Siracusa: il tavolo con il vicolo intorno.
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Vivo Vivo Vivo
Momenti di terrore alla “Sagra del Pesce Spada” quando un grosso esemplare del mediterraneo dal peso di 140 kg, si è ridestato dal banco su cui era esposto ed è fuggito seminando il panico tra gli avventori. Per gli organizzatori, l’accaduto smentirebbe le voci sulla discutibile freschezza e l’inadeguata conservazione del pesce…
Ossimori
I tempi sono maturi
Le nuove ordinanze anti abusivismo rischiano di colpire uno dei principali comparti produttivi della città mortificando la tradizione siracusana. I tempi sono maturi per finanziare e rendere cantierabile il progetto per dare finalmente un senso alla Spirale Archimedea, utilizzandola per regolamentare e garantire decoro e dignità ai commercianti abusivi. Un percorso virtuoso che metta in relazione la progressione geometrica e quella merceologica: dalle cover per telefonino ai parei variopinti; dagli zoccoli del dott. Tonelli alle borse Mandarancio Drink per terminare, raggiunto il nucleo centrale, in un tripudio di ricci di mare e pescato di frodo.
Cultura è programmazione
– Ouh, complimenti per il film?
– Ma che film?
– A docu, u Festival!
– Ah, Off! Grazie, quest’anno è stato una bomba. Hai visto qualche film che ti è piaciuto?
– No. Però sti cosi ra cuttura sa na fari fatti boni, no comu a gran malafiura ro teatru comunale.
– Lo so, hai ragione.
– Ma come finiu docu?
– Chi sacciu, credo stiano studiando una soluzione per una forma di gestione che…
– U fanu cu Linda?
– Non lo so. Auspicherei altro… mi piacerebbe vivere in una città normale, con una stagione teatrale capace di smarcarsi dal peso della tradizione delle tragedie greche da un lato e da Litterio dall’altro.
– Minchia vero. Senti, ma tu a sintuto sta cosa ra libreria ca stana rapennu?
– No
– Avanti! A libreria…
– Ma chi, Mascali? Ma non la stanno aprendo, è stata riconosciuta e tutelata come libreria storica. Minchia, è aperta da 90 anni.
– Ma ti pare ca u sacciu unn’è?
– Avà, in via Maestranza… una ce n’è!
– Ma unni? Unni c’era Kent?
– Ma se ti sto dicendo che c’è da una vita! No, dall’altro lato, poco prima.
– Boh, ora ci passu co muturi e m’accattu quacchi cosa. Vabbè, grazie ‘mpare.
– Grazie a te.
Colpo di scena al Parco Robinson
Rimpasti
Obiettivo Parco Robinson
Siracusa, l’amministrazione incontra la città per discutere di parco Robinson
Le soluzioni più accreditate:
– Drastica: bombardare la zona con napalm nel tentativo di radere al suolo ogni cosa.
– Psicologica: convincere gli abitanti del quartiere che tutto va bene e che si tratta di una nuova concezione di parco smart.
– Scarica Barile: affidare la gestione ad una associazione no profit… Cazzi Vostri.
– Religiosa: trasferire all’interno del parco la statua di Santa Lucia e sperare nel potere deterrente della fede e della supertsizione.
– Provocatoria: delegare tutto al Demanio dello Stato.
Intanto, si lavora sul fenomeno delle baby gang nel tentativo di trasformarle in eccellenza siracusana. Per questo motivo, con un bando truccato e dei finanziamenti a fondo perduto sottratti con dolo alla Comunità Europea, il Parco Robinson potrebbe essere affidato ad una cooperativa di picciotti di squadra senza Durc. Un polo d’eccellenza che sfruttando i buchi della fumosa alternanza scuola-lavoro, dovrebbe essere capace di formare le nuove generazioni di malacarni attraverso un complesso programma didattico incentrato su scippo e borseggio, impennata molesta, inglese, piccola estorsione, spaccio, pesca di frodo e sfruttamento della prostituzione.
Prima gli Italiani
Una coppia di cinquantenni in sella ad uno scooter, accosta e getta nel carrellato dell’organico di un palazzo lungo una strada principale del centro storico, un sacchetto pieno di vetro, plastica e carcasse di pesce. Consapevole della probabile reazione, faccio notare ugualmente che almeno potevano usare quello dell’indifferenziata… così, per farla meno sporca. Lui, replica serafico: “A picchì nun ti fai i cazzi toi”. Lei, per stemperare i toni: “Lassalu peddere a stù test’i minchia, amunìnni”. Avrei voluto insistere e chiedergli una cosa tipo: “Che ne pensate della polemica sulle magliette rosse?”. Ma poi ho desistito e ho sospirato uno scoraggiato: “E vabbè”. Lo scooter, intanto, si era allontanato di qualche decina di metri, la “signora” seduta dietro si è voltata e mi ha gridato: “Ancora cca si? Sciesso”.
Doppie personalità
Mi spiazzano quei politici locali che non sanno parlare in italiano, che sbagliano verbo essere e avere, ma poi “scrivono” post con una sintassi sublime. Chi siete veramente? Siete quelli di “Io mi ho diplomato a scola” o quelli di “La politica è la prosa del mondo quale appare alla propria e all’altrui coscienza, un mondo fatto di finitezza e di mutamenti, inviluppato nel relativo, oppresso dalla necessità, alla quale il singolo non è in grado di sottrarsi”? Diteci la verità.









