Prima gli Italiani

Una coppia di cinquantenni in sella ad uno scooter, accosta e getta nel carrellato dell’organico di un palazzo lungo una strada principale del centro storico, un sacchetto pieno di vetro, plastica e carcasse di pesce. Consapevole della probabile reazione, faccio notare ugualmente che almeno potevano usare quello dell’indifferenziata… così, per farla meno sporca. Lui,  replica serafico: “A picchì nun ti fai i cazzi toi”. Lei, per stemperare i toni: “Lassalu peddere a stù test’i minchia, amunìnni”. Avrei voluto insistere e chiedergli una cosa tipo: “Che ne pensate della polemica sulle magliette rosse?”. Ma poi ho desistito e ho sospirato uno scoraggiato: “E vabbè”. Lo scooter, intanto, si era allontanato di qualche decina di metri, la “signora” seduta dietro si è voltata e mi ha gridato: “Ancora cca si? Sciesso”.

 

Akradina differenzia

Prima di tutto vennero a portarci il mastello dell’umido e i sacchi della plastica e fui contento. Poi mi dissero di leggere un libretto che spiegava come differenziare le varie tipologie di rifiuti e io non lo feci perché, chi spacchiu m’antaressa a mia. Poi portarono i carrellati condominiali e li misero davanti alla scala A e non dissi niente perché Iaia e Cugno, che abitano lì, mi erano fastidiosi. Un giorno vennero a prendersi i cassonetti e a protestare eravamo rimasti solo io e u viddumaru ambulante dell’angolo.

Crocevia Culturali

Ma com’è ‘sta cosa che quando sei a casa tua, in Giappone, ti si rompe una tazza e la nobiliti con l’oro… perchè l’antica arte del kintsugi e bla, bla, bla e quando sei in vacanza qui, a Siracusa, la stessa tazza la butti nel mio mastello dell’umido? Dicalafici! E non mi importa se ti sei mortificato quando ti ho assicutato… rimani uno zauddo, tu e u bestia che ti ha affittato la casa e che evade pure la Tari!

Rifiuti 4 Dummies

La storia che ha portato all’annullamento della gara rifiuti… a prova d’idiota.

A Siracusa Il servizio di raccolta rifiuti è stato svolto da Igm con proroghe annuali sin dal 2009.

Siracusa aveva livelli di differenziata tra i più bassi del mondo (2%) e una tassa sui rifiuti tra le più alte dell’universo.

Nel dicembre 2014, dopo anni e anni di navigazione a vista, il Comune, tra ostacoli e incertezze, decide di scrivere un nuovo capitolato per il servizio di raccolta e conferimento rifiuti e di metterlo a bando.

Come previsto dalla legge, la gara per il bando rifiuti passa da Urega, l’Ufficio regionale per l’espletamento di gare per l’appalto di lavori pubblici.

Urega nomina una commissione terza di esperti. La commissione non ha rapporti politici con il Comune e ci mette un sacco di tempo ad aggiudicare la gara.

Alla gara partecipano tre soggetti.

Dopo una prima assegnazione all’Ati (associazione temporanea di imprese) Aimeri Ambiente – Tech Servizi, il Tar di Catania, su ricorso di Igm, sentenzia che solo Igm era in possesso di tutti i requisiti previsti per aggiudicarsi la gara.

Il Comune di Siracusa ottempera quindi alla sentenza del Tar di Catania e affida il servizio a Igm (che non lo sa espletare, ma questa è una mia considerazione).

Tra enormi difficoltà, cittadini confusi e operatori ecologici riottosi, la percentuale di differenziata sala vertiginosamente al 18-20%, con un risparmio per le casse comunali di 3 milioni di euro, che tradotto significa: bollette meno care e addio alla Tari più alta d’Italia (per chi la paga, ovviamente).

La Tech Servizi, esclusa dalla sentenza del Tar di Catania, fa ricorso al Cga (Il secondo grado della giustizia amministrativa siciliana).

Il Cga pronuncia una sentenza nella quale bacchetta la commissione nominata da Urega (gli  esperti regionali) e dice sostanzialmente: ma che cazzo avete fatto? Ma non vi siete accorti che nessuna di queste società aveva i requisiti per partecipare alla gara? Ma manco vi affruntate? Ora ammugghiate tutte cose e la rifate.

Questi i fatti.

Chi racconta che la sentenza del Cga ha preso di mira il capitolato e chi attribuisce la responsabilità all’amministrazione di Siracusa o non ha letto la sentenza o non ha idea di che cosa sta parlando o più probabilmente vi sta prendendo per il culo.

 

…e sei pure cantitato

Illustre imprenditore,

nonostante i 5 milioni di metri quadrati della tua attività e quindi, presumo, nessun problema di spazio, ieri hai deciso di lasciare i tuoi carrellati per la differenziata fuori, in prossimità dell’ingresso del tuo esercizio commerciale. Poi, accortoti del terribile effetto estetico generato, hai preferito spostarli direttamente in mezzo alla strada, il più lontano possibile, come se non ti appartenessero… Lo confesso, vivo la cosa come una sfrontata provocazione, un brusco me ne fotto, un metaforico ma pur sempre ben assestato calcio in culo a tutti noi poveri stronzi.