La startup del foglietto volante

Per disorientare Vigili zelanti, vendo false autorizzazioni su foglietto volante scritto a penna. Vergognomi assai ma necessito soldi droga!

Tariffario:

Ospiti Domus Mariae – 5 euro

Prove Inda Palazzo Impellizzeri – 7 euro

Giuria Premio Tiche – 10 euro

Cunsideralu Siei

Il bullo che pretende il sei e minaccia il suo professore in un istituto tecnico di Lucca è solo l’ultimo episodio di una preoccupante deriva che ha colpito la scuola e più in generale la società italiana. Le cronache cittadine sono piene di episodi che hanno come protagonisti alunni e genitori che arrivano persino a picchiare gli insegnanti. È in atto, ormai da anni, un capovolgimento delle regole del vivere civile e un’intolleranza sempre più diffusa verso l’autorità: governo, forze dell’ordine, scuola, tutto. Questo atteggiamento ha innescato un circolo vizioso molto pericoloso: mamme che si lamentano dal preside perché i loro figli non hanno preso dieci nel compito e minacciano di iscrivere i figli altrove; presidi che invitano gli insegnanti a chiudere un occhio e alzare i voti; insegnanti preoccupati dalle reazioni spropositate e violente degli alunni e dal giudizio dei presidi; alunni prepotenti e capaci di scrivere solo a stampatello, che sguazzano in queste dinamiche; genitori iperprotettivi ed egoisti pronti a andare in presidenza al minimo problema, pur di non ammettere di avere un figlio bestia.

Mi permetto di scriverlo perché io, tutto sommato, sono stato un figlio bestia, uno di quelli che sul sei ci ha costruito la carriera scolastica. Comunque, il video del bulletto toscano, volgare e tronfio, mi ha fatto tornare in mente una disputa metodologica alla quale ho assistito con i miei occhi nel corso dell’anno scolastico 1994 – 1995. Si tratta di un episodio che mi porto dietro da allora, indelebile e sublime. Cambio i nomi dei protagonisti per privacy e rispetto.

L’antefatto

Siracusa 1994, il movimento studentesco lotta per i diritti degli studenti, contro la riforma Iervolino, per risposte certe in tema di edilizia scolastica e per caliarsi un po’ la scuola. Manifestazioni, assemblee studentesche, autogestioni e occupazioni si susseguono a ritmo serrato e nei primi mesi di scuola, i giorni di lezione svolti sono veramente pochi. In questo scenario – previo un accordo politico che, in qualità di rappresentante d’istituto presi con il collegio dei docenti – accettammo di farci interrogare almeno una volta prima della fine del quadrimestre, per consentire il regolare svolgimento degli scrutini. Una interrogazione secca e benevola per riempire il registro e scollinare verso la seconda parte dell’anno scolastico.

I protagonisti

Professore Artale – docente di scienze, biologia e geografia astronomica; pavido, flemmatico, accento e dizione singolari.

Alunno Midolo – casinista, bestia, cuore d’oro.

Alunna Saia – attitudine da prima della classe, sveglia, simpatica.

Alunno Rizzo – onesto, nella media, mimetizzato.

Il Dialogo

– Midolo: Professore Artale?

– Artale: Tì?

– Midolo: Mi scusi, volevo chiederle per quale motivo mi ha messo quattro. Mi aveva detto che l’interrogazione era andata bene e l’ha detto anche a mia mamma al ricevimento genitori.

– Artale: Eh… Mitolo, ma con una sola interrogazione… eh… chi putemu fari… a nenti, questo quatrimestre è antato così. Appoi vediamo… ah, aanti.

– Midolo: No, mi scusi, non ho capito…

– Artale: Eh, Mitolo, facemu accussì… tu consideralu siei.

– Midolo: (ironico) Ma come consideralu siei, professore, ma che vuol dire?

– Artale: Ti sto ticento, consideralu siei.

– Midolo: (tra il serio e il faceto) Professore, ma io a mio padre che gli dico: papà, è quattro ma tu cunsideralu siei?

– Artale: Bih, Mitolo, ora basta. I voti del primo quatrimestre sono così. Aanti. Per esempio: la signorina Saia è una signorina da otto… ma non è che c’ho messo otto io…

– Saia: Professore Artale?

– Artale: Tì?

– Saia: Guardi che mi ha messo otto.

– Artale: (stupito) Ma quannu?

– Midolo: Ha visto? Ma allora ce l’ha con me?

– Artale: Ma chi sta ricennu! Aanti, ora basta.(Poi, improvvisamente e con foga, voltandosi verso l’alunno Rizzo) Rizzo, tomani ni virieumu, domani t’anterrogo.

– Rizzo: (esterrefatto) Professore ma io non sto dicendo niente! Ma perché se la sta prendendo con me!

– Artale: A mia m’antaressa. Tomani nì viriemu! U nibbuso mata fattu venere. Cose ti pazzi… Ora basta. Che avete dopo?

– La classe: Educazione fisica

– Artale: E allora ripassatevi l’educazione fisica. Aanti.

 

Il ritorno del foglietto volante

In epoca di burocrazie mastodontiche e informatizzazione esasperata e deludente, il foglietto volante scritto a penna continua ad esercitare un fascino senza tempo. Impone autorevolezza ma contemporaneamente richiede fiducia. Anonimo o nella versione con firma autografa in calce, esso rappresenta l’ultima reminiscenza di una società fondata sull’etica e allo stesso tempo, il germe che la distrugge…

Semaforo ergo sum

È allarme semafori intelligenti! Un team di scienziati dell’OMS in città per studiare il fenomeno. I semafori sarebbero stati contagiati dal virus della siracusanità. “Non sappiamo come il virus sia stato inoculato – ha spiegato il Prof. Edward Pantanelli, Ph.D. Professor of Microbiology and Immunology al Dipartimento di Medicina dell’università di Worcester (MA) – ma ha annientato logica e razionalità dei semafori e li ha trasformati in siracusanissimi ed incivilissimi strumenti di caos e sopruso”.

Varato l’Ammuzzobility Act

Arriva la svolta per l’emergenza viabilità. Palazzo Vermexio annuncia l’Ammuzzobility Act: una vera rivoluzione basata sul metodo aleatorio.

Tra imprevisti, probabilità e “vai in prigione senza passare dal via” (opzione ritirata dopo una accesa discussione in consiglio comunale), ogni automobilista, una volta giunto in Ortigia, dovrà estrarre il suo percorso obbligato pescando un bussolotto inserito all’interno di un’urna posta all’inizio del Ponte di S. Lucia. Critici i ristoratori che chiedono a gran voce l’inserimento della consumazione obbligatoria e la spartizione coatta degli avventori!!!

Farfalle e morbillo

Superstizione, fanatismo, ignoranza, dolo. Cosa spinge a fare girare nelle chat WhatsApp dei genitori, il sospetto che l’epidemia di morbillo si starebbe diffondendo a causa della mostra delle farfalle di Siracusa?

È inquietante solo pensare che un genitore, abbia scientemente pensato a questa cazzata e abbia deciso di condividerla. È sconvolgente come la cazzata sia diventata, questa sì, virale e si sia trasmessa così velocemente da arrivare anche a me, che genitore non sono.

Viviamo un periodo buio, gretto e meschino, dove la cultura dominante è diventata quella del sospetto. Superstizione, fanatismo, ignoranza, dolo, stanno diventando i punti cardinali di un anti-sistema che solo a vederlo così, fa più paura e mette più angoscia del peggior sistema che vorrebbe sovvertire.

Il messaggio su WhatsApp termina con un laconico: non so che fondamento abbia, ma tutto è possibile. Ecco, se tutto è possibile, io spero che siano i ragazzi a salvarci da questa deriva. In quel sussidiario, per fortuna, c’è già scritto tanto, ci sono i codici per comprendere e per stare al mondo senza paure, basta farlo vedere a papà e mamma e dirgli: farfalle? Morbillo? Ma che cazzo state condividendo… ma leggetevi il sussidiario va…

Pizzuta d’amare

La rivoluzione 2.0 che tutti quanti stavano aspettando. Stop ai quartieri dormitorio e senza servizi, largo alla movida, ma sempre senza servizi. È questa l’idea per rilanciare la Pizzuta e renderla glamour per il popolo della notte. Nuove concessioni trentennali per solarium con pessima musica a volumi atroci da montare su appezzamenti di terreno abbandonati , cinquecento licenze d’amare per ristorantini di pescato di frodo e paninari su gomma, sono solo alcune delle iniziative messe in campo dalle istituzioni. Una nuova Ztl senza pass né orari contribuirà a creare la tipica atmosfera caotica dell’isolotto, un trenino su gomma percorrerà le arterie principali collegandole con due nuovi parcheggi di interscambio che – garantisce il Comune – assicureranno gli stessi disservizi di Talete e Molo S. Antonio. I residenti sono già sul piede di guerra e hanno fondato il comitato Pizzuta Sostenibile chiedendo a gran voce che l’insopportabile bordello venga deviato in zona Zecchino.