Smile = Stronzo

Al netto dei glossari pitacorici sulla vicenda della Sea-Watch 3, c’è un aspetto molto inquietante che riguarda l’analfabetismo funzionale ormai dilagante. Praticamente, quasi l’60% degli utenti che ha commentato una qualsiasi notizia sull’argomento, ha dimostrato enormi difficoltà di comprensione del testo. Non sto parlando di piani narrativi, ideologie, convinzioni personali o della libertà di scrivere quello che ci pare. Il problema, gravissimo, è che sempre più persone non comprendono ciò che leggono, indipendentemente dal fatto che possa trattarsi di un articolo di approfondimento, un testo semplice, una filastrocca o un cartello stradale. Siamo di fronte ad una vera e propria emergenza culturale non meno grave di qualsiasi crisi economica o recessione. Il fatto che il commento più scollegato e visionario che ho letto sia stato postato da una signora sulla cinquantina che – dalle informazioni del profilo – risulta essere docente di ruolo presso MIUR – Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, mi terrorizza. Di questo passo, tra qualche anno, avremo difficoltà a comprendere perfino gli emoticon più semplici.

Confcavallo contro OMS

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, inserisce insaccati e carni lavorate nella lista dei cancerogeni alla stregua di amianto e sigarette. Immediata presa di posizione della Confcavallo, l’associazione di categoria dei paninari su ruota, che lancia una campagna mediatica per scongiurare il tracollo.

– Sbizzero?

– No, mettici funchetti, ogghiu re pipi e sassaemayones.

Confcavallo ha già incassato la solidarietà della Ong “Vaschette” e dell’associazione dei consumatori “Federvaddostana”.

Cultura è programmazione

– Ouh, complimenti per il film?

– Ma che film?

– A docu, u Festival!

– Ah, Off! Grazie, quest’anno è stato una bomba. Hai visto qualche film che ti è piaciuto?

– No. Però sti cosi ra cuttura sa na fari fatti boni, no comu a gran malafiura ro teatru comunale.

– Lo so, hai ragione.

– Ma come finiu docu?

– Chi sacciu, credo stiano studiando una soluzione per una forma di gestione che…

– U fanu cu Linda?

– Non lo so. Auspicherei altro… mi piacerebbe vivere in una città normale, con una stagione teatrale capace di smarcarsi dal peso della tradizione delle tragedie greche da un lato e da Litterio dall’altro.

– Minchia vero. Senti, ma tu a sintuto sta cosa ra libreria ca stana rapennu?

– No

– Avanti! A libreria…

– Ma chi, Mascali? Ma non la stanno aprendo, è stata riconosciuta e tutelata come libreria storica. Minchia, è aperta da 90 anni.

– Ma ti pare ca u sacciu unn’è?

– Avà, in via Maestranza… una ce n’è!

– Ma unni? Unni c’era Kent?

– Ma se ti sto dicendo che c’è da una vita! No, dall’altro lato, poco prima.

– Boh, ora ci passu co muturi e m’accattu quacchi cosa. Vabbè, grazie ‘mpare.

– Grazie a te.