Virocolo ce lo dici a ta soru – Il glossario dei commenti social alle prime dosi di vaccino

– Mischini non lo sanno che si muore col vaccino non glielanno detto.

– In Francia li anno presi e azziccati nel culo del governi in germana tutti buttati nei cesso informatevi prima di sparate minchiate.

– Ma perche inietano il virus se il vaccino avrebbe ammazzarlo alla malatia delinguenti.

– Se non ti vaccini vi levano u travagghiu e tutti i soddi.

– Saremo tutti motti viventi.

– Nei boccetta ce sulu aqcua e zucchero e una fassa.

– Si stanno facendo i soldi a mio suocero ci anno chiesto 500 euri a vaccino e sono due ansiani e senza penzione doro.

– Motto presto troppo strano se lo facciano chi nn interessa ha vivere.

– U stano testanto sopra i cristiani e poi quando crepano se lo fano i politici schifo.

– I vaccino de tumore non l’anno fatto mai e perche e solo pisnes.

– Se non mi fanno vedere gli affetti che fa io non mi fazzu tuccari i nuddu.

– Chi vivrà vetrà.

– Nel vaccino ci sono elementi di feti di pampini che incitono sul DNA dei malati.

– Caso mai incidono sul RNA è questo è molto più preoccupante l’ha detto anche Piero Ancela.

– Ci anno sduacato tutte cose metallo autisti radiazioni si trova di tutto,per questo conviene non farlo,poi è RNA che modifica il DNA e la reazzione c’è dopo anni e anni quando non li puoi più denunciare più.

– Questo vaccino satanico non è affidabile affidiamoci al signore lui non sbaglia mai gli scienziati si.

– Ci sono persone che non sano di essere allergichi e capace che ci fanno il vaccino e sela quagliano.

– Ma perche mi dovessi fare un vaccino che non mi rente immune della malattia e spatte lo posso infettare agli altri?

– U dutturi mi fa ora lei si a fare u vaccino e io ciò detto ma perche lei se la fatto dice no ah pezzo i cunnutu.

– Tutti i vaccini normali ca pillola e chistu ca sirinca perchè? incrascati non mi fito.

– Io non me lo faccio manco se viene conte e me l’annaca.

– Aprite gli okki e una finta pantemia di morti normali di vecchiaia e senza utopsia a cuale covid. 

– Virocolo ce lo dici a ta soru.

– Questi dei vaccini su come chiddi ca ti ceccano i voti, promesse e soldi, e poi manco ti salutano.

– Ma no deplian ci anno messo tutti gli affetti collaterali ma vero tutti o solo quelli scassi.

– Il sintaco se la gia fatto astura.

– Con le vaccinazione incomincia il sistema dittatoriale cinese che tenta di invadere il mondo sotto la loro influenza riducendo l’essere umano in un prodotto biologico.

– A questo 2020 mancava solo la campagna pro-vax, dopo quella pro-clandestini, e pro-omosex.

Telethorp

Tutto pronto per la tredicesima edizione di Telethorp, la grande manifestazione di solidarietà natalizia organizzata dall’associazione MDP (Macchina – Dio – Patria) per raccogliere i fondi necessari all’abbattimento di Villa Reimann e la sua riconversione in parcheggio multilevel.

L’auto è per noi luogo dell’identità come e più della famiglia – ha dichiarato il Presidente di MDP – il 2020 è stato un anno orribile, caratterizzato da nuovi stalli per i parcheggi, da strade più strette e dalle vergognose piste ciclabili che minacciano l’identità dell’automobilista siracusano e il suo diritto di parcheggiare in seconda fila a spina di pesce anche solo per l’acquistare un Gratta e vinci, pane o le sicarette”. “Da qui – conclude il Presidente di MDP –  la necessità di dare un segnale forte a chi vuole annichilire una tradizione millenaria di caos e angherie in favore di altre culture e usanze a noi totalmente estranee”. 

Ad allietare la serata, la dance di Dj TDI; il revival di Dj Revisione Scaduta ed il live dei 4 Motion, la boy band di neopatentati che si esibirà direttamente dall’abitacolo di una odiosa microcar. Al termine della kermesse, brindisi, clacsonata, sgasata collettiva e l’estrazione finale del primo premio lotteria di MDP  che prevede un anno di parcheggio libero sul sagrato del Duomo.

Buon Natale

Questo Natale, più di ogni altra cosa, mi  mancheranno le atmosfere uniche che solo la Tombola del Popolo riesce a creare. La Tombola del Popolo è un’invenzione di mio padre che già in passato aveva proposto in famiglia e senza successo, diversi “divertissement”. Fra questi, su tutti, spiccava il Mercante in Fiera delle malattie, un gioco spietato che metteva i partecipanti davanti al proprio io più profondo e li sfidava nell’eterna lotta tra brama di danaro e scaramanzia. La provocazione fallì perché nessuno voleva partecipare all’asta delle carte (Mamma, mi compri l’epatite B? No, Tesoro hai già la bronchite, la varicella e l’ipertensione, basta così). 

La Tombola del popolo ha un intento più sociologico che è quello di attualizzare il gioco alle dinamiche e alle insidie della società odierna. I principi base sono quelli della tombola tradizionale ma con un nuovo regolamento cervellotico, infernale e contorto, che riesce a scontentare tutti. Il gioco prevede pesanti restrizioni, multe salate e confisca di cartelle a chi dice, per esempio, “tombolino” oppure “ambo” alla chiamata del primo giannetto. Ogni richiesta al cartellone: “è uscito il 23?”, costa 50 centesimi e se il giocatore ripete la domanda nel corso della partita, a pagare sarà anche il giocatore seduto alla sua sinistra. Per i premi è prevista una pericolosa redistribuzione delle risorse: donazioni controvoglia, prelievi forzosi e altre nefandezze basate sul caso.

Per esempio, se un giocatore fa la cinquina non è detto che riceverà il suo premio. Dichiarando il punto e dopo la verifica da parte del cartellone, interverrà una commissione di saggi munita di mazzo di carte siciliane e di taccuino con codici e leggende. Il giocatore dovrà pescare una carta, ad ogni carta è associata un’azione. Gli scenari sono mutevoli: puoi essere fortunato e vincere il tuo premio; ti può essere confiscato e aggiunto al monte premi della tombola; può essere considerato pensione d’oro e decurtato di una percentuale a favore di chi ha fatto ambo o di uno che manco sta giocando; se peschi il cavallo sei costretto a donare la vincita al giocatore che siede alla tua destra, insomma, cose così.

La prima volta che abbiamo provato a giocare abbiamo fatto due giri, poi sono cresciuti i malumori, la tensione nell’aria era tangibile, i parenti si guardavano con sospetto mentre mio papà aveva un ghigno beffardo tipo Travaglio a Otto e Mezzo. La situazione stava precipitando tanto che è dovuta intervenire mia mamma per dire: basta giocare, adesso apriamo il panettone delle Tre Marie.

Quaccuno s’ha se c’è n’è sarà un’altro? – Il glossario dei commenti social al terremoto

– Raga ha quinto piano è stato assurdo , veramente , ancora cio i brividi 

– Anno tremato tutti i mura bumbumbub e u fricorifero ci mancava solo questa quest hanno

– Pizzuta fortissimo

– Gelone da cacarsi in collo

– A pachino sussuttorio

– Palazzolo ontularorio e forte boatto di bumma ma non proprio bumma

– Qualcuno s’ha se c’è n’è sarà un’altro?

– Alla Fanusa bestiale tutte le persiane sgricchiolavano e i cani facevano come i pazzi

– Io mi stava ittannu ro baccuni a canicattini

– Non vedo lora di che finisce sto 2002 si ricordera l’anno più distrastrofico

– Mi a tremato tutte cose e cretenza cabballava

– Floridia fotte fotte

– Speriamo che questa scossa si porta via il virus cioè la pandemia come nel vangelo 

– Santa Lucia che sei tornata con cravagio proteccicci

– Terremoto trabballante u divano pareva u takata

– Dio ma che stai facento? perdonacci

– Alla gente fuori se passano i carBinieri sono cosi ignorati che vi multano ha tutti pari pari verbali per tutti paripari 400 euro del ministro Conti

– Apicentro all’etna così anno detto nella televisiore

– 13 dicembre 1990. 22 dicembre 2020.  Soltanto 9 giorni di distacco tra i due terremoti=Covid 19.  Ovviamente qualcuno potrebbe dire: “ma cosa c’entra tutto questo”? La mia risposta è: nulla, non c’entra niente tutto questo. Niente di particolare, ho solo fatto due conti, così, al volo

– Ma quale 4.6 questo e almeno 6 – 6,2 ma come minchia li misurano sti scimuniti.

Un Eroe

L’eroe di questo Natale disadorno, l’unico che potrà risolleverà l’inevitabile l’atmosfera dismessa creata dal numero esiguo di parenti intervenuti stabilito per decreto, un Natale con le porzioni ridotte e il menù alternativo senza frittelle di baccalà (Biii, tutto quel traffico per friggere solo per quattro persone), senza il tavolo dei picciriddi che si tirano pezzi di torrone e di giggiulena, senza il vociare ininterrotto delle cognate sparrittere che finiranno a litigare su chi deve fare la cucina (e che c’entra scusa, a casa di mia madre la faccio io, da vostra madre la fate voi!). Un Natale senza gli improbabili abiti gessati del genero che si finge imprenditore e veste come Al Capone, senza i fiumi di minchiate, sempre le stesse, raccontate senza freni da maschi di famiglia in costante competizione tra di loro, l’eroe di questo Natale, dicevo, sarà colui che in attesa della mezzanotte, malgrado l’abbiocco dei più anziani e l’insofferenza dei più giovani, acquisterà otto cartelle della tombola anziché le sue solite due, aspetterà la chiamata del primo giannetto e finalmente griderà un liberatorio: “AMBO” e tutti, come per magia, cominceranno a ridere.

Sto decreto è pieno di lagune – il glossario dei commenti social sulla stretta di Natale

– E me figghiu ca have 16 ani u lassu a casa? bravo govenno complimenti da un padre di famiglia

– Cè l’escamotasg a 16 anni ci può andare da solo a trovare i parenti 

– E comunque parrucchieri aperti e centri estetici chiusi poi ma ta spiegare!!! I capelli te li puoi lavare i pila nun te po livari???

– Ma tutto stu piaceri di andare a casa di vostra suocera quando vi ha venuto?

– Ci st’anno prendendo in giro vediamo se dimaia si fa natale è capodanno senza a zita

– Va bene per la viggilia ma u pranzo del 25 non me lo devono toccare che è sacro gesù bambino

– Ma se c’è il cropifuoco alle 22 che scrivono a fare capo danno che e a mezza notte ci vogliono solo prendere in giro per farci dare il vaccino?

– Questi del governo forse non anno famiglia perche il natale e famiglia e loro stano calpestanto

– A zona arancione ca diventa gialla e ora russa ci vuole a canteggina

– Alla befana come siamo messi chiedo per mia cognata…

– E gli immigranti possono entrare vero bastardi e ci fanno anche il ceonone coi soddi nostri

– Quanta superficialità nei vostri commenti, pensate ai veri problemi

– Non offenda supefficiale ce lei pezza di scuffata

– Io esco lo stesso e me la pono sudare tutti

– Ma quale coprifuoco scuadriglia Italia 103 presente a capodano vi faciamo satare ntal’aria 

– Me figghiu a 17 anni può venire dalla nonna col motore da solo?

– Figghiu i buttana tu e tutti chiddi che non tu riciunu

– Figghiu i butano 

– Starei hanno interi a dirgli infami pagghiazzi iarrusi giocate co la pelle dei siracusani ma più non lo potete fare vetrete

– Sto decreto è pieno di lagune.

Consapevolezze

Non sei mai uscito dal triangolo viale Zecchino, via Filisto, viale Tica; hai piantato le tue personalissime colonne d’Ercole in Largo Dicone; ti sei formato tra il Bar Kennedy e la sala giochi di via Pitia; non leggi più nemmeno le pagelle della Gazzetta dello Sport; non ti è ancora chiara la differenza tra e congiunzione e verbo, ma su Recovery Fund, Next Generation EU e MES nemmeno un dubbio… Ti invidio e ti stimo.

Graffiti

Ci sono palazzi che sono musei e raccontano storie attraverso scritte e graffiti. Il mio preferito è dalle parti di Viale Tunisi, a Siracusa, ci sono stato di recente, dopo trent’anni dall’ultima visita e mi sono emozionato come la prima volta.

Nel breve tragitto che dal parcheggio porta al portone d’ingresso si possono ammirare nell’ordine: “Gianni ama Giana”, poi, subito sotto, con un’altra grafia più discreta ma dal tratto incerto, una precisazione: “ma propria” che la critica attribuisce alla stessa Giana o Gianna. Una X però, è stata posta sopra, quasi a voler annullare quel tentativo di smentita e subito sotto, come una didascalia in una miniatura benedettina del XIV secolo, un’ulteriore precisazione: “buggiarda”.

A meno di un metro, l’autore Gianni, probabilmente in cerca di rivalsa per la storia finita male con Giana, si mette in mostra con un appassionatissimo e  sfacciato “Gianni e Loredana amore profano”. Il graffito, ad oggi, rimane perfettamente conservato senza alcun intervento a confutare la veridicità dell’affermazione. 

Arrivati davanti alla pulsantiera del citofono, non si può non rimanere affascinati da una scritta scolpita sull’intonaco del muro con un carattere così definito e maestoso da ricordare quello delle tavole della legge di Mosè. L’opera è enigmatica e polisemica: “Mirco e spichioso”. Ancora oggi gli studiosi si interrogano sul significato letterale, allegorico e morale.

Varcato l’ingresso del palazzo, si entra in quella che la critica chiama la gallerie delle meraviglie. Il breve corridoio che porta ad una piccola rampa di scale, oggi come ieri è un concentrato di vibranti emozioni, con quel “AIZ MAI” scritto sul lato destro con un pennarello rosso a cui fa da contraltare, sulla sinistra un magniloquente “Abbasso la droca”. Le due scritte sono sormontate da due giganteschi crigni gemelli che si fronteggiano l’un l’altro e si sbeffeggiano come la fontana dei fiumi del Bernini e la chiesa di Sant’Agnese del Borromini a piazza Navona.

Infine, quando gli occhi sono ormai saturi di tutta questa meraviglia concentrata in sol luogo, si ha giusto il tempo di girare l’angolo, entrare in ascensore e ammirare  sullo specchio “MORBO”, la gigantesca incisione ricca di fiorettature, degna di un maestro soffiatore di Murano, che l’autore ha piazzato esattamente lì, in ascensore, a elevarci simbolicamente verso la pace dei sensi.