Vivo Vivo Vivo

Momenti di terrore alla “Sagra del Pesce Spada” quando un grosso esemplare del mediterraneo dal peso di 140 kg, si è ridestato dal banco su cui era esposto ed è fuggito seminando il panico tra gli avventori. Per gli organizzatori, l’accaduto smentirebbe le voci sulla discutibile freschezza e l’inadeguata conservazione del pesce…

I tempi sono maturi

Le nuove ordinanze anti abusivismo rischiano di colpire uno dei principali comparti produttivi della città mortificando la tradizione siracusana. I tempi sono maturi per finanziare e rendere cantierabile il progetto per dare finalmente un senso alla Spirale Archimedea, utilizzandola per regolamentare e garantire decoro e dignità ai commercianti abusivi. Un percorso virtuoso che metta in relazione la progressione geometrica e quella merceologica: dalle cover per telefonino ai parei variopinti; dagli zoccoli del dott. Tonelli alle borse Mandarancio Drink per terminare, raggiunto il nucleo centrale, in un tripudio di ricci di mare e pescato di frodo.

L’Infinito e la villetta su Airbnb

– Ora dove andare? Aeroporto Catania? Traghetto?

– Valè dei Templì.

– Ah Valle dei Templi, Agrigento, bello, autostrada, tre ore. Tre ore! Navigatore, mi raccomando.

– Oui.

– Valle dei templi molto bello. Molto bello. Attenzione alla strada, prudenza, macchine, confusione, gente pazza, troppo caldo, ferragosto.

– Oui.

– Valle dei tempi bello, templi antichi, come Siracusa ma più belli. Valle dei templi. Scegliere bene.

– Oui.

– Avere acqua? Portare acqua. Viaggio lungo, Agrigento lontano.

– Oui.

Poi, rivolto alla moglie – Ma chista mi cala a testa ma un sinni voli iri! Ancora hanno le valigie aperte.

La moglie – e tu ancora ci runi codda. Se ne devono andare che ora arrivano gli altri! Faglielo capire.

–  Ora voi dovere andare, chiudere valigia, valle dei templi, 3 ore, io dire per voi, strada brutta, fermare per mangiare, consiglio. Noi ora pulire, lavare per terra, arrivare famiglia di Torino dopo di voi, dovere sistemare tutto. Avere capito?

– Valè dei Templì.

 

 

Ma io dico

Ma io dico, ma perché? Perché se ti autorizzano una cosa ne devi fare un’altra? Ma a che diavolo serve? Quale grande guadagno hai ottenuto alzando di 47 cm più del dovuto quella tettoia di specchi? Ci sbattevi la testa? Tutti a dire: “pare troppo alto, pare troppo alto” e tu che fai? Lo fai ancora più alto! Ma io dico. E la gettata di cemento? Al giorno d’oggi manco da tuo cognato a Tivoli l’avresti fatta senza autorizzazione, avà!

Peccato. Peccato perché a me il bar nella piazza d’armi del Castello Maniace non dispiace, non lo trovo irresistibile, è vero, ma c’è qualcosa che mi attrae. Soprattutto mi piace l’atmosfera che crea, anche se ridurrei la diffusione musicale a un sussurro o la eliminerei del tutto (quel posto suona bene già di suo); mi piace che un luogo di tale bellezza non sia più un parcheggio e sia tornato fruibile da tutti, sebbene, sul lato Castello, sia cosparso di fastidiosissimo brecciolino fuori misura che rende difficoltoso addentrarsi con un passeggino o una sedia a rotelle. Mi piace poter ammirare il Castello Maniace in tutta la sua maestosa bellezza, seppure mi disturbino il muro scuzzulato della caserma Abela e quella terribile costruzione alla sinistra del ponticello che impedisce la vista del monumento. Insomma, in tale contesto di pregio, a quella cifra irrisoria, con tutte le polemiche ed i riflettori puntati, mi aspettavo, anzi pretendevo, che l’opera venisse realizzata come da progetto approvato.

La relazione degli ispettori regionali mandati a dirimere l’affaire Maniace è disarmante: non tanto per la questione in sé – dubito che la costruzione verrà abbattuta per tali difformità, con tutta probabilità sarà semplicemente sanata – ma perché ci spiattella in faccia la solita, triste, meschina, ridondante storia di spittizze assortite. Ora tutti tireranno in ballo tutti, saremo sommersi da accuse, ripicche, distorsioni, memorie corte, pitticchi, contraddizioni varie e non ci capiremo più niente.

Siamo condannati a vivere in un’isola dove il pubblico non funziona – svuotato di risorse e riempito di dipendenti annoiati (e lo so che ci sono le eccezioni, le eccellenze e che generalizzare non serve a niente) ma tant’è – e dove il privato che lo dovrebbe affiancare, incorre in malafiure tipo questa. Tutto intorno un mare di occasioni sprecate.

 

La regola dell’amico

– Ciao!!! Ma sei proprio tu?

– Ciao, sìììì, ma come stai? Saranno passati 15 anni!!!

– Ahahaha, gli strepitosi tempi dell’Istituto Gramsci a Bologna.

– Hai proprio ragione, che bel periodo che è stato quello. Ma dimmi, dove sei, che fai di bello?

– Io adesso vivo a Pizzighettone, una noia mortale… e tu?

– Ma niente, sono tornato a Siracusa da qualche anno e…

– A Siracusa??? Ma è meravigliosa!!! Ho visto dei servizi in tv, sembra un luogo magico immerso nella cultura.

– Ma sai, a dire il vero…

– Dobbiamo assolutamente vederci! Senti, avevo da tempo in mente di venire giù in Sicilia e a questo punto…

– No guarda, facciamo che vengo io a Pizzighettone… fidati.

Agosto

Ci siamo, il momento è arrivato, si scorgono all’orizzonte con le Cinquecento e le Citroen a noleggio, hanno le Lonely Planet evidenziate sotto il braccio e gli occhi pieni di meraviglia e stupore. Presto, scongeliamo il pescato di frodo, facciamo rinvenire quella ricotta acida, scomponiamo i cannoli, prepariamo quel chiacco. La stagione turistica è al suo apice e Ortigia è un fermento. Cultura contro profitto; Luna Park o dormitorio; libertà d’espressione contro libertà d’espressione. Chi darà il via alla polemica più grande? Il ristoratore spregiudicato, il musicista integralista o il residente frustrato? Pitacoricamente spero sempre che qualcuno possa mediare tra gli eccessi, ma la disillusione, negli anni, ha spazzato via i miei sogni come un foglio di stagnola soffiato via dal vento nello slargo deserto di un paninaro su ruota.

Merende

– Buongiorno, prendiamo: un arancino al ragù, una pizzetta, un calzoncino prosciutto e formaggio, questa con gli spinaci, questa fritta e un cannolo di ricotta.

– Amore, ma non sarà un po’ troppo?

– Allora… scusi,  il cannolo si può avere senza glutine?

Ortigia, debutta il nuovo servizio taglia code

Caos, code chilometriche, scirocco, tempi di percorrenza infiniti, maleducazione e totale assenza di controllo: la viabilità cittadina è ai minimi termini ma è pronta una soluzione geniale.

Il Comune lancia il nuovo servizio salta code per l’ingresso in Ortigia! Due potentissimi trabucchi saranno posizionati rispettivamente al Monumento ai caduti (zona nord) e da Zio Agatino (zona sud).

  • Un lancio 5 euro
  • Tre lanci 10 euro
  • Gratis per auto ibride ed elettriche

Nella foto il Sig. Trigilio, con consorte, fresco vincitore di un lancio gratuito grazie al concorso “Porta delle Meraviglie”.

Dolce & Gabbana: omaggio a Siracusa

Fibrillazione in città per il prossimo, riservatissimo  evento che si terrà sabato 4 agosto nella piazza d’armi del Castello Maniace. Ospiti vip e stampa internazionale parteciperanno al lancio dello spot di “Masculino”: la nuova fragranza unisex degli stilisti Dolce & Gabbana, dedicata a Siracusa.