Carnevale

Ogni anno, ad un certo punto, qualcuno mi dice una cosa tipo: vedi che oggi è giovedì grasso, che fai stasera? Festa in maschera? Ed io non so mai che rispondere perché, prima di tutto non ho ancora compreso il calendario religioso e non so cosa rappresentino e quando cadano la pentecoste, la quaresima, l’assunzione o gli altri appuntamenti dell’anno liturgico; in secondo luogo perché non vado ad una festa in maschera da più di vent’anni.

Lo confesso, sulle tematiche religiose sono sempre stato confuso e svagato e ho sviluppato, sin da piccolo, una forma di rigetto da quando, in prima elementare, la maestra ci chiese di disegnare la nostra santa preferita. Tutti i bambini della mia classe scelsero Santa Lucia, alcuni Santa Rita, quattro o cinque la Madonna, io invece optai per Immacolata Concezione, che per me era nome e cognome di una santa famosa. Al momento di presentare i lavori, i miei compagni si misero a ridere e anche la maestra Lupo, che era una donna eccezionale, faceva fatica a restare seria. Mia mamma mi consolò, mi disse che il tratto del mio disegno era netto e appassionato e che non dovevo prendermela se i miei compagni si erano messi a ridere perché in filosofia c’era una branca che si chiamava estetica e che studiava l’arte e il bello e si fondava sul concetto di polisemia. Io sul momento non ci capii niente, ma qualcosa mi dovette restare in testa perché molto tempo dopo, tipo rivalsa, in estetica mi ci laureai. Da quel momento, dopo essermi esposto al pubblico ludibrio, abbandonai definitivamente qualsiasi contatto con la religione e le sue festività tranne che per gli aspetti rigorosamente pagani: mangiate, scampagnate, regalie varie.

Comunque, per essere precisi, l’ultima volta che sono andato a una festa in maschera ero vestito da Slash, il chitarrista dei Guns n’ Roses, avevo 17 anni ed i capelli lunghi e ricci. Negli anni precedenti ero stato Coccinella; Superman; Sceriffo con doppia pistola a caps; Zorro; Punk londinese in una versione sui generis, molto più simile agli stilemi glam di Jem and the Holograms che ai Sex Pistols o ai Clash; Mimì Metallurgico e Cardinale.

Il carnevale è stato una festività molto importante per la mia esistenza e per la mia crescita: adoravo i coriandoli e le stelle filanti, la schiuma da barba e la polverina per starnutire che non ha mai fatto starnutire nessuno, ma più di tutto amavo indossare i vestiti che faceva mia nonna Michela. Sì perché mia nonna Michela confezionava degli abiti in maschera strepitosi, li faceva per i suoi tre nipoti e prima li aveva fatti per due figlie ed i rispettivi ziti. Erano abiti talmente belli e perfetti in ogni dettaglio che un paio di questi (Cicisbeo del ‘700 e Principessa Indù) mia mamma li conserva ancora.

L’abilità di mia nonna Michela con il cucito e il ricamo era sopraffina, tanto che in quella famiglia nessuno ha mai comprato un vestito. Con la sua macchina Singer, mia nonna era capace di confezionare qualsiasi tipo di abito: dal vestito da sera per la festa di una figlia, al completo gessato per il marito; dal cappotto sartoriale doppio petto, foderato e con spacco centrale, ai golf e alle camicie di tutte le fogge. Il mio vestito di Zorro, per esempio, era composto da una camicia di seta con le maniche a sbuffo e i polsini ricamati, i pantaloni di raso nero, un mantello con i bottoni al collo e nel suo insieme toglieva il fiato. Ovunque entrassi, tutti i bambini e tutte le mamme si voltavano a guardarmi. Poi ci avevamo aggiunto la sciabola d’ordinanza dell’Accademia Militare di Livorno di mio padre (naturalmente con lama senza filo) e fu proprio grazie a questo outfit irresistibile che ad una festa, al Trabocchetto, diedi il mio primo bacio ad una principessa molto profumata.

Il carnevale in qualche modo ha sancito il passaggio da bambino a giovane uomo, ma non per l’episodio del bacio alla principessa profumata, quanto per quello che avvenne qualche anno dopo, a Palazzolo Acreide. Durante la sfilata dei carri allegorici, in mezzo alla bolgia di maschere che saliva verso la piazza centrale del paese, mio padre indicò una persona e mi disse: “guarda quello, si è vestito a Bazzano”. Ma come è possibile pensai, Bazzano era un amico di mio nonno, giocavano insieme a carte, vestiva sempre in maniera impeccabile e zoppicava vistosamente dalla gamba destra. Mica era uno famoso! Mi voltai per osservare quest’uomo che indossava un completo grigio, un cappello di feltro grigio e che affrontava la strada in salita con passo inconfondibile. Rimasi attonito per qualche secondo, poi improvvisamente capii: era proprio Bazzano, quello vero.

Mattarella a Siracusa: il programma ufficiale

9:00 – Arrivo in pullman parcheggio Molo s. Antonio.

9:30 – Colazione bar piazza Archimede (granita max due gusti + brioscia o manuzza)

10:00 – Isisc, Commemorazione Cherif Bassiouni.

11:00 – Trasferimento alla Fanusa con bus Ast riservato, bagno spiaggetta libera e giuria gara di tuffi a bomba da scoglio basso.

13:00 – Pranzo a sacco presso Samoa, Arenella (Panino cotoletta, caponata, vino rosso e gazzosa).

15:00 – Tour barca Area Marina Protetta e grotte, caffè e incontro con Fondazione Pescatori di Frodo.

16:00 – Visita Parco Robinson e conferenza stampa casa del Popolo Gianni Agnelli.

16:30 – Sgambata su bici pedalata assistita con Sindaco Italia e Giunta.

17:30 – Merenda Bar Drago monumento ai caduti (a scelta: sfoglia prosciutto e formaggio o cipollina o gelato Cooky Snack).

18:00 – Ortea Palace, incontro rappresentanti Confcavallo, Assopanino e PAR (Posteggiatori abusivi riuniti).

18:30 – Visita S. Lucia e mini tour su Carrozza Senato dentro cortile Vermexio. 

19:00 – Aperitivo alla Marina, djset e colloquio Ortigia Sostenibile.

19:55 – Foto con Vinciullo.

20:00 – Urban Safari, un pericoloso quanto suggestivo giro in auto tra le bellezze naturali e l’abusivismo incontaminato di Ortigia, alla ricerca degli ultimi esemplari di Vigile Urbano.

21:00 – Giro pizza piazza Duomo + porzione patatine e bibita.

23:00 – Dopocena, drink e saluti al bar Maniace con deputazione nazionale e regionale.

1:00 – Cavallo, Sbizzero e Sassaemayoness.

1:30 – Ritorno in pullman a Roma + colazione area servizio Sala Consilina.

Emergenza Parco Robinson

Ancora vandali al Parco Robinson! Bagni incendiati, cancelli divelti, tensostatico squarciato. Riunione straordinaria del Consiglio Comunale per trovare una soluzione. Ecco le più accreditate:

– Drastica. Bombardare la zona con napalm nel tentativo di sterminare i vandali. Gli analisti considerano sopportabile il numero delle vittime civili…

– Psicologica. Convincere gli abitanti del quartiere che tutto va bene e che si tratta di una nuova concezione di parco smart.

– Scarica Barile. Affidare la gestione ad una associazione no profit… Cazzi Vostri.

– Religiosa. Trasferire all’interno del parco la statua di Santa Lucia e sperare nel potere deterrente della fede e della supertizione…

– Tecnologica. Piantonare la struttura con 2 semafori intelligenti… tanto nessuno ha capito che cazzo fanno…

Campagna elettorale

In vista del 10 giugno Siracusa è già in piena campagna elettorale. Ci sono le false promesse, le riunioni carbonare, i repentini cambi di schieramento, i rutti, le dita nel naso, il sistema Siracusa, Progetto Siracusa, le minchiate col botto, le foto di gruppo tipo conferenza di Yalta, la Mazzarrona, slogan, claim, refusi, Santa Lucia, i punti di vista distorti, Cafeo, i finanziamenti a pioggia, i vitalizi,

diventerà bellissima, gli elementi naturali, le eccellenze siracusane, gli apparentamenti, il porto turistico, la lista civetta, le buche per strada, i voti di scambio, l’acqua pubblica, la Pillirina, le convention, il turismo sostenibile, i ‘mbrugghiuni, le brochure, la Lega, le foto piano americano, fare, camaffari, i Meetup, Vinciullo, le dirette Facebook senza audio, la riqualificazione dell’esistente, i creativi, i briefing, i catering, i registi di clip, le dissolvenze a tendina, il consumo del suolo, i coup de théatre, la Fondazione Inda, i parcheggiatori abusivi, Belvedere e Cassibile, il tonno rosso, il limone igp, l’olio evo, lo sgombro sbirro, la città dei bambini, la città degli anziani, la città smart, la fuga dei cervelli, basta code alla Posta, il randagismo, no all’immigrazione, sì all’immigrazione, i party esclusivi, il crowdfunding, il voto di genere, il Lido Azzurro, Villa Reimann non deve morire, la rotonda di Ognina, il Frisio e Samoa come il Chelsea Market, le periferie, Bernabo Brea, il gay pride, l’acchianata Ambra, i diseredati di Tivoli, i parchi, i doggy park, i picciotti di Santa Panagia, l’accountability, gli affitti d’oro, i santini, quello in buonafede, Gino Foti.