I Progetti Pitacorici per programmi elettorali molto scarsi – N. 1 – L’autodromo religioso

Sei candidato ma non hai uno straccio di idea da proporre alla cittadinanza? La tua lista civica è solo una copertura per mascherare farabutti con le mani in pasta da decenni? Ti sei appena tesserato nel Pd o in Forza Italia e ti stai chiedendo chi te l’ha fatto fare? Il Movimento 5 Stelle ti considera un traditore da quando tuo fratello si è venduto la bici a pedalata assistita? Non disperare, affida la tua elezione ai Progetti Pitacorici per programmi elettorali molto scarsi. Non lasciarti cogliere impreparato, stupisci i tuoi competitors, imbonisci l’elettorato parlando a vanvera. I progetti Pitacorici sono creati su misura per te, usali a piacimento, scegli la tua macroarea preferita e non preoccuparti, perché una volta eletto, potrai chiuderli nel cassetto senza che nessuno ne sentirà la mancanza.

L’Autodromo religioso

Studi di settore dimostrano come Siracusa possa incrementare l’offerta di turismo religioso e sportivo. Da questi presupposti nasce la magnificente sintesi per il progetto non cantierabile del primo Autodromo religioso d’Italia. Un tentativo coraggioso e senza precedenti di mixare fede e sport. Il circuito sfrutterà il tracciato della storica pista siracusana ma con alcune rilevanti modifiche: il lungo rettilineo che porterà alla variante del Bar Agip e al tornantino di Santa Rita da affrontare in seconda marcia e con il segno della croce; la chicane del Santuario e la micidiale serie di curve chiamate in gergo la prima e la seconda variante di Padre Carlo. Prevista una convenzione settantennale con il Vaticano per ospitare esclusivamente il Campionato mondiale di Suore su Panda.

Polemica fondi progettazione

Bando giovani laureati progettazione europea 2017/2020 è subito polemica. I sindacati: tutelare anche gli analfabeti e quelli del DAMS o salta tutto. Il Comune: 30 posti destinati agli Ultras della curva S. Anna. Scioccante interrogativo posto dal comitato “5 in uno” degli ex studenti del Quasimodo: ma pi fari sta cosa che soddi, chista re soddi europei, sa sapiri pi fozza u’nglisi?

Allarme bomba nel porto piccolo

Dai primi rilievi non si tratterebbe di un ordigno bellico inesploso ma di un cartoccio di stagnola altamente instabile e contenente un pericolosissimo accostamento di cosciotto, sassaemayoness, ogghiurepipi, tabbasco, funchetti (forse chiotini), cipuddaigiarratana e sbizzero.

Le tragedie Pitacoriche – Tebe contro la Setta

Tebe contro la Setta, 443 a.C.

Esasperato da anni di citofonate alle otto del mattino e di opuscoli sullo spirito, sulla trinità e sulla salvezza, distribuiti da un gruppo di testimoni di Geova, il Sig Gerardo Tebe, pensionato della Borgata, borioso, collerico e irascibile, escogita un piano per vendicarsi di questi attacchi immotivati. In un turbinio di pernacchie al citofono, parolacce, bestemmie e gesti dell’ombrello, Tebe, convinto di avere il vero Dio dalla sua parte, annichilirà i suoi nemici e riuscirà a tenerli lontani dal suo condominio, diventandone a furor di popolo l’amministratore.

Le tragedie Pitacoriche – Le Noticiane

Le Noticiane, 467 a.C.

Con la riforma delle provincie e l’istituzione dei liberi consorzi, le mire dei comuni limitrofi sugli introiti turistici di Noto si fanno pressanti e la cittadina viene cancellata con un decreto regionale. Gli uomini si disperdono tra Rosolini ed Eloro, mentre le donne decidono di resistere e iniziano una lunga battaglia di carte bollate sfidando il nemico nel grande agone della giustizia amministrativa siciliana. Tra rinvii, sentenze contrastanti di Tar e Cga, oracoli e sacrifici di mandorla pizzuta, la Regione deciderà di inviare duecentomila forestali per assediare la città. È la fine. Pur di non cadere nelle grinfie dei forestali, le Noticiane, asserragliate a Palazzo Ducezio, si toglieranno la vita scagliando anatemi contro l’autonomia regionale.

Le tragedie Pitacoriche – Sebuccio

Sebuccio, 421 a.C.

La vendetta di Sebuccio, un giovane itachese che ha vissuto tutta la sua esistenza all’ombra di Ulisse. Sin dalle elementari, infatti, Sebuccio ha sofferto il confronto con l’ingegnoso amico che era dotato di una grafia chiara, leggeva senza interruzioni ed era scaltro nella prova del nove, mentre Sebuccio non riusciva a completare una intera paginetta di O. Esasperato da quelle che ha sempre considerato continue mortificazioni, nonostante Ulisse nutrisse per lui sincero affetto, Sebuccio consegnerà ai troiani i progetti del Cavallo di Troia e ne svelerà tutti i segreti. Memorabile la scena finale quando, osservando la cattura di Ulisse da parte dei soldati nemici, Sebuccio ghignerà tra se e se: “Accuffì t’anfigni, bastaddu”.

E io pago…

Ricerche condotte dagli studiosi della Libera Università Archimetea hanno dimostrato che nel 97% dei casi, dato un gruppo di persone che discute di uno “scantalo” presunto o reale, il tizio che commenta “e io pago” non ha mai pagato nulla nella sua vita ma vive di intrallazzi, froda il fisco e non rinnova l’RCA dal 2004.