Obiettivo Parco Robinson

Siracusa, l’amministrazione incontra la città per discutere di parco Robinson

Le soluzioni più accreditate:

– Drastica: bombardare la zona con napalm nel tentativo di radere al suolo ogni cosa.

– Psicologica: convincere gli abitanti del quartiere che tutto va bene e che si tratta di una nuova concezione di parco smart.

– Scarica Barile: affidare la gestione ad una associazione no profit… Cazzi Vostri.

– Religiosa: trasferire all’interno del parco la statua di Santa Lucia e sperare nel potere deterrente della fede e della supertsizione.

– Provocatoria: delegare tutto al Demanio dello Stato.

Intanto, si lavora sul fenomeno delle baby gang nel tentativo di trasformarle in eccellenza siracusana. Per questo motivo, con un bando truccato e dei finanziamenti a fondo perduto sottratti con dolo alla Comunità Europea, il Parco Robinson potrebbe essere affidato ad una cooperativa di picciotti di squadra senza Durc. Un polo d’eccellenza che sfruttando i buchi della fumosa alternanza scuola-lavoro, dovrebbe essere capace di formare le nuove generazioni di malacarni attraverso un complesso programma didattico incentrato su scippo e borseggio, impennata molesta, inglese, piccola estorsione, spaccio, pesca di frodo e sfruttamento della prostituzione.

Prima gli Italiani

Una coppia di cinquantenni in sella ad uno scooter, accosta e getta nel carrellato dell’organico di un palazzo lungo una strada principale del centro storico, un sacchetto pieno di vetro, plastica e carcasse di pesce. Consapevole della probabile reazione, faccio notare ugualmente che almeno potevano usare quello dell’indifferenziata… così, per farla meno sporca. Lui,  replica serafico: “A picchì nun ti fai i cazzi toi”. Lei, per stemperare i toni: “Lassalu peddere a stù test’i minchia, amunìnni”. Avrei voluto insistere e chiedergli una cosa tipo: “Che ne pensate della polemica sulle magliette rosse?”. Ma poi ho desistito e ho sospirato uno scoraggiato: “E vabbè”. Lo scooter, intanto, si era allontanato di qualche decina di metri, la “signora” seduta dietro si è voltata e mi ha gridato: “Ancora cca si? Sciesso”.

 

Né radical né chic

Tralasciando la pochezza intellettuale, il razzismo, le teorie sui complotti gender, l’orgoglio fascista e tutte le altre cazzate che costituiscono il substrato di tale infima bassezza, trovo surreale che una come la Meloni, quattro legislature a 15 mila euro al mese (ha appena iniziato la quinta), la vicepresidenza della Camera nel 2006, l’impietosa parentesi da Ministro della Gioventù nel 2008, una a cui la politica, da oltre 10 anni, frutta 100mila euro l’anno, insomma una così, nel suo itagliano stentato e zoppicante, se la prenda con quelli come me – precari e con il regime forfettario, senza ferie pagate, senza malattia – solo perché indossiamo una maglietta rossa e abbiamo l’ardire di credere che la società in cui viviamo possa essere migliore per tutti e non solo per lei.

È psicosi Maremonti

Siracusa, nuovo intervento dei Carabinieri del NAS: sequestrati 500 kg di gamberi. In città è subito psicosi panino Maremonti! Confcavallo e Assopanini in un comunicato congiunto, suggeriscono per il momento di consumare esclusivamente “cavallo e sbizzero”, “cosciotto” e “vaddostane”. Via libera su funchetti, ogghiu re pipi e sassaemayoness…

Emergenza Speculazione alla Fanusa

Non esiste solo il Maniace! Alla Fanusa, cittadini, ambientalisti e trombati alle elezioni, sono già sulle barricate. È l’increscioso caso del Conte Bollinger, il nobile imprenditore sbizzero che ha acquisito per usucapione l’intero club “a Fanusa”. Il progetto di rigenerazione – che gode già del silenzio assenso di Soprintendenza e Comune – prevede la demolizione e la ricostruzione del vecchio agglomerato architettonico con materiali più scadenti, massiccio utilizzo di cemento depotenziato e senza fognature allacciate alla rete. Il nobile sbizzero mira ad internazionalizzare il contesto modificando il nome in “Le Club a Fanusà” e fare della nuova struttura, il faro per il turismo gay della provincia. Secca la presa di posizione delle opposizioni, che hanno sfilato in corteo fino al Samoa dietro uno striscione “Giù le mani dalla Fanusa” e della frangia di ambientalisti di estrema destra Fanusa Pound che oltre a puntare il dito contro lo scempio paesaggistico, attraverso il suo portavoce ha dichiarato un perentorio: “le famiglie alla Fanusa, i froci a Noto”.