Due anni di te

Comune di Siracusa, Noi Albergatori e Assopanini e Confcavallo, celebrano il secondo anniversario dell’istallazione di “Cavallo Corinzio e Sbizzero”, la scultura entrata nel cuore di tutti i siracusani. Per la critica, l’opera, la cui poetica mette in relazione cultura e sviluppo economico, vuole simbolicamente rappresentare il trait d’union tra mito e sassaemayoness.

Cavallo e Sbizzero

L’investitura

I delegati dei quartieri nominati dal Sindaco, hanno nominato dei vice delegati che si occuperanno dei rioni. Questi, a loro volta, hanno nominato dei sotto delegati per ogni singolo condominio. In pieno rispetto delle norme anti Covid, la cerimonia solenne per l’insediamento ufficiale della corte è prevista per oggi a Villa Reimann. Il Sindaco Italia, per l’occasione in mantello di velluto rosso bordato di ermellino bianco, investirà di pieni poteri vassalli, valvassori e valvassini e li omaggerà di un pane di tipo scollo, simbolo di ricchezza e prosperità e di una copia con cornice placcata oro del dipinto “L’Investitura”, opera degli alunni della I C del comprensivo Lombardo-Radice vincitori del concorso “Il sindaco che vorrei”.

Arazzi

Nuovi arazzi al Vermexio, i vecchi, distrutti da un incendio che nessuno si ricorda. Saranno esposti in occasione di eventi particolari, processioni e ricorrenze. Con voto all’unanimità, la giunta ha individuato e scelto i soggetti da rappresentare, agli artisti locali scartati dal bando di democrazia partecipata, il compito di realizzarli.

Il primo arazzo mostrerà un soggetto bucolico tipo parco Ozanam, con al centro della scena un giovane Francesco Italia, con saio da francescano e mocassino di Gucci, che parla con gli animali della foresta e con alcuni ex consiglieri comunali.

Il secondo vedrà Italia in tunica bianca e piano di zonizzazione acustica in mano, mentre divide le acque della fontana delle papere e conduce la sua la giunta in salvo dai linciaggi dei residenti ortigiani inferociti.

Nel terzo, dal vago sentore biblico, Italia si reca sulle montagne di Cugni e riceve dal CGA le tavole della legge per governare la città.

Hello, bye bye, auf wiedersehen, goodbye

Improcedibile, irricevibile e inammissibile. Il Tar pone fine alla lunga telenovela sullo scioglimento del consiglio comunale di Siracusa bocciando il ricorso presentato da undici consiglieri decaduti. Pur rigettando il ricorso, i giudici hanno tenuto a precisare che: “Una città senza consiglio comunale è come un cavallo senza sbizzero”.

“Prima le stradi che sembriamo un ciccuito di motogrossi” – Il glossario dei commenti social sui nuovi progetti ciclabili

– A leviti sindaco fasulino cerca  di sistemare la città per pene

– La nostra cita nelle tue mani e perduto

– Aggiusta i casi popolari ca ni stanu carennu n’goddu medda

– Ma io dico perché non fare cualcosa per il Tivoli e rivalutare la zona che la vete abbandonato.pensate solo zone estive chi cazzu i cervello aviti

– Ti fissasti cu ste biciglette medda

– Più tosto perché non so ripristina il manto stratale ho i tompina

– Ma chi cazzu rici o cucchiti

– Prima le stradi che sembriamo un ciccuito di motogrossi

– E i strade paremu na luna.. Sindaco se vo iucare t accatti gta.

– Vattene da dove sei venuto bestia

– Ai rovinato siracusa e non te lo peddono

 – Ma quali piste ciclabili devi a fare i parcheggi ca uno ti fano la multa che parcheggi non ce ne

– Strate colabroto e munnizza azziccata unni e ghie e vigili che prendere le multe alle macchine ai capito

– Togliete solo spazio e posteggio selvaggi

– O fai tutti i strade cunnutu casi casu tutti spunnati e kini i puttusa

– Queste piste ciclabili sono una assurdità ed un pericolo per la nostra città

– Ocuchiti e peri ca testa un nai

– Ma cu e stu cretino che si piglia a bicicletta e sene va a capo muro di pocco puttatammillo davanti ca c’è lo dico na facci cretino

– Dovevi fare le strade a chi come noi i cittadini automobilisti o con gli sgooter paghiamo u bullu e l’assicurazione no a sti quattru biciciclettari ca nn pagano niente.

– Vi è piaciuto votare coi brogli a un sindaco colla bicicletta e ora chiddu fa le piste ciclabili e u sarausanu muto

Code

– A sintutu ca ana chiuso a scola della Chintemi?

– Ma chi sta ricennu?

– Me cugnatu ca è carrabbineri dice che ci devono fare i micranti!

– Merde ca sunu! Non ci posso cretere… veggogna.

– A capito u sinnacu Italia…

– Bastardi, ma nun ci quagghia a facci? Cu tutti i problemi degli italiani?

– A quali italiani, francisi e teteschi… chisti sinni stana futtennu!

– Scusate se mi intrometto, ma a dire il vero la scuola è stata chiusa per dei casi di Covid e per permettere la sanificazione dei locali…

– E a lei cu c’ha ditto sta gran minchiata?

– L’ho letta qui, adesso, su un giornale online che…

– See… chissa na bufala è. A cu vuno pigghiari pi fissa.

– Ora sicuro ci mettono quelli che hanno sbarcato macari ca semu zona russa, dicalafici.

– Va be… hanno chiamato il 7, sono io. Mi congedo, buona giornata.

– A lei.

– Arrivedecci.

È caos baratto amministrativo

Scoppia la polemica. L’incredibile vicenda del Sig. Bazzano che vantando un credito nei confronti del Comune di Siracusa – per un’errore macroscopico sul conguaglio TARI – si è visto risarcire con l’usufrutto dell’Assessore Burti. Il Comune non avrebbe in cassa la liquidità per pagare i debiti quindi, la Giunta, in virtù della norma sul baratto amministrativo entrata in vigore anni fa e mai sfruttata, avrebbe deciso di assegnare per un anno alla famiglia Bazzano, l’usufrutto di Burti che potrà essere utilizzato per piccoli lavoretti domestici anche nella villetta a mare, baby e dog sitting, cantastorie, giocoleria e tanto altro. Per Palazzo Vermexio si apre una stagione di enormi risparmi. Già pronta la graduatoria delle famiglie a cui verranno assegnati gli altri assessori. Malumore tra le associazioni dei consumatori che contestano la poca chiarezza della norma sul vitto e l’alloggio del consigliere in usufrutto. Intervento chiarificatore del SACS, il sindacato assessori comunali siracusa, che in una nota chiarisce: “basta assicurare al consigliere tre pasti caldi e 5 euro di credito telefonico al giorno”.

A me mi pare una cifra esorbitanta – Il glossario dei commenti ai nuovi servizi igienici del Molo S. Antonio

– Se sti cessi funzionano come i sbarre ro parcheggio u sai quanti cristiani ci restano chiusi la dentro?

– Qualcuno si è già lamentato delle strade scassate?

– Il cesso del futuro e ogni puttusu na strada e tanto tipo bumma

– Lo potevano piazzare sopra il talete e ci facevano chiù fiura

– Se devi cacare ce un app che ti compare la foto del sindaco

– Col caldo ad acosto squagli tutto

– Primo crigno stampato tra tre due uno…

– Ora ci devo dare un’euro per pisciare ma sono latri!

– Anno a pagare a me se mi vogliono fare usare sto mostro

– Centocinquata euro un cesso griggio ma siamo pazzi

– E una bufala io ci sono passato e non ce un cazo

– A tempo 3 2 1 su caricano no camio e su pottunu ni quacche villetta a mare

– A me mi pare una cifra esorbitanta

– Dice ca fa macari a granita di cafè ca panna e a brioscia ahahaha

– Ma ancora non li anno arrestati a tutti o comune?

– Siracusani non scrivete nei commenti segnalatecelo sulla pagina della corte di conte

– Maria che l’ario proprio fa venire u cacazzo

– Sempre ha criticare vedete che ci sono in tutto il mondo lavati l’occhi ca canteggina

– Dovevano metterlo al Maniace cesso grande è cesso piccolo tutti sbrillucicante

– Ma dice che soldi non cenerano… minchiatari!

State giocanto colla salute dei mostri bimpi – Il glossario dei commenti social sull’apertura delle scuole

– Io bambine non neo ma seconto me le scuole anno a chiudere per sicurezzi

– Parli accussì perchè non sei padre che sei eri padre astura ci avevi messo i siggili ha tutti i puttumi re scole di siracusa e provincie 

– Almeno falli adummare i riscaldamenti na scola pagghiazzu ca stamatina i picciriddi aggiggiavano

– State giocanto colla salute dei mostri bimpi

– A fare quello che ti dicono i goncittadini non quelo che dice lasp i nostri figli a casa al sicuro no asp

– Ma Asb su chiddi di Ficara e Marteddu?

– Chiudi a scola manzanò fra 15 giorni picciriddi, maestre, parenti e macari bidelli cianno tutti il virus

– Fatti u giro davanti alle scole e talè chi budello ingosciente

– I tamboni non hanno stati fatto ai studenti ma solo ai maestre

– A quali scrinink ata chiudere i scole

– I diriggenti scolastici tutti muti… tasciono

– Figghi nu nai e parri davanti alle scuole di mattina c’è u cuttighiu altro che assempramenti 

– Devi chiudere le scuole e i negozzi dei cinesi ca su vastasi

– Chiudi siamo noi ha chiederlo i tuoi cittadini il popolo di siracusa e bosco minniti

– Sindaco sei una cosa buggiadda a tradimento

– Ciccio Italia devi fare intervenire l’esercito io cio il numero di uno ca fa u generale

– Vorrei sapere se nella autocertificanzione ci posso scrivere per motivi di necessità mia e nome e cognome

– Ma i ciclisti ca pare u giro ditalia chissi nun ne assemblamentu o sono amici del sindaco?

– Ma se mia madre e parrucchiera la posso andare a trovare?

– Vi avete mangiato le persone buffoni sindaco intervieni ca stiamo facendo la fama 

– Attenzione che ci sono anche un sacco di autocettificazioni fasse in giro

Hit Parade

Ma come si spiega la perdita di ventitré posizioni in due anni? Cioè, nel 2018 Siracusa galleggiava all’ottantaduesimo posto della classifica sulla qualità della vita del Sole 24 Ore e oggi retrocede al centocinque, il terzultimo. Peggio di noi solo Caltanissetta e Crotone che però, almeno, ha la squadra di calcio in seria A. Il Sole 24 Ore tende subito a precisare che nell’anno del Covid, le città che hanno perso più posizioni, sono state proprio quelle turistiche: Venezia, Roma, Firenze e naturalmente anche Siracusa.

Ma, detto fuori dai denti, c’è qualcuno che pensa veramente che Siracusa sia una città con una qualità della vita soddisfacente? Attenzione, qualità della vita non vuol dire bellezza, non vuol dire monumenti, mare, Caravaggio, Santa Lucia e il teatro greco, qualità della vita vuol dire prima di tutto servizi, benessere e parametri oggettivi come quelli analizzati nell’indagine del quotidiano economico. Il tramonto sul porto grande, la pietra bianca del Duomo, il blu profondo del mare del Plemmirio probabilmente hanno pochi eguali al mondo ma non rientrano, forse a torto, nel computo dei parametri, facciamocene una ragione.

C’è chi di primo acchito vorrebbe puntare il dito contro il Sindaco e inscenare una protesta sui social con qualche hashtag ad effetto e qualche ex consigliere comunale a fomentare la cosa, ma a dirla tutta, le responsabilità di questo atroce fallimento sono ben divise tra tutto il tessuto sociale ed economico della città.

Certo, l’Amministrazione Italia non brilla per gradimento e i suoi componenti non sembrano tutti all’altezza dei compiti che sono chiamati a svolgere, però, pur tralasciando la fisima del Sindaco per le tematiche religiose – alla faccia della laicità dello Stato – e un autoincensamento un po’ esagerato ogni volta che una trasmissione tv viene a girare due scene in Ortigia, bisogna darle atto di aver portato avanti e messo a regime alcune politiche amministrative e alcune scommesse su settori fondamentali. Penso alla raccolta differenziata porta a porta, che al netto degli ultimi intoppi dovuti al “sold out” delle discariche, sta ottenendo risultati incoraggianti e con un trend in crescita costante. C’è un progetto sulla mobilità alternativa che potrebbe cambiare radicalmente in meglio la faccia di questa città; c’è la grande scommessa di una immensa area verde di cui il Bosco delle Troiane è solamente una minima parte, anche se per adesso il progetto sembra essere andato a puttane e ci sono tanti interventi mirati nelle scuole di competenza comunale che hanno messo a norma situazioni vergognose, ignorate nel corso dell’ultimo ventennio. Di contro, si parla meno di ambiente e industria e si ha come l’impressione che la stagione delle barricate ai tavoli dell’AIA sia terminata e che per il turismo, l’indotto e la fruizione del centro storico, al netto della terribile sciagura Covid, regni ancora caos e disorganizzazione. Probabilmente ci sarà tanto altro da dire, ma i limiti della comunicazione da un lato e lo scioglimento del Consiglio Comunale dall’altro, che nel bene e nel male era vetrina e megafono di istanze diverse, non ci mettono nelle condizioni di conoscere e di sapere di più. Ma questo andazzo può giustificare da solo un tale tracollo? La risposta è no. Troppo facile cercare il capro espiatorio nel Sindaco e nella sua Giunta quando i problemi sono cronici, radicalizzati e hanno a che fare con ogni settore sociale e produttivo della città.

Scorrendo tra i parametri del Sole 24 Ore basta poco a chiarirsi le idee: partecipazione elettorale ai minimi termini, offerta culturale praticamente nulla, indice di lettura quotidiani a livello malafiura. Di contro alcuni parametri schizzano alle stelle: consumo di farmaci per diabete, tasso di mortalità, numero di imprese in fallimento, fatture commerciali ai fornitori oltre trenta giorni.

La fotografia è impietosa, come guardare quelle bellissime immagini prese dall’alto con il drone e anziché ammirarne la bellezza, vedere la città con i palazzi diroccati e le macerie fumanti. Ogni parametro è una tumpulata, ogni tumpulata apre gli occhi su quello che sapevamo già, farne un elenco impietoso è presto detto:

Tasso di occupazione generale, gap occupazionale tra uomini e donne, diffusione del reddito di cittadinanza, numero di imprese in rete, numero di startup innovative, giovani che non studiano e non lavorano, riqualificazione energetica degli immobili, ecosistema urbano, quota delle cause pendenti, durata media delle cause civili, numero di estorsioni, numero di POS attivi, numero degli infermieri.

Non prendiamoci in giro, le responsabilità, sono da attribuire alle istituzioni, alle aziende e perfino ai cittadini e colpiscono tutti i settori indistintamente, dall’ambiente ai servizi, dagli affari al lavoro, dalla cultura al tempo libero. C’è da aggiungere altro? Possiamo dirci stupiti? Io credo di no, la situazione è sotto gli occhi di tutti e francamente ho paura che non se ne possa venire fuori facilmente. Il Gap con le città del Nord è netto e consolidato e voltarsi indietro serve a poco se non a rimuginare e rimanere impantanati nelle solite logiche, quando invece occorrerebbe una maggiore consapevolezza dei propri limiti e un drastico cambio di rotta, lento ma inesorabile, che ci spinga fuori da questo pantano dove ci siamo cacciati. La granita di mandorla, la matalotta, i finti contratti Co Co Pro e i Suv turbodiesel, da soli, non bastano.