Taletemania

Si amplia il cartellone degli spettacoli in città con due live del giovane Ancelo, il quattordicenne di viale Tunisi capace di scandire nitidamente “Porta delle Meraviglie” e “Monumento del XXI secolo” coi rutti. L’estensione vocale del giovane Ancelo ha favorevolmente impressionato il Primo Cittadino che ha voluto nominarlo testimonial per la riqualificazione del parcheggio Talete e omaggiarlo con premio “ugola d’oro”. Proprio sulla terrazza dell’ecomostro, sabato 7 e domenica 8 agosto, il giovane Ancelo sarà il protagonista di due eventi imperdibili all’interno della kermesse “Talete, bellezza a 360 gradi”, esibendosi insieme all’Arenella Philharmonic Orchestra diretta dal Maestro Spampinato.

Babbara

– Babbara voi u cono o a coppetta?

– Co cioccolatto papà!

– Solo cioccolatto?

– Anche Ferreroroscè…

– Signorina c’è il gusto Ferreroroscè?

– No mi dispiace, c’è kinter bueno, bascio peruggina…

– U voi u kinter bueno?

– No.

– Allora u cono o a coppetta?

– iccono papà.

– Sicuro? Non è meglio a coppetta? Ca poi ti cade come l’attra votta?

– No no no!

– Allora signorina, un cono di cioccolatto per favore e per me una coppetta caffè e granmanniè.

– Babbara, pigghiti stu gelato. Signorina mi scusi mi po dare quacche tovagliolino pa picciridda ca…

– Papà? Mi è caduto il gelato…

– Avà Babbara a comu si scimunita comu a ta matri… precisa!?!?

Ora o mai più

I tempi sono maturi per dare finalmente un senso alla Spirale “Archimetea” e utilizzarla per regolamentare e garantire decoro e dignità ai commercianti abusivi. Un percorso virtuoso che metta in relazione la progressione geometrica e quella merceologica: dalle cover per telefonino agli occhiali da sole, dal magnete col cannolo ai parei variopinti; dagli zoccoli del dott. Tonelli alle borse Mandarancio Drink per terminare, raggiunto il nucleo centrale, in un tripudio di ricci di mare e pescato di frodo.

Distopie

Hanno citofonato verso le 15:00, siccome il citofono non funziona bene e non avevo capito chi fosse, ho aperto il portone e mi sono affacciato alla finestra per vedere. Era quello della pizzeria sotto casa, era accompagnato da due picciuttazzi che trasportavano tavoli e sedie di plastica spaiati. Il tizio è arrivato davanti la porta di casa e mi ha scansato per passare. Io ho fatto resistenza ma lui, con tono risoluto, mi ha detto che per legge, anche se il suo ristorante pizzeria è sempre vuoto perchè si mangia di merda, deve implementare il suo gigantesco dehors e che siccome tutto intorno non è rimasto suolo pubblico da occupare in nessuna direzione, al Comune gli hanno detto di rivolgersi a me, che abito al piano di sopra, e che c’è un ordinanza del sindaco che mi obbliga a cedergli l’usufrutto gratuito del soggiorno fino ad ottobre. “Ma io come dovrei vivere così, mi scusi?” ho chiesto disperato. “Non è un problema mio – ha replicato lui serafico – io devo lavorare”. Poi ha aperto la porta del bagno, ha scrutato dentro e ha detto: “Picciotti, ca rintra ci sduacamu tutta l’indifferenziata e u pisci”.

I “Passi” di Pirri nell’incanto del Castello Maniace

Se posso permettermi un consiglio, andateci, prendetevi qualche ora di tempo e dedicatela a “Passi”, l’installazione di Alfredo Pirri, nella Sala Ipostila del Castello Maniace a Siracusa, curata da Helga Marsala. Una produzione Aditus per la Regione Siciliana, ingresso 7 euro, fino al 31 dicembre 2021.

Portateci i bambini, portateci le persone che amate perché ne vale davvero la pena. “Passi” arriva per la prima volta in Sicilia dopo aver girovagato in lungo e in largo in Italia e all’estero: dal Palazzo Altemps al Foro di Cesare a Roma; dalla Certosa di Padula a Salerno all’ex Bunker di Tito In Bosnia, solo per citare alcune tappe del suo itinerario.

Ottocento metri quadrati ricoperti di specchi, alcuni in buono stato, altri rotti, frantumati, a moltiplicare l’immagine, a declinarla in centinaia di sfumature, come precipitare in una quarta dimensione e vedere sotto un’altra luce elementi architettonici e particolari del castello federiciano. Muoversi su questo tappeto di specchi è un viaggio nella poetica dell’autore e nelle proprie percezioni, tra linearità e irregolarità, spazio e tempo. Tutto intorno, bellissimi, antichi proiettili di pietra di vecchie catapulte che sembrano sparati lì per caso, reperti concessi dal Museo Paolo Orsi di Siracusa per rendere l’istallazione ancora più suggestiva. Proiettili che sembrano pianeti, specchi rotti che ricordano le costellazioni, elementi del passato che tornano nel presente, una suggestione che ricorda ciò che accade con i telescopi riflettori dei vecchi osservatori astronomici puntati verso l’infinito e che non sono altro che grandi specchi che concentrano la luce in un punto focale e per scrutare il cielo bisogna guardare in basso e quello che si vede è qualcosa che è avvenuta milioni di anni prima.

Tu cammini tra scricchiolii e abbagli, gli specchi si frantumano sotto i tuoi piedi e potresti essere alla Tate a Londra o all’Hamburger Bahnhof a Berlino e invece sei a Siracusa, in un contesto eccezionale, raro, prezioso, nulla a che fare con le pareti di cemento armato di una ex centrale termoelettrica nel Bankside o di una ex stazione ferroviaria a Moabit. Qui siamo a Ortigia, al cospetto di un monumento unico, una costruzione del 1200 a picco sul mare, voluta da quel geniaccio di Federico II di Svevia. Il castello, nel corso dei secoli ha cambiato aspetto e funzione, è stato baluardo difensivo, residenza, prigione, cornice per eventi internazionali e per feste private di miliardari russi ma questa sua veste di contenitore di arte contemporanea, sembra calzargli a pennello.

L’unica nota desolante non ha a che fare né con l’arte né con la storia dei luoghi, ma con l’insensibilità che caratterizza i nostri tempi e i nostri spazi. Ci sono decine di auto nel cortile interno del Castello, quello dopo il ponticello, per intenderci, un’immagine che ricorda i vialetti delle villette a mare, la mattina di ferragosto. Solo che qui non c’è l’auto di vostro cognato ma auto con lampeggianti, auto con autista e motore accesso, auto che fanno manovra e cercano l’ombra, auto che rompono l’incanto e ci ricordano perché alla fine, purtroppo, preferiamo andarcene alla Tate o all’Hamburger Bahnhof.

Pezzo pubblicato su www.siracusapress.it

Presenti Esclusi

Dice, ma qual è la cosa della tua città che ti piace di più? Il mare, il teatro greco, Ortigia? No, per me è il divieto di sosta “presenti esclusi” che è una peculiarità davvero raffinata, una declinazione creativa del concetto stesso di divieto che meriterebbe una menzione ad hoc nel codice della strada. Il divieto di sosta presenti esclusi consiste nel multare solo le auto in divieto che non appartengono ai commercianti della strada su cui è esposto il cartello o ai loro avventori.

Sfalci

– Savvo ma ora chi facemu cu tutti sti sfalci di Patanè?

– Ca li andiamo a buttare in quacche strata di mare…

– No! Ma si pazzu? Viri è l’una meno reci… troppo tardi. Io devo antare a casa a manciare, viremo chi truvamu pi strata…

– U sai unni? Davanti o condominio di Spampinato.

– No, hanno messo i telecameri

– Allora… na stratuzza dell’Onp?

– No, ci su i file re tamboni ro Covid.

– Minchia ma che spacchio di città è? 

– U sai unni? Vicino o Gaggallo, a via Cannizzaro…

– È tutto preso, l’attro ieri me cugnatu Sebbuccio ci ha sduacato mobili, ammadi e menza cucina di uno scompero di un garasch

– Ma allora a stu CCR?

– Manco motto!

– Minchia! Al Rizza!

– Ma unni? O spitale?

– Sì, i ravanti… ni su slargo tutto scassato unni si metteva Pasqualino ca frutta…

– Ma ni virunu tutti…

– Ma quanto mai… e anche se ni virunu appoi n’annacunu…

– Vero è, quello slaggo è intecente, non ci pono dire niente.

Nel pomeriggio

– Pronto Savvo, u liggisti Sirausanius?

– No, picchì?

– Dice ca ni stana ciccannu per abbantono di rifiuti… ca c’è l’indagine, i testimoni…

– Ma cui a Questura?

– No, i vigili ampientali…

– Minchia Ancelo! Per un attimo mi avevi fatto prentere un cacazzo.

Inda, giornate siracusane: tutte le novità

Tornano le “giornate siracusane” della Fondazione Inda, sei appuntamenti dedicati ai cittadini residenti che potranno avvalersi di importanti agevolazioni in chiave siracusana. Dopo una mirata ricerca di mercato, sondaggi tra la popolazione e un torneo di pari e dispari tra i componenti del Cda Inda, ecco le proposte lanciate dalla fondazione:

Inda Drive In

L’attaccamento del siracusano alla propria macchina è leggendario, per questo motivo il secondo martedì di luglio, avrà la possibilità di entrare comodamente con la propria auto nella cavea del V secolo e di godersi lo spettacolo seduto all’interno dell’abitacolo, appagando così uno dei sogni più inconfessabili. L’automobilista potrà strombazzare il clacson per sottolineare l’intervento del deus ex machina, sgasare a più non posso per dimostrare apprezzamento per il coro o, se completamente coinvolto nella storia, segnalare all’eroe intrighi e agguati ad opera dei suoi antagonisti con gli abbaglianti.

Mezza porzione

Per troppi siracusani una tragedia intera è troppo. Per questo motivo i vertici Inda hanno deciso di proporne una versione ridotta. Il terzo giovedì di luglio, il pubblico siracusano potrà recarsi normalmente a teatro, accomodarsi nel posto assegnato e godersi quella che a tutti gli effetti sembra una normale tragedia. Dopo circa 40 – 45 minuti, ad un cenno concordato del regista, il protagonista morirà improvvisamente o farà ritorno alla sua isola natia e dagli altoparlanti partirà a tutto volume la sigla della Champions League. Il Siracusano, preso alla sprovvista, si sperticherà in applausi e si lancerà in ardimentosi “bravi”, gridati con nonchalance  e “forza Eschilo”, ritornando poi a casa felice.

Scolaresche

Il primo lunedì di agosto sarà la volta delle scolaresche aretusee. Dato il disinteresse millenario degli studenti siracusani per gli spettacoli classici, la Fondazione Inda – dopo essere stata visibilmente colpita dalla composizione datata 2012 d.C. raffigurante l’incisione del motto “Savvuccio ama Jennifer” e la secca risposta apocrifa “porci e zauddi” – ha lanciato un concorso a premi dedicato alla migliore incisione con chiodo su monumento. La corretta ortografia non da diritto a punteggio suppletivo.

Sabato dance

Chi ha detto che la cultura classica non ha appeal sul popolo della notte? Con il Sabato Dance, la Fondazione Inda si scrolla di dosso tabù millenari e lancia Ellenika, la prima tragedia live con dj Menelao. Cinque ore di Euripide sparato a 180 bpm faranno tremare le pietre della cavea e le gambe degli avventori. Luci stroboscopiche, pessimi long drink e l’attesissimo match sul fango “Ifigenia vs Medea”, rigorosamente vietato ai minori.

Vip

Solo per certi siracusani! È la proposta Inda per la gente che conta. Abito griffato, calzari tipo antico Egitto, tre etti di pietre preziose e licenza media per lei; completo di lino, mocassino di maialino dei Nebrodi, prototipo google glass e avviso di garanzia per lui. I vip siracusani sono stanchi di contendersi un cuscino o un biglietto gratis, pratica ormai ritenuta troppo volgare. “Se la cultura ci vuole sa dove trovarci” aveva dichiarato il presidente del Circolo Unione degli Amici dei Giardinetti, prima di essere posto agli arresti domiciliari. Per non scontentare questa fascia di pubblico, la Fondazione Inda dedica loro il secondo venerdì di luglio. Per l’occasione attori e maestranze si sposteranno sulla cavea per fare spazio sul proscenio a tavoli di Bridge, Chemin de fer, Black Jack e Burraco.

Pensionati

Da sempre bistrattati e considerati l’ultima ruota del carro, ai pensionati viene dedicato l’ultimo mercoledì di agosto. A ciclo di rappresentazioni finite, i pensionati saranno condotti con l’inganno all’interno del Teatro Greco, sedati con ingenti porzioni di pizza al taglio salatissima e di vino “pista e ammutta” da 16,5 gradi a temperatura ambiente e una volta annichiliti, saranno costretti a sorbirsi le esibizioni scartate dal programma della kermesse “LuciaSiracusadAmareAvantInsiemedallaPortadelleMeraviglie”.