Unisci i puntini

Quanto è durata la tolleranza zero a Corso Umberto? Quindici giorni, forse venti, non mi ricordo più. Quello che è certo è che tutto è tornato esattamente com’era, forse peggio: un caos infernale, una confusione insensata, un bordello irriverente. Ci sono le auto in doppia fila messe a spina di pesce, una striminzita corsia con quelli in coda al semaforo e una manica di “spittuni” che transitano impuniti sulla preferenziale alla faccia di tutti noi poveri stronzi che rispettiamo le regole.

Il problema non è tanto l’esistenza dei maleducati, degli incivili e degli “spittuni”, no, quelli sempre ci sono stati e sempre ci saranno, è inevitabile, anzi, in alcune circostanze gli “spittuni” siamo stati noi, quello che manca è la totale mancanza di controllo. Un territorio abbandonato a se stesso dove vige il sopruso e la legge del più forte, nel disinteresse di chi dovrebbe fare rispettare le regole e invece passa liscio o resta fermo dentro l’auto a giocare con il telefonino. Non è una novità, anzi, è un andazzo generale, un filo rosso ben definitivo e tollerato, un “unisci i puntini” che mette insieme dehors abusivi, carrellati pieni di rifiuti a qualsiasi ora, banchetti dei boat tour in mezzo ai marciapiedi, scooter sulle ciclabili, apicalessino contromano a velocità folle e auto, auto parcheggiate ovunque: in piazza Archimede, corso Matteotti e perfino sul ponte Santa Lucia il lunedì e il martedì, quando partono le crociere. Uniti i puntini, il ritratto della città che ne viene fuori è impietoso. Potremmo anche diventare Capitale della Cultura, per quello che vale, ma la qualità della vita resta bassissima, i proclami sono disattesi e quelli che ancora pensano che parcheggiare sulle strisce pedonali o su uno stallo disabili sia una una vergogna, sono sempre meno.

Cambiamenti climatici

Quando sono uscito dalla farmacia, dopo una lunghissima attesa in coda, il sole fuori era già tramontato e la strada era avvolta da una fittissima nebbia proveniente dalla bancarella abusiva di castagne. Ho raggiunto la macchina reggendo in una mano il sacchetto della farmacia e nell’altra un maglioncino di cotone e un giubbotto leggero che avevo preso la mattina uscendo di casa. Ho premuto il tasto del telecomando, i fari si sono accesi e le frecce hanno lampeggiato due volte. una volta a bordo il mio sguardo ha incrociato quello dell’ambulante delle caldarroste che alimentava, come il dio Efesto, la sua enorme caldaia. Il termometro della macchina segnava 23 gradi, ma quelli percepiti erano almeno 30. Lui sembrava disperato, boccheggiante. Io gli ho rivolto un cenno del capo in segno di solidarietà, lui ha apprezzato, ha alimentato il fuoco sduacando nel “caliatore” un sacco di carbonella mista a rametti secchi e poi ha detto: “Buttana ra miseria, stai squagghiannu”. 

Background of abstract grey color smoke on dark background

Competizioni

Il principe Alberto di Monaco a Noto per l’inaugurazione del Museo tattile olfattivo “Jacques di Monaco”. Siracusa risponde con il Duca Conte Semenzara, che sarà insignito, al Vermexio, del titolo di Presidente del comitato per Siracusa capitale della Cultura. Come primo atto ufficiale, nel pomeriggio, il Semenzara si sposterà in viale Zecchino per partecipare alla cerimonia di apertura del nuovo beauty shop “Veronika e Micaela’s dreams”.  

Al via la nuova edizione di Telethorp

Tutto pronto per la quattordicesima edizione di Telethorp, la grande manifestazione di solidarietà organizzata dall’associazione MDP (Macchina – Dio – Patria) per raccogliere i fondi necessari all’abbattimento di Villa Reimann e alla sua riconversione in parcheggio multilevel.

“L’auto è per noi luogo dell’identità come e più della famiglia – ha dichiarato il Presidente di MDP – Il 2021 è stato un anno orribile, caratterizzato da ZTL, Zone 30, scuole arcobaleno e dalle vergognose piste ciclabili che minacciano l’identità dell’automobilista siracusano e il suo diritto di parcheggiare in seconda fila, a spina di pesce, per acquistare un Gratta e vinci, il pane o le sigarette”. “Da qui – conclude il Presidente di MDP –  la necessità di dare un segnale forte a chi vuole annichilire una tradizione millenaria di caos e angherie in favore di altre culture e usanze a noi totalmente estranee”. 

Ad allietare la serata, la dance di Dj TDI; il revival di Dj Revisione Scaduta ed il live dei 4 Motion, la boy band di neopatentati che si esibirà direttamente dall’abitacolo di una odiosa microcar. Al termine della kermesse, brindisi, clacsonata, sgasata collettiva e l’estrazione finale del primo premio lotteria di MDP  che prevede un anno di parcheggio libero sul sagrato del Duomo.

vector illustration with cars jammed

Il cartello

Il cielo all’orizzonte lascia ben sperare,

come i rintocchi timidi di questa campana

e già nell’aria si sente il ciauro pungente di olio esausto

che avvolge e determina le zippole di strada.

Pepite dorate e preziose,

vero simbolo di dovizia e reviviscenza.

È un lento risveglio,

la vita torna a pulsare,

una bimba ride dietro un finestrino,

un vigile urbano gioca col telefonino,

qualcuno senza indugio comprerà un sacchetto di totò.

In lontananza,

un fumo denso e cinereo si alza da un angolo di strada,

avviluppa il quadrivio.

Un fremito improvviso,

eccitazione, turbamento,

mi faccio largo in un capannello, 

“calde e arroste” c’è scritto nel cartello.

Tre Euro

– Ma che è sto Metichein, una specie di trompa t’aria? 

– Di più! come un uracano… 

– Ma su tutti cosi chiusi?

– U Decò sicuro!

– E u bar i Giancallo?

– Chissacciu, sarà chiuso… cu stu gran malutempu…

– Minchia e ora come mu scanciu u Gratta e Vinci?

– Vincisti?

– Tri euro!

– Aspè, ti rugnu u nummero, ci scrivi su Uotsappi, viri chi ti rici…

– Grazie mpare, non è che pi stu spacchio i Metichein mi pono lassari senza soddi.

Progressi

– A sintutu che hanno bocciato iddl Zan?

– Sì, una vergogna.

– Ma che era di preciso?

– Era una legge contro la discriminazione e la violenza di genere, sull’orientamento sessuale, sulla disabilità… tante cose

– Ma sei dispiaciuto e che sei puppo?

– Ma non è che devi parlare per forza di tutto, pigghiti u caffè docu, parla di moto, di Juventus…

– Mpare non ti incazzare sto babbiando…

– Bravo, babbìa…

– Invece… u viri chiddu nglisi assittato no tavolino? È puppo.

– Minchia ma sei ossessionato.

– Ora ci vado e ci dico: eschiusmi mister ma se una lametta Gionson costa mille lire…

– Non ci credo! Ancora la lametta Johnson? ma poi in lire…

– Sette lamette Gionson quanto costa? Ah ah ah ah ah ah ah.

 

Scuole chiuse, il plauso degli studenti

“Finammente u sintaco fa u sinataco e inzetta na cosa ca fa”.  I rappresentanti del movimento studentesco aretuseo plaudono alla scelta del sindaco di chiudere le scuole per l’allerta meteo. “Ogni vota ano tenuto le scole apette macari co malutempu bestiale perchè ha noi studenti re scole superiori di Siracusa non ci pensa mai nessuno a tutti i disaggi che abbiamo è che scarricamu nei genitori. Oggi finammente, grazie al provvedimento del sintaco ni potemmo stare e case soprattutto i pentolari dei pumman è tuti quei picciotti che co malutempo non pono prendere i mutura picchì si assampanano tutti e rischiano di catere nelle strate che sono lachi e piene ti buche ca se ci cari ti struppii tutto. Con lall’erta meteo non si abbabia macari se le strade sarebbero fatte boni. Un plauso al sintaco per la giusta decisione che ci tutela a noi e macari i patri e i matri non ci hanno accompagnare e si pono susiri chiù taddu e macari i professori e i bidelli”.