Melilli, rimpasto in Giunta: sempre più probabile la nomina di Balthazar, il possente maremmano a capo del branco di randagi in città. A lui le rubriche fiscalità locale, tributi, protezione civile e politiche giovanili.
Siracusa come Berlino. Con una cerimonia solenne, si celebra oggi il quinto anniversario della caduta del ponte dei Calafatari. Un plotone scelto di Consiglieri Comunali sparerà tre raffiche di gettoni di presenza in aria. Confermata la presenza delle più importanti cariche istituzionali, militari e religiose, dei rappresentanti di Confcavallo, Posteggiatori abusivi riuniti e una delegazione di pescatori di frodo.
Non partecipo mai a nessun televoto, cestino tutte le e-mail con questionari sulla soddisfazione del cliente, non ho mai premuto il tasto verde di Sky per esprimere una preferenza sul man of the match, sul cantante di X Factor da salvare o sul gradimento di un governo. Quando qualcuno mi ferma per strada per un sondaggio a risposta chiusa e io non faccio in tempo a sgattaiolare via, scelgo sempre la terza risposta: non sa, non risponde. Anche se dovessero chiedermi: lei sa chi è Archimete Pitacorico? Io senza esitare direi: non so, non rispondo. Da qualche giorno invece mi collego sul sito della Rai e voto Ferla per il Borgo dei Borghi.
Non lo faccio perché credo che Ferla sia effettivamente il borgo più bello – sebbene non manchino certo squisite peculiarità architettoniche e sebbene Pantalica sia un unicum di incredibile fascino – è evidente come in giro per lo stivale ci siano piccoli comuni che si avvicinano meglio ai canoni estetici di bellezza rarefatta. Vado ogni giorno sul sito della Rai e voto Ferla perché credo che la sua comunità sia unica. Un paese agonizzante e spopolato si è trasformato in un modello di riferimento. Il Modello Ferla, studiato nelle università e preso ad esempio per le buone pratiche che ha adottato: rifiuti, sostenibilità, turismo diffuso, politiche energetiche, edilizia scolastica, integrazione sociale.
In pochi anni questo borgo è rifiorito: protegge le tradizioni e guarda al futuro. La sua bellezza, la sua ricchezza sta nei suoi abitanti, che hanno prima visto con sospetto, poi intuito, e adesso portano avanti e condividono le idee e la forza d’animo di un giovane Sindaco e della sua Giunta. Con il suo impegno, con la sua idea di politica come servizio alla comunità, con la sua visione nitida di un futuro sostenibile e solidale, Michelangelo Giansiracusa ha dato vita ad una vera e propria rivoluzione culturale che è sotto gli occhi di tutti e che è diventata esempio da seguire per gli amministratori di tutta Italia.
Certo, a Brisighella, in Emilia Romagna, a giugno fiorisce la lavanda; a Garessio, in Piemonte, se vai a sciare vedi anche il mare; a Venzone, in Friuli, ci sono così tanti caprioli che te li ritrovi nella piazza. Sono sicuro che in nessuno di questi borghi si corre il rischio di imbattersi in un infisso in alluminio anodizzato, in un tetto in eternit o in una caffetteria con tavoli e sedie di plastica, ma il mio voto non cambia. Voto Ferla per quello che rappresenta, perché per me è la dimostrazione concreta – senza chiacchere, senza meme, senza slogan farlocchi – che anche in una terra disperata come questa Sicilia qua, le idee innovative, la competenza, l’onestà e l’impegno per il bene comune, possono diventare i valori condivisi di un’intera comunità.
Non so voi ma io non riesco proprio a seguire tutti i gruppi WathsApp dove volente o nolente sono stato inserito. Quelli con più di 10 persone poi, mi atterriscono. Mi distraggo un attimo e mi ritrovo con 245 notifiche: sono auguri di trascorrere una buona giornata, tazzine di caffè, gattini, matrioske di screenshot di screenshot di screenshot e una quantità spropositata di meme. Da questi meme nascono screzi, dagli screzi polemiche, dalle polemiche offese, dalle offese tentativi di riconciliazione e poi di nuovo tazzine di caffè, emoticon a muzzo e auguri di buona serata. Ogni tanto qualcuno abbandona il gruppo, poi si ricomincia. Questa ciclicità mi ha spinto a silenziare la maggior parte di essi. Ogni tanto, quando il numero delle notifiche ha raggiunto un numero considerevole, apro una chat e scorro velocemente le centinaia di messaggi sperando di trovarne uno che valga la pena di leggere. Oggi l’ho trovato.
“Tanti stranieri nella nostra città x fortuna non tutti si contano in pochi, vedo in città tutti con scooter?macchine ecc…assicurazione,targa,intestate a chi? è come vivono in Italia? benzina affitti ecc come come!!se mi spiegate se qualcuno conosce queste culture!! Come se dovremmo ascoltare loro.quasi 10 anni al nord!! Sono cresciuto PAESE CHE VAI USANZE CHE TROVI!!! ITERREMOTATI NE VOGLIAMO PARLARE A RUBARE I SOLDI ALLA POVERA GENTE E PARLIAMO IN CHATT DI MINCHIATE!!!!”.
Ma a che livello di miseria umana stiamo arrivando? Siamo rimasti davvero in pochi a credere che ci siano delle cose che vanno al di là dei gettoni di presenza, al di là del tombino ostruito o della strada al buio? Quanti siamo a pensare che ci siano dei principi da difendere sempre e comunque, a costo di dedicargli due ore di seduta consiliare?
Il Consiglio Comunale della mia città – che in passato non è stato sempre esempio da portare sul palmo della mano – mette all’ordine del giorno una mozione di “censura” alle parole sconclusionate e offensive di Beppe Grillo su autistici e persone affette da sindrome di Asperger. È una sacrosanta presa di posizione di un’istituzione che dice: caro Grillo, forse dovresti ripensare alle cose che hai detto. Non sei nuovo a queste sparate e qui, in una zona dove il tasso di tumori è alle stelle,
qualcuno ancora si ricorda delle tue minchiate sull’inutilità delle mammografie, per cui, ritira quello che hai detto perché anche a Siracusa ci sono delle persone che si sono indignate. Sarebbe il caso che tu chieda scusa. Sai benissimo che discriminare è miserevole, offendere e deridere chi è considerato diverso è da vigliacchi. Come Consiglio Comunale, nel nostro italiano non sempre perfetto e tra mille contraddizioni personali, ti invitiamo ad essere più prudente e a misurare le parole, soprattutto quando queste aizzano le folle e colpiscono i più deboli.
La politica purtroppo è una brutta bestia, e oggi più che mai, se vuoi fare qualcosa, se vuoi andare avanti, se vuoi lavorare veramente e con scrupolo per la tua città, la tua regione o il tuo Paese, devi spesso inghiottire rospi. Troppi leader mediocri, troppi capetti ignoranti che stabiliscono le linee guida dei partiti nazionali che non hanno più niente dei grandi contenitori di idee e di persone. Chi pone domande, chi chiede spiegazioni, chi pensa diversamente, rischia grosso: fuori, eliminato, a casa.
I consiglieri pentastellati, a torto o a ragione, hanno deciso di abbandonare l’aula e non votare il provvedimento. È una scelta che non condivido ma che trovo legittima, quello che considero superfluo è il comunicato stampa nel quale dicono che la seduta è stata una perdita di tempo perche non si sono trattati i temi della città. Apriti cielo. Sul web, un tutti contro tutti sconfortante: commenti, insulti, maledizioni, errori, orrori, gettonopoli, “e io pago”, rimborsopoli. Ma cosa siamo diventati? Ma veramente vorreste farmi credere che le due ore “perse” per la mozione di censura abbiano compromesso l’iter per la risoluzione di annosi problemi cittadini? Vabbé.
Io sarò particolarmente emotivo, ma un po’ mi emoziono quando un’istituzione afferma dei principi di civiltà. Molti ormai la pensano diversamente? Pazienza, quando ci incontreremo in giro e chiacchiereremo, io sarò quello che non ride alle barzellette sui froci, i negri e gli spastici.
Non sei mai uscito dal triangolo viale Zecchino, via Filisto, viale Tica; hai piantato le tue personalissime colonne d’Ercole in Largo Dicone; ti sei formato tra il Bar Kennedy e la sala giochi di via Pitia; non leggi più nemmeno la Gazzetta dello Sport; non ti è ancora chiara la differenza tra e congiunzione e verbo, ma su manovra economica, Def, rapporto deficit/pil e Unione Europea nemmeno un dubbio… Ti invidio e ti stimo.
– Pronto?
– Comune ti Siracusa, attenta in linea…
– Parlo con il servizio Customer satisfaction?
– Non la capisco, chi boli riri?
– Ehm… dicevo, se posso chiedere informazioni a lei per questo nuovo servizio di Customer satisfaction pubblicizzato sulla stampa?
– Ma noi… ci passo i vigili urbani?
– No signora, chiamavo solo per capire come funzionava il servizio. C’è un form da compilare online? Una newsletter a cui iscriversi? Ci si può loggare con un ID?
– Fosse l’uttima cosa ca sta ricennu! Aspittassi… Mariuccia, parracci tu cu stu signuri ca addumanna na cosa strana…