Spasmodica attesa per i tour enogastronomici a bordo dei treni storici. In arrivo a Siracusa il Convoglio del Gusto partito da Modica il 21 agosto del 2015. In una nota FS suggerisce: non mangiate la ricotta!
Categoria: mai più senza
Né radical né chic
Tralasciando la pochezza intellettuale, il razzismo, le teorie sui complotti gender, l’orgoglio fascista e tutte le altre cazzate che costituiscono il substrato di tale infima bassezza, trovo surreale che una come la Meloni, quattro legislature a 15 mila euro al mese (ha appena iniziato la quinta), la vicepresidenza della Camera nel 2006, l’impietosa parentesi da Ministro della Gioventù nel 2008, una a cui la politica, da oltre 10 anni, frutta 100mila euro l’anno, insomma una così, nel suo itagliano stentato e zoppicante, se la prenda con quelli come me – precari e con il regime forfettario, senza ferie pagate, senza malattia – solo perché indossiamo una maglietta rossa e abbiamo l’ardire di credere che la società in cui viviamo possa essere migliore per tutti e non solo per lei.
La metafisica dei costumi
È psicosi Maremonti
Siracusa, nuovo intervento dei Carabinieri del NAS: sequestrati 500 kg di gamberi. In città è subito psicosi panino Maremonti! Confcavallo e Assopanini in un comunicato congiunto, suggeriscono per il momento di consumare esclusivamente “cavallo e sbizzero”, “cosciotto” e “vaddostane”. Via libera su funchetti, ogghiu re pipi e sassaemayoness…
Emergenza miasmi
Lezioni di stile
L’omaggio Pitacorico
Oggi termina il quinquennio dell’amministrazione di Giancarlo Garozzo. L’omaggio Pitacorico al Sindaco uscente… vogliamo ricordarlo così.
Lo Sceicco Saleh Salem Bahwini dona al Sindaco Garozzo il progetto del nuovo solarium di Calarossa in calcestruzzo e oro. Il Sindaco si è sdebitato offrendo al principe arabo due vasetti di caponata d’amare e l’usufrutto per 2 anni dei consiglieri Rabbito e Malignaggi!
Il Cocktail come metafora
Trovo un po’ pretestuosa la polemica sui lavori nella piazza d’armi davanti al Maniace. Ho visto il rendering del progetto e mi è piaciuto. Ne ho apprezzato la semplicità e l’effetto d’insieme che non snatura il luogo ma anzi, lo migliora. Ho immaginato una piazza piena di gente, i turisti seduti dopo la visita al Castello, i dipendenti regionali con gli occhi fissi sull’orologio per chiudere tutto quanto di loro competenza e scappare a casa, le aiuole curate, lo spazio per i bambini, un tramonto con uno scorcio
mozzafiato e un cocktail fatto bene, come nelle più belle città del mondo. Il cocktail è una metafora: nel resto del mondo, miscela codificata di elementi in equilibrio; a Siracusa (tranne le dovute eccezioni), aggregato casuale di sostanze diverse. Se sei amico del barman, quello ti cafudda due litri di gin pensando di farti un piacere; se sei o sembri un turista sprovveduto ti capita un bicchiere sbeccato o un drink senza ghiaccio. Ma perché in questa città non si riesce mai a trovare un equilibrio tra il gin, il ghiaccio e la tonica? Tra lo sfruttamento senza scrupoli e l’abbandono? Tra il bene comune e il rendiconto privato? Tra la polemica legittima e macchina del fango? Io non so come andrà a finire questa storia, mi piacerebbe dare per scontato che la realizzazione finale rispecchierà il progetto approvato dalla Soprintendenza e che nessuno stia commettendo degli abusi. Ma questa è Siracusa e il dubbio lo chiariranno solo i tecnici e non i moderatori dei forum sui social né i trombati alle elezioni passate. L’idea di una piazza aperta a tutti, con dei servizi per chi la fruisce, con affaccio sul mare e vista sul meraviglioso Castello Maniace a me sembra una conquista per tutta la città. Se la cosa dovesse trasformarsi in un pauroso ecomostro, tavolini e sedie spaiate, fritto misto e piatti di plastica, l’ennesimo ristorante con produzione intensiva di feto e olezzi, orrenda musica da discoteca tutte le sere, beh, ci sarebbe di che incazzarsi e chi la gestisce dovrebbe risponderne alla città. Non sarebbe quindi il caso di chiedere delle rassicurazioni sull’aspetto qualitativo della faccenda? Perché signori, il canone annuale che pagate è irrisorio e un punto di ristoro in quel sito strategico, 15.000 euro li tira su in un attimo. Per cui, gentili gestori vincitori del bando del Demanio, impegnatevi a garantirci la qualità, garantiteci uno standard da città europea, garantiteci una programmazione culturale di alto livello (questo lo state già facendo), garantiteci il rispetto di quei luoghi e di non ammorbarli con oli esausti e scorcie di cozze, garantiteci un spazio aperto a tutti e non sottomesso alle logiche commerciali dell’introito ad ogni costo, garantiteci, se siete in grado, un gin tonic fatto come si deve.








