“Dipende dal Collega”: il generatore random di caos siracusano

“Dipende dal collega” è una formula magica, è la risposta che ho ricevuto più volte da quando sono tornato a vivere qui. “Dipende dal collega” è un costrutto polisemico e affascinante che in tre parole distrugge il concetto di stato di diritto per come lo conosciamo dalla rivoluzione francese ad oggi; annichilisce teorie semiotiche accettate dalla comunità scientifica; spiazza colui che la riceve costringendolo a mettere in discussione archetipi e basi del vivere civile. A Siracusa quasi tutto “dipende dal collega”. È un modo di fare inscritto nel nostro patrimonio genetico. Alla regola certa, alla legge con articolo e comma, preferiamo sostituire una specie di indeterminismo ontologico alla matalotta dove le necessità spicciole e grette affiancano la pura casualità.

  • Scusi, è possibile parcheggiare qui?
  • Dipende dal collega…

oppure

  • Il regolamento Imu compara la proprietà di un immobile con il suo usufrutto?
  • Dipende dal collega…

In questo scenario, l’alea dell’oggi multo chi parcheggia qui ma domani no; il fato che regola l’ammenda combinata all’esercente in regola e non all’altro sfacciatamente fuorilegge, diventa condizione insostenibile per un cittadino normale. Il bordello generato è inesorabile come il pescato di frodo, puntuale come la granita di mandorla in estate, spietato come la pizzeria sotto casa mia. Come l’orchestrina del Titanic, assistiamo inermi ad una deregulation totale che coinvolge e spazza via tutto. Persino la legge della giungla – per molti ultimo baluardo di legalità – si infrange travolta dal “Dipende dal collega”, vero generatore random di caos siracusano.

 

Appello al Presitente Crocetta e Autocantitatura

Caro Presitente,

apprento tai quotitiani tei trementi e inciuriosi attacchi che stai supento con l’accusa ti folere occupare le uttime pottrone rimaste con tuoi fetelissimi. Una situazione motto telicata che antreppe cestita con prutenza, ponterazione, avvetutezza, e un pizzico ti sacacia. È il momento ti campiare stratecia, confontili tutti, è il momento ti scegliere Archimete Pitacorico per il pene della Sicilia.

Mi rento tisponipile per qualsiasi pottrona: dall’Ast a Sicilia e-Servizi dalla Seus a Riscossione Sicilia ma non tistegno, attresì, l’Ente di sviluppo acricolo, l’Irsap, l’Esa o l’Istituto dell’olio e del vino.

Faccio spesso errori ti crammatica, mi lancio in impropapili coniucazioni ti verbi transitivi, tifetto nel caccolo semplice e nell’utilizzo di piattafomme infommatiche, non sono avvezzo a wodd ed exsel. Mi ritenco la persona ciusta per un posto tirigenziale ti presticio in una società partecipata.

In attesa di un suo cratito riscontro,

porco i miei cortiali saluti

Gran Ballo di carnevale al Teatro Comunale

Vip e morti di fame hanno affollato i saloni ed il foyer del Teatro Massimo Comunale, per l’occasione agghindati in stile Titanic (piano terra) e Tardo Romano Impero (piano superiore). Tra frizzi, lazzi, zumba, danze scatenate di gruppo e gare di consecutio
schermata-2017-03-03-alle-09-10-42caraibiche, i fortunati avventori hanno potuto ammirare lo sfoggio di maschere e travestimenti degni di una nuova e decadente Versailles. Sempre molto gettonate le maschere classiche tra le quali spiccano un superlativo “Pierott” del Presidente del Consiglio comunale Armaro, un superbo “Pantalone” del consigliere Firenze, un inedito “Scaramuccia” del consigliere Castagnino e un super applaudito “Brighella” del consigliere Di Lorenzo. Degne di nota la “Colombina” della consigliera Garozzo e il trio Rabbito, Lo Curzio, Malignaggi rispettivamente: Spiderman, Sceriffo con doppia pistola a caps e Goldrake. Menzione speciale per il “Beethoven” di Pappalardo e il “Cardinale Richelieu” del magistrale Sorbello. Un po’ defilati, ma non certo passati inosservati, il John McEnroe dell’assessore Coppa, il consigliere Tota con i paramenti del tenero balilla e Turi Raiti orgogliosamente in abiti civili. Stupore per l’arrivo, a piedi, dell’assessore Abela travestito da semaforo Ztl inattivo e seguito da un serpentone di auto strombazzanti ed inconsapevoli che sono state multate e rimosse coattivamente. Imbarazzo e fastidio per i consiglieri Burti e Romeo: entrambi si sarebbero dovuti mascherare da Padre Pio ma l’escamotage di Burti, di nascondere nella manica della tunica una boccetta di essenza di rose da spruzzare per ricreare l’atmosfera del miracolo, ha indisposto Romeo e sancito la definitiva rottura politica tra i due che hanno partecipato all’evento divisi e travestiti rispettivamente da Paul Simon e Art Garfunkel. Giubilo per l’ingresso in sala del carro allegorico del PD-DP trainato dai tesserati 2014 ancora sub judice e ricavato sradicando la copertura superiore della Carrozza del Senato. Sul carro facevano bella mostra: l’Assessore regionale Marziano travestito da Sergio Endrigo; il deputato Zappulla in un costume da Robespierre; l’On. Amoddio nei panni del santone mistico Maharishi Mahesh Yogi; la deputata Cirrone Di Marco da Principessa Sissi; il Sindaco Garozzo da PM e il segretario Lo Giudice in un costume da giovane marmotta.

Ciò che ha destato maggior scalpore però è stato l’appeal suscitato dai personaggi che più hanno colpito l’immaginario popolare aretuseo. Questo il podio delle maschere del pubblico premiate con il prestigioso Premio Urega Carnevale 2017:

Inviato delle Iene

Abito nero, camicia bianca, cravatta nera, occhiale da sole, sguardo parziale, microfono e foglio con le imbeccate. L’inviato delle Iene è stato notato anche nella variante inedita e confusa con bassotto al guinzaglio tipo Petix.

Vinciullo Bifronte

Da sempre nel cuore dei bimbi e delle mamme aretusee, il Vinciullo Bifronte è ormai una maschera tipica e riconosciuta. Sempre più bambini, innamorati delle gesta del deputato regionale, implorano i genitori di acquistare il costume. Il Vinciullo Bifronte è una maschera semplice e si può ricreare anche in casa senza bisogno di comprare l’originale. Ottimo per tutte le stagioni, garantisce un figurone sia tra le fila della maggioranza che tra quelle dell’opposizione.

Italia componibile

È il must del carnevale 2017. La maschera che tutti desiderano. Italia è commercializzato in tutto il mondo ed è il prodotto di punta della casa di produzione Siracusadamare, un brand che ha rivoluzionato il mercato delle maschere di carnevale e può vantare imitazioni in ogni parte del pianeta. I prodotti della linea più venduti sono: Italia Green, con bicicletta e abito biodegradabile; Italia Pizzuto, etereo e imbronciato; Italia Cicisbeo, impreziosito da una miriade di accessori pregiati; Italia Teddy Boy con giubbetto di Pelle e sneakers ai piedi.

 

Le dieci cose senza le quali non si dovrebbe vivere n.2

– Gli occhietti neri e vuoti di Speranza

schermata-2017-02-02-alle-07-57-49– Direttiva Bolkestein is the new spread (nessuno l’ha letta veramente)

– I nomi della Direzione nazionale di Sinistra Italiana

– Renzi in California a caccia di idee (aiuto)

– Il super treno HyperLoop vs Freccia del Sud

– La giunta Raggi che attua il programma di Alemanno (famiglia Tredicine, lobby tassisti, discariche Cerroni, stadio Roma)

– Le video ricette con le melanzane su Facebook

– La Ztl spenta e Ortigia vuota

– La scoperta di 7 nuovi pianeti e Ortigia vuota

– Il momento in cui i medici obiettori si alleeranno con i tassisti…

Il Deserto dei Tartarini di Dino Bazzano

I grandi incipit della letteratura Pitacorica

Il Deserto dei Tartarini 

di Dino Bazzano

Nominato Vigile Urbano, Giovanni Drago partì una mattina di settembre dalla Fanusa, dove abitava, per raggiungere Piazzale Sgarlata, sua prima destinazione. Si fece svegliare ch’era ancora notte e vestì per la prima volta la divisa di vigile urbano. Come schermata-2017-02-20-alle-09-35-27 ebbe finito, alla luce di una lampada a neon si guardò nello specchio, ma senza trovare la letizia che aveva sperato. Pensava alle giornate squallide alla sala scommesse della Borgata, si ricordò delle amare sere imbottigliato in via Malta quando vedeva fuori dall’auto passare a piedi la gente libera e presumibilmente felice. Ricordò la pena di contare le monete, che sembrava non finissero mai, per pagare il parcheggio del Molo. Adesso era finalmente Vigile Urbano, poteva superare gli ingorghi con la paletta e non pagare il parcheggio, eppure tutto questo era passato. Tutti quei giorni, che gli erano sembrati odiosi, si erano oramai consumati per sempre, formando mesi ed anni che non si sarebbero ripetuti mai. Sì, adesso egli era Vigile Urbano, avrebbe avuto tredici mensilità, le ferie pagate, la malattia, il sindacato, le donne lo avrebbero forse guardato, ma in fondo ‐ si accorse Giovanni Drago ‐ il tempo migliore, la prima giovinezza, era probabilmente finito. […]Perché girava per la camera con inconcludente nervosismo, senza riuscire a trovare l’orologio, lo smartphone d’ordinanza, il berretto, che pure si trovavano al loro giusto posto? Non partiva certo per la guerra! Decine di vigili urbani come lui, avevano prestato servizio a Piazzale Sgarlata per la fiera del mercoledì, come se andassero a una festa. I timori che porta con sé ogni mutamento, la commozione di salutare la mamma, gli riempivano sì l’animo, ma su tutto ciò gravava un insistente pensiero, che non gli riusciva di identificare, come un vago presentimento di cose fatali, quasi egli stesse per cominciare un viaggio senza ritorno…

Picciuttazzi di Pier Paolo Patanè

I grandi incipit della letteratura Pitacorica.

Picciuttazzi

di Pier Paolo Patanè

Era una caldissima giornata di luglio. Savvuccio che doveva farsi la prima comunione e la cresima, s’era alzato già alle cinque; ma mentre scendeva giù per via Dione coi calzoni lunghi grigi lucidi e la camicetta bianca con saetta arancione fluo, piuttosto che un comunicando o un soldato di Gesù pareva un malacarne quando se ne va a ballare alla discoteca…

Salvate il ballerino Sven

Il provincialismo italiano nella sua accezione di sfruttamento intensivo delle idee e delle cose, conduce, volente o nolente, ad odiare ciò che era sembrato degno di nota. Prendete lo spot della Tim, quello con il brano All Night di Pavor Stelar.  La prima versione, quella dove al ballerino si alternano tra gli altri i Blues Brothers e le truppe imperiali di Star Wars e finisce in Cordusio a Milano, io l’ho trovata stupenda e me la sono andata a rivedere in rete diverse volte. Spot ironico, immediato, coinvolgente, divertente. A Siracusa – per lo stesso principio di sfruttamento intensivo – direbbero smart…

chi-e-justsomemotion-1030x467Poi, complice Sanremo, hanno cominciato a propinarcelo in decine di varianti: con Mina che canta; con la voce fuoricampo che entra nel dettaglio delle tariffe e dei Giga e con il ballerino tedesco (Sven Otten si chiama, ma spesso lo trovate con il nick di “Just Some Motion”) costretto a ballare ovunque: sulle scale di casa, in cucina, al cesso, in edicola. Uno strazio, una pena che mi imbarazza e che, al primo sentore di note al pianoforte, mi induce a cambiare canale il più velocemente possibile. Spero vivamente che il contratto di Sven Otten termini presto e che lui possa tornare nella sua civile Germania e rifarsi una vita, perché il passo successivo dopo l’ignobile sfruttamento intensivo del suo neoswing può essere solo quello di diventare un nuovo Jessie Malò

 

I grandi incipit della letteratura Pitacorica – Neapolis Psyscho

Neapolis Psycho

di Bruno Ernesto Bellis

Niente a Senso”, sta scritto scarabocchiato a grandi lettere nere sbiadite su un muro tra la ASL e il Credito Siciliano, nei pressi american-psycho_scalich_04dell’incrocio tra Via Brenta e via Oglio; e l’iscrizione è tanto vistosa che la si legge comodamente dall’interno dell’auto, che avanza a piccoli strappi nel traffico caotico, proveniente da Corso Gelone. Patrizio Belfiore ha fatto appena in tempo a leggerla, quand’ecco che una motoape si affianca all’auto e gli chiude la visuale. L’ape reca sulla fiancata il cartello “la tua invidia è la mia fortuna”. A questo punto, Belfiore – che ha ventisei anni ed è disoccupato – alza il volume della radio che sta trasmettendo una compilation Disco Samba…

I grandi incipit della letteratura Pitacorica – Tenera è la Sorte di Francesco Scotto Finocchiaro

Tenera è la sorte

di Francesco Scotto Finocchiaro

16265577_2203504126542344_2435545543073883100_nSulla bella costa della riviera siracusana, a mezza strada tra Fontane Bianche e il confine con Avola, sorge un bunker diroccato della seconda guerra mondiale. Palme deferenti ne rinfrescano la facciata grigia, e davanti a esso si stende una breve spiaggia tipo Marchesa di Cassibile. Recentemente è diventato un ritrovo estivo di gente importante e alla moda; dieci anni fa, quando il turismo straniero manco ci veniva, era quasi deserto. Ora molte ville vi si raggruppano intorno; ma quando questa storia incomincia, soltanto i tetti di una dozzina di vecchie villette marcivano come carrube in mezzo ai pitosfori ammassati tra il Camping Sabbia d’oro e l’edicola votiva di San Sebastiano in Contrada Gallina, seicento metri più in là…

Le 10 cose senza le quali non si dovrebbe vivere

– Il blog della Costamagna sul Fatto Quotidiano.it

– Le termiti di Villa Reiman

– Gli anni d’oro di Bufardeci

schermata-2017-02-02-alle-07-57-49– L’esasperazione polisemica del concetto di satira attribuita a rutti e piriti. (Vladimir Jankélévitch perdonaci)

– Le concezioni di Ztl dell’Assessore Abela ed il terzo segreto di Fatima

– I rappresentanti di spicco dei movimenti civici d’opposizione che buttano la spazzatura fuori orario… incivili

– La sostituzione stocastica delle consonanti B – P – D – T – nei discorsi di Crocetta

– Gli articoli del filosofo Diego Fusaro e quelli che ci cliccano “mi piace”

– Le liti interne al PD, avvincenti come le puntate della Schiava Isaura, sceneggiate come Jersey Shore (The Situation)

– Uno vale uno e l’indicativo vale il congiuntivo.