Tipi da mucillagine

Impazza a Siracusa il caos mucillagine, bagnanti su tutte le furie, commissioni di inchiesta in Consiglio Comunale, trepidante attesa per i risultati dell’Arpa. Stagione a rischio o disagio passeggero? Un’analisi antropologica delle principali tipologie di bagnanti colpite dal fenomeno.

11059787_10155844706855430_3046815435947585394_nIl turista sprovveduto

Solitamente lo si riconosce dalla carnagione che varia dal bianco cadavere al crema chantilly, per virare bruscamente su spettri che vanno dal rosso Marte e al viola funebre dopo poche ore si esposizione al sole. Il turista sprovveduto è sempre ammirato dalle bellezze naturalistiche del luogo e dispensa sorrisi. Calza con nonchalance, enormi sandali, spesso con calzini bianchi, dimostrando una superiorità culturale inversamente proporzionale all’interesse per la moda. Provenendo il più delle volte da una nazione civile, è pronto a considerare qualsiasi forma di inciviltà come folklore locale e tradizione millenaria. Per questo motivo non si innervosisce neanche se Jonatha, 8 anni – figlio di Carmeluccia e Ancelo i vicini di telo – abbia deciso di riempirgli lo zaino con palate di sabbia misto sassi nel totale disinteresse dei genitori o che Francy e Rosy, le inseparabili amiche e compagne di classe del Quasimodo, bocciate anche quest’anno, ascoltino a tutto volume due canzoni diverse dai rispettivi smartphone, mentre commentano ad alta voce le numerosissime chat aperte su whatzapp. Il turista sprovveduto sembra vivere un sogno e si dimostra totalmente incurante della patina di schiuma che ricopre lo specchio di mare. Si tuffa, nuota pacioso a dorso, va sott’acqua e riemerge con grandi spruzzi di schiuma dalla bocca. Riguadagnata la riva e sciacquata via la patina giallastra dal corpo, si riveste e si dirige verso una trattoria che lo ripulirà per bene…

Il Complottista

Solitamente è un uomo con un età che varia dai 30 ai 58 anni. Prima di scendere in spiaggia ha già controllato su siti specializzati il meteo, la direzione del vento, condizione del mare, traffico in tempo reale. Spesso lo si riconosce perché utilizza come screensaver del suo smartphone un immagine di una scia chimica. Accortosi della condizione del mare, il Complottista inizia a documentare la situazione e a postare foto e prime impressioni sui social network, effettua rilievi con bottigliette di plastica, scuote la testa, a volte grida “allontanatevi, non immergetevi in acqua”, incrocia dati, mischia metodo empirico e superstizione, attacca bottone con gli altri bagnanti nel tentativo di trovare terreno fertile per le sue teorie apocalittiche. Il malcapitato che gli rivolgerà la parola sarà investito da un turbinio di teorie spaventose: dalle alghe aliene, fenomeno già registrato in Guatemala ma taciuto dai servizi segreti USA, al complotto plutocratico giudeomassonico; dallo stoccaggio all’interno del Castello Maniace di grandi quantitativi di fusti radioattivi provenienti dalla Russia e trasportati a bordo dei panfili dei miliardari, alla profezia Atzeca sulla morte del mare entro il ferragosto 2015.

La Sciarrina

Il 25% delle volte è un’insegnante, il 34% titolare di boutique, il 41% baby pensionata della Provincia. Per la Sciarrina il bagno a mare è un rito sacro e, a differenza del Turista Sprovveduto, è pronta a riprendere genitori di figli esagitati, sgridare ragazzine indisciplinate, vietare tuffi e giochi con racchettoni, negare persino autorizzazioni per il posizionamento di teli da mare nei pressi della sua postazione caratterizzata da cappellino, crema solare, balsamo capelli, romanzo o settimanale femminile, smartphone. Una volta accortasi della condizione del mare, la Sciarrina va su tutte le furie, posta la sua indignazione sui social network, chiama l’assessorato all’ambiente e si innervosisce perché il centralino non risponde, prova con i vigili urbani ma trova occupato, invia un sms al suo amico della Capitaneria di Porto e lo aggredisce con una sfilza di emoticon raccapriccianti quando scopre che non può aiutarla perché impegnato nel salvataggio di 300 profughi siriani, accusa la signora alla sua destra di aver contribuito al formarsi della schiuma con quella crema solare da due soldi, riprova a chiamare i Vigili Urbani, si scaglia contro l’uomo alla sua sinistra reo di aver mangiato tutte le patelle della zona alterando così l’ecosistema marino. Alla fine, dopo aver litigato con tutti, sfinita, raccoglie le sue cose e si allontana per la gioia degli altri bagnanti.

Il Bellimbusto

Caratterizzato dal marsupio o dal borsello che porta sempre con se, il Bellimbusto sfoggia pantaloncino da bagno fluo, canotta traforata con claim glitter, occhiale da sole a mascherina, collana con crocifisso scala 1:13 e, in base in base al quartiere di provenienza, infradito Havaianas con unghia incarnita o ciabattone Speedo con alluce valgo. Il Bellimbusto frequenta solarium e calette al solo scopo di conoscere turiste, possibilmente bionde. Dopo una ricognizione dall’alto, scelte le sue prede e parcheggiato lo scooterone sull’esiguo marciapiede, scende in spiaggia posizionandosi nei paraggi pronto ad intervenire. La sua tattica, in attesa del momento giusto per lanciarsi, e quella di catturare l’attenzione delle malcapitate attraverso finte telefonate che interpreta a voce alta. Gli argomenti delle finte conversazioni mettono in evidenza alcuni aspetti che dovrebbero richiamare l’attenzione delle turiste. “Non ci vato più a quel locale… (pausa)… lo so, lo so, ma che ti devo dire? Ma non si cestisce così, ma io quanto antavo a Rimini, a Milano Marittima era tutta un attra cosa”. Oppure: “Ancora tu? Mi dispiace Feterica ma è stato un errore, non ci dobbiamo più vedere. Torna con tuo marito. No, non devi lasciarlo per me, io non posso tarti serenità, lo sai, sono un pazzo e… (pausa) non piangere dai, si anche per me è stato bellissimo ma tu non devi pensare più a quella notte stupenda altrimenti ne puoi morire”. E ancora: “Ma ti rendi conto che sto ancora aspettando la Porsche? Due mesi mi stanno fanno aspettare. Ma cose di pazzi va, va. Senti per stasera, la mentuccia per i moito la devi comprare alla via Piave, vacci a nome mio che ti fa lo sconto… si, si, no, no ahaahahaha mi fai morire… ahahahah troppo forte, ma quanto ci divertiamo stasera? Ok, ok, ci vediamo topo… ah, Sebby, controlla se mi hanno arrivato le casse di sampagn”. Il Bellimbusto si accorge della schiuma in mare solo perché le turiste hanno deciso di andare via mandando all’aria i suoi piani. Si alza e si dirige verso la battigia, da un’occhiata e prima di andare via sentenzia “chissu quacchi porco ca scarica a fognatura a mari. Sicuro”. Due mesi dopo si scoprirà che la perdita fognaria proveniva dalla sua abitazione non sanata e già sottoposta a sequestro.

Foto by Emanuele Siracusa

http://www.emanuelesiracusa.com

Ansia della Settimana nr. 4

Siracusa, Cerimonia solenne per il decennale della scomparsa del trasporto pubblico!
Si terrà oggi alle 11:00 la cerimonia solenne per il decennale della scomparsa del trasporto pubblico a 11698570_1856329274593166_2479378813190809481_nSiracusa. Una piazza delle poste con bandiere a mezz’asta sarà lo sfondo per ricordare il trasporto pubblico che fu. Nel corso della cerimonia, alla quale parteciperanno le più alte cariche istituzionali e religiose, il Sindaco Garozzo donerà all’ultracentenario Sig. Giarracà, rappresentante dei pensionati siracusani, una targa commemorativa con l’incisione “Ordunque ciò che sgorgo all’orizzonte non è il numero 2” e riceverà in cambio “Sparatrappo” il leggendario titolo di viaggio stampato nel 1971, utilizzato per trent’anni dai pensionati organizzati e mai obliterato. “Sparatrappo” sarà esposto in una teca accanto alla Carrozza del Senato.

schiuma_ortigia_calarossa Siracusa, schiuma a Calarossa svelato il mistero!!!
Sospinta dalla risacca, la schiuma mucillaginosa avvistata lungo la riva della spiaggia di Calorossa aveva suscitato preoccupazione e indignazione dei bagnanti. Secondo i risultati dell’Arpa, ottenuti dal prelevamento di un campione, si tratterebbe di una sostanza innocua e confusa attribuibile ad una nuova corrente interna al PD!!!

crocetta-grandeCrisi in Regione

Chi palla ti malcoferno lo fa perchè tifente lociche ti malaffare e ti manciugghia. Il coverno reccionale non è per niente allo spanto e le fuoriuscite ti Caleca, Porsellino e Fancheri fanno inquatrate nell’ottica ti un sano e salutare afficentamento politico. Troppi poteri occutti tramano contro il crante operato e le politiche ti rinnofamento che ho sviluppato in questi tre anni e che continuerò a portare avanti per il pene tella Sicilia!!!

11692507_1858151331077627_1331238884193209586_nArriva la Norma

SiracusaConferenza stampa Norma di Bellini. Sarà una mega produzione! Stoccate al teatro greco 4 tonnellate di ricotta salata. Il regista: la mia opera una rivisitazione senza precedenti. Aggiungo un soffrittino con l’alicetta prima di friggere la melanzana!!!

L’Eschilo Pop di Ovadia

A me Le Supplici di Eschilo per la regia di Moni Ovadia è piaciuta tanto. Un’opera coinvolgente, dinamica, con musiche azzeccate, costumi stupendi e tematiche di grande attualità. Sarà che per me l’ultima rappresentazione della stagione ha sempre qualcosa di significativo, che spesso è più incisiva della prima stessa. Sarà perché si respira un’atmosfera più serena, come se chi doveva partecipare esclusivamente all’evento mondano, ha finalmente fatto posto ad un pubblico diverso, più attento, più IMG_7143interessato. Un pubblico normale, che rumoreggia per il ritardo accumulato, ma che poi si lascia conquistare completamente dalla forza evocativa di quei canti che catturano lo spettatore dal primo minuto e non lo lasciano più distrarre, anche al netto dei cali di tensione fisiologici in uno spettacolo di novanta minuti. Non me ne vogliano i puristi, i filologi veri o quelli con la terza media che mi avevano sconsigliato di vedere Le Supplici, ma io credo di aver assistito a uno spettacolo che ha mostrato un possibile futuro della rappresentazione classica. Non sto parlando di un modo corretto o di uno sbagliato di pensare una tragedia, ma di un modo diverso, rivoluzionario se volete. E nella diversità c’è sempre qualcosa da imparare. La scelta di rappresentare Eschilo mischiando siciliano e greco moderno, melodie tradizionali e balli etnici, rappresenta un’operazione di grande valore culturale ed artistico. Rileggere un classico e reinterpretarlo lasciando inalterato il significato e la poetica alla base non è un’operazione semplice, tanto più se lo si trasforma in una grande opera pop. Io mi sono emozionato come non mi accadeva da anni. Sicuramente, il motivo dell’accoglienza dei profughi, così come quello della violenza sulle donne, ha giocato un ruolo fondamentale nel generare emozioni così forti, ma in generale, quello che viene fuori è la forza drammatica delle tematiche che Eschilo, duemilacinquecento anni fa, ha piazzato nel suo testo. Democrazia, libertà, accoglienza, volontà del popolo sono sempre presenti, si fanno largo nella nostra coscienza, anche quando Pelasgo canta in greco e non dovremmo capirlo ma sappiamo benissimo cosa sta dicendo o quando, nel parapiglia della cattura delle supplici, l’unico punto di riferimento è la musica ed il suo incedere ostinato. Ben vengano interpretazioni di questo tipo, capaci di comunicare a tutti, di ridare luce a valori universali, di smuovere gli animi, di ricordarci da dove veniamo e quanto è stato travagliato il percorso della nostra civiltà che non può e non deve fermarsi al parcheggio in doppia fila per consumare una carne di cavallo e sbizzero, al gratta e vinci che ci cambia la vita ed alle ricariche telefoniche consumate inviando freneticamente emoticon dei quali ignoriamo il significato.

Consuetudini

“Prego” – disse porgendo al cassiere del bar una banconota da venti euro ed uno scontrino su cui erano segnati due caffè, ma ne ottenne in cambio solo uno sguardo attonito.

 

image“E che ci devo fare io con questi?” – replicò dopo una breve pausa il cassiere stizzito.

 

“Mi dispiace ma non ho spicci”

 

“Ma come glieli cambio io questi?”

 

“Guardi, non saprei. Trovi un modo” disse spazientito.

 

“Ma almeno mi dica se vuole due da dieci, quattro da cinque, se vuole moneta”

 

“No guardi, non ci siamo capiti, io devo pagare due caffè. Questo è lo scontrino che mi avete fatto voi”

 

– “Ah, mi scusi ma non l’avevo visto!!! Siccome non ne facciamo mai…”

 

– “E certo, capisco. E che vuole fare? Lo storniamo? Non vorrei averla messa in difficoltà”

 

– “No, ormai l’abbiamo fatto, pazienza…”

 

– “Mi scusi ancora per il disguido, se avessi saputo…”

 

– “Non si preoccupi, ogni tanto qualche scontrino lo dobbiamo fare. Ecco il suo resto”

 

– “Grazie mille e arrivederci”

 

– “Cammelo” – urlando rivolto al ragazzo del bar – “a prossima vota ca fai nu scontrino pi du cafè t’ammazzu!”.

Carmelo annuisce.

 

Siracusa, le tracce della maturità

1) Il finanziamento del ponte di Targia. Il candidato ripercorra le tappe dell’epopea dell’infrastruttura siracusana, individuando le similitudini con la tradizione del poema epico letterario con riferimento alla Chanson de Roland e all’Orlando Furioso che presentano azioni inverosimili, avventure fantastiche e esame-di-maturitàdisvalori dell’agire umano.

2) Street art. Ha destato molte polemiche il murale raffigurante una giovane e prosperosa Santa Lucia su un palazzo di via Algeri. Parte dell’intellighenzia aretusea si è scagliata contro questa poetica di pop art cattolica definendola priva di spunti di riflessione. Il candidato analizzi l’insieme strutturato degli intenti espressivo-contenutistici dell’opera e li confronti con la tradizione muraria magnificamente sintetizzata dalle opere “Mirco e spicchioso”, “Abbasso la troca…Mai” e “Morbo”.

3) Per quasi due settimane il caso Gettonopoli ha indignato i cittadini siracusani ed ha imposto nel dibattito politico il tema dell’etica. Il candidato inserisca il fenomeno sociologico nel filone del teatro dell’assurdo con particolare riferimento ai dialoghi senza senso capaci di suscitare ilarità e tristezza all’unisono.

4) Meccanica celeste e gruppi consiliari. Il candidato esponga le principali teorie alla base dello spostamento continuo, di gruppo consiliare in gruppo consiliare dei consiglieri Lo Curzio, Rabbito e Malignaggi.

5) Attualità: Carne di Cavallo, rischio olio di palma?

Fenomenologia ed eterno ritorno del vigile urbano in una città a vocazione turistica

Il vigile urbano alle prese con le richieste di chiarimento della turista inglese in merito alla rimozione della sua autovettura mostra tutta la sua fragilità. Dapprima utilizza, scandendolo con tono perentorio l’infinito, perché nell’immaginario questa forma verbale è il passepartout per tutti gli idiomi.

Aspettare preco, aspettare plis, uan moment, prima finire qui”.

10676398_10205092533582693_8074606812451449399_nPoi, rivolto alla collega, vira sul dialetto e quasi sottovoce bofocchia: “Mmm n’autra nglisa. Oggi è a tezza ca mi capita. Ma chi fici ri male iu?”.

Nglisi, insieme a russo e cinisi, forma le macrocategorie geopolitiche in uso a queste latitudini. Nglisi equivale genericamente all’Europa occidentale, Oceania ed America del Nord; con la macrocategoria Russo si intendono le popolazioni dell’Europa orientale ed in generale i biondi; con Cinisi, l’intera Asia.

Preco, parlare, dove posteggiare lei plis? Qui solo resident. Ottiggia”.

La turista cerca di spiegarsi, di farsi capire a gesti ma inevitabilmente la barriera linguistica è insormontabile. Il vigile urbano comincia a guardarsi intorno alla ricerca di qualcuno che possa tradurre le istanze della signorina e facilitare la comprensione, ma la strada sembra un deserto. L’uomo sa di essere dalla parte della ragione ma allo stesso tempo percepisce l’angoscia della giovane turista che teme che la sua auto a noleggio possa essere stata rubata.

Allora deglutisce e si lancia: “Eschiusmi mister plis”. Indica la fila di auto parcheggiate alla sua destra, unisce la punta delle dita di una mano e muovendo il polso su e giù si esibisce in un trionfale: “Deris the car?”.

La malcapitata, con le ultime forze fa segno di no, cerca di dire qualche parola, per un istante sembra anche infastidita, ma lui la incalza: “Deris the car? Deris? Qui? A destra? A Left? Deris the car signorina? Se era qui ormai è stata rimossa e pottata a paccheggio, via Olivieri, Teatro greco, viale Teracati… lì vicino”, mimando con la mano la strada da fare a piedi.

La ragazza è confusa, non ha capito niente, saluta e imprecando sottovoce si allontana, presumibilmente verso il suo alloggio alla ricerca di qualcuno che possa farle capire. Il vigile urbano allarga le braccia dispiaciuto, avrebbe voluto aiutarla veramente, farle capire che trovandosi in zona rimozione la macchina è stata sicuramente rimossa e che avrebbe dovuto fare più attenzione. Si rivolge alla collega e vulnerabile dice: “Certo ca stu inglisi però navissimu nsignari…” e la collega, che ha assistito a tutta la scena senza intervenire, replica fatalista: “Oramai è troppo tardi chi ta nsignari…su i turisti c’avissiru a sapiri l’italiano”. I due stanno per risalire a bordo della loro auto quando un omaccione biondo si sbraccia per catturare la loro attenzione: “Excuse me officer”.

No! Macari u russo. Ma nun potti finiri sta iurnata…” .

Ansia della settimana (3)

– Siracusa, conclusa la kermesse Spero 2020, è tempo di bilanci… Soddisfazione espressa anche dallo Chef Tony a capo del tavolo tecnico “Ricci di mare: fermo biologico e correnti PD”.

– Viadotto di Targia. Nel corso della man
ifestazione in viale Scala Greca, alcuni consiglieri comunali sorpresi a vendere lupini per arrotondare e fare fronte al taglio gettoni di presenza!!!
Secca replica del Presidente Crocetta: non creto che arroccarsi tavanti una rotonta e ploccare il traffico sia ti aiuto alla causa e fermi la manciugghia. L’iter tel finanziamento è instratato e procete spetito. Confito che in preve tempo le incenti somme stanziate permetteranno ti racciuncere il crante obbiettivo ti totare Siracusa di infrastrutture moterne.

IMG_6575– Siracusa, Festa della Repubblica. Palco sold out, manca solo il segretario della confequino, l’associazione di categoria dei paninari su ruota che in una nota dichiara: “No alla retorica dell’unità d’Italia. Il paese è diviso e vive profonde differenze culinarie. Ci batteremo per il riconoscimento nazionale della carne di cavallo e per la calendarizzazione immediata del Ddl Sassaemayones! Già pronto l’emendamento Ogghiurepipi!!!”

– Siracusamania!!!
Tevez pazzo di Siracusa, dopo l’immagine del palazzo di viale Zecchino, Carlitos twitta sul suo profilo ufficiale “Welcome to Uopa City” e la foto della sconvolgente massima aretusea “Niente a Senso”…

Ansia della settimana (2)

 – Decoro Day, dopo il successo del murales raffigurante una trendy Santa Lucia sulla facciata di un palazzo di via Algeri, focus su Viale Epipoli e sull’istallazione agroalimentare “Un sacco, tre euri” ad opera di artisti concettuali berlinesi. “Un sacco tre euri” sembra una tipica bancarella abusiva ma in realtà rappresenta una esperienza sensoriale unica nel suo genere: esteticamente provocante, fascinosa e destabilizzante sposa in pieno la cultura del waste recycling e dell’accatastamento creativo delle cassette della frutta.

– Proseguono le iniziative del comune per il Decoro Day. Ha destato scalpore il gigantesco murales Schermata 2015-05-28 alle 08.19.50raffigurante una moderna Santa Lucia disegnata sulla facciata di un caseggiato della mazzarona. Per placare le critiche dei cattolici più integralisti e riportare l’immaginario iconografico in un contesto più tradizionale, il Comune ha deciso di far dipingere sul palazzo attiguo, una poderosa effigie del Senatore Lo Curzio!!!

– Si insedia il baby Sindaco.

Dura presa di posizione del baby Sindaco: subito un’ordinanza per il divieto di bivacco sui gradini della Martoglio! Poi ci occuperemo di viadotto di Targia e bando rifiuti. In settimana pronte le deleghe per la baby Giunta, sfuma l’ipotesi Rabbito… Fermento nel baby Consiglio Comunale: no al taglio delle merendine di presenza!!!

– La Buona Scuola, proseguono le polemiche. Le istanze dell’associazione TreeLLLe vicina a banche e Confindustria, scavalcate da quelle della 2C, la lobby delle cartolibrerie!!! Sindacati sulle barricate. Sciopero scrutini, i docenti del Santa Maria: ma che sono sti scrutini?

– DDL scuola: sindacalisti in sciopero della fame a Catania. Panico nei bar del centro!!! La Anacardi S.p.A. sull’orlo del fallimento. l’Ad di Crodino: non so quanto riusciremo a reggere questa presa di posizione prima di essere costretti a licenziare.

– Svelata la causa del flop del Cluster Bio-Meditterraneo ad Expo 2015: nessuno in Regione conosceva il vero significato del termine cluster! Interrogati con la domanda cosa è un cluster? Il 93% dei Funzionari e il 97% dei dipendenti ha risposto un generale americano…

Gradini del Duomo, una escalation!

Dopo l’ordinanza comunale che vieta di sedersi sui gradini del Duomo, la Curia, stizzita per quella che considera una intromissione gravissima, proclama il divieto, pena scomunica, di fotografare l’Artemision, Porta_Pia_Pagliari_Vizzottoconsiderato opera del demonio. In tutta risposta il Comune, rifacendosi ad un antico trattato risalente al XV Secolo depone il vescovo e lo sostituisce con il Presidente del Consiglio Comunale. La chiesa non ci sta e richiama da tutta la provincia le suore alla guida delle famigerate Panda bianche che si schierano a protezione dell’arcivescovado. Colti allo sprovvisto, gli esercenti di Piazza Duomo si proclamano neutrali, si uniscono nel granducato della Granita di mandorla e iniziano un florido commercio con Piazza Archimede e Piazza San Rocco. Per non farsi mancare nulla, i sindacati proclamano una tre giorni di sciopero dei lavoratori Igm.

La tensione è alle stelle e per gli osservatori internazionali si prevede un’escalation senza precedenti. Con una bolla votata a maggioranza dal consiglio comunale, il Presidente Sullo, nella nuova veste di vescovo laico della città, sposta la cattedrale nella ex chiesa dei cavalieri di Malta. Alcuni consiglieri anziani votano per l’introduzione dello Ius primae noctis. Per minare lo stato d’animo del nemico, la chiesa decide di vietare ai consiglieri, in perpetuum, la processione di Santa Lucia, quella della sua ottava e anche quella di santi minori, beati e venerati vari. Il consigliere Sorbello non regge il colpo e decide di disertare, riuscendo a fuggire a bordo della Carrozza del Senato trainata da quattro vigili urbani devoti ed in uniforme bianca. Il Comune accusa il colpo e invia dai dipartimenti igiene pubblica e decoro urbano dei commandos per cancellare dai muri cittadini tutte le scritte Dio c’è. Gli strateghi militari della curia elaborano allora un piano per colpire il Comune nel suo punto debole: la destagionalizzazione turistica. Affacciati dal giardino dell’arcivescovado un plotone di seminaristi inganna i turisti facendo credere loro che l’ipogeo sia ancora chiuso. È la goccia che fa traboccare il vaso! L’Assessore Italia va su tutte le furie e con uno stratagemma degno di Ulisse fa nascondere i consiglieri Burti e Romeo tra i cristalli di uno dei lampadari regalo di Dolce e Gabbana che offre in segno di resa davanti al portone del vescovo.

Il piano sembra riuscire ma Suor Angelina, cieca come una talpa e decana ultracentenaria delle Ancelle del santissimo sacramento dell’immacolata concezione delle beata vergine Maria, scambia il dopobarba di Burti per il profumo di rose di Padre Pio e gridando al miracolo si accascia stroncata dall’emozione. Il piano è stato scoperto: Burti viene processato da un tribunale ecclesiastico e condannato al rogo; Romeo si pente e viene trasferito in un convento di massima sicurezza sulle Madonie. Le ingenti perdite subite da entrambi gli schieramenti cominciano a minare il morale dei due contingenti. In un incontro segreto da Pascucci i due stati generali discutono e firmano un trattato di pace. Il Comune si impegna a destituire Sullo dalla carica di vescovo laico, rinuncia ai diritti sulla scalinata del Duomo e ottiene in cambio la proprietà di un tratto di catacomba sotto Villa Reimann da donare ai ribelli del quartiere Neapolis. La Curia garantisce a Consiglio e Giunta comunale indulgenze e grazie assortite, ottiene una foto autografata dall’ex gruppo consiliare di SEL dal valore inestimabile e riprende possesso delle scale del Duomo vietandone la seduta…

Ansia della settimana

Nota stampa INDA

Parcheggiatore-2In una nota ai turisti stranieri la Fondazione Inda precisa che i bellimbusti con idioma siculo e abiti tipici (marsupio, t-shirt poliestere smanicata, scooter senza assicurazione) che chiedono denaro fuori dal Teatro Greco non appartengono al cast de Le Supplici ma sono di veri e propri posteggiatori abusivi.

 

Siracusa, Turisti vs autoctoni!

– Preco?

– Ciao, crazie. Uhm, Zwei cappuccino… und uno ice cream… Gelatta… Pistaccia… und… maybe a piece of walnut cake?

– ehm… Cassata?

-walnut cake

– ehm… Raviola ricotta?

– no… nut… mit noccioli…

– ah! Arachiti!!! Allora: due cappuccinen, un celato pistacchio e ci potto 2 nocciline…apposto, stanno arrivanto…

 

Bando Refezione Scolastica

Nel capitolato obbligo di panino maremonti (carne di cavallo e gamberetti) almeno tre volte a settimana!!! Si prevede un ribasso d’asta del 31% su sassa e mayonese. Sindacati sul piede di guerra: “il maremonti servito anche nella vaschetta o non se ne fa niente”… L’assessore: “sindacati scevri di tasting culture, ma la customer satisfaction e gli stakeholders sono dalla nostra parte e ci premiano in termini di accountability”…

 

Crociata anti-cash

– Sono quintici euri

– ok, ha il Pos?

– …

– il Pos, per il pagamento con carta di credito

– ah cetto, carta o bancomat?

– Bancomat va bene, grazie

– no, qui solo contanti. ce la faccio lo stesso la ricevuta?