Ci siamo

Ci siamo, anche quest’anno il momento è arrivato, si scorgono all’orizzonte con le Cinquecento e le Citroen a noleggio, hanno le Lonely Planet evidenziate sotto il braccio e gli occhi pieni di meraviglia e stupore. Presto, scongeliamo il pescato di frodo, facciamo rinvenire quella ricotta acida, scomponiamo i cannoli, prepariamo quel chiacco. La stagione turistica è cominciata e Ortigia è un fermento: cultura contro profitto, Luna Park o dormitorio, libertà d’espressione contro libertà d’espressione. Chi farà la prima mossa? Il ristoratore spregiudicato, il musicista integralista, l’Amministrazione imbelle o il residente frustrato? Pitacoricamente spero sempre che qualcuno riesca a mediare tra gli eccessi, ma la disillusione, negli anni, ha spazzato via i miei sogni come un foglio di stagnola soffiato via dal vento nello slargo deserto di un paninaro su ruota.

Tuttapposto

– Preco?

– Un caffè macchiato, grazie.

– Vuole un sosso d’acqua?

– Volentieri. Naturale per favore.

– Ecco a lei.

– Mi scusi, potrebbe servirla in un bicchiere di vetro, per favore.

– Picchì?

– Lo preferisco… ma poi, ma non c’era l’ordinanza Plastic Free?

– …

– Sì, insomma, Il divieto di utilizzo di plastica monouso non biodegradabile.

– Ma unni?

– Qua, a Siracusa!

– Ma cu c’ha ditto a lei?

– Tempo fa, era sui giornali…

– No, no, a quali oddinanza! Qua tuttapposto.

 

 

4000

Il fatto che 4000 persone seguano questa pagina è la dimostrazione di come l’umanità sia ormai sull’orlo del baratro. La cosa però, lo ammetto, mi riempie il cuore di gioia, per cui, per sdebitarmi e ringraziarvi del vostro affetto e della vostra perseveranza, invierò a ciascuno di voi il Kit Pitacorico contenente:

– Vasetto caponata d’amare;

– Kit falsificazione pass Ztl Ortigia;

– Quadretto da comodino raffigurante particolare Giudizio Universale con Dio proteso a sfiorare con un dito la mano di Vinciullo;

– Invito serata danzante direzione provinciale PD;

– Foto di gruppo con Meetup da inserire in curriculum;

– Dispenser griffato per Sassaemayones;

– Funchetto porta fortuna.

Affruntatevi

Le facce spaesate dei turisti le vedi nelle mattine di Ortigia, con il sole ancora basso a sfiorare il mare e le ombre lunghe che catturano quelle movenze felpate e tutto l’imbarazzo che manifestano mentre si aggirano furtivi, alla ricerca di qualche mastello dove conferire i rifiuti.

Non punterò il dito contro di loro – anche se quando vado all’estero, sto con due piedi in una scarpa – ma contro quei disgraziati, incivili, bifolchi e barbari che gli affittano le case. Delle vere merde. Vi immagino al bar, mentre blaterate di turismo sostenibile, di destagionalizzazioni e di tasse. Molti di voi diranno anche: “e io pago.”, ma non è assolutamente vero. Quelli come voi non pagano niente, mai. Affittano la casa in nero e non ritirano manco i mastelli per il porta a porta. Chissà cosa vi siete inventati per convincere i vostri ospiti che a Siracusa i rifiuti si conferiscono così: a caso, senza regole, all’alba, tra i vicoli. Affruntatevi.

 

Scusate lo sfogo

Ma tu che problemi hai che vivi a Ortigia? Ultimamente mi sento rivolgere questa domanda provocatoria sempre più spesso, come se Ortigia fosse un’oasi di benessere e civiltà, come se vivere qui equivalesse a stare dentro una sfera di cristallo. Sì, c’è un momento in cui potrebbe essere vero, quando esco di casa la mattina presto e mi affaccio sul lungomare con il sole che sorge a levante e i colori che mozzano il fiato e non c’è nessuno per strada e si sente il rumore del mare, beh, la cosa mi emoziona ancora tanto e riconosco che non ci sono tantissimi altri posti così. Però, diciamolo una volta per tutte, il luogo comune secondo il quale a Ortigia vada tutto bene e il centro storico goda di attenzioni e controlli particolari, è assolutamente da sfatare. Le condizioni dell’isolotto sono problematiche, esattamente come quelle del resto della città. Anche qui la spazzatura è abbandonata senza remore dal padre di famiglia che accompagna i figli a scuola o lanciata direttamente a mare dalla moglie del malacarne della piazza di spaccio. Sedie e tavoli spaiati sono ovunque e occupano strade e marciapiedi; gli ombrelloni Coca Cola mortificano scorci suggestivi; i dehors, regnano sovrani e di suolo pubblico ne è rimasto ben poco da calpestare. Nel tentativo di non scontentare nessuno, la singhiozzante e pavida Ztl ha fallito senza appello, riuscendo a scontentare tutti: quelli pro e quelli contro. Le auto, sfrontate, continuano a parcheggiare in divieto su corso Matteotti, in piazza Archimede, in piazza Pancali e in seconda fila in corso Umberto, rendendo l’unica arteria per uscire dal centro, un budello caotico e infernale. I posteggiatori abusivi pascolano indisturbati nelle distese di Nazario Sauro e negli anfratti del mercato; nei fine settimana poi, i pescatori di frodo approntano il loro bazar, per la gioia di grandi e piccini:

– Papà, papà, che pesce è quello lì?

– Amore mio, è un piccolo cerniotto reale, una specie protetta!

Le discoteche improvvisate suonano a volumi spropositati e senza licenze ed i karaoke, sfacciati, ripropongono hit neomelodiche fino alle prime luci dell’alba. Il piano di zonizzazione acustica è un mistero della fede, con un’aurea tra il mitico e il mistico, tipo miracolo del sangue di San Gennaro. Gli ambulanti abusivi, spiaggiati davanti ai monumenti, espongono un’offerta merceologica da fare invidia al Floresta dei tempi d’oro e seguono il fil rouge estetico di sciatteria, imposto dalla kasbah con le luci al neon che commercia in cianfrusaglie e copricapi di cartone pressato e che occupa, da tempo immemore, il versante nord del tempio d’Apollo, il più antico tempio dorico siciliano. Nessuno controlla, nessuno fa niente. Tutto intorno, una luce unica, un mare invitante, un cielo terso e nell’aria, un persistente fetore di fritto.

Colpo di Scena

“È la sedia che veniva da me!”. Si giustifica così il Dr. Uri Geller, il cittadino coinvolto, suo malgrado, nell’ennesima polemica sull’abbandono dei rifiuti. Secondo quanto appreso dagli agenti della polizia ambientale, Geller, dottore in psicocinesi e telecinesi stava semplicemente svolgendo i suoi esercizi mattutini di recupero oggetti, ignaro della trappola ordita ai suoi danni da un suo acerrimo rivale, il Dott. Licciardello, che lo ha prima fotografato, per poi invertire l’ordine dei fotogrammi e montare mediaticamente il caso. Licciardello adesso rischia una denuncia a piede libero mentre Geller, ritenuto innocente e scagionato da tutte le accuse, ha ricevuto le scuse del Sindaco e un corposo sconto Tari.

 

Per un pelo

Non erano rifiuti abbandonati ma i pezzi della prestigiosa mostra di scultura “Ciclopica”. Grave imbarazzo al Vermexio e provvedimenti disciplinari per i responsabili, dopo il blitz all’ex Convento di San Francesco. Allertati dalla segnalazione di un cittadino zelante, gli agenti del nucleo ambientale della Polizia Municipale, avrebbero riscontrato la presenza di una discarica abusiva di rifiuti accatastati e comminato sanzioni per oltre 16mila euro. Solo il tempestivo intervento del Sindaco Italia, che assisteva casualmente alla scena, ha scongiurato che le opere d’arte – fiore all’occhiello della programmazione culturale estiva – venissero caricate su due autocompattatori Tekra e distrutte per sempre.