Etica, Metafisica, Umanesimo e Noccioline

Il drastico capovolgimento delle regole del vivere civile non è una questione generazionale, almeno non più. È un cambiamento antropologico radicato ed evidente che sfocia nella totale mancanza di rispetto per qualsiasi regola, nel non assumersi alcuna responsabilità, nell’attribuire le colpe dei propri fallimenti agli altri. Sempre.

Ieri al supermercato, di prima mattina, un uomo sui sessanta – calzava sandali senza calze e aveva un alluce così valgo e l’unghia così lunga che si avvolgeva su se stessa come una spirale infernale – ha sputato dentro il mio cestello della spesa. Io stavo scegliendo la frutta, il cestello – già riempito con alcuni prodotti – era a cinque metri da me, l’uomo ha cominciato a mangiare della nocciolina americana sfusa da un espositore, non l’ha gradita e la sputata lì, dentro al mio cestello e poi si è allontanato con tranquillità. L’ho rincorso e ho richiamato la sua attenzione chiedendo spiegazioni ma lui mi ha detto che non avrebbe chiesto scusa, che la nocciolina faceva schifo e doveva sputarla e che la colpa era mia perché avevo lasciato il cestello lì. Ho provato a chiedergli perché non avesse usato il bidone della spazzatura dell’ortofrutta che era posizionato accanto a lui, ma non si è scomposto e ha detto una cosa tipo: ci pare che mi faccio ‘mbrusare pure la nucidda. Sua moglie, immobile, mi guardava come se fossi un extraterrestre. Mi sono voltato verso l’addetto ai salumi per cercare conforto ma lui ha alzato le spalle come a dire, la disputa è molto delicata ed entrambi avete le vostre ragioni, per cui preferisco mantenere una posizione di neutralità anche in funzione del mio ruolo di salumiere super partes. Un uomo sulla trentina, in tenuta sportiva griffata, ha assistito alla scena e mi ha detto: lascia perdere, con questi incivili non c’è niente da fare.

Ho lasciato il cestello con i prodotti in un angolo e l’ho sostituito con una senza saliva e nocciolina masticata e ho ripreso il mio giro tra i corridoi. Sbollita la rabbia mi sono fermato al banco per prendere un pezzo di parmigiano. Lì ho ritrovato il salumiere di prima, quello che non voleva sbilanciarsi. Ora stava parlando con una cliente di come la soluzione di tutti i problemi italiani sarebbe bombardare con armi nucleari la Germania. Praticamente nel giro di qualche minuto era passato da posizioni neutrali e attendiste tipo Svizzera a un interventismo sfacciato alla Kim Jong-un. Lo so che sembra surreale ma è andata proprio così. Per lui il popolo tedesco andrebbe sterminato senza pietà, le risorse depredate e i territori occupati. La signora, dopo averlo ascoltato ha detto: ma questo è un po’ razzista. Il salumiere ha subito precisato che il razzismo non c’entra perché i tedeschi sono bianchi e poi ha cominciato un’invettiva contro Martin Schultz, al quale attribuiva responsabilità gravissime che andavano da Alitalia alla sua situazione lavorativa. L’astio era così esasperato che mi sono chiesto se a questo punto il salumiere e Schultz si conoscessero.

Per un momento ho pensato di intervenire, di chiedere spiegazioni, di fargli notare che attribuire agli altri i nostri fallimenti non porta da nessuna parte, ma poi ho preferito rinunciare, mi sono allontanato e ho comprato del grana in busta dal banco frigo. All’uscita del supermercato, l’uomo sportivo griffato mi ha fatto un cenno di saluto, stava caricando la spesa sull’auto parcheggiata di sbieco nello stallo disabili del parcheggio vuoto.

 

Il racket dell’anacardo

Minacciavano di annientare il sindacato, scatta l’arresto per due grossisti di prodotti da Bar. L’inchiesta nata dalla denuncia di alcuni sindacalisti vittime di estorsione: 30mila euro per non ostacolare l’arrivo nel territorio di Siracusa di un carico di 3 tonnellate di arachidi e anacardi dalla Tunisia.

Congresso Cgil

Siracusa, al via la fase congressuale della Cgil. L’ordine del giorno:

  • Chiusura sede provinciale e trasferimento segreteria e uffici presso bar Leonardi
  • Coffee Break
  • Relazione: L’impatto dell’anacardo indiano sul mercato della calia e della simenza. Preoccupazione o sfida del futuro?
  • Lunch
  • Vertenza vs Crodino SPA. Le richieste: cassa integrazione in deroga, prezzo calmierato analcolico biondo e inserimento Paniere Istat
  • Saluti finali
  • Aperitivo

Una Stronza

Lei è sempre lì che ti aspetta. Non le dai confidenza – non andate molto d’accordo, niente di personale sia chiaro – al massimo vi guardate da lontano, un cenno e nulla più. Non ti fidi, questa è la verità. Per quanto la possa trovare attraente, l’hai sempre considerata subdola, anche grossolana, se ci pensi. Certo, ha un fascino unico e quando vuole stupirti, ti ammalia con un profumo intenso, seducente e familiare, ma è la trappola di un’astuta predatrice. Tu hai imparato a tenere tutto sotto controllo, perché lei è lì in agguato. Hai imparato a controllare le emozioni e ogni singolo muscolo del tuo corpo, sviluppando la capacità di gestire in maniera impeccabile calice di vino, piatto, tovagliolo, posate e quando fumavi, persino la sigaretta. Ti sei forgiato in anni e anni di estenuanti allenamenti, hai imparato ad affrontare party, apericene, cene in piedi e catering di ogni ordine e grado. Ti senti sicuro di te, padrone della situazione, ma non è così perché lei è lì che ti aspetta, in agguato. Basta solo un attimo di distrazione, una fragilità, una debolezza e te la ritrovi in mano, l’addenti e quel cazzo di pomodoro ti cade sulla camicia. Ma vedi che sei una stronza! Fottutissima bruschetta al pomodoro.