Lei è sempre lì che ti aspetta. Non le dai confidenza – non andate molto d’accordo, niente di personale sia chiaro – al massimo vi guardate da lontano, un cenno e nulla più. Non ti fidi, questa è la verità. Per quanto la possa trovare attraente, l’hai sempre considerata subdola, anche grossolana, se ci pensi. Certo, ha un fascino unico e quando vuole stupirti, ti ammalia con un profumo intenso, seducente e familiare, ma è la trappola di un’astuta predatrice. Tu hai imparato a tenere tutto sotto controllo, perché lei è lì in agguato. Hai imparato a controllare le emozioni e ogni singolo muscolo del tuo corpo, sviluppando la capacità di gestire in maniera impeccabile calice di vino, piatto, tovagliolo, posate e quando fumavi, persino la sigaretta. Ti sei forgiato in anni e anni di estenuanti allenamenti, hai imparato ad affrontare party, apericene, cene in piedi e catering di ogni ordine e grado. Ti senti sicuro di te, padrone della situazione, ma non è così perché lei è lì che ti aspetta, in agguato. Basta solo un attimo di distrazione, una fragilità, una debolezza e te la ritrovi in mano, l’addenti e quel cazzo di pomodoro ti cade sulla camicia. Ma vedi che sei una stronza! Fottutissima bruschetta al pomodoro.
Categoria: mai più senza
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Tutto bloccato
Cultura è programmazione
– Ouh, complimenti per il film?
– Ma che film?
– A docu, u Festival!
– Ah, Off! Grazie, quest’anno è stato una bomba. Hai visto qualche film che ti è piaciuto?
– No. Però sti cosi ra cuttura sa na fari fatti boni, no comu a gran malafiura ro teatru comunale.
– Lo so, hai ragione.
– Ma come finiu docu?
– Chi sacciu, credo stiano studiando una soluzione per una forma di gestione che…
– U fanu cu Linda?
– Non lo so. Auspicherei altro… mi piacerebbe vivere in una città normale, con una stagione teatrale capace di smarcarsi dal peso della tradizione delle tragedie greche da un lato e da Litterio dall’altro.
– Minchia vero. Senti, ma tu a sintuto sta cosa ra libreria ca stana rapennu?
– No
– Avanti! A libreria…
– Ma chi, Mascali? Ma non la stanno aprendo, è stata riconosciuta e tutelata come libreria storica. Minchia, è aperta da 90 anni.
– Ma ti pare ca u sacciu unn’è?
– Avà, in via Maestranza… una ce n’è!
– Ma unni? Unni c’era Kent?
– Ma se ti sto dicendo che c’è da una vita! No, dall’altro lato, poco prima.
– Boh, ora ci passu co muturi e m’accattu quacchi cosa. Vabbè, grazie ‘mpare.
– Grazie a te.
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Ripercussioni
Non siete stanchi di suonare per la dodicesima volta davanti a vostro cugino la cover della Mannoia che non vi viene nemmeno così bene?
Nel tentativo di mediazione tra i diritti all’espressione artistica e alla movida e quelli alla tranquillità e al giusto riposo di chi l’indomani deve andare a lavorare, si tralascia – oltre a regolamenti e leggi (il decibel è unità di misura internazionale tranne a Siracusa) – un elemento fondamentale e per quanto estremamente soggettivo, assai dirimente: ma non è che 9 volte su 10
suonate di merda?
No, perché secondo me, in questa faccenda, l’aspetto qualitativo ha un peso gigantesco. Con tutto il rispetto per chi si guadagna il pane suonando (l’ho fatto per anni), sono convinto che propinare 2 ore di cover arrangiate in maniera discutibile, suonare con le chitarre scordate calanti, montare il piatto china e la doppia cassa per il live in pizzeria, portare avanti il dogma della tonalità originale che tante vittime ha mietuto e tante continua a mietere tra gli spettatori incolpevoli… beh, tutto questo una ripercussione devastante sull’ambiente che ci circonda effettivamente ce l’ha. Qualcuno ci ha pensato?
Cordialità








