… of the world

Il cannone di erba fumato beatamente dal pilota di ape calessino che sfrecciava contromano trasportando una famigliola sprovveduta di turisti mitteleuropei, lasciava nell’aria il profumo nostalgico di certe domeniche universitarie e una voce, quella del pilota, che come un mantra ripeteva ossessivamente: “Sairacus nest iar cultur capital ov de uord!”.

10.000

Grazie! Quando ho aperto il blog non potevo immaginare nulla del genere, il fatto che 10.000 persone seguano quotidianamente Archimete Pitacorico è la dimostrazione di come l’umanità sia ormai sull’orlo del baratro. La cosa però, lo ammetto, mi rende estremamente felice, per cui, per ringraziarvi dell’affetto e della perseveranza che dimostrate, invierò a ciascuno di voi il kit pitacorico contenente:

– Vasetto caponata d’amare;

– Cintolino placcato oro forma sbizzero;

– Kit falsificazione pass Ztl Ortigia;

– Dispenser ogghiurepipi disinfettante da parete per esercizi commerciali;

– Brick latte di mantola in scadenza;

– Voucher cena romantica da incrasciato;

– Magnete frigo Parcheggio Talete;

– Funchetto porta fortuna.

Vergognomi assai ma necessito soldi droga.

Ci pensa il privato

Voragine sul muraglione del lungomare di levante, arriva la richiesta di un privato per la realizzazione di “The Cave”, un nuovo, avveniristico chiosco lounge & chilli live bar con solarium di tubi innocenti, rimessaggio panfili, friggitoria di pescato di frodo e padel zone. Plauso dal Vermexio che vede nell’iniziativa imprenditoriale l’ennesimo importante tassello in ottica candidatura a Capitale della cultura. 

La location ideale

Ieri – nonostante un po’ di imbarazzo per quel “primato italiano” messo lì in bella evidenza – mi univo al giubilo per la conquista dell’ambitissimo Convegno mondiale delle guide turistiche 2024, strappato non senza lottare alle mire immotivate di Istanbul e Fukuoka, chiedendomi in quale struttura cittadina si sarebbe potuto tenere un evento di tale portata, con migliaia di partecipanti da tutto il mondo, relatori, interpreti e tutto l’indotto: camioncini dei panini, api calessino, trenini su gomma e vigili urbani.

Ho ipotizzato l’Open Land, Il Faraone o la Casa del Pellegrino ma la mia era una visione miope e parziale. È bastato allargare alla rete questo interrogativo per capire immediatamente la forza della democrazia partecipata e venire sommerso da una valanga di proposte fattive e concrete, snocciolate dalle migliori menti della mia generazione. 

Riporto le opzioni più gettonate, vota la tua preferita.

– Park Hotel in via Filisto

– Ex Cinema Verga 

– Motel Agip

– Helios Palace Hotel di Scala Greca

– Ristorante La Stalla

– Ni Pilluccio

– Ni Cicitta

– Sprint o ciccuito

– Hotel Milano

– Gelateria Bianca

– Contrada Cozzovilla

– Al Rabbit

– Da mio cognato a Tivoli

– Rete B&B senza licenza

– Cubano Tenda

– Milleluci Terrauzza

– Shining contrada Isola

– Cavallino Rosso

– Dafne ricevimenti

– Hotel Relax

– Speak Easy

– Frisio Fontane Bianche

Asili comunali 2.0

Asili nido comunali, al via il nuovo servizio di refezione. Stipulato con Assopanini e Confcavallo un protocollo per l’espletazione del servizio di refezione scolastica con un menù ad hoc. Per i nutrizionisti del Comune, l’apporto energetico fornito dal Menù Kids – un pasto completo che comprende: Panino Maremonti con cavallo, camperetti, funchetti, ogghiorepipi e sassaemayoness, una vaschetta patatine bisunte, una lattina di Coca Cola e un frutto – sarebbe perfettamente bilanciato e indicato per lo sviluppo di una sana siracusanità nei più piccini. Pronto all’intesa il Comitato mamme che chiede di modificare il menù con l’inserimento di un Biustel o di un pochettino di petto di pollo due volte alla settimana.

Torneo dei sindaci, interviene il TAR

Insultati e defraudati del loro diritto di voto, presentano ricorso al TAR contro la decisione della testata Siracusanews di annullare il torneo dei sindaci e decretare vincitore il Sindaco dI Ferla. 

Vijay Kumar Das, Ma Hasib, Adem Bood, X King Binod sono solo alcuni dei nomi dei cittadini zelanti che hanno voluto ricorrere al tribunale amministrativo per ottenere giustizia e rivendicare il loro diritto di votare in massa un sindaco della provincia di Siracusa dal Bangladesh, dalla Manchuria e perfino dallo Yemen.

Per l’avvocato Jesper Maicol Sebbuccio Tiralonco, principe del foro di Lagos e domiciliato a Giarratana, il ricorso al Tar è solo il primo passo di un percorso giudiziario che punta dritto alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

Se il tar dovesse accogliere il ricorso, verrebbe sospesa la vittoria di Giansiracusa e il tribunale ordinerebbe di rigiocare la semifinale ma senza supplementari e con la reintroduzione del golden gol. Se altresì, si dovessero accertare delle irregolarità, i sindaci rischierebbero pesanti sanzioni – si parla di venti punti di penalizzazione nel prossimo torneo dei sindaci – o addirittura il divieto di candidarsi ad elezioni regionali e nazionali e la squalifica per 5 anni da tutte le competizioni elettorali europee.

La classe si ritenne soddisfatta

Io non lo so se reintrodurre gli scritti nell’esame di maturità sia giusto o sbagliato, certo, non entro in una scuola da troppo tempo, le mie conoscenze di didattica sono ferme a trent’anni fa, sconosco le principali teorie pedagogiche e non ho figli in età scolare per poter giudicare la cosa ma credo che la scuola sia un mondo troppo vasto e complesso per poterla ridurre a una semplice dicotomia.

La mia maturità fu un disastro. C’erano due scritti ma fu un disastro lo stesso. Feci il tema sulla bioetica, un buon tema, ero preparato perché mia madre ogni anno indovinava un paio di tracce e la bioetica fu una di quelle. Ne avevamo parlato insieme nei pomeriggi di preparazione all’esame e avevamo esplorato limiti e traguardi della scienza. Così quella mattina mi misi a scrivere di getto, citai 2001 Odissea nello spazio di Kubrick e Josef Mengele, Galileo, l’Illuminismo e le Colonne d’Ercole. I commissari esterni non si sforzarono di voler capire e mi appiopparono il voto più basso che avessi mai preso in un tema d’italiano. Lo scritto di matematica fu l’opposto. Io ero in totale ambascia, ma pochi minuti prima della fine della prova mi suggerirono il risultato della funzione integrale e io lo piazzai lì, in bella mostra alla fine del rigo, saltando decine di passaggi manco fossi Ettore Majorana. La commissione apprezzò tantissimo e non ritenne di dover approfondire la cosa.

Leggere dell’impetuosa presa di posizione dei ragazzi mi ha dapprima indignato – “ma guarda ‘sti schiffariati”, ho pensato tra me e me – ma poi, mi ha come ridestato da certo torpore e mi ha fatto pensare a quanto sia bello essere giovani e desiderosi di cambiare il mondo, a quella sottile linea che divide il bene dal male, la lotta studentesca dalla caliata per andare con i motorini a mare all’Arenella, agli ideali, alla sopravvivenza. All’energia dirompente che si sprigiona e che travolge ogni cosa.

Questo furore mi ha ricordato un mio supplente al liceo, chissà che fine ha fatto, se insegna ancora o se ha cambiato strada. Era giovane, primo incarico, molto gentile ed educato. Nel giro di un paio d’ore era stato completamente soggiogato al volere della classe. La sua autorità, annichilita. Dopo un paio di mesi di totale cazzeggio, dovendo fare i conti con la sua coscienza, prese coraggio e disse: «Ragazzi, martedì verifica scritta sui  capitoli 4 e 5». La classe esplose in un boato di protesta così fragoroso che il professore fu costretto ad aggiustare il tiro: «Allora una settimana di interrogazioni per recuperare il tempo perduto». Niente da fare, gli ululati e i fischi erano assordanti. 

Lui sembrava demoralizzato ma non poteva darcela vinta e noi, d’altro canto, non eravamo disposti a indietreggiare di un millimetro. Ne nacque una discussione piuttosto accesa e una delegazione di alunni fu inviata alla cattedra per mediare. Alla fine l’accordo fu trovato, la delegazione tornò al posto e il professore si alzò in piedi, richiamò l’attenzione di tutti sbattendo ripetutamente la mano sulla cattedra, si schiarì la gola e poi disse: «Ok, allora martedì facciamo qualche domandina senza voto…». La classe si ritenne soddisfatta.