Scusate, posso dire una cosa io? Per me, Maniac è una cagata pazzesca!
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Il Mercatino Pitacorico
Mi fa il conto
Ma solo io ho l’impressione che a Siracusa i prezzi abbiano subito un leggerissimo incremento? No, perché fino a qualche anno fa, a casa, mi capitava di affrontare discussioni tipo:
– Potremmo andare a trovare la povera Sofi a Londra, per il suo compleanno.
– Non se ne parla nemmeno! Ma come facciamo… volo, hotel, regalo. Troppi soldi, rimandiamo. Piuttosto, stasera dobbiamo andar a mangiare una pizza a Ortigia coi ragazzi.
Ora invece:
– Stasera cena in Ortigia con i ragazzi.
– Minchia! Di nuovo? Un salasso. Ma perchè non ce ne andiamo a Londra dalla povera Sofi? Almeno risparmiamo un po’.
Soluzione Villa Abela
Tavolo anticrisi in Prefettura per risolvere l’affaire Villa Abela. Riunione fiume di 29 ore con tutti gli attori coinvolti: Comune di Siracusa, Provincia regionale, Regione Sicilia, Soprintendenza BB.CC., gli Amici dell’Inda, SOS Siracusa, i posteggiatori abusivi riuniti, MDP (Macchina – Dio – Patria), Cgil, Cisl, Uil, Deputazione Cappella di S. Lucia, Telefono Arcobaleno, la Civetta di Minerva, le signorine Testone, Bar Tunisi, Ance, Anci, Arci, l’Arcolaio, Dario Tota e Rifiuti Zero.
Dopo aver escluso, non senza polemiche, una accorata lettera al Presidente Mattarella, l’esproprio proletario, l’affidamento per sei mesi a Tekra Ambiente e l’enciclica papale “Redemptoris Costruttoris flammis acribus addictis” – che Papa Francesco avrebbe redatto come favore personale al Sindaco Italia – si è giunti ad una soluzione condivisa.
Per salvare la costruzione liberty dalle grinfie degli spietati consumatori di suolo, Villa Abela sarà inserita in un percorso virtuoso: un tour culturale ad altissimo coefficiente archeologico, architettonico, paesaggistico ed urbanistico con l’obiettivo di creare sinergie importanti e mettere finalmente in rete Villa Reimann, Villa Sunset a Fontane Bianche, Villa Politi, Villa Salus, Villa Azzurra, i Villini e il Residence le Ville al Villaggio Miano.
Congresso Cgil
Siracusa, al via la fase congressuale della Cgil. L’ordine del giorno:
- Chiusura sede provinciale e trasferimento segreteria e uffici presso bar Leonardi
- Coffee Break
- Relazione: L’impatto dell’anacardo indiano sul mercato della calia e della simenza. Preoccupazione o sfida del futuro?
- Lunch
- Vertenza vs Crodino SPA. Le richieste: cassa integrazione in deroga, prezzo calmierato analcolico biondo e inserimento Paniere Istat
- Saluti finali
- Aperitivo
Il nipote di Che Guevara asserragliato sugli Iblei
Prima l’attacco alla fazenda “Damma” poi la ritirata a causa della presenza di un traditore nel gruppo. Il nipote di Che Guevara, Martin Guevara Duarte, sarebbe nascosto insieme ai suoi uomini nei pressi della pineta di Buccheri, circondato da due reparti di centocinquantunisti della forestale. Secondo le indiscrezioni di Radio Rebelde Ibleo, il rivoluzionario argentino avrebbe preso contatti con il Sindaco di Ferla, Michelangelo El Loco Giansiracusa, per pianificare una fuga attraverso Pantalica con l’obiettivo di evitare le imboscate delle truppe del generale Pippo Gianni Bautista, sparpagliate tra Priolo e Pedagaggi. Una volta giunti a Sortino, i fuggiaschi saranno costretti a dividersi: gli uomini della colonna saranno affidati al colonnello della resistenza Turi Raiti della Sierra e nascosti nella zona del Biviere; Guevara, ed i suoi luogotenenti, verranno presi in carico da Cafeo Cienfeugos, muniti di passaporti diplomatici falsi e fatti salire a bordo di un pullman Scionti per Agnone Bagni per poi essere spostati – a dorso di mulo – in una località segreta in zona Vaccarizzo.
L’evento dell’anno
Bilanci
– Ma Giancallo, abbiamo un mutuo sulle spalle per la villa alla Pizzuta, le rate del Suv e della macchina di Jessicuccia, il finanziamento de motore di Kevin, le rette della scola privata, le rate degli elettrodomestici nuovi e della tv da 100 pollici per vedere i caccio, le cambiali per i mobili, la parete attrezzata e l’itromassaggio, 5 telefonini, Sky, Nettiflix e docu, sa cosa nova, comu si chiama… ZanZan. E spatte ancora dobbiamo pacare i mastri per i lavori nella casa della Fanusa. Siamo pieni di debiti, ma come dobbiamo fare?
– Tranquilla Mary, ho preso una multiproprietà a Curmaièr, accussì facciamo ripartire l’economia.
– Ma si scimunitu? Ma come la pachiamo?
– Spacchiu n’interessa! Appoi sa virunu i to figghi.
– Viri ca su macari figghi to.
– Minchia di camurria, e chi ti pozzi riri? A limite ni vinnemu a motocicletta.
Uragano in arrivo, insorgono gli studenti
U Sintaco vole teniri i scole aperte macari ca u teleggionnale a dittu ca ce luracano. A noi stutenti re scole superiori di Siracusa sta cosa nunni piace propria. Quannu chiovi n’assampanamu tutti picchi vinemu a scola che mutura picchì l’autobus su tutti rutti. Ora avissimu a trasere a scola cu tutta a trompa d’aria sparata na facci e che classi ca trase u veleno! Secunnu nuautri chisti ro comuni su pazzi completi va. Ma chi fanu abbabbianu? I studenti siracusani vono i propri diritti è semu pronti a protestare e fare buddello e sciopero. Sintaco veggogna chiuri sti scole picchi domani sicuro s’abbola è e pericoloso. A fari l’all’erta meteo subbito. Ni viremo tutti i studenti o bar a cosso Gelone pi fari a manifestazione. Se scampa ni spustamu a marina che mutura.
G A doppia T O = Lu-po
G, A, doppia T, O. Lu-po. Non c’è altro da dire. G, A, doppia T, O. Lu-po, così ho scritto per mettere fine a una estenuante discussione su Facebook che verteva sulla differenza che esiste tra il concetto di Governo e quello di Stato. In queste occasioni tendo a non essere nemmeno polemico, più che altro cerco di affermare alcuni principi universali, ma non serve a niente. Dall’altro lato un muro: incomunicabilità totale. Mi ero ripromesso di non cascarci più, ma è successo.
Questa cosa che la gente non capisce più quello che legge mi turba. Non si tratta di non comprendere il significato di un articolo di fisica quantistica, di un trattato di semiotica medica o di una lezione di Gadamer su Platone, ma di lacune ben più gravi. In due parole: analfabetismo funzionale. La situazione è preoccupante perché i social network sono presi d’assalto e la scuola e la famiglia sembrano arrancare.
Cerco di non dare giudizi e rispetto l’ignoranza consapevole, ma mi terrorizza quella incosciente e irresponsabile. Sarà perché la mia carriera scolastica è stata altalenante: poeta da bambino, bestia al liceo, regolare all’università. Quando portavo a casa la pagella con le insufficienze, mia madre si prendeva le collere e mio padre invece diceva: “G, A, doppia T, O. Lu-po”. Così, scandendo le lettere e sillabandole. Siccome studiavo poco ma ero molto socievole e sempre pronto ad ascoltare ed a parlare con tutti, i miei mi dicevano anche che al momento giusto, mi avrebbero aiutato a comprare una bottega, una putìa di frutta e verdura o una salumeria alla Borgata, così avrei potuto sedermi fuori e conversare con i clienti, ascoltare le loro storie e raccontarne altre.
G, A, doppia T, O. Lu-po è una di quelle storie che se oggi avessi quella putìa, racconterei ai miei clienti. La mia bisnonna Concettina – giovane vedova, esperta nell’arte della narrazione – la raccontava a mio padre: suo primo nipote, figlio del suo unico figlio maschio e con il nome del marito deceduto.
Concettina, figlia di farmacista, da ragazza amava trascorrere le sue giornate nella farmacia del padre: serviva al banco, conosceva i farmaci e le posologie, ma purtroppo – era una donna – non ebbe mai la possibilità di studiare per diventare farmacista. Un giorno decise che avrebbe aiutato Turiddo – il garzone semianalfabeta della farmacia – a prendere il diploma elementare o quanto meno, a dargli una istruzione di base che gli avrebbe permesso di leggere i nomi sui pacchetti e consegnarli a domicilio senza fare confusione.
La mia bisnonna cominciò ad insegnargli lettere, sillabe e dittonghi. Munita di immagini di animali con i nomi stampati, chiedeva al fattorino di indovinare il nome dell’esemplare rappresentato su ogni cartolina.
“Allora, questo che animale è?” diceva rivolta a Turiddo. “Un gatto” rispondeva sicuro quello.
“Bravo Turiddo, un gatto. Quindi: G, A, doppia T, O. Gat-to, hai capito?”.
“Sì signorina Concettina”.
“Questo invece?”.
“Un lupo”.
“Giusto, è un lupo. Quindi: L, U, P, O. Lu-po, ci siamo?”.
“Sì”.
“Ora proviamo senza le immagini, concentrati mi raccomando. Allora: G, A, doppia T, O…”.
“Lu-po”, rispondeva Turiddo senza esitare.
In quel lunghissimo thread, più mi sforzavo di spiegare il mio punto di vista, più mi scavavo la terra sotto i piedi. A un certo punto uno degli interlocutori più riottosi, mi ha scritto: “tu ti pensi meglio dime ma non e così un governo eletto non come prima può annullare la costituzion quando vuole”.
Io esausto ho risposto: “vabbè, ti lascio con una formula magica… G, A, doppia T, O. Lu-po”. Lui deve averci riflettuto un po’ e poi ha scritto: “non ti permettere di insultare se non sai le cose statti muto ignorante”.








