Emergenza Speculazione alla Fanusa

Non esiste solo il Maniace! Alla Fanusa, cittadini, ambientalisti e trombati alle elezioni, sono già sulle barricate. È l’increscioso caso del Conte Bollinger, il nobile imprenditore sbizzero che ha acquisito per usucapione l’intero club “a Fanusa”. Il progetto di rigenerazione – che gode già del silenzio assenso di Soprintendenza e Comune – prevede la demolizione e la ricostruzione del vecchio agglomerato architettonico con materiali più scadenti, massiccio utilizzo di cemento depotenziato e senza fognature allacciate alla rete. Il nobile sbizzero mira ad internazionalizzare il contesto modificando il nome in “Le Club a Fanusà” e fare della nuova struttura, il faro per il turismo gay della provincia. Secca la presa di posizione delle opposizioni, che hanno sfilato in corteo fino al Samoa dietro uno striscione “Giù le mani dalla Fanusa” e della frangia di ambientalisti di estrema destra Fanusa Pound che oltre a puntare il dito contro lo scempio paesaggistico, attraverso il suo portavoce ha dichiarato un perentorio: “le famiglie alla Fanusa, i froci a Noto”.

Siracusa, futuri urbanistici e nuovi servizi

Ciclicamente, con l’arrivo della bella stagione, si torna a parlare di vocazione turistica della città. Politici e Maître à penser si battono con tutte le forze in una lotta senza regole per affermare la loro idea di sviluppo. È notizia di questi giorni che la discussione delle linee guida sulla variante al Prg ha permesso al Consiglio Comunale di tracciare con decisione la strada per il futuro sviluppo del tessuto urbanistico della città. Tutti d’accordo prg3_5sull’individuazione, nell’area nominata “ex tempio di Giove”, del luogo dove far sorgere il nuovo Luna Park la cui istituzione dovrebbe smuovere l’economia riportando in auge il “calcio in culo” e l’ormai obsoleto furto dell’autoradio. Polemiche rientrate sul progetto di un aeroporto/eliporto turistico, che sorgerà al posto del quartiere Bosco Minniti che sarà raso al suolo. Cos’altro bolle in pentola? In esclusiva per Archimete Pitacorico i progetti cantierabili per l’estate 2017.

Campo per paracadutisti

Per intercettare il turismo d’elite mordi e fuggi che detesta atterrare con il proprio jet in piccoli aeroporti turistici, il Consiglio comunale ha individuato nel nuovo Prg, una porzione di territorio da destinare a campo di lancio per paracadutisti miliardari. L’area in questione è stata individuata alla Fanusa tra le villette del signor Giarracà e della vedova Malfitano che saranno costretti ad abbandonare le loro abitazioni per trasferirsi con le rispettive famiglie in un unico container posizionato sulla riva del Canale Galermi. L’opposizione ha contestato fortemente la scelta puntando l’indice contro l’illegittimità del provvedimento in quanto, su alcune mappe, la casa della vedova Malfitano risulterebbe già in zona Terrauzza.

Resort dell’Isola dei Cani

Esclusivissimo progetto che ha avuto l’ok di Comune, Sovrintendenza e di Padre Lo Bello. Il Resort dell’Isola dei Cani è un progetto a impatto zero perché prevede solamente la costruzione, con materiale di risulta, di un miserrimo gazebo approntato alla meno peggio con fogliame e scampoli di tela per ripararsi dal sole, una confezione di acqua pozzillo da 6, un brick scaduto di latte di mandorla e una manciata di patelle. Il Resort Isola dei Cani garantirà il brivido di vivere un’esperienza da naufrago a due bracciate da Ortigia. Il progetto voluto fortemente dal visconte San Vincent, imprenditore lungimirante e sconosciuto al fisco, ha suscitato le ire di alcuni cittadini che si sono costituiti nel comitato “Riportiamo l’Isola dei Cani ai fasti del passato”.

La Costa Gigia

Con la fine dei lavori della Marina, eminenti economisti ed esperti di settore hanno previsto l’esplosione del turismo crocieristico a Siracusa Per non perdere la congiuntura positiva, il Comune di Siracusa ha impegnato da un compro oro/argento di Viale Tunisi il simulacro di Santa Lucia ed i molari d’oro dei consiglieri comunali anziani per accendere un mutuo spropositato che garantirà il completamento dei lavori ed il varo della Costa Gigia, l’unica nave da crociera con undici ponti, nove dei quali occupati dai rifiuti della provincia. Il Transatlantico – che non ha ottenuto i permessi per lasciare la fonda del porto di Siracusa – è capace di sollazzare contemporaneamente turisti del nord Europa e di risolvere il problema delle discariche in Sicilia. La Costa Gigia ha già sollevato le ire degli ambientalisti siracusani che ne chiedono l’immediata dismissione e dell’UE che ha già comminato una sanzione esemplare.

Il Sudest Express

Il progetto del Sudest Express nasce dalla fervida immaginazione di Calogero Maria Incatasciato detto “u scimunito”, un consigliere comunale dei primi del ‘900 che voleva emulare i fasti dell’Orient Express, il treno più famoso del mondo. L’idea, nonostante la vetusta età è stata considerata esempio di lungimiranza green e di politica smart ed è stata sposata in pieno dall’amministrazione. Purtroppo per via della cronica mancanza di fondi e per lo stato pessimo in cui si trovano le infrastrutture ferroviarie della provincia, il Sudest Express non potrà sfruttare le rotaie ma si limiterà a viaggiare su gomma lungo il periplo di Ortigia sotto le mentite spoglie di trenino turistico.

L’Autodromo religioso

Studi di settore dimostrano che Siracusa può incrementare l’offerta di turismo religioso e sportivo. Da questi presupposti nasce la magnificente sintesi del Consiglio Comunale che ha varato il progetto del primo Autodromo religioso d’Italia. Un tentativo coraggioso e senza precedenti di mixare fede e sport. Il circuito sfrutterà il tracciato della storica pista siracusana ma con alcune rilevanti modifiche: il lungo rettilineo che porterà alla variante del Bar Agip e al tornantino di Santa Rita da affrontare in seconda marcia e con il segno della croce; la chicane del Santuario e la micidiale serie di curve chiamate in gergo la prima e la seconda variante di Padre Inserra. Per una convenzione settantennale con il Vaticano, l’autodromo di Siracusa potrà ospitare esclusivamente il Campionato mondiale di Suore su Panda…

Pillirina 2.0

La vicenda Pillirina si è conclusa per il meglio, ma le minacce alla nostra costa non sono finite. Come dimostra il dibattito sul progetto di resort ad Ognina, sono tanti gli imprenditori, a volte senza scrupoli, che hanno mire sul nostro territorio. Ma sempre più cittadini si riscoprono ambientalisti e si organizzano in gruppi e fazioni.

torreognina_baiaBarone Louis Roderer. L’imprenditore svizzero ha messo gli occhi su un terreno fangoso sulla costa di Targia. L’appezzamento, che il piano regolatore destina a discarica sostanze stupefacenti, ha un minuscolo sbocco sul mare che inficia su una spiaggetta di 72 cm quadrati, dove è possibile stendere solo un telo per volta. Roderer ha intenzione di costruire un Hotel 7 stelle lusso. Scavate le fondamenta, centottantamilioni di miliardi di metri cubi di calcestruzzo daranno corpo al sogno del Barone: un super hotel post industriale che darà lavoro a 300mila siracusani e 169mila bagnini. Il gruppo ambientalista “Drogati di ambiente” oltre a puntare il dito contro lo scempio paesaggistico, chiede a gran voce l’intervento di Comune e Regione per non perdere una delle ultime calette dove ci si possa drogare in pace. Pronto il ricorso al Tar che ha già espresso un parere positivo per poi ritrattare.

Conte Bollinger. Ha acquisito per usucapione l’intero club “a Fanusa” che ha intenzione di demolire e ricostruire identico a prima ma con materiali più scadenti, massiccio utilizzo di cemento depotenziato e senza fognature allacciate alla rete. Il Nobile francese vuole internazionalizzare il contesto modificando il nome in “Le Club a Fanusà” e fare della nuova struttura, il faro per il turismo gay della provincia. Secca la presa di posizione della frangia di ambientalisti di estrema destra “Fanusa Pound” che oltre a puntare il dito contro lo scempio paesaggistico, attraverso il suo portavoce ha dichiarato un perentorio: “le famiglie alla Fanusa, i froci a Noto”. “Fanusa Pound” non crede nella giustizia amministrativa e vuole risolvere la faccenda alla vecchia maniera.

Arciduca Billecart-Salmon. Come recita il nome, è un grande appassionato di pesca sportiva al salmone che pratica con il tradizionale bastone in un bacino artificiale che si è fatto costruire a Wiltz, in Lussemburgo, estirpando una foresta secolare. Avendo decimato la popolazione di salmoni dell’intero nord Europa, Billecart-Salmon ha deciso di cambiare obiettivo e concentrarsi su mucco e scoppolaricchi. Ha acquistato, prima che venisse demolito, il ponte dei Calafatari che adesso vuole ricostruire e trasformare in una gigantesca diga. L’Arciduca è uomo di mondo e per tenere buona l’amministrazione comunale, ha promesso di intervenire anche sulla riqualificazione del Talete che vuole allagare periodicamente per creare l’ambiente ideale per la posa delle uova di pesce. Secco no dei comitati “Cavallo e natura” e “Posteggiatori verdi abusivi” che puntano il dito contro lo scempio paesaggistico e contro l’ottusa volontà di snaturare un tratto di costa da sempre adibito al commercio di carne di cavallo e all’estorsione sui parcheggi. Il Tar, per un vizio di forma, si è espresso in favore di Billecart-Salmon contestando agli ambientalisti di aver pagato il contributo unificato per l’istruzione della pratica esclusivamente con monete da 1 euro. Pronto il ricorso al CGA.

La Principessa Concy Carnemolla de Satihny. Ha ereditato la sua fortuna sposando sul letto di morte, il pluricentenario Principe de Satihny, grande mecenate di arte e persona d’immensa cultura con il debole per le semi analfabete con i seni prosperosi. La Principessa Concy Carnemolla de Satihny amministra il suo patrimonio affidandosi in tutto e per tutto a Totuccio, suo amante ed ex disoccupato con il pallino dei gratta e vinci. Totuccio l’ha convinta ad investire sull’acquisto del Castello Eurialo e a farne un centro benessere super lusso. In un turbinio di silenzi assenzi, di denunce a funzionari pubblici e di scoppi nei citofoni, il progetto è andato avanti sino alla posa della prima pietra, che è avvenuta nel corso di una cerimonia solenne a cui erano stati invitate tutte le teste coronate del pianeta, casate nobiliari e rampolli dell’alta società ma a cui ha partecipato solo la commessa di Kent. Il gruppo cattolico ambientalista “Dio non perdona”, capeggiato da Padre Birrica, ha puntato il dito contro lo scempio paesaggistico sottolineando la futilità e l’effimero dei centri benessere da sempre fautori della cultura dell’apparire, distante anni luce dalle sacre scritture. Il ricorso è stato presentato ma sia Totuccio sia la Principessa Carnemolla de Satihny continuano a cestinare le notifiche scambiandole per il canone Rai.

I Visconti Joseph e Laurent-Perrier. Imprenditori illuminati, fratelli, i visconti Joseph e Laurent Perrier si occupano da più di un decennio di eco-business, proponendo strategie per la salvaguardia dell’ambiente. Sono stati i primi ad investire sull’agri business, l’eco building, la green mobility e la messa a punto di soluzioni di illuminazioni a elevata efficienza energetica. Joseph e Laurent hanno scelto Siracusa per passare con le famiglie qualche giorno di vacanza e hanno rilevato una piccola casa al mare abbandonata ed in condizioni fatiscenti. Ristrutturata seconda le rigidissime regole del protocollo ecologico europeo Hal9000, i Perrier hanno creato un piccolo capolavoro ecosostenibile citato dalla stampa di settore e perfino in un articolo della Selvaggia Lucarelli. La cosa ha fatto andare su tutte le furie il Sig. Spinoccia, proprietario del villone di tre piani abusivo ed adiacente che ha sporto denuncia e fatto mettere i sigilli al cantiere. La nuova costruzione dei Perrier ha il limite di occludere allo Spinoccia la vista del negozio di alimentari all’angolo della strada. Inutili i tentativi di composizione bonaria. Il caso, per un cavillo, è passato al Giudice di pace che ha già rinviato al marzo 2022. I Perrier aspetteranno la fine del procedimento per vendere tutto e trasferirsi altrove.

Pasquette

– papi giochiamo?
– no cioia,ora no, dopo. U viri ca sugnu motto! Anzi, fai una cosa, levami davanti sta teglia i sasizza ca mi stai ammaraggiannu e vai a buttare questa scatola di colompa che me la sono manciata tutta. Poi ci dici a tua mamma ca mi prepara nautru cafè, però senza zucchero, ca stai scuppiannu.
– e poi giochiamo papà? Dai a pallavolo!!!
– no gioia mia ora u papà si o cucca tanticchia…
– dai papà giocano tutti, pure lo zio Carmelo. Me l’avevi promesso.
– ma semu senza palluni, comu iucamu?
c’è il pallone, l’ha portato Maria Concita
– ma cu tutti sti mimages-2achini no menzu nun potemu iucari!
– papà, giochiamo lì, nel prato.
– senza riti?
– c’è la rete, la sta facendo Jonathan con lo spago
– ma accusi nun si viri nenti?
– si vede benissimo! Le squadre sono: io, tu, Maria Concita, Peppe, la zia Loredana e il signor Iaia. L’altra è: zio Carmelo, Jonathan, Lucia, Mary e la signora Tiralongo.
– ma siamo dispari amore mio, così non si può giocare!
– e chiamiamo la mamma
– Ilary, la mamma deve fare la cucina, non è ca si po mettere a ghiucari!
– allora il nonno Angelo…
– ma il nonno, beato iddu, sta dummennu na stanzetta. lassulu stari.
– e come facciamo allora?
– facemmo accussì gioia i papà, o pigghia sa seggia a sdraio, pottila na veranda e iu fazzu l’abbittro.
– ma come l’arbitro? ma avevi detto che mi dicevi come facevo il baker
– Ilary, dalla veranda si vede meglio. pecche vedo tutto il prato. Aspetta fammi sistemare na sta seggia…u viri o papà ca ho tutto sotto controllo?
– miiii papààààà, però avevi detto che giocavi
– Amore, senza arbitro non si può giocare, poi lo zio Carmelo imbroglia. Giocate, poi appena uno si stanca facciamo il cambio.
– Miii, ma dove sono gli altri? sono andati a fare la passeggiata? Uffa ma così non cominciamo mai.
– ma come, senza diri nenti? tutto organizzato… va bè, iucamu chiù tardi.
– giochiamo a nascondino allora?
no, in due è troppo facile. giochiamo con il telefonino.
– ma sempre con il telefonino dobbiamo giocare?
– Mettiti lì, fai finta di palleggiare e io ti faccio le foto
– Ok, papà fammene una mentre faccio la battuta… Papà, papà ma ti sei addormentato?