Siracusa, bilanci fraudolenti al Comune: indaga la Procura, insospettita dall’acquisto di quote per 4 milioni milioni di euro per un sistemone infallibile al SuperEnalotto!
Paradossi
A letto appena svegli, le foto a colazione, il colpo del mascara e la prova costume, il selfie con le labbra arricciate, a pranzo dalla mamma, il carrello del supermercato, la bolletta da giocare, il pilates in palestra, la festa dei bambini, la gita fuori porta, le foto dell’asilo, lo shopping in centro, i colleghi dell’ufficio, il weekend benessere, il caffè al bar, la partita di calcetto, dal parrucchiere con le amiche, il tribale tatuato sul petto, la macchina nuova, prima del cinema, dopo il teatro, l’aperitivo alla Marina, la pizza con la farina di russello, la carne di cavallo coi funchetti, lo scorcio con il mare e il sacchetto trasparente dei rifiuti che viola la nostra privacy.
Prosit!
Versalis, nessuna criticità ambientale. La nota ufficiale del colosso di Eni: Il fumo sprigionatosi durante il fuori servizio si è presentato elegante, evidenziando al palato tannini morbidi provenienti dalla macerazione dei composti vinilici, accuratamente selezionati, in vasche di acciaio. Di colore nero pece intenso con riflessi grigio fumo, presenta aromaticità raffinate, delicate e fragranti di mela, albicocca e fiori bianchi, miele, frutta secca e tostata, sassaemayoness. E’ versatile, di buona struttura, morbido e delicato.
Terminal
Terminal crociere, dopo MSC altre compagnie manifestano interesse: Costa Cafona e Costa Pacchiana pronte all’approdo nel 2021. Il Comune intanto promuove una joint venture con il colosso dei mari per il varo della Costa Gigia, la prima nave da crociera che fungerà anche da discarica, risolvendo parzialmente l’annoso problema dei rifiuti in città.

Scatti rubati
Celebrazioni Pitacoriche
Il cielo stellato sopra di me
Il fatto è che alla fine, il cielo stellato più bello che io abbia mai visto, praticamente, non l’ho visto. Tutto nasce dall’abitudine, che poi forse è un vezzo, di non prenotare niente, di arrivare in un luogo e vedere che succede. Solo che io e Donatella siamo sempre stati due tipi iper cittadini, ci piacciono i teatri, l’arte contemporanea, i concerti indie nei club, i ristoranti, la musica sinfonica e le gallerie d’arte con le fotografie degli sconosciuti, insomma, abbiamo sempre scelto le nostre vacanze in funzione di questo. Poi, improvvisamente, a un certo punto ci è venuta questa smania della natura che ci ha completamente travolti. Così un viaggio che era stato pensato come una linea retta tra Los Angeles e San Francisco si è trasformato in un poligono complesso, con un perimetro di tremila miglia che delimitava il deserto dell’Arizona, lo Utah, le foreste di yucca, il fiume Colorado, la Death Valley, le sequoie giganti e Yosemite.
Proprio a Yosemite Valley Lodge, la sera del nostro arrivo, dopo una giornata interminabile trascorsa tra lunghe passeggiate sui
sentieri della Sierra Californiana e 450 km di tornanti in auto, abbiamo deciso di andare a vedere le stelle. Dopo una cena veloce e una bottiglia di Pinot Noir tappo a vite della Napa Valley, ci siamo recati nel luogo dell’appuntamento. Appena abbiamo attraversato la strada e siamo entrati nel bosco, siamo stati inghiottiti da un buio fitto e impenetrabile ai flash dei nostri Iphone. Abbiamo proceduto tentoni, seguito alcune voci e siamo arrivati fino a un abbeveratoio per cavalli, punto di partenza dell’escursione. Lì abbiamo fatto conoscenza con altre persone del gruppo. Tutti erano attrezzatissimi, indossavano indumenti tecnici e calzavano scarpe waterproof e antiscivolo, avevano torce, fischietti, spray anti orso, sacchi a pelo, coperte, zaini capienti, repellente per insetti, cappelli di lana, guanti, siero per serpenti, calzettoni doppi, provviste e borracce d’acqua. Noi avevamo una borsa a tracolla Eastpack con una spilla dei Devics e una della mia band quando suonavo, dentro, una copia di Pop up Magazine, che è una rivista con tutti gli appuntamenti culturali di Los Angeles presa all’edicola dell’aeroporto, un maglioncino di cotone Harmont & Blaine, un flaconcino tascabile di Amuchina, un blister di Maalox, mezzo sacchetto di patatine gusto avocado, la Lonely Planet Stati Uniti Occidentali e un fascicolo di Donatella: “Pitruzzello contro Eni Gas e Luce”.
Abbiamo aspettato un po’, poi – preceduta da urla e schiamazzi che in un primo momento mi hanno fatto pensare al peggio – è uscita dal bosco Liselotte, una pazza completa. Liselotte era la nostra guida, una laureanda svedese in astronomia e fisica, negli Usa per una internship all’Università di Sacramento. Ci siamo raccolti intorno e lei che ha iniziato a spiegare il percorso che avremmo fatto, ci ha invitato a camminare in gruppo e a non rimanere indietro e poi, euforica, ci ha detto che eravamo proprio fortunati perché quella notte non c’era nemmeno una nuvola, la luna era perfetta e il cielo sopra Yosemite, con la via lattea in bella evidenza, era uno spettacolo della natura .
Abbiamo camminato per più di un’ora, centellinando la batteria del telefono e usufruendo della gentilezza degli altri che, resisi conto della nostra inadeguatezza e dello stato d’indigenza in cui versavamo, si premuravano di aiutarci e ci chiedevano di continuo se andava tutto bene. Evelyn, una campeggiatrice sui sessanta del South Carolina in vacanza da sola, ci aveva preso sotto la sua ala e ci ha perfino chiesto se avessimo cenato, perché in caso lei aveva dei panini e delle barrette energetiche da offrirci. A un certo punto siamo usciti dal bosco e ci siamo trovati al centro di una valle, da lì, abbiamo proseguito per altri dieci minuti, camminando su un prato morbido e profumato. Sullo sfondo s’intravedeva il picco di El Captain e tutto intorno, richiami ai nomi degli ultimi aggiornamenti dei sistemi operativi di Apple. Dopo un po’ Liselotte ha detto: “Siamo arrivati. Tirate fuori i teli impermeabili” e tutti hanno cominciato ad armeggiare dentro gli zaini e tirato fuori questi quadratoni di plastica dura, che hanno disteso sul prato per poi sdraircisi sopra. Noi naturalmente ne eravamo sprovvisti, quindi abbiamo dovuto contare ancora una volta sul buon cuore di Evelyn che possedeva un telo a sei piazze e ci ha fatto accomodare. Mi sono sdraiato e ho messo a fuoco il cielo stellato sopra di me: non avevo mai visto niente di più bello. È stato un attimo, ho chiuso gli occhi e sono crollato, distrutto, stanchissimo.
I ricordi si limitano a Donatella che ogni tanto mi urtava e mi bisbigliava: “Girati, stai russando!”, niente più. Quando mi sono ridestato, infastidito dalla brusio del gruppo che ripiegava i teli e li riponeva negli zaini, non ho capito cosa stesse succedendo e ho chiesto: “Ma è già finito? Subito, così?”.
Donatella mi ha sorriso e ha risposto: “Sta albeggiando”.
“Scusa, mi sono addormentato. Ma tu almeno le hai viste le stelle?” – ho chiesto.
“Sì, è stato incantevole! Fino a un certo punto ho resistito, poi mi sono addormentata anch’io.” – ha detto lei.
“E queste coperte e questi cuscini di chi sono?”
“Di Evelyn – ha detto Donatella – quella donna è gentilissima, sono termiche, senza di lei saremmo morti congelati”.
Ci siamo alzati in piedi, abbiamo ripiegato le coperte, preso i cuscini e ci siamo diretti verso un piccolo fuoco da campo che era stato acceso qualche metro distante. Abbiamo raggiunto Evelyn per ridarle la sua roba, l’abbiamo ringraziata di cuore. Lei ci ha sorriso, ha baciato Donatella e ci ha porto due tazze di caffè caldo solubile. Non mi ero mai sentito così in pace con me stesso.
Aucuroni Pitacorici
Disagi a Fontanarossa, il SAPN non ci sta
Al via i lavori all’aeroporto di Catania, molti voli dirottati su Comiso. Secca la presa di posizione del SAPN, il Sindacato autonomo parenti numerosi che dichiara: continueremo ad affollare gli arrivi come se nulla fosse. Nel 2018 abbiamo raggiunto una media di 6,3 parenti per ogni viaggiatore atterrato, non possiamo permettere che gli interventi su pista e terminal ostacolino i nostri diritti e le nostre tradizioni di accoglienza esasperata.
Bocconcini cu l’ali
Siracusa, disposta la chiusura di un panificio per gravi carenze igieniche: insetti blatte e attrezzature arrugginite. Le indagini scattate dopo i sospetti di un cliente Carabiniere.
– Buongionno desitera?
– Buongionno, mi rassi uno scollo e 6 bocconcini.
– Pronti Brigadiere… attro?
– A posto così, grazie. Però, mi scusi, ma picchi i bocconcini stana scappannu???







