Hai presente?

Hai presente quando in Corso Umberto, quello parcheggiato in doppia fila si accappa con quello parcheggiato in terza, perchè l’auto della terza fila gli impedisce di fare un pezzo di strada in retromarcia, quel tanto che gli basta per infilarsi in una traversa laterale senza fare il giro dell’isolato e intanto, tutti gli altri automobilisti che sopraggiungono, si incolonnano in un serpentone infernale, perché la carreggiata è diventata un budello e quelli più spacchiosi passano lisci sulla preferenziale e i vigili urbani – in quattro su una pattuglia – percorrono la preferenziale che ora, per metà è occupata da sfigati incolonnati e fanno finta di niente passando oltre e tu, imprigionato in questa follia, vedi il semaforo a 50 metri diventare verde e poi rosso e poi verde e poi rosso e rimani immobile e quelli continuano ad accapparsi e tu a stare fermo e allora ti metti a suonare il clacson ma in realtà vorresti sganciare napalm e quando finalmente gli passi vicino, suonando come una furia, i due smettono di accapparsi e indicandoti, uno ti dice: “talìa ‘stu testiminchia” e l’altro, in italiano ti grida: “incivile”… No dico, hai presente?

heap of abstract flying chaotic alphabet letters

Consigli

Preco… tesitera?

– Buongiorno… non saprei, sono un po’ indeciso…

– Spicolette?

– No, no, queste sono di allevamento…

– Piscispata freschissimo?

– No… non lo so…

– Mucco? Si fa le poppettine…

– Ma forse… ma quei gamberi lì?

– A quali camperi… camperoni sono! Chisti su speciali.

– Va bene, prendo i gamberoni… senta, ma come li posso marinare?

Stu camperetto?

Ma come “camperetto”… m’ha dittu “camperoni!”…

– Sì, sì, cetto, i camperoni… a quali marinati… ci ietta i sopra tanticchia i limuni e si pò manciari macari cruti….

– Ok.

– Aspittassi… iavi sassadisoia?

– Sì…

– Macari ca sassadisoia!

CCR di Targia, c’è una soluzione

La chiusura fino a data da destinarsi del centro di raccolta comunale di Targia per non meglio specificati adeguamenti tecnici non ha trovato impreparato il Comune di Siracusa. Votata all’unanimità un’ordinanza d’emergenza che permette al Comune di requisire la villetta del sig. Spitaleri, a Tivoli e di utilizzarla per tutto il periodo necessario come Centro di raccolta provvisorio. Il sig. Spitaleri, costretto senza appello a questo enorme sacrificio civico – e al quale verrà sequestrato anche il mezzo privato, una Fiat Duna station wagon che sarà utilizzata con mansioni di CCR mobile – riceverà: una nomina a Cavaliere ausiliario di Malta, una foto con dedica del sindaco Italia mentre inaugura un parrucchiere in zona Bosco Minniti, una bici con predisposizione per pedalata assistita (modifiche a carico dello Spitaleri), una t-shirt con i loghi Capitale della Cultura e Consorzio Pescatori di frodo con il claim “waste oil, masculino e camperetti” e un corposo sconto dello 0,32% sulla parte variabile della Tari.

Destinazione futuro

Commuove l’opinione pubblica l’attaccamento dei siracusani al ponticello ferroviario di via Agatocle, demolito per errore da un progettista megalomane nel tentativo di allargare la rotatoria di largo Gilippo, la più grande del mondo. 

Lo sconcerto dei cittadini non è passato inosservato a Palazzo Vermexio che nel corso di una riunione straordinaria nel cuore della notte, ha deliberato, finanziando con fondi Pnrr, che sulle macerie del ponte venga costruito un museo con foto d’epoca e  percorso olfattivo che ricordi la storia dell’infrastruttura, dalla sua nascita alla trasformazione in latrina. Il Museo sarà affiancato da un enorme chiosco bar con panineria che sorgerà sul nuovo grande marciapiede e verrà affidato ai volontari dell’associazione Tappami.    

Distopie

Ho sognato che mio malgrado mi trovavo coinvolto in una rissa tra Iginio Massari e il Professor Orsini. Un sogno molto confuso perché eravamo a Minsk per una missione di pace organizzata dalla Provincia di Siracusa e da Noi Albergatori e dovevamo andare a cena da Lukašenko ma Orsini non voleva mettere la sua quota del dolce che aveva preparato Massari e accampava scuse assurde, tipo che ‘sta convenzione di portare un presente a casa di chi ospita è una pratica americana inaccettabile che ha fatto dei danni incommensurabili in tutto il mondo e che una volta ha visto coi suoi occhi Biden, quando era vicepresidente, che a casa di un diplomatico nel Donbass, prima portava due sfogliatelle di ricotta e poi si fotteva dei soprammobili dell’armata rossa. Massari era su tutte le furie e minacciava di non venire, che lui ‘sta malafiura non l’avrebbe fatta anche perché diceva, sono proprio le basi dell’educazione e Orsini rispondeva che invece era l’ipocrisia dell’occidente. Io allora provavo a fare ragionare tutti, dicevo che mi pareva assurdo rinunciare alla cena, anche perché ci sarebbe stato il filetto Stroganoff della moglie di Lukašenko e nessuno dotato di buon senso può rinunciare a un filetto Stroganoff. Manco il tempo di dirlo però che Orsini, con una copia del Fatto Quotidiano arrotolata a mo’ di manganello si era partito e aveva cafuddato un gran colpo di giornale tra il collo e l’orecchio di Massari che con un’agilità inspiegabile per un uomo della sua età che ha mangiato tutti quei dolci, l’aveva placcato e buttato a terra e aveva cominciato a colpirlo con una saccapoche di crema chantilly.

I due si colpivano e si rotolavano e c’era crema chantilly dappertutto e tutti e due si gridavano cose tipo: imperialista, autocrate, revanscista e facciadiminchia. 

Ho provato a dividerli ma mi arrivavano colpi da tutte le parti allora ho cominciato a chiedere aiuto e nella stanza si sono precipitati due soldati che poi ho scoperto essere due vigili urbani che la, dice che i vigili urbani sono soldati a tutti gli effetti e che se ti trovano in doppia fila, ti arrestano. I due militari hanno cominciato a percuoterli sulle gambe con due sfollagente fino a dividerli.

Orsini era completamente fuori di sé e gli gridava: “yankee asservito”, “Zio Sam di merda”.

Massari gli rispondeva per sfregio cose tipo cheesecake, apple pie, donuts.

“Calmatevi – dicevo io – ma che cazzo fate?”.

“La mia aggressione nasce da decenni di provocazioni di Massari – sentenziava Orsini – chi non le vede è complice”.

“Ma chi cazzo ti conosce – gridava Iginio Massari che aveva una vena sul collo che sembrava pronta ad esplodere – ma questo è pazzo.”.

Il bordello aveva fatto accorrere anche tutti gli atri delegati della missione e ne era nata una discussione infernale, la tensione era salita alle stelle, alcuni delegati stavano con Orsini, altri con Massari e tutti si fronteggiavano a muso duro, allora ho preso la parola e timidamente ho chiesto: “scusate, ma la quota di Orsini non la possiamo distrarre dalla tassa di soggiorno?”. Tutti hanno annuito e poi applaudito e poi hanno iniziato ad abbracciarsi.

Poi  i militari ci hanno fatto capire che era tardi e ci hanno fatto scendere in strada per aspettare un van che ci avrebbe portato a casa di Lukašenko e invece è arrivato un camion militare di quelli col telone e ci hanno obbligato a salire e il prof Orsini è rimasto giù e quando tutti i delegati erano stati caricati a forza ha comandato: “puttati sti pezzi i medda a  Vladivostok” così, in siciliano, e quelli hanno obbedito.

La circolare

– Ha liggiutu a ciccolare ro sintaco?

– No, chi boli ‘sta vota?

– Dice ca ni spostano a travagghiari a cittatella dello spott…

– Come a cittadella, ma picchì?

– Picchì ora fanu a gestione inaus…

– Inaus?

– Sì, tonna al Comune picchì s’accapparunu cu l’Ottiggia.

– E nuautri c’avissimu a fari?

– Ti pare che l’hanno spiegato bonu…  

– Ma ni rununu na stanza… e chi facemmo che pratiche ca stamu travagghiannu?

– Tutto femmo… lassamu peddere tutte cose, t’ha mettere na testa solo a cittatella.

– Ma cu semu?

– Io, tu, a signora Micalizzi, u raggiuneri Spampinato e u geometra Sarcià…

– Matri mia! Macari Sarcià, sa gran sparritteru?

– Ha raggiunari ca ora semu na tascfors…

– Ma ammeno ni rununu quacche agevolazione?

– Quale agevolazione?

– Chi sacciu ca ponu veniri i mariți, i figli i nipoti… si fanu a piscina, u paddol.

– Sì, sì, abbiamo già pallato col sindacato, io per esempio mi vilissi fare u corso ra zumba, chiddu re sei i pomeriggio… ora ci pensano iddi per sistemare tutte cose…

– Sennò facciamo sciopero, ah…

– A cetto.

Autoscatto

Da un lato le manovre geopolitiche che ci penalizzano, dall’altro quelli che si sentono amareggiati, umiliati, offesi e poi buttano la spazzatura per strada. Su tutti, questa cosa che una città come Siracusa, per i suoi trascorsi e la sua storia, è già capitale e non deve partecipare a concorsi e gare con città “inferiori”. Un mantra che continueremo a ripeterci anche quando, trascinati giù nell’abisso, rinunceremo a nuotare per reggere una granita di mandorla in una mano e una brioche col tuppo nell’altra.