Per un pelo

Non erano rifiuti abbandonati ma i pezzi della prestigiosa mostra di scultura “Ciclopica”. Grave imbarazzo al Vermexio e provvedimenti disciplinari per i responsabili, dopo il blitz all’ex Convento di San Francesco. Allertati dalla segnalazione di un cittadino zelante, gli agenti del nucleo ambientale della Polizia Municipale, avrebbero riscontrato la presenza di una discarica abusiva di rifiuti accatastati e comminato sanzioni per oltre 16mila euro. Solo il tempestivo intervento del Sindaco Italia, che assisteva casualmente alla scena, ha scongiurato che le opere d’arte – fiore all’occhiello della programmazione culturale estiva – venissero caricate su due autocompattatori Tekra e distrutte per sempre.

Se ne stanno antanto

Della pizzeria vicino casa mia ho parlato in passato, quando iniziarono i lavori per la costruzione del dehor più grande del mondo: un ecomostro in alluminio e compensato, inspiegabilmente autorizzato dalla Soprintendenza. Lo scorcio parziale del mare cattura qualche turista che si avventura in questo lato dell’isola, ma per lo più, i frequentatori del dehor della pizzeria sotto casa mia sono autoctoni. A giudicare dalle auto che guidano, sono anche molto facoltosi ma purtroppo scevri di senso civico. Gli avventori che cenano nella pizzeria vicino casa mia trovano conveniente parcheggiare il loro Suv in seconda fila, di fianco al dehor, possibilmente nei pressi del tavolo che hanno scelto. Di fatto, è come cenare in garage ma a loro sta bene così. Una sera, una giovane coppia che sfoggiava una Bmw X5 nuova di zecca, aveva lasciato il finestrino abbassato e l’autoradio accesa a volume sostenuto, costringendo tutti gli altri a sentire uno sfacciato mix dance con ritornelli neomelodici.

Quando sono passato di lì e ho notato le espressioni sconvolte della famiglia mitteleuropea che cenava nel tavolo accanto, mi sono sentito mortificato. Il capofamiglia ha chiamato il cameriere e in un discreto italiano gli ha chiesto, per favore, di intervenire. Il cameriere ha fatto di sì con la testa ma sembrava infastidito, ha raggiunto il tavolo dei torpi con l’X5 e ha detto:

“Picciotti mi dispiace ma chistu sta scassannu a minchia”.

“Chi fazzu? Stutu?”. Ha chiesto il torpo con un briciolo di rimorso.

“No – ha fatto il cameriere – abbassa tanticchia, tanto se ne stanno antanto”.

Soddisfazioni

– Preco?

– Ehm… due orate, per favore.

– Come le devi fare, al fonno?

– Sì, me le pulisci.

– Cetto. 7 euro.

– Aspetta, ho dimenticato il portafogli a casa, me le metti di lato? Sto qui a Ortigia… dieci minuti e torno.

– Non c’è bisogno, u sapemu cu si: Archimete Pitacorico, chiddu ri Facebook… appoi mi potti.

– Grazie, veramente, sono commosso.

Paradossi

A letto appena svegli, le foto a colazione, il colpo del mascara e la prova costume, il selfie con le labbra arricciate, a pranzo dalla mamma, il carrello del supermercato, la bolletta da giocare, il pilates in palestra, la festa dei bambini, la gita fuori porta, le foto dell’asilo, lo shopping in centro, i colleghi dell’ufficio, il weekend benessere, il caffè al bar, la partita di calcetto, dal parrucchiere con le amiche, il tribale tatuato sul petto, la macchina nuova, prima del cinema, dopo il teatro, l’aperitivo alla Marina, la pizza con la farina di russello, la carne di cavallo coi funchetti, lo scorcio con il mare e il sacchetto trasparente dei rifiuti che viola la nostra privacy.