Top 5 topics Pasquetta 2018

  1. Quando la comitiva con la salsiccia con il finocchietto incontra la comitiva con il pollo panato, la comitiva con il pollo panato inizia a scroccare: mi fai assaggiare un pizzuddo di sasizza? 
  2. La tensione che sale quando in una stessa scampagnata ci sono due esperti di barbecue.
  3. Accattammu 50 kg di canne, a’nsalata, pomitori, i patati no funnu e poi 10 hamburger d’emergenza… non si sa mai.
  4. Quando u zio Cammelo, 67 anni, 124 kg, baby pensionato inps, si suse dalla sdraio per giocare a pallavolo, riceve in bagher, triangola e conclude l’azione con una schiacciata formidabile.
  5. Stai scuppiannu, motto sugnu… nu mi fati viriri manciari pi na simana ah! Aspetta, nun a luvari sa colompa ca ora pottuno u cafè…

Pasqua 2018 è Caos Ortigia, debutta il nuovo servizio salta code

Dopo le critiche, i fischi e i piriti per la decisione di aprire Corso Umberto al doppio senso di marcia per favorire l’ingresso in Ortigia, il Comune rilancia con il nuovo servizio salta code! I due trabucchi saranno posizionati rispettivamente al Monumento ai caduti (zona nord) e da Zio Agatino (zona sud).

  • Un lancio 5 euro
  • Tre lanci 10 euro
  • Gratis per auto ibride ed elettriche

 

Siamo tutti Cantitati

– Ouh me frate, comu semu?

– Ciao xxxxxxxx, tutto bene, ammuttiamo…

– Sii ‘mpegnato?

– Sì, sto andando a inglese…

– No, ahahaha, a chi cazzu sturìi ancora ahahah u nglisi! Ahahaha. Mpegnato per le elezioni, picchi mi staiu cantitanto.

– Ah, bravo, e con chi?

– Ancora nun nu sacciu! Tu u voto mu runi?

– Mah… riparliamone quando sciogli la riserva.

– Nooo! A quale riserva, iu mi cantito ni na lista bona, titolare va…

– E fammi sapere… 

– Mpare, ci conto ah? Vedi che dobbiamo risollevare sta città.

Doppio senso senza senso?

Io non lo so se la decisione di aprire Corso Umberto al doppio senso di marcia – nonostante con le auto in seconda e terza fila, si sia trasformato in un budello infernale tipo Vicolo Stretto del Monopoli – sarà una soluzione al traffico caotico in entrata a Ortigia o se, inconsapevolmente, aumenterà in maniera esponenziale il desiderio/perversione del siracusano di entrare in pizzeria con tutta la macchina e posteggiarla lì, di sbieco, dove ha sempre sognato, tra la porta del bagno e il frigo dei vini. Staremo a vedere. Quello che so e che il siracusano ‘sta Ztl proprio non la regge. Che sia estate o inverno, feriale o festivo, aperta o chiusa, autorizzato o no, non fa differenza, la stragrande maggioranza dei cittadini la vive con angoscia e tormento.

Certo, non va sottovalutato l’imprinting che il siracusano ha ricevuto in decenni di anarchia totale e che lo porta a considerare sconveniente qualsiasi forma di parcheggio che non sia accanto al luogo di arrivo. Per non parlare della superstizione secondo la quale, camminare a piedi uccide o può uccidere. Inoltre, il servizio navetta attuale è decisamente poco funzionale e non garantisce orari né fermate. L’unica volta che ho usufruito di una navetta, mentre mi accingevo, euro alla mano, a pagare il biglietto, un conoscente che era già sul mezzo mi ha chiesto: «ma chi sta facennu?». Io ho risposto candidamente: «u bigliettu». E lui di rimando: «ma picchi si paia?».  Sono rimasto per pochi istanti interdetto, poi, una signora con le buste della spesa ha detto: «vulissi viriri se avissimu a paiare macari l’euro pi l’autobussi», sentenziando in poche parole il fallimento di un secolo di teorie sul terziario. Il fatto è che i siracusano pretende il servizio ma non vuole pagare affinché possa essere mantenuto e migliorato. Sconvolgenti, a questo proposito, i risultati della ricerca dell’Università romena di Mirello Crisafulli che hanno evidenziato come il siracusano in viaggio si trasformi, diventi meticoloso, studi piani tariffari, acquisti travelcard e cammini a piedi macinando chilometri su chilometri. Purtroopo, rientrato in terra aretusea, in meno di 48 ore, l’involuzione è repentina. Quando capiremo che attraversare Ortigia passeggiando è infinitamente meno faticoso e più suggestivo che infilarsi in un centro commerciale e macinare decine di chilometri di corridoi e di luci al neon, quest’isola avrà la sua naturale destagionalizzazione. Ci vuole poco per accorgersi che i chilometri che si percorrono dentro un centro commerciale, sono quasi il doppio di quelli che ci vogliono per raggiungere Piazza Duomo da un parcheggio fuori Ortigia.