1 su 1000 ce la fa

Non so voi ma io non riesco proprio a seguire tutti i gruppi WathsApp dove volente o nolente sono stato inserito. Quelli con più di 10 persone poi, mi atterriscono. Mi distraggo un attimo e mi ritrovo con 245 notifiche: sono auguri di trascorrere una buona giornata, tazzine di caffè, gattini, matrioske di screenshot di screenshot di screenshot e una quantità spropositata di meme. Da questi meme nascono screzi, dagli screzi polemiche, dalle polemiche offese, dalle offese tentativi di riconciliazione e poi di nuovo tazzine di caffè, emoticon a muzzo e auguri di buona serata. Ogni tanto qualcuno abbandona il gruppo, poi si ricomincia. Questa ciclicità mi ha spinto a silenziare la maggior parte di essi. Ogni tanto, quando il numero delle notifiche ha raggiunto un numero considerevole, apro una chat e scorro velocemente le centinaia di messaggi sperando di trovarne uno che valga la pena di leggere. Oggi l’ho trovato.

“Tanti stranieri nella nostra città x fortuna non tutti si contano in pochi, vedo in città tutti con scooter?macchine ecc…assicurazione,targa,intestate a chi? è come vivono in Italia? benzina affitti ecc come come!!se mi spiegate se qualcuno conosce queste culture!! Come se dovremmo ascoltare loro.quasi 10 anni al nord!! Sono cresciuto PAESE CHE VAI USANZE CHE TROVI!!! ITERREMOTATI NE VOGLIAMO PARLARE A RUBARE I SOLDI ALLA POVERA GENTE E PARLIAMO IN CHATT DI MINCHIATE!!!!”.

Miserie

Ma a che livello di miseria umana stiamo arrivando? Siamo rimasti davvero in pochi a credere che ci siano delle cose che vanno al di là dei gettoni di presenza, al di là del tombino ostruito o della strada al buio? Quanti siamo a pensare che ci siano dei principi da difendere sempre e comunque, a costo di dedicargli due ore di seduta consiliare?

Il Consiglio Comunale della mia città – che in passato non è stato sempre esempio da portare sul palmo della mano – mette all’ordine del giorno una mozione di “censura” alle parole sconclusionate e offensive di Beppe Grillo su autistici e persone affette da sindrome di Asperger. È una sacrosanta presa di posizione di un’istituzione che dice: caro Grillo, forse dovresti ripensare alle cose che hai detto. Non sei nuovo a queste sparate e qui, in una zona dove il tasso di tumori è alle stelle, qualcuno ancora si ricorda delle tue minchiate sull’inutilità delle mammografie, per cui, ritira quello che hai detto perché anche a Siracusa ci sono delle persone che si sono indignate. Sarebbe il caso che tu chieda scusa. Sai benissimo che discriminare è miserevole, offendere e deridere chi è considerato diverso è da vigliacchi. Come Consiglio Comunale, nel nostro italiano non sempre perfetto e tra mille contraddizioni personali, ti invitiamo ad essere più prudente e a misurare le parole, soprattutto quando queste aizzano le folle e colpiscono i più deboli.

La politica purtroppo è una brutta bestia, e oggi più che mai, se vuoi fare qualcosa, se vuoi andare avanti, se vuoi lavorare veramente e con scrupolo per la tua città, la tua regione o il tuo Paese, devi spesso inghiottire rospi. Troppi leader mediocri, troppi capetti ignoranti che stabiliscono le linee guida dei partiti nazionali che non hanno più niente dei grandi contenitori di idee e di persone. Chi pone domande, chi chiede spiegazioni, chi pensa diversamente, rischia grosso: fuori, eliminato, a casa.

I consiglieri pentastellati, a torto o a ragione, hanno deciso di abbandonare l’aula e non votare il provvedimento. È una scelta che non condivido ma che trovo legittima, quello che considero superfluo è il comunicato stampa nel quale dicono che la seduta è stata una perdita di tempo perche non si sono trattati i temi della città. Apriti cielo. Sul web, un tutti contro tutti sconfortante: commenti, insulti, maledizioni, errori, orrori, gettonopoli, “e io pago”, rimborsopoli. Ma cosa siamo diventati? Ma veramente vorreste farmi credere che le due ore “perse” per la mozione di censura abbiano compromesso l’iter per la risoluzione di annosi problemi cittadini? Vabbé.

Io sarò particolarmente emotivo, ma un po’ mi emoziono quando un’istituzione afferma dei principi di civiltà. Molti ormai la pensano diversamente? Pazienza, quando ci incontreremo in giro e chiacchiereremo, io sarò quello che non ride alle barzellette sui froci, i negri e gli spastici.

 

Invidia e stima

Non sei mai uscito dal triangolo viale Zecchino, via Filisto, viale Tica; hai piantato le tue personalissime colonne d’Ercole in Largo Dicone; ti sei formato tra il Bar Kennedy e la sala giochi di via Pitia; non leggi più nemmeno la Gazzetta dello Sport; non ti è ancora chiara la differenza tra e congiunzione e verbo, ma su manovra economica, Def, rapporto deficit/pil e Unione Europea nemmeno un dubbio… Ti invidio e ti stimo.

L’utente prima di tutto

Pronto?

– Comune ti Siracusa, attenta in linea…

– Parlo con il servizio Customer satisfaction?

– Non la capisco, chi boli riri?

– Ehm… dicevo, se posso chiedere informazioni a lei per questo nuovo servizio di Customer satisfaction pubblicizzato sulla stampa?

– Ma noi… ci passo i vigili urbani?

– No signora, chiamavo solo per capire come funzionava il servizio. C’è un form da compilare online? Una newsletter a cui iscriversi? Ci si può loggare con un ID?

– Fosse l’uttima cosa ca sta ricennu! Aspittassi… Mariuccia, parracci tu cu stu signuri ca addumanna na cosa strana…

Mash Up

Progettare la città, interviene anche il signor Augusto Patanè (secondo dei non eletti Consiglio di quartiere Akradina elezioni 2013): “L’area individuata per il nuovo ospedale a me non mi piace. Ritengo che il nosocomio debba prendere il posto di Villa Abela”. Scoppia la polemica.

 

Navette

L’unica volta che ho usufruito del servizio navetta “Siracusa d’amare”, mentre mi accingevo euro alla mano a pagare il biglietto, un conoscente che era già  sul mezzo mi ha chiesto: “ma chi sta facennu?”. Io ho risposto candidamente:”u bigliettu”. E lui di rimando: “ma picchì si paia?”. Sono rimasto per pochi istanti interdetto, poi una signora con le buste della spesa ha detto: “vulissi viriri se avissimu a paiare macari l’euro pi l’autobussi”, sentenziando in poche parole il fallimento di un secolo di teorie sul terziario.

È inutile, siamo allergici a regole e controlli e c’è sempre una situazione particolare, un evento improvviso, un “vabbé un minuto” che ci spinge a derogare.  Per questo, quando ho letto della riattivazione del servizio navetta, dopo mesi di stop per casini di bandi, affidamenti provvisori e gare europee, ho tirato un sospiro di sollievo, perché l’autista – diceva il comunicato – verrà affiancato dalla figura dell’assistente. Finalmente il bigliettaio, ho pensato in cuor mio, invece, come ha tenuto a precisare il Comune, si tratterà di un individuo che non svolgerà la funzione di bigliettaio/controllore, ma fornirà informazioni e consigli utili all’utenza. 

– Scusi, questo sarago come mi consiglia di cucinarlo?

– Al sale, senza dubbio, poi lo condisce con un salmoriglio di olio, limone, prezzemolo e una puntina di zenzero.

Oppure

– Io la amo ma non mi chiama da 3 giorni. Che devo fare?

– Data di nascita?

– 6 gennaio

– Capricorno… segno di terra, tenace e ambizioso. Non chiamarla, prendi tempo, capirà. Ricorda, in amore come nella vita vince chi sa aspettare. 

Giustizia è fatta

Dice che il Tar ha deciso che il bar del Maniace va ricostruito al posto di villa Abela, il faro di Murro di Porco impiantato nella piazza d’armi del Maniace e spento; villa Abela, ricostruita minuziosamente in cemento armato depotenziato al posto del faro di Murro di Porco. Poi dopo tre anni si cambia.