimo .
Grazie a tutti

Pessimismo e Fastidio

Piazza Archimede è un volgarissimo parcheggio senza regole, corso Matteotti una lunga fila di auto di schiffariati in sosta vietata, Piazza Pancali una accozzaglia immonda di veicoli in divieto, Riva della Posta uno circuito infernale tra venditori di pescato di frodo, Corso Umberto un budello caotico con le auto parcheggiate in doppia fila e a spina di pesce.

Se per una ragione o per un’altra non si è in grado di fare rispettare il codice della strada; se non si vuole avallare la concezione che lo “sperto” viva meglio di chi rispetta le regole; se i Vigili Urbani – in auto sempre in tre – passano lisci e non si accorgono mai di niente e se tu glielo fai notare ti rispondono che loro sono lì per fare altro; se cambiano gli assessori e si alternano i comandanti ma la situazione continua a peggiorare; se non si ha il coraggio di intervenire e di provare a modificare le cose per rendere la città più vivibile, ma non sarebbe più dignitoso toglierli quei cartelli di divieto di sosta e di fermata e puntare sull’autodeterminazione coatta dell’automobilista?

Boarding pass

E niente, nonostante mi atteggi a viaggiatore cosmopolita, nonostante abbia imparato a viaggiare leggero, a non mettere il lucchetto alla valigia per difendere dalle brame dei malintenzionati quattro paia di mutande comprate in saldo da Yuval, nonostante abbia sposato in pieno la rivoluzione digitale e abbia tutto sullo smartphone: biglietti, carte d’imbarco, voucher hotel, mappe di Google e prenotazioni varie. Nonostante utilizzi Uber, paghi con Apple pay e abbia iniziato pure a raccogliere i punti mille miglia et similia; niente, nonostante tutto ciò, il giorno della partenza a me mi viene la smania di perdere l’aereo. Non si tratta di una nevrosi tipo: oddio, il passaporto! Oppure: ho chiuso il gas? No, è solo paura immotivata di non arrivare in tempo.

Mia moglie invece è l’opposto, non si scompone mai. Per me le indicazioni delle compagnie aeree di presentarsi in aeroporto con il dovuto anticipo sono diktat assoluti, per lei, generici consigli. Lei è sempre tranquilla e capace di gestire ogni situazione: gli altoparlanti hanno gracchiato l’ultima chiamata per il suo volo e lei è ancora impantanata ai controlli? Io mi sentirei morire, lei chiede gentilmente permesso, spiega la situazione e tutti la fanno passare. All’imbarco, quando si forma quel capannello di disperati che spinge per accedere per primi sull’aeromobile e piazzare il trolley in cappelliera, io sono tra quelli che subdolamente cerca di guadagnare posizioni e avvantaggiarsi del caos, lei entra con gli ultimi e trova sempre il posto libero per il suo bagaglio. Se viaggia sola, spesso ottiene upgrade gratuiti e vola in classe superiore. Descritta in questo modo, al giorno d’oggi, qualche leghista o grillino potrebbe perfino azzardare, che so: radical chic. Ma non è questo il punto. Anzi, mia moglie è esperta in danno da vacanza rovinata e averla nello stesso volo è una garanzia. Una notte, a Fiumicino, con un volo che continuava a procrastinare la partenza senza alcuna motivazione, chiese di parlare con un responsabile della compagnia e ottenne buoni pasto per tutti i passeggeri, voucher hotel e riprotezione sul volo del mattino successivo per quelli che avevano perso le coincidenze. Fu acclamata tipo Michael Collins dopo un comizio a Belfast e i passeggeri del volo, se avessero potuto, le avrebbero affidato il Ministero dei trasporti e delle infrastrutture.

Comunque, riflettendoci, questa paura di perdere l’aereo deve avere a che fare con un imprinting familiare. Se ci penso, anche i miei genitori sono come me: la puntualità che degenera e diventa patologia, il calcolo dell’imprevisto che si trasforma in ossessione, la tisana rilassante sostituita dal Tavor. Quando viaggiavamo insieme, eravamo talmente in anticipo che praticamente, metà della vacanza la passavamo negli aeroporti in attesa del volo. Da quanto ho contezza, mi ricordo sempre e solo di partenze all’alba. Non voglio esagerare ma tutto questo deve essere legato a fattori antropologici e sociologici. Voglio dire: mia moglie è stata abituata a viaggiare sin da piccola, credo che il suo primo volo intercontinentale l’abbia fatto a 2 anni. Io a 32. Lei è cresciuta tra Genova, Buenos Aires e New York, io tra Siracusa, contrada Gallina e l’Arenella. Lei ha usufruito di servizi pubblici eccellenti e trasporti puntuali, a me, l’unico servizio puntuale che mi viene in mente è l’arrotino. Lei ha vissuto in città con strade a scorrimento veloce e infrastrutture, io per raggiungere l’aeroporto di Catania dovevo percorrere la SS 114 Orientale Sicula. Ecco, credo sia questo il nodo principale, tutta questa smania di perdere l’aereo nasce da lì, dall’inaffidabilità di quel tracciato che ha condizionato me e la mia famiglia. Sono passati anni dalla sua dismissione, ma i suoi effetti nefasti sono rimasti indelebili: mio padre, per dire, tende a guidare più a destra, a cavallo della corsia d’emergenza; mia madre a volte è vittima di allucinazioni e vede auto che le vengono addosso. A me è rimasta questa ossessione dell’imprevisto che potrebbe compromettere l’arrivo in aeroporto e solo in aeroporto. Non mi succede in nessun altro caso. Mia moglie dice che negli anni sono notevolmente migliorato, ma in realtà, lo do solo a vedere.

– A che ora è il volo?

– A mezzogiorno esatto.

– Quindi l’imbarco alle 11:30? Allora dobbiamo essere in aeroporto alle 10:30, dunque dovremmo partire da casa alle 9:30, ma metti una pipì, una ruota a terra, un tamponamento, un terremoto, una tremenda inondazione, le cavallette, che so, forse sarebbe il caso di uscire di casa alle 8:30.

– Ma c’è l’autostrada, stai tranquillo, ci mettiamo 35 minuti.

– Ma tu non consideri il bordello infernale di Corso Umberto.

– Dai, non esagerare, nella peggiore delle ipotesi possiamo perdere al massimo dieci minuti.

– No, no, scusa, trovo veramente poco edificante il tuo tentativo di sminuire un problema gravissimo come il bordello vergognoso di Corso Umberto.

– Ma dovremmo risolverlo adesso? Non ci pensare. Hai anche la valigia già pronta, rilassati.

– Va bene, hai ragione, scusa. Partiamo alle 9:45 ok? La sveglia però la metto all’alba… non si sa mai.

Allerta meteo, studenti in rivolta

Ana lassatu i scoli apette cu stu gran malutempu. Accua a sicchiate, grantine e una trompa t’aria ca i picciotti abbulavano strate strate. Noi stutenti superiori gridiamo basta ha tutto questo. U Sintaco deve chiudere a scola altrimenti si pigghia a responsabilità di tuttu stu buddello. A i stutenti dei paisi non li pono puttare mancu co i pumman. Nessuno a pensato hai pentolari è a tuti quei picciotti che non pono prendere i mutura picchì si assampanano tutti. Strate lachi e piene ti buche ca se ci cari ti struppii tutto. Pi beniri a scola ana dovuto venire motte madri ca machina pi accompagnare i figghi. Macari i genitori infatti sono furiosi per questa disogganizzazione e motti patri sa na dovuto susiri prima. Ora facemu a manifestazione e u sciopero. Appuntamento o campo squola cu tutti i picciotti ro movimento stutentesco. Se scampa a facemu che mutura.

Disguidi

Si ritrova l’auto trasformata in un opera d’arte e chiede i danni al Comune. È l’incredibile storia del sig. Parrinello, pensionato siracusano solito parcheggiare l’auto in divieto di sosta in Corso Matteotti per sorbire i suoi numerosissimi caffè con gli amici. Sfortunatamente, a causa di un disguido nel capitolato di gara, la sua auto è stata considerata alla stregua di un jersey e resa unica dal maestro Accolla.

Capodanno Ztl Free

Da un’idea dell’associazione MDP (Macchina – Dio – Patria) ecco l’eclatante progetto per il capodanno aretuseo. Si prevede la chiusura pedonale totale di Ortigia alla quale si potrà accedere solo con auto. I cittadini che si presenteranno a piedi saranno rinchiusi dentro il Talete. Severamente punito il car sharing, ogni cittadino siracusano dovrà utilizzare esclusivamente una macchina pro capite. Piazza Duomo e le vie limitrofe si trasformeranno in una gigantesca bolgia di auto in coda. Ad allietare il tutto, la dance di Dj TDI; il revival di Dj Revisione Scaduta ed il live dei Four Motion, la boy band di neopatentati che si esibirà direttamente dall’abitacolo di una odiosa microcar. Dopo la mezzanotte, brindisi, clacsonata, sgasata collettiva e l’estrazione finale del primo premio lotteria di capodanno dell’automobilista siracusano che prevede un anno di parcheggio libero sul sagrato del Duomo.