Estratti dal “Nanno col giubbotto blu”

In libreria a novembre 2021

Fuori è tutto è tranquillo, l’orizzonte è sgombro, la strada deserta e il mare sembra una tavola azzurra. Poi, in lontananza, nell’angolo, nascosto dietro una Jeep Renegade, lo vedo, sta tutto accucciato e con la mano mi indica qualcosa e mi fa segno di no. Mi volto e vedo una signora sulla sessantina, vestita bene, molto elegante. Passeggia nervosamente avanti e indietro e ogni tanto guarda l’orologio del telefono che tiene dentro una borsetta clutch. La signora è spazientita, prende coraggio e mi chiede: «ha visto per caso un signore distinto con un giubbottino blu?» 

Io tentenno e poi faccio: «no, mi dispiace.» 

La signora ha le lacrime agli occhi e va via a passo spedito: «lo sapevo – le sento dire – sempre la stessa storia ed io cretina che ci casco ogni volta.» 

Vedendola andare via il nanno col giubbotto blu ha abbandonato il suo nascondiglio e si è avvicinato. «Ma perché si comporta così? Ma chi era la signora?» gli ho chiesto infastidito. Lui sorride beffardo e dice: «a niente, una simpatia… però è una gran scassamichia.»

“Ghe pensi mi”, anche Cafeo passa alla Lega

I più informati sostengono che dopo aver bevuto da un ampolla contenente l’acqua del Dio Galermi, il deputato regionale Giovanni Cafeo abbia ufficializzato il suo passaggio alla Lega di Matteo Salvini. La segreteria politica dell’onorevole è stata presa d’assalto da una folla di sostenitori in giubilo che hanno inneggiato al loro idolo chiedendo a gran voce l’indipendenza di Bosco Minniti e la secessione di Tivoli, mentre sui balconi spuntavano i primi striscioni: “ Ghe pensi mi”, “Lentini Ladrona”, “Siracusa in Padania – Ciuriddia in Tanzania”. Molto ambizioso il programma politico che al primo punto prevede l’obbligo di inserire l’articolo davanti a qualsiasi nome proprio (il Turuzzo, la Concettina, il Pippo, ma anche Il Foti, lo Scapellato, il Vinciullo). Proprio il responsabile provinciale Vinciullo ha accolto il neo leghista nel partito donandogli il tipico elmo celtico da cerimonia e un ritratto di Calderoli. Cafeo ha voluto ringraziare tutti gli intervenuti con un buffet a base di bagnacauda, pizzoccheri, cassoeula alla matalotta e polenta e osei.

Capitali

– Mpare ha sintutu ca che semu capitale ra cuttura

– Concorriamo per…

– No no, capitale ra cuttura semu!

– No, al momento siamo solo candidati

– Come cantitati? Ma se u sintaco e Granata hana rittu capitale ra cuttura!

– No, siamo tra le 24 città che lo possono diventare…

– Veramente? Na collera mi sta rannu!

– Ma perchè?

– Ca fici stampare tutti i volantini coi menù novi cu “Capitale ra cuttura, antipasto primo, seconto e menzu vino, trenta euro”.

– Va be, dai, puó passare inosservato, ci puó anche stare…

– No no, a quale, aspetta, aspetta ca ci chiamu a tipocrafia, vireno se pozzu femmare tutti cosi. Cetto ca i cosi non si fanu accussì peró. N’sacco i soddi… Pugno di Bastaddi!

Benfenuti nel nostro monto

– Buonasera, benfenuto nel nostro monto…

– Grazie, ma io… volevo solo un caffè…

– Scinque miscele, quattro tostature, i migliori plent della Colompia, Costarica, Brasile per cui scegliere.

– Non saprei… scelga lei per me, mi fido.

– Allora per lei un Chapada diamantina del Brasile… noi lo serviamo con un tolcetto di mantola.

– Grazie ma prendo solo il caffè

-Ma così la tostatura del caffè si stempera nelle note tolceamare della mantola…

– Veramente… non ho tempo, magari ripasso con più calma e…

– Così le facciamo assaggiare le nostre specialità di cui tutti parlano.

– Bene, quanto le devo per il caffè?

– Ne parlano tutti delle nostre specialità…

– Saranno squisite, non ho dubbi.

– Vuole sapere cosa sono?

– E avanti, me lo dica…

– Dei pasticotti di totta gelato al caffè e mantola.

Inferni

Ieri notte mi sono addormentato con un sottofondo musicale esasperante: un mantra di ritmi latini che mi ha indotto un sonno nervoso e contornato da incubi. Ho sognato struggenti battaglioni di neomelodici nei dehors del centro; improbabili coppie da piano-bar con tastierone midi e cantante arrampicata su tacco vertiginoso e fasciata in abito di lamé due taglie più piccolo. Sparava acuti inappropriati e terminava ogni strofa con il peggior campionario di arzigogolate fiorettature. Ho sognato karaoke con aspiranti cantanti da talent show che dedicano hit tatangiolesche – interpretate due toni sotto e fuori da qualsiasi scansione metrico-ritmica della partitura – a un pubblico inerme. Improvvisazioni etnomusicologiche con zufoli, bummoli e tamburelli dei tempi che furono; i rapper ed i metallari duri e puri, poeticamente contro il sistema, ma in provincia disposti ad esibirsi nella pizzeria per famiglie a volumi da Coachella. Poi c’erano direttori creativi improvvisati, i cocktail al di là del bene e del male, i gestori che servono tutto in plastica, non ti danno manco un foglio di Scottex e pretendono il coperto, quelli che riciclano come aperitivo bordi di pizze già mangiate da altri, servono granita con la mosca dentro e a rimostranza rispondono: “la mosca ci entra pecchè la granita è docce, siggnore…”. Poi, sudatissimo, mi sono svegliato.

Le Tragedie Pitacoriche – Ifigenia in Pfizer, 409 a.C.

Una disputa sui social e senza esclusioni di colpi tra Oreste, un giovane medico ospedaliero e Ifigenia, una militante No Vax, complottista e assetata di giustizia virtuale sta per tramutarsi in tragedia. Per confutare le tesi della medicina tradizionale e dimostrare la pericolosità del vaccino anti Covid-19, Ifigenia si inietterà in un colpo solo un mix di 2,8 litri di Pfizer, Moderna, AstraZeneca, Sputnik e Vetril, entrando in uno stato alterato di coscienza. Solo l’intervento del Deus ex machina farà in modo che, trasportata d’urgenza in ospedale, sarà proprio Oreste, con un tentativo disperato, a strapparla alla morte. Un anno dopo, il giovane medico, riceverà una citazione in giudizio di Ifigenia con una esorbitante e immotivata richiesta di danaro per grave negligenza professionale.

Combo Micidiale

Green Pass e nuova Ztl tutto insieme: un combo micidiale! No Vax, costituzionalisti da bar, confusi e complottisti assortiti già sulle barricate. Intanto il Comune di Siracusa lancia il microchip delle Meraviglie, un innesto sottocutaneo che verrà impiantato da personale specializzato nei locali di via Di Caprio e garantirà a tutti i cittadini l’ingresso nel centro storico, dieci caffè e quattro pizze al mese in esercizi convenzionati e il ritiro senza tessera sanitaria dei sacchetti della differenziata.