Superlativo, Assoluto

Partimmo in tre, io, Stefano e Simone, direzione Roma. Era il febbraio del 1995, eravamo all’ultimo anno del liceo scientifico, vivevamo di musica e quel concerto dei REM, in tour con l’album Monster, non ce lo saremmo persi per nulla al mondo. Intercity notte o Freccia d’argento, adesso non ricordo, tanto, sempre dodici ore ci volevano per arrivare a Roma. Ci incontrammo alla stazione di Siracusa, era sera, mi aveva accompagnato mio padre. Avevo un borsone con qualche cambio, dei panini che mi aveva preparato mia mamma e una bottiglia d’acqua. Saremmo rimasti a Roma un paio di giorni ospiti di Lele e Sebastiano. Loro erano già studenti universitari, vivevano da soli in una appartamento minuscolo vicino alla facoltà di Sociologia. Il treno era quasi vuoto, procedeva con lentezza esasperante, ma a diciotto anni, il tempo ha un valore completamente differente e accelera e rallenta senza che nemmeno te ne accorgi.

Di tempo ne è passato perchè oggi Michael Stipe ha compiuto sessant’anni. Con la sua musica mi ha accompagnato per trenta. Dei REM ho sempre invidiato la semplicità delle armonie e allo stesso tempo, la forza dirompente e la capacità di comunicare in maniera del tutto personale il mondo che stavamo vivendo. Un po’ college rock, un po’ impegnati, un po’ scazzati ed enigmatici, i REM riuscivano a farmi sentire parte di qualcosa di più grande e poi c’era Stipe, che aveva un modo di esprimersi sui generis, molto distante dai canoni del pop di allora, una voce a tratti sgraziata e proprio per questo irresistibile.

Di tutti i concerti dei REM che ho visto nella mia vita, quello che ricordo meglio e con maggiore emozione è proprio quello del 1995. Quell’avventura tra amici, quelle serate romane e l’eccitazione di assaporare la vita universitaria, la magia della musica dal vivo, il desiderio di suonare, i Grant Lee Buffalo che aprono il concerto, il sentirsi liberi e indipendenti, la determinazione di andare via da Siracusa per vivere emozioni come questa e quella frase, sentita al ritorno, in stazione, una frase urlata da uno sconosciuto all’indirizzo di un altro che diceva: “Levatillu su spacchio r’orecchino co pentente ca sta parennu n’arcigay!”. Così, superlativo, assoluto.  

Convessazioni da bar

– Ouh mpare comu semu? tanti aucuri!

– Grazie! auguri anche a te, buon anno.

– Dove te ne sei antato quest’anno per il 31 ca tu patti sempre?

– Quest’anno niente, a casa!

– Io a casa i me soru. Minchia abbiamo sparato l’infenno! Quacche 300 euro ri bumme ho pottato e poi c’erano chiddi i me cugnatu e chiedi ri me frati. Tipo che abbiamo finito di sparare alle due e mezza!

– Veramente? Bestiale!

– Tu ha sparato?

– No, non compro fuochi da anni, poi, con la bambina piccola…

– E chi c’entra? Pecché, io non c’ho a Boris (un mastino napoletano).

– Ma infatti, ma il “canuzzo” non si spaventa?

– Ma completamente! A Boris i bummi ci piacianu assai… i quannu era nico… spasa tutto, troppo aggressiv!

 

 

Buon Inizio

Concerto di Capodanno, tutto pronto al Teatro Comunale di Siracusa. Il bando di gara andato deserto non ha scoraggiato l’Amministrazione che ha reclutato le migliori realtà locali per quello che il Corriere del Biviere ha definito l’evento che surclasserà Vienna.

A dirigere l’Arenella Philharmonic Orchestra, il Maestro Spampinato, polistrumentista e vocalist reduce da un fortunatissimo tour nelle pizzerie della provincia. Spampinato si è detto onorato di poter condurre un ensemble di tale comprovato livello artistico.

Fiore all’occhiello della matinée, la partecipazione del giovane Ancelo, il ragazzo prodigio di viale Tunisi capace di coprire 8 ottave con la voce e di scandire “avanti insieme” coi rutti. Ancelo interpreterà alcune arie del repertorio classico e per il gran finale delizierà gli intervenuti con un omaggio a Johann Strauss dal titolo”La Marcia di Rametta”.

 

 

 

2020

A tutti i folli, i solitari, i pitarri, gli spittuni e le persone per bene. Quelli che trasformano il dehor in un’inquietante tenda a ossigeno; quelli che gli danno le autorizzazioni per farlo; quelli che abbandonano il solarium in attesa della nuova stagione turistica e deturpano il panorama; quelli che dovrebbero controllare ma preferiscono non farlo; quelli che parcheggiano in doppia e tripla fila; quelli che telefonano ai Vigili Urbani come se questi poi intervenissero; quelli che si svegliano presto; quelli che annaffiano le piante nei vicoli e sui balconi; quelli che i mastelli della differenziata a casa mia non entreranno mai; quelli che non pagano la Tari; quelli che lavorano coi bambini dei quartieri a rischio; quelli che rincasano tardi; quelli che corso Gelone meglio degli Champs-Élysées; quelli che la pizza non è bruciata, noi la facciamo così; quelli del fritto misto solo coi calamari; quelli che il Corvo glicine a ventidue euro; quelli che cercano sempre di propinarti il cerniotto di 20 chili da fare alla matalotta; quelli del Cenone di Capodanno menù sorpresa; quelli col pos sempre rotto; quelli che passeggiano quando tira il vento e Ortigia è deserta; quelli che si fregano la tassa di soggiorno; quelli che viva Santa Lucia prima Dio e dopo Idda; quelli dei biglietti gratis al Teatro Greco; quelli che “ma cu è sta Linda?”; quelli che la zona industriale è la Sincat; quelli che hanno ancora le macchine con l’adesivo Camel Trophy; quelli che la tua invidia è la mia fortuna; quelli che solo destagionalizzando e poi non sanno che vuol dire; quelli che guardano le onde; quelli che aspettano le barche che entrano in porto; quelli che accolgono gli ultimi; quelli che hanno sprecato tutte le occasioni; quelli che fremono per uscire da quell’ospedale; quelli che cercano un cestino; quelli che fotografano le discariche; quelli che non sanno perdere; quelli che non sanno vincere; quelli che sono l’opposto di quello che postano; quelli dell’offerta culturale a spese degli artisti; quelli che si credono artisti; quelli che si indignano; quelli che se ne fottono;  quelli che scrivono le lettere e quando finisci di leggerle hai gli occhi pieni di lacrime; quelli che sono nati ieri, quelli che al mattino si svegliano e sorridono; quelli che Siracusa è troppo bella; quelli che si sentono fregati; quelli che sono rimasti soli; quelli che scappano via e quelli che rimangono qui. Buon Anno da Archimete Pitacorico.

 

Vergognomi assai

Capodanno in piazza #Siracusa: svendo 12 casse Drecker e Wuberbraü da 66 cl; 6 casse Asti Cinzano 2008 spumante dolce; 4 bottiglie come nuove Amaro Petrus; 2 Vov astucciato vintage; batteria 120 razzetti assicuta femmine; numero 8 scatole Raudi e Minerva made in China. Vergognomi assai ma necessito soldi droga.

Sensi Civici

– A sintutu ca si ana rubbato tutt’i piantine re rotonte?

– Ma chi sta ricennu?

– Vero è! Tutti i stelle ri natale si futteru!

– Ma unni?

– Ne rotonte!

 – Ommai i sirausani siamo un pugno di sabbaggi e Mao Mao…

– Ma quanto pò costare na piantina, du euro? Ma non ci quagghia la faccia?

 – Ma u viri comu su i cristiani? U viri chi confusione ca c’è? Talè st’ufficio ro Comuni… tutti stanno ravanti, tutti mpicchiati, tutti ca pigghianu nummeri, non c’è manco na seggia pi chiddi anziani va…

– E ceccanu sempre soddi. Lei è venuto a pacare la Tari?

– Nooo, sto accompagnanto a mia suocera… Iu a Tari non sono iscritto e manco a paio, mi debbono venire a ceccare… bastaddi.

 

A lei e famiglia

– Buongiorno, ha sinapa?

– Sinapatopolefeste, finìu. Si pigghiassi a spinacia oppure ci su i cacoccioli ca su boni!

– Ma se compro questi come li faccio?

– Sti sacchi sabbaggi come li teve fare? E chi ci voli, semplice semplice: ci tagghia due pomitori, ogghiu, agghiu… Si pighiassi du mazzi e poi mu veni a dire… Ci rialu macari i due pomitori… allora si pigghia?

– Sì, va bene.

– Attro?

– Ma, visto che è stato così gentile, prenderei degli aranci e quei peri lì, grazie.

– Ci faccio un chilo l’uno. Si accomiti dal mio collega per pacare. Buon Natale e tanti aucuri!

– Aucuroni anche a lei e famiglia.

 

 

 

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Sorprese

Alla fine il kit pitacorico contenente sbizzero, ogghiurepipi, caponata d’amare e sassaemayoness l’ho ricevuto io. Un regalo per la nascita di Bruna da parte di due lettori. A farlo, un ispettore della polizia municipale e la sua compagna che con ironia e intelligenza hanno allietato la giornata con un pensiero inaspettato. Grazie davvero. Che dire, questa città ed i suoi cittadini, a volte, riescono ad essere davvero sorprendenti!