Una coppia di cinquantenni in sella ad uno scooter, accosta e getta nel carrellato dell’organico di un palazzo lungo una strada principale del centro storico un sacchetto pieno di vetro, plastica e carcasse di pesce. Consapevole della probabile reazione, faccio notare ugualmente che almeno potevano usare quello dell’indifferenziata, così, per farla meno sporca. Il tizio alla guida ha replicato serafico: “A picchì nun ti fai i cazzi toi”. Lei, per stemperare i toni: “Lassalu peddere a chistu, amunìnni”. Avrei voluto insistere e chiedergli una cosa tipo: “Avete visto Alberto Angela su Siracusa, uno scandalo vero?”. Ma poi ho desistito e ho sospirato uno scoraggiato: “E vabbè”. Lo scooter, intanto, si era allontanato di qualche decina di metri, la “signora” seduta dietro si è voltata e mi ha gridato: “Ancora cca si? Sciesso”.
Cioè prima ci ata detto che ci potevamo stare e casi ca Dad e ora i scole su di nuovo apette tra quacche gionno? Noi studenti del comitato de scole superiori non vi cretiamo più, basta siamo telusi della politica. I scole ano stato considerato come chiddi scassi, mattoriate, tattassate, causanto danni per la cuttura, la socialità ri tutti i picciotti e infatti un sacco ri ziti si stana lassannu. Basta! Ora vi assumete i responsabilità di quello che sta succetento e di tutta sta confusione ca finì a buddello preciso. Speppero di soddi bestiale che tipo: ma sti banchi che rotelle picchì i cattastuvu picchì ci piacevano alla Mazzolina? Non si potevano usare si soddi pi fari i gite? Ora ci ano imparare i cose colla DAD ma non è a stissa cosa, completamente! Cu tutti i pobblemi di connessione ca ci sono nei case dei picciotti. Tutto questo vuole dire una cosa: che ve ne state fottento della scola è di noi giovani del futuro.
Nella nostra reattà non ci sono manco i pumman ca ni pottunu peri peri e tutti i picciotti ana ghiri iennu che mutura, macari chiddi ca venunu re paisi. I scole sono colaproti e ogni spiffero è tanto e fa trasiri u veleno. Spatte, i bagni sono sempre cuasti e nei rubinetti non ce l’acua per lavarisi i manu come dice la legge. In motte scole appoi, ammanca laggibilità e i muri si scozzulano tutti. Queste sono le domande scomote e anche se ci ano detto che i sintaco non centra nenti colle scuole superiori noi crediamo ca ciavissi a mettere i soldi ro Comuni per fare i lavori che da tanto aspettiamo. A come? u’spitale novo sì e i scole no? Minchia chi siti belli!!! Non ci pensate a nostro futuro?
Pe concludere i scole chiusi pottano attri pobblemi motto gravi come ad esempio la cammuria per i genitori che travagghiano o per quelli che si susunu taddu. Molti patri fanno i turni e non ni ponu dare renzia mentre le matri che non vanno a lavorare devono cucinare e puliziare la casa e nesciunu pazze. A sto punto noi stutenti uniti chietiamo al governo e macari al sintaco la sicurezza veramente tunnamo a scola e poi di intervenire con decisione attravesso la concessione di una ricarica di vinticincu euro a ogni picciotto, masculo o fimmmina, fino a giugno che poi tanto c’è a Sammer ediscion coi sconti.
A differenze di quanto accaduto per le mascherine Ffp2, salta l’accordo sul prezzo calmierato dei camperetti surgelati per i panini Maremonti. La Struttura Commissariale, non ha trovato l’intesa con Assopanini e Confcavallo per la vendita a prezzo calmierato presso le paninoteche su ruota aderenti. Lo rende noto l’ufficio del commissario Francesco Paolo Figliuolo. “Il prezzo dei camperetti lo fa il mercato – tuonano sdegnati i rappresentanti di Assopanini e Confcavallo – avevamo proposto di discutere di ogghiurepipi o sassababbechiu ma non abbiamo ottenuto alcun riscontro. Per noi la questione finisce qui”.
Comunque la polemica sul servizio di Alberto Angela è davvero surreale, al di là del bene e del male, come il siracusano. Contribuiamo con le nostre meschinità, le spittizze e tutta l’inciviltà di cui siamo maestri assoluti a plasmare questo cacatoio che chiamiamo città, distruggendola e abusandola ogni giorno di più e poi ci indigniamo per il fantomatico complotto ordito da Angela che prima – sindaco complice – ci ha fatto credere chissà che cosa (cresce l’attesa) e poi ha trasmesso il servizio su Siracusa a fine puntata (bastaddu), senza parlare di Santa Lucia (veggogna) e senza fare vedere tutto le altre meraviglie (viale Zecchino? Il panino di notte?)… Ma davvero state dicendo?
Partirà da un dehors abusivo in via Savoia l’emozionante viaggio di Alberto Angela tra le suggestioni e le bellezze di Siracusa. Il popolare divulgatore si soffermerà sul parcheggio di piazza Archimede fortemente voluto da Archia e sulla scomparsa delle strisce pedonali in città, un mistero che si tramanda nei secoli. Angela si soffermerà sul complesso monumentale di via Italia 103, sulla tradizione millenaria del fritto di frodo in olio esausto e sul mito del CCR di Targia, la ninfa di Artemide trasformata in un cassone sempre pieno. Ospiti d’eccezione per raccontare di passato, presente e futuro, il presidente di MDP (Macchina – Dio- Patria) e una delegazione di Confcavallo e Assopanini. Per ringraziare Alberto Angela della straordinaria promozione della città, il sindaco Italia ha voluto donargli, in segno di profonda gratitudine, un ape calessino senza assicurazione e l’usufrutto per due anni di due delegati di quartiere.
Concerto di Capodanno, tutto pronto al Teatro Comunale di Siracusa per il grande evento mondano. “Le norme anti assembramento non scalfiranno le nostre tradizioni di programmazione artistica arrunzata”. Con queste parole il Sindaco Italia, a margine di una conferenza stampa di fine anno in stile sovietico, ha presentato ai cittadini il programma della matinée. A dirigere l’Arenella Philharmonic Orchestra, il Maestro Spampinato, polistrumentista e vocalist reduce da un fortunatissimo tour nelle pizzerie dei paesi iblei. Spampinato si è detto onorato di poter condurre un ensemble di tale comprovato livello artistico. Fiore all’occhiello dell’evento, la partecipazione del giovane Ancelo, il ragazzo prodigio di viale Tunisi capace di coprire 8 ottave con la voce e di scandire “Avanti insieme”, “Piano nazionale di ripresa e resilienza” coi rutti. Ancelo interpreterà alcune arie del repertorio classico e per il gran finale delizierà gli intervenuti con un omaggio a Johann Strauss dal titolo ”La Marcia di Rametta”.
A tutti i folli, i solitari, i pitarri, gli spittuni e la gente per bene. Quelli che col tampone da cinquanta euro è super green pass e quelli che bramano la quarta dose; quelli che la mascherina sempre sotto il naso e quelli che non l’hanno cambiata mai; quelli che è tutto un pretesto; quelli che restiamo umani e quelli che di umano hanno ben poco; quelli che parcheggiano in doppia fila e quelli che le piste ciclabili poi non passa l’ambulanza; quelli che non raccolgono la cacca del cane e quelli che la pestano; quelli che telefonano ai Vigili Urbani e non risponde mai nessuno; quelli che si svegliano presto; quelli che annaffiano le piante nei vicoli di Ortigia o sui balconi di Neapolis; quelli che differenziata non ne faccio perché tanto poi buttano tutto assieme; quelli che non pagano la Tari; quelli che lavorano coi bambini dei quartieri a rischio; quelli che a Capodanno sempre a ballare e ora si stanno a casa; quelli che solo caipirinha alla fragola e quelli che la Vecchia Romagna già nel primo caffè del mattino; quelli che corso Gelone è come gli Champs-Élysées; quelli che la pizza non è bruciata, noi la facciamo così; quelli del fritto misto solo coi calamari; quelli che il Corvo glicine caldo a ventidue euro; quelli che cercano sempre di propinarti il cerniotto di venti chili da fare alla matalotta; quelli del Cenone di Capodanno con il crumble, il dressing, il chutney e il cavatello homemade; quelli col pos sempre rotto; quelli che passeggiano quando tira il vento e il lungomare è deserto; quelli che si fregano la tassa di soggiorno; quelli che sparano i fuochi d’artificio ogni notte; quelli che viva Santa Lucia prima Dio e dopo Idda; quelli dei biglietti gratis al Teatro Greco e quelli che pagano sempre; quelli che la zona industriale è ancora la Sincat; quelli che hanno le macchine con l’adesivo Camel Trophy Borneo ‘85; quelli che la tua invidia è la mia fortuna; quelli che solo destagionalizzando e poi non sanno che diavolo vuol dire; quelli che guardano le onde; quelli che aspettano le barche che entrano in porto; quelli che accolgono gli ultimi; quelli che e io pago e poi non pagano mai niente, quelli che sono sempre loro e non ce ne libereremo mai, quelli che dicono ambo quando esce il primo numero alla tombola; quelli che hanno sprecato tutte le occasioni; quelli che hanno paura del tempo che passa; quelli che hanno avuto una brutta notizia; quelli che cercano un cestino; quelli che trovano l’amore; quelli che si ricordano tutto e quelli che fotografano le discariche; quelli che cantano sottovoce; quelli che non sanno perdere; quelli che non sanno vincere; quelli che sono l’opposto di quello che postano; quelli dell’offerta culturale a spese degli artisti; quelli che si credono artisti; quelli che si indignano; quelli che se ne fottono; quelli che scrivono le lettere e quando finisci di leggerle hai gli occhi pieni di lacrime; quelli che sono nati ieri e quelli che sono rimasti bambini; quelli che Siracusa è troppo bella; quelli che si sentono fregati; quelli che sono rimasti soli; quelli che scappano via e quelli che rimangono qui.