Io non ci creto i giunnali vono fare solo u sgup – Il glossario dei commenti sul primo caso di Coronavirus a Siracusa

– Mi pare strano dice che ce scritto che la cuarantena della signora del nord sta essere terminare ma stiamo ababbiando 

– Ci dovete dire il nome! Metti che e una che conosciamo e viene alla festa dei bambini

– Vi dovete stare chiusi e case bastardi

– Ano fatto la zona rossa e poi c’è cu trase e cu nesce vi devono sparare alle comme della macchina i carrabbineri.

– Ora voglio veder tutti quelli che fino due giorni fa , dire e fare i spetti , no che tutti quelli che avevamo paura dil virus ,rimanere a casa? Vediamo.

– Ma se una a il Coronavirus picchì non si sta a casa a farsi i subbizza no che deve viaggiare nel monto

– Se non ci mettono il paese del malato è una fask neuws

– É di Lentini!!! Pessi semu signore Gesù bambino

– È una minchiata a Raiuno non l’anno detto

– A Solarino ce una famiglia che non conosco pero pare cuartnena allora e vero

– Se questa a venuto per carnevale ho e a avola ho e a melilli

– Cioè io sono una mamma e questa signora sa che cià il corona virus e parte a trovare i parenti? allora la fatto ha posta

– Dove sono questi vittime ? In cina una cosa e virus in Italia come altri anni virus corona virus e poi chi controlla poveri noi

– Questa è una terribile piega d’Egitto.

– Nooo ad Avola! Già mi sto sentento tutta infettata

– Sono solo minchiate le notizie attendibili solo sul sito ufficiale del Coronavirus

– La paura trementa e che contaggiano i luoghi pubblici come centri commerciali i bar le sala scommesse

– Minchia o capito chi è!

– Praticamente io ca sugnu bono mi devo stare a casa e questi col virus viaggiano peri peri chistà e a democrazia a sarausa

– Io non ci creto i giunnali vono fare solo u sgup

Svezia, Italia, Ikea, Catania

– Pe questa ci vuole la colleca?

–  No, puó dire a me.

– Ah! Mappoi ci abbasta la colleca?

– Non si preoccupi, la posso aiutare anche io. Mi dica…

– Ci sto dicento se appoi lo compro questo lavantino, ci vuole la colleca?

– ma… intende il collegamento idraulico?

– Chissu! a colleca… ehm… u collecamento. U capisti?

Come te nessuno mai

Non sei mai uscito dal triangolo viale Zecchino, via Filisto, viale Tica; hai piantato le tue personalissime colonne d’Ercole in Largo Dicone; ti sei formato tra il Bar Kennedy e la sala giochi di via Pitia; non leggi nemmeno le pagelle della Gazzetta dello Sport; non ti è ancora chiara la differenza tra e congiunzione e verbo, ma su Coronavirus, pandemie, quarantene e gestione delle crisi sanitarie nemmeno un dubbio… Ti invidio e ti stimo.

Consigli

– Buongionno… preco…

– Buongiorno, vorrei due calamari… belli freschi però… questi sono pescati all’amo?

– Ha visto che sta succetento nel monto? Lei non si scanta di stu Coronavirus?

– Perché? È nei calamari?

– No, però se non si vole fare veniri nenti, si deve manciare ippesce azzurro.

– …

– Col pesce azzurro u Coronavirus si po ghiri a’mucciari picchì l’organismo è tutto fottificato.

– E quindi che mi consiglia?

– Ca scompro o masculino… co limuni i supra però!

– Va bene, mi dia mezzo chilo di masculino…

– Bravo! Se lo fa a cotoletta.

– Grazie.

Coronavirus: Il decalogo di Assopanini e Confcavallo

– Prima di mangiare un cavallo e sbizzero lavati bene le mani;

– Se non ti puoi lavare le mani opta per una porzione in vaschetta;

– Evita di aggiungere i gamberetti se hai già scelto i funchetti;

– Quando aggiungi il tabasco non toccarti gli occhi per almeno due ore;

– Se opti per l’asporto assicurati che la stagnola chiuda ermeticamente il panino;

– Se il cavallo è finito sostituiscilo col cosciotto o con la vaddostana;

– Il pollo impanato è più sicuro: opta per la cotoletta o il Coddonblu;

– Evita la sassa di soia e preferisci l’ogghiorepipi;

– I Biustel solo spaccato con la mozzarella;

– Usa la mascherina solo se hai condito il tuo cavallo con sassaemayoness, doppia cipolla, funchetti, senape, olive piccanti e sbizzero.

Maschere

Un carnevale di tanti anni fa, a Palazzolo Acreide, durante la sfilata dei carri allegorici, in mezzo alla bolgia di maschere che saliva verso la piazza centrale del paese, mio padre, sorridendo, indicò una persona e mi disse: “guarda quello, si è vestito a Bazzano”. Io ero un bambino e pensai: “Ma come è possibile? Mica era uno famoso!”. Bazzano era un amico di mio nonno, giocavano insieme a carte, vestiva sempre in maniera impeccabile e zoppicava vistosamente dalla gamba destra. Mi voltai per osservare quest’uomo che indossava un completo grigio, un cappello di feltro grigio e che affrontava la strada in salita con passo inconfondibile. Rimasi attonito per qualche secondo, poi improvvisamente capii: non era una maschera, era Bazzano, quello vero.