Gemellaggi

Incontro in Vaticano con il Sindaco Italia. Papa Francesco: “è stata un’emozione indescrivibile!”. Per rendere omaggio alla cittadina aretusea, il cerimoniale della Santa Sede ha allestito lungo il porticato di San Pietro delle mini friggitorie di pescato di frodo, zippole e crespelle ed i caratteristici banchetti abusivi per i boat tour. La delegazione siracusana ha ricambiato la gentilezza donando a Sua Santità un dispenser gigante di sassaemayoness con il “simpolo” della città.

Borgo dei Borghi, monta la polemica

Borgo dei Borghi, monta la polemica. Philippe Daverio: “gli arancini di Corsino mi fanno schifo!” È sollevazione popolare, tutta la provincia si stringe attorno a Palazzolo Acreide. Insorge la politica: Vinciullo colto da malore, Gennuso pronto ad incatenarsi a San Paolo. Si dividono i 5 stelle. Il Sindaco Italia, atteso in Vaticano, intercederà con Papa Francesco per una scomunica di giuria e autori del programma Rai.

 

Bestå rifiuti per strada

I mobili Ikea sono così, non c’è niente da fare. Li acquisto e li monto da oltre vent’anni, c’ho arredato quattro case in quattro città diverse in altrettante fasi della mia vita. Se segui le istruzioni in maniera meccanica, se non cerchi di ragionare, se obnubili la tua coscienza, tiri su un armadio a quattro ante in 30 minuti. Invece, se vuoi metterci del tuo, se vuoi cercare di capire, quello che riuscirai a montare sarà solo un’accozzaglia informe di legno di betulla. I mobili di Ikea hanno un’altra particolarità, possono anche durare tutta la vita, ma non devono mai, dico mai, essere riassemblati, è una regola fondamentale. Provateci e ve ne pentirete: cominciano a traballare, si “scunocchiano” tutti e diventa impossibile riutilizzarli, è un processo inarrestabile. Conosco questa regola molto bene ma ho voluto sfidare la sorte lo stesso, così, consapevolmente, ho preso brugola e cacciavite e ho smontato la mia credenza Bestå per sostituire un fondo ammalorato dall’umidità e… niente, come non detto, il mobile si è sfaldato tra le mie mani, non si reggeva più in piedi e andava buttato via.

Così ad agosto, ho seguito la procedura on line per prenotare il ritiro dei rifiuti ingombranti, il sistema mi ha assegnato una data: sabato 19 ottobre 2019. Nella e-mail che ho ricevuto si specificava di lasciare l’ingombro fuori dal portone dopo le 20:00 della sera prima. Giusto giusto però, la sera del 19 avevo un impegno improrogabile ma non ero comunque disposto a tenermi a casa il catafalco svedese tutto scassato, così sono andato a presenziare al mio impegno, alle 20:30, mentre aprivano il buffet, ho preso la macchina, sono tornato a casa, mi sono tolto la giacca, la camicia e la cravatta e mi sono caricato Besta sulla schiena, ho fatto la rampa di scale, sono uscito fuori e l’ho lasciato lì, accanto al portone. Siccome un tizio mi guardava sospettoso, sono tornato su, ho scritto su un foglio “Raccolta Rifiuti”, poi è finito il pennarello e ne ho preso uno nuovo e ho continuato “ingombranti, prenotazione 19 ottobre 2019” e l’ho appiccicato sul mobile. Ho indossato camicia, cravatta e giacca, sono salito in macchina e sono tornato alla festa, il buffet era stato spazzolato ed era rimasta solo qualche foglia d’insalata e qualche pomodorino di guarnizione. Alcuni conoscenti hanno cominciato a prendermi in giro, sostenevano che loro il buffet non se lo sarebbero persi per nulla al mondo e che avrebbero scaricato il mobile sotto casa nel pomeriggio, tanto il servizio fa schifo e la città è sommersa da rifiuti, sciatteria, cappe di friggitoria e maleducazione dilagante. Ne è nata una discussione ed io mi sono opposto a questi luoghi comuni, ho detto che mi sentivo fiducioso, che lamentarsi e poi comportarsi come quelli che si criticano è un’atteggiamento meschino, che occorre tanta buona volontà e una grande dose di pazienza e che ero sicuro che tutto sarebbe andato per il meglio. Alla fine, ognuno è rimasto delle sue idee, Bestå staziona da 48 ore sotto il portone e il gestore del servizio non risponde né al telefono né alle e-mail.

Così è la vita

Non sei mai uscito dal triangolo viale Zecchino, via Filisto, viale Tica; hai piantato le tue personalissime colonne d’Ercole in Largo Dicone; ti sei formato tra il Bar Kennedy e la sala giochi di via Pitia; non leggi più nemmeno le pagelle della Gazzetta dello Sport; non ti è ancora chiara la differenza tra e congiunzione e verbo, ma su taglio parlamentari, referendum e legge elettorale nemmeno un dubbio… Ti invidio e ti stimo.

Un Acio

Street Control, è subito tilt! L’auto dei vigili urbani equipaggiata con il sofisticato congegno avrebbe preso fuoco dopo sole poche centinaia di metri al cospetto del nuovo, raffinatissimo, centro commerciale spontaneo su ruote. Il software tedesco – dicono i tecnici del Vermexio – non sarebbe stato in grado di processare tutti gli imput trasmessi dalla videocamera. Sulla vicenda è intervenuto il neo Assessore Burti (Attività produttive e decoro urbano) secondo il quale la tecnologia esasperata non può e non deve mortificare millenni di tradizione. “Il progetto del nuovo centro commerciale spontaneo su ruote – ha dichiarato – è un modello di sviluppo commerciale senza precedenti, fortemente voluto dall’Amministrazione e capace di mettere in relazione le eccellenze dell’ortofrutta locale, la suggestione della carne di cavallo e dello sbizzero, l’abbraccio della sassaemayoness e il fascino senza tempo delle sedie di plastica spaiate”.

 

 

 

Amen

Mio nonno Santo direbbe: “ma talè ‘sti scassapagghiari”. Minchia, due mostre, due sequestri. Ma che sta succedendo? Accanimento giudiziario, gomplotto o terribile malafede? Dopo la gran malafiura dei falsi Giacometti di Ciclopica” – la mostra evento più provinciale della fiera del mercoledì, presentata da organizzatori e Amministrazione di Siracusa come una delle più grandi esposizioni d’arte del ventunesimo secolo – è il turno di “L’impossibile e Noto”, la temporanea organizzata sempre da Sicilia Musei con cento pezzi realizzati dai grandi Maestri del ‘900.

Purtroppo però, anche qui, a detta del Comando dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, ventisei opere sarebbero false: De Chirico, Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Carlo Carrà, Fortunato Depero, Luigi Russolo, Pablo Picasso, Vasilij Kandinskij, Max Jacob, Hans Richter, Paul Klee, Joan Mirò e Salvador Dalì. Una ecatombe!

Il mondo dell’arte si sa, è così: le opere fluttuano, scivolano sornione, si nascondono, spariscono per anni per poi riaffacciarsi repentine, si moltiplicano come cellule impazzite. Alcune opere sono censite, altre restano dubbie, ci sono le copie autografe e i falsi spudorati. C’è un mercato spaventoso di gente che briga, compra e vende arte, che chiede valutazioni e attribuzioni, che investe denaro e spera. Prendete il caso di Caravaggio e della sua Crocifissione di Sant’Andrea: oltre all’originale esposto a Cleveland in Ohio, ne esiste un altro, il così detto “Black Vega” adesso in mostra a Siracusa. Non è un falso, più semplicemente la critica non è unanime nel definirlo originale… e che vuoi che sia? Succede ogni giorno nei mercati rionali di mezza Italia dove se sei fortunato, puoi ancora imbatterti nel banchetto del venditore di caffettiere con il cartello “Originali Bialetti senza omino”.

Forse è il caso che si operi una svolta nella gestione delle politiche culturali dei nostri comuni, perché gira, vota e furria, queste opere “dubbie” arrivano sempre qua da noi, una terra ricca d’arte che non è più in grado di trattare l’arte, un popolo che non riesce più a riconoscerla e degli amministratori che vogliono apparire solo sui giornali il giorno dopo la conferenza stampa e tracannare prosecco all’inaugurazione.

Questa vicenda finirà come le altre, nel dimenticatoio, fino a quando, fra tre o quattro anni si pronuncerà un tribunale di primo grado. Adesso gli organizzatori mostreranno i documenti e le assicurazioni che dovrebbero dimostrare che le opere sono originali, che sono già state esposte al Museo Regionale di Sacchitello o alla personale di Giacomo Balla a casa del Signor Aglianò, al terzo piano del Palano, ma ormai la frittata è fatta. Verranno nominati i CTU, forse ci sarà un intervento di Sgarbi – a favore o contro non ha nessuna importanza – e poi tutto resterà così com’è sempre stato e l’anno prossimo ci propineranno l’ennesima triste esposizione di opere dozzinali, trite e ritrite, sceglieranno un titolo roboante, accosteranno opere e poetiche antitetiche con la scusa del percorso tra gli stili diversi. Ci saranno parole di elogio degli assessori, alcuni lacchè diranno “cuttura”, altri “attistico” e i sindaci in fascia tricolore taglieranno i nastri e ogni taglio è una ferita e nessuna testata nazionale darà mai risalto alla notizia e nessun turista cosmopolita visiterà mai la mostra, il tempo passerà inesorabile, ci saranno nuove elezioni e s’insedieranno altri assessori che scoveranno altre mostre e torneranno i Carabinieri e tutto resterà immutabile nei secoli dei secoli. Amen.

 

Cena Fuori

– Veramente mi vo fari manciari u panino ca mottadella?

– Viri ca è a piadina…

– A nun era megghiu na canne e sbizzero?

– Maria! Savvo, viri ca ogni tanto pò canciàri… sempre stu cavaddu…. cavaddu e pollo, pollo e cavaddu. Manciati sta piadina, facci mettere u squacquerone, viri ca è bona!

– Ma quale sqaccherone! A mia sti cosi nu mi piaciunu. Mi fazzu puttari i patatine…

– Fosse non le fanno…

– Mancu i patatine fanu… 

– Creto di no…

– Non ci pozzu cririri!!! Ma unni ma puttatu!?!?

Teatro comunale: la proposta dei ristoratori

Va deserto il bando per la gestione del Teatro Comunale. La proposta dei ristoratori: struttura Inutile e infruttuosa, facciamone un parcheggio multipiano gratuito per i clienti dei nostri locali. Intanto, è prevista per oggi la cerimonia solenne per celebrare il terzo anniversario della prematura scomparsa di Odoacre De Grittis, il tenore novantacinquenne deceduto nella sua casa di Roma. Nonostante fosse considerato uno dei più fulgidi talenti della sua generazione, Il maestro De Grittis non si era mai esibito su un palcoscenico per colpa di un contratto firmato nel 1957 che lo legava in esclusiva al Teatro Comunale di Siracusa.