La trama del film

Francamente, l’aspetto che lascia più sconcertati è la sensazione di impunità e ingiustizia, quella di “ognuno può fare quello che vuole”, perché si ha come l’impressione che le istituzioni arranchino. Spero di sbagliarmi, ma l’altra sera, mentre le saracinesche dei negozi cominciavano a chiudere e io stavo tornando a casa, ho visto due picciuttazzi che uscivano da uno di questi negozi, non sembravano dei semplici malacarni, erano più spavaldi del solito, sono saliti su uno scooter e senza casco sono partiti a velocità folle, hanno quasi travolto una signora con un bambino in braccio che stava attraversando sulle strisce pedonali, per poi imboccare contromano una stradina secondaria nel disinteresse generale, anche il mio, che ho immediatamente pensato ad una estorsione mentre osservavo la scena come se fossi al cinema.

L’ordigno fatto esplodere davanti al bar Viola in Corso Matteotti, in zona rossa e in pieno coprifuoco si aggancia perfettamente alla trama di quel film. Malacarni con macchinoni fiammanti; piazze di spaccio debellate un giorno e attive l’indomani, fuochi d’artificio a festeggiare scarcerazioni, partite di stupefacenti, alleanze e vittorie sui rivali. Ci siamo indignati quando il Sole 24 Ore ci ha piazzato al terzultimo posto della qualità della vita, perché noi abbiamo il mare, il Teatro greco e la granita di mandorla, ma quei dati invece, raccontavano molto bene anche tutto questo.

Parchi cittadini è subito polemica

Riunione fiume in Giunta per trovare una soluzione definitiva dopo i ripetuti episodi di vandalismo nei parchi di quartiere. Tutte valide le strategie all’ordine del giorno:

– Drastica: bombardare le zone con napalm nel tentativo di radere al suolo ogni cosa.

– Psicologica: convincere gli abitanti dei quartiere che tutto va bene e che si tratta di una nuova concezione di parco smart 2.0.

– Scarica Barile: affidare la gestione ad una associazione no profit… Cazzi Vostri.

– Religiosa: trasferire all’interno dei parchi alcune copie della statua di Santa Lucia e sperare nel potere deterrente della fede e della superstizione.

Il Comune ha preferito optare per la soluzione Scarica Barile e in una cerimonia solenne, ha affidato la gestione del parco Robinson di via Algeri a 50 bambini. Grande soddisfazione da parte dei genitori dei prescelti fino a quando non è stato fatto notare che non si tratta di un affido simbolico ma che le spese per le utenze, pulizia e verde pubblico ricadranno sul bilancio familiare di ciascuna famiglia.

Intanto, come un fulmine a ciel sereno, arriva il ricorso al Tar dell’Associazione “Scippo”, molto attiva sul territorio e con una sola missione: trasformare il fenomeno delle baby gang in eccellenza siracusana. L’Associazione sembra avere le idee chiare vuole fare valere i suoi diritti dopo l’annullamento del bando truccato e dei finanziamenti a fondo perduto sottratti con dolo alla Comunità Europea, grazie ai quali, il Parco Robinson potrebbe essere affidato ad una cooperativa di picciotti di squadra senza Durc. Un polo d’eccellenza che sfruttando i buchi della fumosa alternanza scuola-lavoro, dovrebbe essere capace di formare le nuove generazioni di malacarni attraverso un complesso programma didattico incentrato su scippo e borseggio, impennata molesta, inglese, piccola estorsione, spaccio, pesca di frodo e sfruttamento della prostituzione.

Immaturi

Questo DPCM è la dimostrazione lampante del livello scadente di questa classe dirigente. Non è una questione di forze politiche, movimenti e partiti e non sarebbe cambiato nulla se al governo ci fossero stati quelli del Papete o i nostalgici negazionisti. C’è uno scollamento sempre più preoccupante tra Paese reale e classe politica, è una deriva sempre più evidente e non si tratta dei singoli provvedimenti per i ristoranti, le palestre, le scuole o i cinema, né delle discrepanze e delle illogicità che chiunque di noi ha riscontrato leggendo il documento del Governo. Il problema serio è la totale mancanza di programmazione e il fallimento di qualsiasi politica di prevenzione e di preparazione alla seconda ondata. Abbiamo parlato per un’estate intera dei banchi con le rotelle e ci siamo dimenticati di potenziare gli ospedali e di assumere personale medico e paramedico, ecco, questo è il risultato. Certo, noi ci abbiamo messo del nostro, ce ne siamo infischiati allegramente, abbiamo lasciato la mascherina appesa al retrovisore della macchina credendo che il pericolo fosse scampato e invece non era così e adesso ci permettiamo di fare anche gli indignati, gridiamo al complotto, alla dittatura e invochiamo libertà. Ma in una società democratica libertà è prima di tutto responsabilità e consapevolezza e non “faccio quello che cazzo mi pare”.  

Chiudere i ristoranti alle 18:00, impedire alle palestre di aprire è uno sbaglio, non c’è dubbio, ma fino a qualche giorno fa, in tanti ristoranti e in tante palestre c’era un bordello immondo di persone appiccicate l’una a l’atra e senza lo straccio di una mascherina e il fatto era talmente normale che i social sono inondati di selfie e di foto che lo testimoniano. Ha senso generalizzare e penalizzare in toto una categoria? Secondo me no, è la cosa più sbagliata e diseducativa che si possa fare eppure, i provvedimenti del DPCM si muovono in questo senso. Forse quello che ci vorrebbe davvero è proprio l’educazione, educare un popolo ad essere maturo, equilibrato, se ne gioverebbe anche la classe politica. Invece, anziché fare delle regole generali, anche restrittive, e permettere alla persone per bene di lavorare e portare avanti la propria attività, hanno preferito chiudere indistinatmente e penalizzare alcune categorie, anziché predisporre controlli serrati e pene esemplari per chi sgarra (sospensione della licenza) hanno preferito mortificare chi ha lavorato nel rispetto delle regole.

Tra qualche mese arriveranno i soldi dell’Europa e il Governo elargirà un contributo, una mancetta, anche questa in maniera indistinta e ci diranno che più di questo non possono fare e che dovremmo ringraziare perchè loro hanno agito per il bene del Paese. Invece si poteva fare meglio e si doveva fare meglio, si poteva programmare, si potevano trovare soluzioni meno drastiche se solo ci avessero pensato in tempo e poi, scusate, ma come si fa a dire “per il bene del Paese” e contestualmente chiudere cinema e teatri lasciando le persone davanti alla tv? 

Pure dio ci a abbantonato – Il glossario dei commenti social alla nuova ordinanza Musumeci

– Mi sto confontendo ma i necozzi al Aucian chiudono sempre alle 14 e chi aprono a fare

– Pure dio ci a abbantonato

– Mi raccomando tutti a casa mi riferisco agli italiani così le città se le prendono gli immigranti questo e il piano dei politico

– Ma u pilates nella palestra si può fare o chiudono a palestra?

– Chiudi i confini e blocca i potti e gli aeropotti non i negozi che qua la gente dobbiamo mangiare

– Ci vorrebbe un bel roco alla regione

– I picciotti delle superiore a casa che escono coi motorini e quelli delle elementare a scuola che invece si potessero stare a casa

– Affuchiti co spago ra sasizza bastaddo

– Allora dovete chiudere anche le fabbriche che muoiono la gente di tumore

– Chiude tutte cose e se ne va da Bocelli minchia chi si bello… ma manco t’affrunti

– Ma se finisco di mangiare alle 22:58 poi chi fazzu? Mi cucco no ristorante?

– Musumeci u sai unni ta po mettere a mascherina

– Pu merde dalle 23 fino alle 5 a come negli orari che non c’è quasi nessuno in giro soprattutto che ormai non e come in estate già e mezzanotte non c’è quasi nessuno in giro merde e mentre qui a Noto il concerto di Bocelli a perché colle catte da cento non ce ne covid 19 bastardi , girano pure film dopo a situazione merde Amia nn mi comandate nessuno merde ma sucati

– Ah si è per giusta causa io tasse non ne paco più viremu cu e chiù spetto

– Dobbiamo fare come a napoli e fare a manifestazione contro il sindaco basta

– Ma che spacchiò è sta dad usate parole italiane

– Bravi così chiutento le scole i racazzi fanno assempramento nella piazzetta di viale tica

– Quindi chiudono i cinema e se uno si ha comprato i biglietti ro vasqz olline chi fa ci ritornano?

– Cunnuti manciatari, tuttu stu buddelli pi manciarivi i soddi i l’europa!!!

– Ordinanze a destra ordinanze a sinistra ci dovete dare i soddi per campare oppure u stipendio vostro re cinquestelle ca siete entrati coi jins ra fera e ora siti tutti allicchittati e vistuti dolce e gabanna.

Stupidistan

Domani mattina, domenica 18 ottobre, alle 11:30, per Marzamemi Book Fest, avrò il piacere di presentare “Stupidistan”, l’ultima fatica letteraria di Stefano Amato edita da Marcos Y Marcos. L’appuntamento è al Cortile di Villadorata a Marzamemi, la puntualità è gradita, la mascherina obbligatoria. Parleremo di Sicilia, siracusanità, immaginari distopici e possibili futuri inquietanti. A chi si presenta con il colletto della polo alzato e con i capelli rasati ai lati e lungi in cima, una copia autografa del romanzo e un buono da due euro per un Gratta e Vinci al tabacchino della ciazza!

Chissà

Non ho ancora capito se il tuo è un gesto di sfida al sistema, una provocazione irriverente o proprio sei talmente zauddo che manco ti accorgi che continui a parcheggiare il tuo suv Bmw, a spina di pesce, sulla corsia ciclabile.

Morte strate chiuse peri lavori – Il glossario dei commenti social sulle nuove piste ciclabili

– Dovevi fare le strade a chi come noi i cittadini automobilisti o con gli sgooter paghiamo u bullu e l’assicurazione no  a sti quattru biciciclettari ca nn pagano niente.

– A prima mettici gli atuo bussi bastaddo

– E quanto piove che le strade diventano laghi ce e andiamo in col uinserf

– Ma io che sto alla fanusa perche mi devono obbligare a prendere la bici il sindaco me lo spiega?

– Vogliono pure i soldi del parcheggio infami ladri bastardi

– Piste ciclabili vuote e strade gongestionate semu nei mano di nuddu

– Si mangiano i soddi dei cittadini anzi che ce li devono dare a noi il popolo

– Già al primo testiminchia ca bicicletta ci resi un coppo i sputtellu na testa che ancora sta chiancennu.

– Vorrei sapere se esiste uno studio sui danni collaterali di queste piste ciclabili

– Morte strate chiuse peri lavori piste cicrabbili veergogna

– Vi è piaciuto votare coi brogli a un sindaco colla bicicletta e ora chiddu fa le piste ciclabili e u sarausanu muto

– Quindi ora per comprare il pane due minuti devo cercare parcheggio?

– I soldi se li è Pappati il sindaco e amici .. E con 200€ hanno fatto le piste ciclabili Curnuti

– Gli unici che vanno in bici sono gli extra e comunitari anno fatto i pisti per loro coi soldi degli italiani

– U premio nobbe ci hanno a dari a sti 4 scenziati

– Sono orrende dal punto di vista paesaggistico

– Quando troviamo le macchine graffiate da sti cornnuti ca bicicletta i soddi ce li da il sindaco?

– E solo aumentato i traffico e solo aumentato i smogh

– Io proporrei una pista diretta “pa sibbia “ per chi sta uccidendo la città

– Sbagliare è umano ma perseverare e da figghisucaminchia!

Ineccepibile

Ormai lo incontro quasi ogni giorno, praticamente abbiamo gli stessi orari, io esco di casa e lui arriva. Guida una macchina bellissima, una tedesca, quattro ruote motrici, vernice scura, metallizzata, cerchi da 19 pollici e cambio automatico, un gioiellino da settantamila euro. Porta i capelli rasati ai lati e lunghi sopra, indossa sneaker di pelle bianca, pantaloni lunghi che gli lasciano scoperte le caviglie, t-shirt sempre molto sgargianti e dalle fantasie animalier e sfoggia un discreto numero di tatuaggi. Io sono riuscito a scorgerne un paio di ideogrammi sul collo, diversi disegni sulle braccia e sulla caviglia sinistra. Deve essere il proprietario di qualche nuovo ristorante oppure il gestore di una casa vacanze o un associato della piazza di spaccio vicino casa mia. Ogni giorno apre il bagagliaio e prende uno o due sacchetti che sembrano contenere una spesa dozzinale tipo discount. Ogni giorno parcheggia il bolide in divieto di sosta e un minuto prima di chiudere la macchina sfiorando la maniglia, estrae dalla tasca dello sportello sinistro una vecchia multa, la posiziona sotto il tergicristallo e va via. La cosa mi ha colpito per la naturalezza, per la costanza e per la dedizione con cui compie questo piccolo gesto. Ieri ho avuto la fortuna di incrociarlo anche mentre andava via, parlava al telefono, discuteva di piste ciclabili perchè gli ho sentito dire tipo che non si fanno così, che hanno tolto i parcheggi e non c’è più spazio. Praticamente si lamentava di non poter più parcheggiare in seconda e in tripla fila, parlava di rischio per l’economia della città, di sindaco “troppu scassu” e di protesta in piazza se solo il siracusano avesse le palle. Poi, prima di salire a bordo, ha sollevato il tergicristallo e con delicatezza ha preso la multa per riporla nella tasca dello sportello e mentre lo faceva ha detto: “hai ragione mpare, ce ne dovremmo andare a vivere fuori pecche questa è una città di zauddi”.

 

A Pinerolo!

Sono bastate altre due strisce gialle tracciate sull’asfalto di viale Teracati per scatenare il finimondo. Cittadini indignati, offesi, traumatizzati, umiliati. Ognuno con le sue priorità: prima il manto stradale, prima i marciapiedi, prima le buche, i tombini, le caditoie, gli scivoli per i disabili, il trasporto pubblico, Uber, i bus elettrici, le navette per Ortigia, gli anziani, i bambini, le mamme con i bambini, i sacchetti della spesa, le confezioni dell’acqua, e se apro lo sportello a destra, e se apro lo sportello sinistra, i parcheggi, le strisce blu, le corsie preferenziali per i mezzi pubblici e le corsie preferenziali per i mezzi di soccorso. Tutto sacrosanto, tutto giustissimo, senonché, come dice il mio amico Gianni, da qualche parte si doveva pur cominciare. Infatti, ben vengano le piste ciclabili, i corridoi ciclabili, le RME o come diavolo volete chiamarle. Ben vengano in qualsiasi loro declinazione: con o senza cordoli, al lato o al centro della strada, finanziate con i fondi del roboante Decreto Rilancio o con quelli della più prosaica Agenda Urbana. Ora però, prima di suscitare le ire dei lacchè e di quelli che ci hanno frantumato le palle per anni con un’intransigenza ottusa e arrogante e che adesso, da un mese a questa parte, sembra che vada tutto bene e guai a chi osa solo mettere in discussione qualcosa, vorrei chiedere: ma è possibile affrontare un argomento senza comportarsi da ultras? Cioè, si possono sollevare delle critiche o si viene subito additati a terrorista, provocatore, tuttologo del web e fottutissimo sobillatore? Se non altro perché da un anno e mezzo a questa parte io utilizzo regolarmente la bicicletta per i miei spostamenti quotidiani e la cosa, oltre a rendermi più felice, mi ha anche aperto gli occhi su alcune questioni.

Per esempio, si può dire che questo progetto, per funzionare, ha bisogno di tolleranza zero e di uno sforzo enorme in termini di controlli e sanzioni che l’Amministrazione ed i vigili urbani, come ampiamente dimostrato, purtroppo non possono garantire? Si può dire che per attuare una rivoluzione culturale di questa portata occorrerebbe mettere le persone nella condizione di partecipare consapevolmente a questa rivoluzione? Si può chiedere di conoscere come queste soluzioni si interfaccino con il piano urbano del traffico e col piano urbano della mobilità e se queste (le soluzioni) e questi (i piani) sono stati messi in relazione? Si può immaginare, dove possibile, strade a senso unico di marcia come nelle città più civili del resto del mondo anche a discapito del  bar o del panettiere e della stupida convinzione che in questo modo nessuno si fermerà più a comprare il pane salendo? Insomma si possono porre delle questioni nel tentativo, magari, di rendere più fluido un cambiamento così importante e necessario come quello relativo alla mobilità alternativa o siccome siamo in una città che vive sull’orlo del baratro, siccome i barbari, i torpi e i maleducati la fanno da padrone, siccome siamo abituati da cinquant’anni a promesse non mantenute ed a progetti lasciati a metà, allora dobbiamo accontentarci per forza di qualsiasi cosa venga realizzata senza cercare di capire?

Chissà. In attesa di risposte, comunque, potremmo andare a cenare da una mia zia a Pinerolo e poi, torniamo in nottata. E allora signori, bando alle ciance e tutti quanti a Pinerolo!

Esausto

Il progetto Urban Waste sulla corretta gestione dell’olio esausto trova una importante sponda istituzionale nel Consorzio Pescatori di frodo Piazza delle Poste che si farà carico del corretto smaltimento degli olii e offrirà a tutti i cittadini che smaltiranno in maniera corretta una fritturina di paranza e la t-shirt con il claim “Waste oil & Masculino”.