Pasquette

Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi: ho visto file di auto incolonnate ai bastioni di Cassibile e le teglie di pasta al forno e di scacciate con gli aiti trasportate alla Fanusa, ho visto lapilli di fuoco provenire da braci poderose e il fumo denso e pungente della diavolina affumicare le ombrose verande del Plemmirio. Ho visto sasizza sputtusata con la forchetta, i pipi ammuddicati e le mulininciane con la mentuccia balenare sulle tavole di Tivoli. Ho visto divorare cannoli di ricotta e intere guantiere di dolci con tanta foga da non risparmiare nemmeno i diplomatici; ho visto caffettiere da 32 tazze sul fuoco e stormi di colombe volare dentro stomaci di ferro. Ho visto litri di vino e cicchetti di amaro e di limoncello stordire gli uomini più vigorosi mentre le donne, stoiche, facevano la cucina. Ho visto lo zio Cammelo, 67 anni, 1 metro e 52 per 124 kg, alzarsi felino dalla sdraio, riceve in bagher, triangolare e schiacciare vincente alla partita di volley sul prato. E tutti questi momenti andranno perduti nel tempo come un foglio di stagnola trasportato dal vento in un parcheggio desolato di paninaro su ruota.

Ho visto cose

Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi: ho visto file di auto incolonnate ai bastioni di Cassibile e le teglie di pasta al forno e di scacciate con gli aiti trasportate alla Fanusa, ho visto lapilli di fuoco provenire da braci poderose e il fumo denso e pungente della diavolina affumicare le ombrose verande del Plemmirio. Ho visto sasizza sputtusata con la forchetta, i pipi ammuddicati e le mulininciane con la mentuccia balenare sulle tavole di Tivoli. Ho visto divorare cannoli di ricotta e intere guantiere di dolci con tanta foga da non risparmiare nemmeno i diplomatici; ho visto caffettiere da 32 tazze sul fuoco e stormi di colombe volare dentro stomaci di ferro. Ho visto litri di vino e cicchetti di amaro e di limoncello stordire gli uomini più vigorosi mentre le donne, stoiche, facevano la cucina. Ho visto lo zio Cammelo, 67 anni, 1 metro e 52 per 124 kg, alzarsi felino dalla sdraio, riceve in bagher, triangolare e schiacciare vincente alla partita di volley sul prato. E tutti questi momenti andranno perduti nel tempo come un foglio di stagnola trasportato dal vento in un parcheggio desolato di paninaro su ruota. È tempo di Zona rossa.

Pasquetta

Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi: ho visto file di auto incolonnate ai bastioni di Cassibile e le teglie di pasta al forno e di scacciate con gli aiti trasportate alla Fanusa, ho visto lapilli di fuoco provenire da braci poderose e il fumo denso e pungente della diavolina affumicare le ombrose verande del Plemmirio. Ho visto sasizza sputtusata con la forchetta, i pipi ammuddicati e le mulininciane con la mentuccia balenare sulle tavole di Tivoli. Ho visto divorare cannoli di ricotta e intere guantiere di dolci con tanta foga da non risparmiare nemmeno i diplomatici; ho visto caffettiere da 32 tazze sul fuoco e stormi di colombe volare dentro stomaci di ferro. Ho visto litri di vino e cicchetti di amaro e di limoncello stordire gli uomini più vigorosi mentre le donne, stoiche, facevano la cucina. Ho visto lo zio Cammelo, 67 anni, 1 metro e 52 per 124 kg, alzarsi felino dalla sdraio, riceve in bagher, triangolare e schiacciare vincente alla partita di volley sul prato. E tutti questi momenti andranno perduti nel tempo come un foglio di stagnola trasportato dal vento in un parcheggio desolato di paninaro su ruota. È tempo di Coronavirus.

Top 5 topics Pasquetta 2018

  1. Quando la comitiva con la salsiccia con il finocchietto incontra la comitiva con il pollo panato, la comitiva con il pollo panato inizia a scroccare: mi fai assaggiare un pizzuddo di sasizza? 
  2. La tensione che sale quando in una stessa scampagnata ci sono due esperti di barbecue.
  3. Accattammu 50 kg di canne, a’nsalata, pomitori, i patati no funnu e poi 10 hamburger d’emergenza… non si sa mai.
  4. Quando u zio Cammelo, 67 anni, 124 kg, baby pensionato inps, si suse dalla sdraio per giocare a pallavolo, riceve in bagher, triangola e conclude l’azione con una schiacciata formidabile.
  5. Stai scuppiannu, motto sugnu… nu mi fati viriri manciari pi na simana ah! Aspetta, nun a luvari sa colompa ca ora pottuno u cafè…

Pasquette

– Papi giochiamo?

– No gioia, ora no, dopo. U viri ca sugnu motto! Anzi, fai una cosa, levami davanti sta teglia i sasizza ca mi stai ammaraggiannu  e vai a buttare questa scatola di colompa che me la sono manciata tutta. Poi ci dici a tua mamma ca mi prepara nautru cafè, però senza zucchero, ca stai scuppiannu.

– E poi giochiamo papà? Dai a pallavolo!!!

– No gioia mia, ora u papà si o cucca tanticchia…

– Dai papà giocano tutti, pure lo zio Carmelo. Me l’avevi promesso.

– Ma semu senza palluni, comu iucamu?

– C’è il pallone, l’ha portato Maria Concita.

– Ma cu tutti sti machini no menzu nun potemu iucari!

– Giochiamo lì, nel prato.

– Senza riti?

– C’è la rete, la sta facendo Jonathan con lo spago.

– Ma accusi nun si viri nenti?

– Si vede benissimo! Le squadre sono: io, tu, Maria Concita, Peppe, la zia Loredana e il signor Iaia. L’altra è: zio Carmelo, Jonathan, Lucia, Mary e la signora Tralongo.

– Ma siamo dispari amore mio, così non si può giocare!

– E chiamiamo la mamma.

– Ilary, la mamma deve fare la cucina, non è ca si po mettere a ghiucari!

– Allora il nonno Angelo…

– Ma il nonno, beato iddu, sta dummennu na stanzetta. lassulu stari.

– E come facciamo allora?

– Facemmo accussì gioia i papà, o pigghia sa seggia a sdraio, pottìla na veranda e iu fazzu l’abbittro.

– Ma come l’arbitro? ma avevi detto che mi dicevi come facevo il bacher!!!

– Ilary, dalla veranda si vede meglio. perché vedo tutto il prato. Aspetta fammi sistemare na sta seggia…u viri o papà ca ho tutto sotto controllo?

– Miiii papààààà, però avevi detto che giocavi.

– Amore, senza arbitro non si può giocare, poi lo zio Carmelo imbroglia. Giocate, poi appena uno si stanca facciamo il cambio.

– Miii, ma dove sono gli altri? sono andati a fare la passeggiata? Uffa ma così non cominciamo mai.

– Ma come, senza diri nenti? tutto organizzato… va bè, iucamu chiù tardi.

– Giochiamo a nascondino allora?

– No, in due è troppo facile. Giochiamo con il telefonino.

– Ma sempre con il telefonino dobbiamo giocare?

– Mettiti lì, fai finta di palleggiare e io ti faccio le foto.

– Ok, papà fammene una mentre faccio la battuta…

– …

– Papà, papà, ma ti sei addormentato?