Una disputa sui social e senza esclusioni di colpi tra Oreste, un giovane medico ospedaliero e Ifigenia, una militante No Vax, complottista e assetata di giustizia virtuale sta per tramutarsi in tragedia. Per confutare le tesi della medicina tradizionale e dimostrare la pericolosità del vaccino anti Covid-19, Ifigenia si inietterà in un colpo solo un mix di 2,8 litri di Pfizer, Moderna, AstraZeneca, Sputnik e Vetril, entrando in uno stato alterato di coscienza. Solo l’intervento del Deus ex machina farà in modo che, trasportata d’urgenza in ospedale, sarà proprio Oreste, con un tentativo disperato, a strapparla alla morte. Un anno dopo, il giovane medico, riceverà una citazione in giudizio di Ifigenia con una esorbitante e immotivata richiesta di danaro per grave negligenza professionale.
Green Pass e nuova Ztl tutto insieme: un combo micidiale! No Vax, costituzionalisti da bar, confusi e complottisti assortiti già sulle barricate. Intanto il Comune di Siracusa lancia il microchip delle Meraviglie, un innesto sottocutaneo che verrà impiantato da personale specializzato nei locali di via Di Caprio e garantirà a tutti i cittadini l’ingresso nel centro storico, dieci caffè e quattro pizze al mese in esercizi convenzionati e il ritiro senza tessera sanitaria dei sacchetti della differenziata.
Parola d’ordine: rigenerazione! Dopo il considerevole successo di critica e pubblico riscosso dal progetto di riqualificazione del parcheggio Talete, l’ecomostro di cemento armato che deturpa il waterfront di Ortigia e che finalmente, con qualche piantina, un paio di murales, un chiosco bar e il massiccio utilizzo di acciaio Corten e bauxite si appresta ad essere trasformato in un monumento del XXI Secolo, l’Amministrazione Comunale ha deciso all’unanimità di sviluppare nuovi progetti di riqualificazione e di recupero dell’esistente da donare alla città per aumentare esponenzialmente i luoghi dell’anima d’amare, avanti insieme.
Incurante delle feroci critiche mosse dai discendenti del filosofo Talete, che alla vista del parcheggio intitolato al loro avo, avrebbero esclamato un perentorio “Botta di sangue!” prima di perdere i sensi e di risvegliarsi sul ponte numero 4 di una nave MSC diretta a Mileto, in Asia Minore, l’Amministrazione comunale avanza spedita per la sua strada e dopo aver distratto i fondi di Agenda Urbana, lancia ufficialmente il progetto “Monumenti del XXI secolo”.
Il progetto “Monumenti del XXI secolo” ha già ricevuto un Daspo dal Ministero della Cultura, due diffide dall’Unesco e una denuncia a piede libero della Procura di Cassibile allertata da una lettera anonima consegnata in una busta chiusa con la cera lacca e che i più maliziosi attribuiscono all’associazione Ortigia Sangue Blu. Per nulla intimiditi da queste sconcertanti premesse, il sindaco Italia ed i suoi prodi, nel corso di una conferenza stampa, hanno svelato all’opinione pubblica i monumenti futuri.
Tempio di Apollo e Genash
La casba indecente specializzata in cappelli tipo panama ma di carta pressata e magneti da frigo, che da anni prolifica accanto al tempio di Apollo, il più antico tempio dorico d’occidente, sarà finalmente spostata all’interno del tempio stesso per dar vita a “Sì ai mercanti nel tempio”, un progetto faraonico che prevede una copertura rimovibile in acciaio Corten e delle grandi finestre in alluminio anodizzato color oro, a schermare dagli spifferi e dagli sguardi indiscreti della Sovrintendenza. All’interno del tempio troveranno spazio due punti ristoro senza licenza e alcune postazioni numerate per i venditori di pescato di frodo. Il tutto, assicurano dall’amministrazione, mantenendo la caratteristica illuminazione a led luce fredda.
La Rimessa delle Meraviglie
L’edificio dell’ex ospedale delle 5 piaghe sorge in un luogo strategico, a metà del tragitto tra piazza Duomo e la Fontana delle Papere, per questo motivo, l’Amministrazione ha pensato bene di farne un hub 2.0 per Api calessino e il centro nevralgico della mobilità insostenibile. La riqualificazione prevede la sostituzione dell’antico portale con una saracinesca tipo garage e quella delle caratteristiche bifore con delle rampe in acciaio Corten dalle quali potranno entrare e uscire api calessino, Hop-on Hop-off, trenini su gomma, carrozze con cocchiere e guide turistiche abusive. All’interno, un distributore di carburante rubato, una galleria per lo shopping e la mappa interattiva per percorrere i vicoli di Ortigia contromano e a folle velocità.
Museo internazionale del fritto in olio esausto
“Chi di usucapione perisce di usucapione ferisce”, con queste parole si è dato il via alla riqualificazione totale dello Stabile di Nonna Clorinda acquisito dal Comune di Siracusa per usucapione dopo che un vigile urbano si sarebbe imboscato lì, in orario di lavoro, per vent’anni. Vanitoso con quel rosa démodé, frivolo ma dai tratti decisi, l’immobile ha subito stuzzicato la fantasia dell’amministrazione che ha deciso di farne il primo Museo internazionale del fritto in olio esausto. I reperti presenti accompagneranno il viaggiatore in un viaggio nel degrado della città ripercorrendo tutte le tappe: dagli albori e le prime attività senza licenza alla maestosità di oggi.
Parco dell’entropia
Un monumento sui generis che nasce dalla volontà di ridare dignità al Parco delle sculture della pista ciclabile, devastato dai vandali, dai torpi e dalle intemperie. Il progetto ambizioso è stato affidato a un giovane architetto senza laurea che ha presentato un curriculum falso nel quale si autodefinisce il più grande esperto mondiale di acciaio Corten e consiste nel riassemblaggio alla meno peggio dei pezzi delle opere d’arte rimaste ancora integre. Un processo simbolico, entropico e irreversibile che dovrebbe portare alla realizzazione di un’unica nuova grande opera d’arte dal titolo provocatorio di “Rebuilding ‘sta minchia”.
9:00 – Arrivo in pullman parcheggio Molo s. Antonio
9:30 – Colazione bar piazza Archimede (granita max due gusti + brioscia o manuzza)
10:00 – Incontro con autorità civili e religiose
11:00 – Trasferimento alla Fanusa con bus Ast riservato, bagno spiaggetta libera e giuria gara di tuffi a bomba da scoglio basso
13:00 – Pranzo a sacco presso Samoa, Arenella (Panino cotoletta, caponata, vino rosso e gazzosa)
15:00 – Tour barca grotte marine, caffè e incontro con Fondazione Pescatori di Frodo
16:00 – Sgambata su bici pedalata assistita con Sindaco Italia e Giunta
17:00 – Merenda Bar Drago monumento ai caduti (a scelta: sfoglia prosciutto e formaggio o cipollina o gelato Cooky Snack)
17:30 – Ortea Palace, incontro con Confcavallo, Assopanino e una delegazione di posteggiatori abusivi
18:00 – Visita S. Lucia e mini tour su Carrozza Senato dentro cortile Vermexio
19:00 – Aperitivo alla Marina, djset e colloquio Ortigia Sostenibile
19:55 – Foto con Vinciullo
20:00 – Urban Safari, un pericoloso quanto suggestivo giro in auto tra le bellezze naturali e l’abusivismo incontaminato di Ortigia, alla ricerca degli ultimi esemplari di Vigile Urbano
21:00 – Teatro Greco per Coefore Eumenidi
23:00 – Giro pizza pizzeria Don Chisciotte + porzione patatine e bibita
23:45 – Parcheggio Talete, incontro con deputazione nazionale e regionale
1:00 – Cavallo, sbizzero e sassaemayoness da asporto per il viaggio di ritorno
1:30 – Ritorno in pullman a Roma + sosta area servizio Sala Consilina.
Quando i posteggiatori abusivi del teatro greco – in divisa, con tanto di polo logata – sembrano più autorevoli della pattuglia di vigili – telefonino in mano – chiusi in macchina con l’aria condizionata, capisci che non è la battaglia ad essere persa ma proprio la guerra.
– Il nostro cannolo scomposto con ricotta a patte, il tiramisù scomposto con caffè a patte, segue totta di ricotta al fonno, totta don Camillo… che è tutta tutta tutta di cioccolatto e nocciole di bosco del Piemonte, segue crembrulè ai frutti di bosco, zuppa increse, segue sobbetto a limone e i nostri semifretti alla mantola di Avola e al pistacchio di Bronte.
– Mi! la zuppa inglese, coraggioso… non la sentivo da anni!
– È una nostra specialità motto richiesta dai turisti incresi….
– Ah! Chi l’avrebbe mai detto…
– È come noi che antiamo all’estero e ni manciamu i spachetti e iddi u stissu… si mangiano cette votte i cose ca canusciunu.
– Ho capito, invece senta, ma… non è che poi sti semifreddi sono dei cuticchioni durissimi?
– Bi… sono da fritz…
– Allora no, grazie. Apprezzo la sua onestà, ma niente, lasci stare, prendo solo un caffè…
Nel corso di una gremita conferenza stampa tenutasi ieri, Comune di Siracusa, Assopanini, Confcavallo e gli albergatori di “No Tassa di Soggiorno” hanno illustrato all’opinione pubblica “Risossa Mare”, il grande progetto che riqualificherà l’area dell’ex aeronautica e tutto il waterfront a sud della città. Grazie ad un bando truccato e con dei finanziamenti a fondo perduto sottratti con dolo alla Comunità Europea quello che era solo un sogno potrà presto diventare realtà. “Risossa Mare”, come illustrato dal Sindaco, sarà una tavola franca per concessioni demaniali, chioschi bar, solarium, lidi e baracchini di boat tour. Una specie di Red Light District di Amsterdam ma interamente dedicato alla peggiore offerta turistica siracusana: pescato di frodo, friggitorie senza licenza, trenini turistici su gomma, motoape calessini, musica a palla, merce contraffatta e un tripudio di sbizzero e sassaemayoness. Un progetto faraonico che ridarà ossigeno alla martoriata economia siracusana e smuoverà anche l’indotto: pronto il progetto del Talete 2, un mega parcheggio multilev scambiatore che dovrebbe sorgere sulle macerie del Ginnasio Romano in via Elorina.
Prosegue senza sosta la polemica sulla riqualificazione del parcheggio Talete di Siracusa, l’ecomostro di cemento armato costruito su uno dei punti più suggestivi dell’isola di Ortigia e al centro di un contenzioso con la Regione Siciliana.
Dopo mesi di discussioni l’opinione pubblica si è spaccata a metà: da un lato quelli che chiedono a gran voce l’abbattimento dell’ecomostro a qualsiasi costo (è nato perfino un comitato); dall’altro i favorevoli alla “riqualificazione” prospettata dal Comune. Nel mezzo qualche indeciso e tutto il peso di una struttura poco funzionale, emblema del disservizio, archetipo del pressappochismo e una terrazza sul mare tra le più sporche del mondo, un tappeto di escrementi animali e umani, bottiglie rotte, e rimasugli di batterie di fuochi d’artificio esplosi per festeggiare un diciottesimo, una scarcerazione inaspettata, una partita di droga piazzata in città.
Ma questa vicenda non è solo una disputa tra sensibilità diverse e pareri opposti, no, qui c’è in gioco il futuro di Ortigia, il suo rapporto con il mare, ciò che Siracusa è stata e quello che può diventare in termini di riappropriazione degli spazi.
In quest’ottica – nonostante si parlasse di un intervento che avrebbe trasformato il Talete in un monumento del XXI secolo – il restyling promosso dall’amministrazione comunale e progettato da Stagnitta, appare davvero poca cosa, un palliativo, un filo trucco, un po’ di polvere negli occhi. Un intervento che per quanto possa essere considerato gradevole, difficilmente risolverà qualcosa e con molta probabilità verrà abbandonato, dilaniato dal vento e vilipeso dai vandali come ogni altro elemento che nel corso degli anni è stato posto su quella maledetta terrazza.
Quando si parla di parcheggio Talete, si tende a concentrare l’attenzione solo sulla sua oggettiva bruttezza e mai sulla scarsa funzionalità dell’opera. Un parcheggio, per quanto orrendo, dovrebbe svolgere al meglio la sua funzione principale, ovvero quella di permettere agli utenti di parcheggiare l’auto in tutta comodità. Bene, questo al Talete non accade. Tra allagamenti, casse automatiche in tilt e sbarre che non si alzano e intrappolano famiglie teutoniche e francesi al suo interno.
Vi siete resi conto che a causa della distanza tra pilastri calcolata male, sono segnati tre posti macchina e ce ne entrano invece solo due perché non si é tenuto conto del raggio di curvatura delle automobili? Il problema vero é che manca la funzionalità e ci sono troppi errori di progettazione. Una copertura nata per due piani di parcheggio che in realtà é solo uno e ostacola il parcheggio stesso.
Ma quindi, se all’unanimità si è stabilito che si tratta di una delle opere pubbliche più brutte del mondo, se non svolge bene nemmeno la sua funzione di parcheggio, ma perché dovremmo tenerci una tale infrastruttura? Non sarebbe il caso di affrontare il problema in maniera sostanziale, scegliendo soluzioni coraggiose, magari attraverso un concorso internazionale che ripensi quel tratto di costa, la fruizione del centro storico e lo sviluppo della città?
Perché, a parlare in continuazione di Land Art, Street Art e acciaio Corten, alla fine non è che si va da nessuna parte. Certo, piazzata sul collo c’è la Spada di Damocle del risarcimento chiesto dalla Regione e non si tratta di un aspetto che può essere sottovalutato. Un lungo e contorto contenzioso legale con la Regione siciliana che ha chiesto indietro quel finanziamento di venti miliardi concesso trent’anni fa. Il ragionamento è semplice: quei soldi sarebbero dovuti servire per costruire una via di fuga e un parcheggio scambiatore. Il parcheggio è stato realizzato, la via di fuga no, quindi, siccome manca un pezzo importante del progetto, la Regione – come darle torto – ha chiesto la restituzione del finanziamento. Non serve essere una cima nel far di conto per capire che se il Comune di Siracusa dovesse restituire dieci milioni di euro o soltanto una parte di questi, andrebbe immediatamente in default e buonanotte ai suonatori.
Lo sa bene l’Amministrazione, che non può certamente rischiare che la città venga trascinata nel baratro del dissesto finanziario anche se da più parti si parla di una disponibilità da parte di Palermo a chiudere il contenzioso attraverso un accordo di qualche tipo, inoltre si potrebbe, come suggerisce l’architetto Vera Greco: “cogliere al volo, rallegrandosene, la straordinaria occasione dei fondi del Recovery Fund, delle strategie green e della transizione ecologica, che rappresentano un momento irripetibile che non si verificherà più cosi facilmente”.
Insomma, le idee non mancano e il momento sembra quello propizio per aprire un dialogo costruttivo con la cittadinanza. In molti auspicano un intervento del Sindaco che fughi i dubbi, smantelli le barricate e coinvolga di più la città. E poi, lo dobbiamo a Talete stesso, il primo filosofo della storia occidentale, quello che l’archè era l’acqua, non certo il cemento armato.
“Non abbellire la tua immagine; sia bello invece il tuo agire” diceva passeggiando per la sua Mileto, inconsapevole dell’ecomostro che gli avrebbero intitolato qualche migliaio di anni dopo a Siracusa.