Le Tragedie Pitacoriche – Edipo in Colonia

Edipo in colonia, 465 a.C.

Una storia senza tempo che narra la parabola criminale di Edipo – un pusher diciassettenne della Costanzo, pluribocciato, violento e attaccabrighe, costretto dai servizi sociali ad un periodo di riabilitazione in una colonia per adolescenti problematici – e il suo amore per Elena, una sedicenne del Nautico, cleptomane e bugiarda. I due trascorreranno insieme giornate di passione e bullismo sfrenato ai danni dei ragazzi più deboli. Con la promessa solenne di rivedersi fuori e di trascorrere la vita insieme all’insegna del crimine, Edipo confiderà a Elena – poco prima che questa lasci la colonia – il nascondiglio segreto dei suoi proventi della droga. Purtroppo però gli dei sono avversi al giovane malacarne che, inconsapevole, conta i giorni che lo separano dalla sua amata. Al termine del suo percorso riabilitativo, Edipo scoprirà che Elena l’ha tradito, che non ricambia il suo amore e che si è pure fatta zita con Ermete, lo spacciatore di Bosco Minniti, suo acerrimo nemico. Ferito nell’orgoglio, umiliato nell’anima e col cuore spezzato, Edipo abbandonerà la città e troverà rifugio in un comune degli Iblei, dove a fatica, metterà su un piccolo giro di ricettazione.

Ci siamo

Ci siamo, anche quest’anno il momento è arrivato, si scorgono all’orizzonte con le Cinquecento e le Citroen a noleggio, hanno le Lonely Planet evidenziate sotto il braccio e gli occhi pieni di meraviglia e stupore. Presto, scongeliamo il pescato di frodo, facciamo rinvenire quella ricotta acida, scomponiamo i cannoli, prepariamo quel chiacco. La stagione turistica è cominciata e Ortigia è un fermento: cultura contro profitto, Luna Park o dormitorio, libertà d’espressione contro libertà d’espressione. Chi farà la prima mossa? Il ristoratore spregiudicato, il musicista integralista, l’Amministrazione imbelle o il residente frustrato? Pitacoricamente spero sempre che qualcuno riesca a mediare tra gli eccessi, ma la disillusione, negli anni, ha spazzato via i miei sogni come un foglio di stagnola soffiato via dal vento nello slargo deserto di un paninaro su ruota.

Scusate lo sfogo

Ma tu che problemi hai che vivi a Ortigia? Ultimamente mi sento rivolgere questa domanda provocatoria sempre più spesso, come se Ortigia fosse un’oasi di benessere e civiltà, come se vivere qui equivalesse a stare dentro una sfera di cristallo. Sì, c’è un momento in cui potrebbe essere vero, quando esco di casa la mattina presto e mi affaccio sul lungomare con il sole che sorge a levante e i colori che mozzano il fiato e non c’è nessuno per strada e si sente il rumore del mare, beh, la cosa mi emoziona ancora tanto e riconosco che non ci sono tantissimi altri posti così. Però, diciamolo una volta per tutte, il luogo comune secondo il quale a Ortigia vada tutto bene e il centro storico goda di attenzioni e controlli particolari, è assolutamente da sfatare. Le condizioni dell’isolotto sono problematiche, esattamente come quelle del resto della città. Anche qui la spazzatura è abbandonata senza remore dal padre di famiglia che accompagna i figli a scuola o lanciata direttamente a mare dalla moglie del malacarne della piazza di spaccio. Sedie e tavoli spaiati sono ovunque e occupano strade e marciapiedi; gli ombrelloni Coca Cola mortificano scorci suggestivi; i dehors, regnano sovrani e di suolo pubblico ne è rimasto ben poco da calpestare. Nel tentativo di non scontentare nessuno, la singhiozzante e pavida Ztl ha fallito senza appello, riuscendo a scontentare tutti: quelli pro e quelli contro. Le auto, sfrontate, continuano a parcheggiare in divieto su corso Matteotti, in piazza Archimede, in piazza Pancali e in seconda fila in corso Umberto, rendendo l’unica arteria per uscire dal centro, un budello caotico e infernale. I posteggiatori abusivi pascolano indisturbati nelle distese di Nazario Sauro e negli anfratti del mercato; nei fine settimana poi, i pescatori di frodo approntano il loro bazar, per la gioia di grandi e piccini:

– Papà, papà, che pesce è quello lì?

– Amore mio, è un piccolo cerniotto reale, una specie protetta!

Le discoteche improvvisate suonano a volumi spropositati e senza licenze ed i karaoke, sfacciati, ripropongono hit neomelodiche fino alle prime luci dell’alba. Il piano di zonizzazione acustica è un mistero della fede, con un’aurea tra il mitico e il mistico, tipo miracolo del sangue di San Gennaro. Gli ambulanti abusivi, spiaggiati davanti ai monumenti, espongono un’offerta merceologica da fare invidia al Floresta dei tempi d’oro e seguono il fil rouge estetico di sciatteria, imposto dalla kasbah con le luci al neon che commercia in cianfrusaglie e copricapi di cartone pressato e che occupa, da tempo immemore, il versante nord del tempio d’Apollo, il più antico tempio dorico siciliano. Tutto intorno, una luce unica, un mare invitante, un cielo terso e nell’aria, un persistente fetore di fritto.

Colpo di Scena

“È la sedia che veniva da me!”. Si giustifica così il Dr. Uri Geller, il cittadino coinvolto, suo malgrado, nell’ennesima polemica sull’abbandono dei rifiuti. Secondo quanto appreso dagli agenti della polizia ambientale, Geller, dottore in psicocinesi e telecinesi stava semplicemente svolgendo i suoi esercizi mattutini di recupero oggetti, ignaro della trappola ordita ai suoi danni da un suo acerrimo rivale, il Dott. Licciardello, che lo ha prima fotografato, per poi invertire l’ordine dei fotogrammi e montare mediaticamente il caso. Licciardello adesso rischia una denuncia a piede libero mentre Geller, ritenuto innocente e scagionato da tutte le accuse, ha ricevuto le scuse del Sindaco e un corposo sconto Tari.

 

Aucuroni Pitacorici

Quattro anni fa, in questi giorni, nasceva il blog di Archimete Pitacorico. Erano tempi difficili: Siracusa era d’amare e si era guadagnata le prime pagine dei giornali con lo scandalo Gettonopoli. I nostri Consiglieri Comunali ci regalarono una puntata dell’Arena di Giletti rimasta negli annali e l’opinione pubblica era inferocita. Da qui l’idea di fornire un utile strumento che potesse essere d’aiuto a tutti quei cittadini che avrebbero voluto dire la propria sullo “scantalo”. Nacque il “Breviario delle figure retoriche per dire la propria sul caso Gettonopoli“.
Da allora, un flusso continuo di contraddizioni, polemiche infinite, cadute di stile, mastelli, fototrappole, buche nelle strade, patrocini onerosi, bilanci di previsione, eccellenze siracusane, il nuovo ospedale, i jersey e il maestro Accolla, le navi da crociera, il cavallo con lo sbizzero, Igm e Tekra, il rifacimento di via Crispi, risate, offese e guanti di sfida, l’anguria con la prova, Assopanini e Confcavallo, i soldi della droca, il Tar e il Cga, il Sistema Siracusa, le elezioni suppletive, quelli di MDP (Macchina – Dio – Patria), il limoncello offerto a fine pasto, la gestione dell’Inda, i Pos sempre rotti, le villette ad Epipoli, le allerte meteo, il Premio Tiche, i vigili urbani, i malacarni con gli scooter, la Lega a Siracusa, i turisti allampanati, il pescato di frodo, i gratta e vinci buttati per terra, Antonello da Messina, gli uomini che fumano fuori da Zara, il congresso provinciale del PD, la sassaemayoness, le albe di levante e i tramonti alla Marina.
Il fatto che a distanza di quattro anni continuiate a seguire questo blog è incredibile, inquietante e bellissimo .
Grazie a tutti

Plastic Free

Siracusa, plastica monouso: tolleranza zero. Da aprile multe fino a 500 euro ma solo per i soliti 4 sfigati. Niente sanzioni per gli esercizi commerciali gestiti da malacarni.

Delenda est

Ma in un contesto con servizi da terzo mondo e senza una visione urbanistica del futuro, solo a me i dati di Confcommercio su Ortigia (+24,2% nuovi negozi; 23,1% attività ambulanti; 93,8% attività turistiche) appaiono come una minaccia e il risultato di una pericolosa bolla speculativa?

Photo Credit: ArchimetePitacorico – Il tavolo con il vicolo intorno, 2018