Tutto pronto per la nuova edizione di Telethorp

Tutto pronto per la quindicesima edizione di Telethorp, la grande manifestazione di solidarietà organizzata dall’associazione MDP (Macchina – Dio – Patria) per raccogliere i fondi necessari all’abbattimento di Villa Reimann e alla sua riconversione in parcheggio multilevel.

“L’auto è per noi luogo dell’identità come e più della famiglia – ha dichiarato il Presidente di MDP – Il 2022 è stato un anno orribile, caratterizzato da ZTL, Zone 30, scuole arcobaleno e dalle vergognose piste ciclabili che minacciano l’identità dell’automobilista siracusano e il suo diritto di parcheggiare in seconda fila, a spina di pesce, per acquistare un Gratta e vinci, il pane o le sigarette”. “Da qui – conclude il Presidente di MDP –  la necessità di dare un segnale forte a chi vuole annichilire una tradizione millenaria di caos e angherie in favore di altre culture e usanze a noi totalmente estranee”. 

Ad allietare la serata, la dance di Dj TDI; il revival di Dj Revisione Scaduta ed il live dei 4 Motion, la boy band di neopatentati che si esibirà direttamente dall’abitacolo di una odiosa microcar. Al termine della kermesse, brindisi, clacsonata, sgasata collettiva e l’estrazione finale del primo premio lotteria di MDP  che prevede un anno di parcheggio libero sul sagrato del Duomo.

Più in basso di così

Quindi penultimi, subito prima di Crotone. La provincia di Siracusa continua la sua inarrestabile discesa verso il baratro. Ogni anno le varie classifiche sulla qualità della vita sono impietose e ogni anno c’è gente che si infastidisce e sostiene che qui si viva bene perché c’è il mare, la granita, il Teatro Greco, il lungomare di Avola, la pineta di Priolo  e la sasizza di Palazzolo e che è tutta invidia e poi buttano la spazzatura per strada. Il fatto che non ci siano cinema, teatri, biblioteche, trasporto pubblico, che la criminalità dilaga, che il senso di impunità annichilisce, che chi dovrebbe vigilare è spesso complice, passa sempre in secondo piano. Stamane – mi sarei stupito del contrario – era di questo avviso anche la signora che ogni giorno porta il cane del figlio agli arresti domiciliari – un molossoide dolcissimo con un collare di cuoio e spuntoni di acciaio brunito – a fare i suoi bisogni sulla terrazza del Talete e ogni giorno dona alla società un paio di chili di merda. Quella merda è una metafora, che sedimenta lì, su lastrico solare di quell’ecomostro che è sempre al centro di un progetto di riqualificazione che non parte mai e che mai partirà.

La Scuola

– Midolo: Professore Artale?

– Artale: Tì?

– Midolo: Mi scusi, volevo chiederle per quale motivo mi ha messo quattro. Mi aveva detto che l’interrogazione era andata bene e l’ha detto anche a mia mamma al ricevimento genitori.

– Artale: Eh… Mitolo, ma con una sola interrogazione… eh… chi putemu fari… a nenti, questo quatrimestre è andato così. Appoi vediamo… ah, a-anti.

– Midolo: No, mi scusi, non ho capito…

– Artale: Eh, Mitolo, facemu accussì… tu consideralu siei.

– Midolo: (ironico) Ma come consideralu siei, professore, ma che vuol dire?

– Artale: Ti sto ticento, consideralu siei.

– Midolo: Professore, ma io a mio padre che gli dico: papà, è quattro ma tu cunsideralu siei?

– Artale: Bih, Mitolo, ora basta. I voti del primo quatrimestre sono così. A-anti. Per esempio: la signorina Saia è una signorina da otto… ma non è che c’ho messo otto io…

– Saia: Professore Artale?

– Artale: Tì?

– Saia: Guardi che mi ha messo otto.

– Artale: (stupito) Ma quannu?

– Midolo: Ha visto? Ma allora ce l’ha con me?

– Artale: Ma chi sta ricennu! A-anti, ora basta.(Poi, improvvisamente e con foga, voltandosi verso l’alunno Rizzo) Rizzo, tomani ni virieumu, domani t’anterrogo.

– Rizzo: (esterrefatto) Professore ma io non sto dicendo niente! Ma perché se la sta prendendo con me!

– Artale: A mia m’antaressa. Tomani nì viriemu! U nibbuso mata fattu venere. Cose ti pazzi… Ora basta. Che avete dopo?

– La classe: Educazione fisica

– Artale: E allora ripassatevi l’educazione fisica. A-anti.

Finta di niente

Passi pure che per ammortizzare l’emergenza sociale in atto si sia deciso di tollerare gli ambulanti abusivi che ad ogni angolo arrostiscono peperoni, vendono frutta e verdura, pesce, pane di casa, semenze e latticini, ma perchè consentirgli di farlo in mezzo alla strada, parcheggiati coi furgoni a spina di pesce con l’esposizione merceologica che invade l’intera corsia di marcia? Perché si concede di posizionare il “caliatore” delle caldarroste sulle strisce pedonali e di impiantare sugli alberi e sui pali della segnaletica verticale insegne posticce a led? Perchè si permette di accatastare sui marciapiedi le cassette della frutta, le scorce di “cacoccioli”, i resti di verdura “munnata” e di impedire il passaggio dei pedoni? Passano gli anni e la situazione è sempre uguale, cambiano gli assessori, si modificano i vertici dei vigili urbani, si fanno proclami e promesse ma gli occhi restano chiusi e chi passa davanti, fa finta di niente.

Passi da gigante

Siracusa, aggiudicata la riqualificazione della pavimentazione di corso Umberto nel tratto tra via Crispi e piazzale Marconi. L’appalto affidato all’ATI composto dal nipote del geometra Barbano, dalla Panineria Oscar e dalla cooperativa di api calessino “Dura Lex Spacchio Manterex”.

Parchi giochi senza giochi

Una cosa sono i vandali che devastano le casette dell’acqua, un’altra è il degrado e la mancanza cronica di pulizia e manutenzione. Il parco giochi dei Marinaretti – l’unico senza spaccio e prostituzione – che serve i quartieri di Ortigia e Borgata versa in una situazione vergognosa. I giochi per i bambini sono luridi, pericolosi, mai manutenuti, mancano tavole di legno, ci sono chiodi e viti che vengono fuori dal nulla, c’è uno scivolo completamente ricoperto di guano di uccelli, le panchine sono oscene e ieri, la fontanella dell’acqua sparava il suo getto a due metri di distanza dando vita ad un enorme acquitrino fangoso. Il fatto che questo dei Marinaretti venga considerato uno dei parchi migliori, la dice lunga sullo stato dei servizi all’infanzia garantiti in questa città che si era messa in testa di fare la capitale della cultura. Il paradosso è che siamo entrati nel loop, che io preferisco chiamare “scuse vergognose”, secondo il quale non si interviene con la manutenzione perchè tanto poi distruggono tutto. Non c’è niente di più fastidioso di tale argomentazione perché in questo caso, i vandali non c’entrano niente, è proprio disinteresse e pressapochismo di chi dovrebbe intervenire e invece si gira dall’altra parte.