Castello Maniace, polemica infinita

“Ma quali operai in nero? Sono tre dj di fama mondiale”. Non si placano le polemiche dopo il sopralluogo al cantiere della Piazza d’Armi del castello Maniace e la sanzione di 22mila euro comminata dall’Ispettorato del lavoro. Per il demaniOSS non si tratterebbe di operai, ma di tre importanti dj albanesi in visita al cantiere. Ortigia Sostenibile chiede la sospensione dei lavori e l’istituzione di una commissione di soli residenti facoltosi per dirimere la questione. Intanto, desta scalpore l’incisione apocrifa “Follettino zauddo ti amo” trovata dai carabinieri del NIL sulla parete nord del monumento federiciano: lasciato inestimabile o opera di torpi? L’opinione pubblica si spacca.

 

 

Obiettivo Parco Robinson

Siracusa, l’amministrazione incontra la città per discutere di parco Robinson

Le soluzioni più accreditate:

– Drastica: bombardare la zona con napalm nel tentativo di radere al suolo ogni cosa.

– Psicologica: convincere gli abitanti del quartiere che tutto va bene e che si tratta di una nuova concezione di parco smart.

– Scarica Barile: affidare la gestione ad una associazione no profit… Cazzi Vostri.

– Religiosa: trasferire all’interno del parco la statua di Santa Lucia e sperare nel potere deterrente della fede e della supertsizione.

– Provocatoria: delegare tutto al Demanio dello Stato.

Intanto, si lavora sul fenomeno delle baby gang nel tentativo di trasformarle in eccellenza siracusana. Per questo motivo, con un bando truccato e dei finanziamenti a fondo perduto sottratti con dolo alla Comunità Europea, il Parco Robinson potrebbe essere affidato ad una cooperativa di picciotti di squadra senza Durc. Un polo d’eccellenza che sfruttando i buchi della fumosa alternanza scuola-lavoro, dovrebbe essere capace di formare le nuove generazioni di malacarni attraverso un complesso programma didattico incentrato su scippo e borseggio, impennata molesta, inglese, piccola estorsione, spaccio, pesca di frodo e sfruttamento della prostituzione.

Prima gli Italiani

Una coppia di cinquantenni in sella ad uno scooter, accosta e getta nel carrellato dell’organico di un palazzo lungo una strada principale del centro storico, un sacchetto pieno di vetro, plastica e carcasse di pesce. Consapevole della probabile reazione, faccio notare ugualmente che almeno potevano usare quello dell’indifferenziata… così, per farla meno sporca. Lui,  replica serafico: “A picchì nun ti fai i cazzi toi”. Lei, per stemperare i toni: “Lassalu peddere a stù test’i minchia, amunìnni”. Avrei voluto insistere e chiedergli una cosa tipo: “Che ne pensate della polemica sulle magliette rosse?”. Ma poi ho desistito e ho sospirato uno scoraggiato: “E vabbè”. Lo scooter, intanto, si era allontanato di qualche decina di metri, la “signora” seduta dietro si è voltata e mi ha gridato: “Ancora cca si? Sciesso”.

 

Né radical né chic

Tralasciando la pochezza intellettuale, il razzismo, le teorie sui complotti gender, l’orgoglio fascista e tutte le altre cazzate che costituiscono il substrato di tale infima bassezza, trovo surreale che una come la Meloni, quattro legislature a 15 mila euro al mese (ha appena iniziato la quinta), la vicepresidenza della Camera nel 2006, l’impietosa parentesi da Ministro della Gioventù nel 2008, una a cui la politica, da oltre 10 anni, frutta 100mila euro l’anno, insomma una così, nel suo itagliano stentato e zoppicante, se la prenda con quelli come me – precari e con il regime forfettario, senza ferie pagate, senza malattia – solo perché indossiamo una maglietta rossa e abbiamo l’ardire di credere che la società in cui viviamo possa essere migliore per tutti e non solo per lei.

È psicosi Maremonti

Siracusa, nuovo intervento dei Carabinieri del NAS: sequestrati 500 kg di gamberi. In città è subito psicosi panino Maremonti! Confcavallo e Assopanini in un comunicato congiunto, suggeriscono per il momento di consumare esclusivamente “cavallo e sbizzero”, “cosciotto” e “vaddostane”. Via libera su funchetti, ogghiu re pipi e sassaemayoness…