Negli ultimi giorni l’ho sfogliato e risfogliato trovandolo intrigante e dinamico, l’ho soppesato e ne ho apprezzato la grammatura spessa e il profumo intenso, fino a quando, finalmente, mi sono deciso. Prima ho camminato un po’ tra i corridoi per smorzare la tensione, poi ho preso coraggio e mi sono diretto verso la cassa 4, dall’unica cassiera con cui ogni tanto scambio qualche parola. Non avevo nulla da acquistare e lei mi ha guardato e ha detto: “Ahò, embè?”. Lì per lì mi sono stranito per questo accento romanesco, ero convinto che la signora fosse siracusana, comunque, ho tirato fuori dalla giacca una busta, gliel’ho porta e ho sussurrato: “Mi scusi, mi rendo conto quanto possa sembrare insolito, ma ho pensato che magari lei poteva mettere una buona parola… sa, vorrei candidarmi a direttore del giornale delle offerte del Decò… ho un curriculum piuttosto qualificato e…”. Lei è scoppiata a ridere e rivolta alla collega della cassa 3 ha detto a voce alta: “A Franca, co ‘sto cojone, più quelli tuoi, so quattro solo oggi!”. Tutti quelli in fila si sono messi a ridere ed io volevo sprofondare dalla vergogna, mi sentivo addosso gli occhi di tutto il supermercato ed ero pronto a scappare via, poi qualcuno mi ha preso per un braccio e ho sentito la voce di Donatella che diceva: “Emi, svegliati, stai sognando”.
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Buttadentro
– Preco, favorire finker fud?
– No, la ringrazio… anche perchè, mi scusi se mi permetto, ma sembrano molto provati dal sole…
– Allora posso consigliarvi la nostra aracosta? Ci arriva direttamente dal Golfo del Messico, lo chef la prepara alla catalana, ma aggiunge del pomitoro secco, capperi e una cozza fumè… è un paratiso!
– Guardi che non siamo turisti. Ma poi, veramente dal Golfo del Messico arriva?
– Certamente, è un’eccellenza!
– Ma… aragosta è scritto con due r!
– Puttroppo sbaghiaru tutti i menù…
– Lei è molto gentile, ma non abbiamo intenzione di cenare fuori. Proprio stasera siamo a posto…
– Aspè! abbiamo anche il tataki di tonno su composta di peperone,
– Davvero, mi creda… stanno passando un sacco di turisti e lei sta perdendo tempo con noi…
– Uno spaghettone voncole, capesante e crispy bacon?
– Un’altra volta, ci lasci andare…
– Una fritturina di paranza, dei camperoni al profumo di lime, una tartarre di spicoletta olio evo e pepe di sichuan…
– La prego, basta! Nel frigo ho la pasta coi taddi di mia madre!
– Ma picchì nu m’ha dittu subito…
– Ma io….
– Va be, va be… facemu n’autra vota… ora luvativi. Eschiusmi Mister, finker fud sicilian very well… Mister…
PUM!
La città è una bolgia infernale di macchine, il codice della strada non vige più da tempo, la segnaletica è cancellata o fatiscente e ognuno può fare quello che gli pare. Le auto parcheggiate in doppia e tripla fila restringono le carreggiate e costringono tutti ad interminabili serpentoni e ingorghi snervanti. Chi deve girare a destra si mette a sinistra mentre chi deve andare a sinistra si tiene sulla destra e nessuno è in grado d’impegnare correttamente una rotatoria, probabilmente perché continuiamo a chiamarle “rotonte”. La maleducazione regna sovrana insieme al sopruso e alla spittizza, gli Stop e le precedenze sono elementi aleatori come in una partitura di Pierre Boulez. Nelle altre città il PUM è il Piano Urbano della Mobilità, a Siracusa, più che una rivoluzione sulla viabilità, pare il suono che si fa quando si spara un’altra minchiata.
Il Baratro
Il commento alle presunte dimissioni di Giovanni Randazzo: “ha rivato colle dimissioni ma ci ripenza dopo che si ano manciato tutti i soddi”, lasciato in calce e senza pudore da un tizio che, come si evince dalla sua bacheca, vende abusivamente frutta e verdura, guida un’auto di grossa cilindrata e si vanta di ricevere il Reddito di Cittadinanza, è la fotografia spietata di una nazione che scivola velocemente verso il baratro più buio, profondo e meritato.
Rivoluzione Ztl
ZTL, non si placano le polemiche! Caos, dubbi e confusione dopo la conferenza stampa di ieri e intanto, una parte cospicua di opinione pubblica chiede a gran voce la riapertura totale di Ortigia. Già pronte due proteste eclatanti: la prima, organizzata dagli esercenti integralisti prevede la scontrinata, un lungo corteo per le vie del centro storico con lo sventolio simbolico di foglietti scritti a penna a sostituire le ricevute mai fatte per colpa della ZTL e per evasione fiscale; la seconda, ad opera dell’associazione MDP (Macchina – Dio – Patria), mira a chiudere il centro storico ai pedoni considerati ostacoli per la guida nelle stradine di Ortigia. “Finiscono spesso sotto le ruote e si incastrano nei parafanghi – ha dichiarato infastidito il presidente di MDP – quando sono stranieri poi, è difficile anche fargli capire che devono staccarsi”. “Abolendo i pedoni si potrebbero utilizzare i marciapiedi per aumentare lo spazio sosta e garantire a tutti l’ebbrezza di un parcheggio in terza o quarta fila che, va da se, rimetterebbe in moto l’economia locale”.
Montalbano, ciak a Siracusa
Il Commissario Montalbano in città: primo ciak per “La Concessione dei Giacometti”.
La Trama
Montalbano è in vacanza a Siracusa con Livia per assistere alle tragedie al Teatro Greco quando, di prima mattina, una telefonata di Catarella gli annuncia che nella città di Archimete, il nucleo Tutela del Patrimonio Culturale dei Carabinieri ha sequestrato due sculture attribuite ad Alberto Giacometti ma considerate false. Montalbano, da sempre cultore d’arte contemporanea, si scatafà di corsa nel luogo del sequestro ma trova tutto chiuso, i cancelli sbarrati e un biglietto equivoco in bella mostra. Mentre Livia ammira le bellezze della città con un tour in motoape, Montalbano si concede un bagno rigenerante a Calarossa e una schiticchiata in una trattoria della via Cavour finché, intenzionato a ritornare in albergo per ricongiungersi con Livia e recarsi insieme al Teatro Greco, avrà una straordinaria intuizione…
Sale d’aspetto
Eurialo e siti minori
Servono Soldi
Dopo la Caporetto sull’aumento delle tasse per la concessione del suolo pubblico, Il Comune di Siracusa cambia strategia e per rimpinguare le casse, in osservanza dei rilievi mossi dalla Corte dei Conti, è pronto a commercializzare in tutto il mondo l’action figure del Sindaco Italia. Già in produzione le prime cinque linee di prodotti:
Italia Green, con bicicletta e abito biodegradabile;
Italia Beato, con saio e sandalo Birkenstock;
Italia Pizzuto, etereo e imbronciato;
Italia Cicisbeo, impreziosito da una miriade di accessori pregiati;
Italia Teddy Boy, con giubbetto di pelle e sneakers ai piedi.
Per la Mattel, partner dell’operazione, i margini di successo sono enormi, non si esclude quindi la produzione degli altri componenti della Giunta. Le indagini di mercato punterebbero su Randazzo togato, con cartella di pelle e fascicolo di parte e Moschella hippy con chitarra acustica e ramoscello di limone.
Il futuro dell’Europa
– Ciao Mpare come semu?
– Oh, ciao … tutto bene, grazie.
– Stai antanto a votare?
– Sì.
– Sto antanto pure io. Ouh, mi raccumannu, vutamu bonu ah… che dobbiamo uscire di questa medda di Europa.
– No guarda, io in Europa ci voglio proprio restare.
– Veramente?
– Sì.
– Ma picchì?
– Perché è la più grande opportunità che abbiamo per vivere meglio e in pace, tutti quanti. Tu invece perché no?
– Chi sacciu… Senti, veti che io mi fito ti te. Ti leggiu sempre. Chi fazzu? Canciu voto?
– Guarda, fai zoccu voi… come ti senti tu…
– Vabbé, mi hai convinto, voto Sì.
– Ma non è un referendum Sì/No, devi votare un partito.
– Infatti ti stava addumannannu… Ma quinti come funziona? Ci devo mettere a X su pattito?
– Scegli un partito e lo voti con la X oppure, all’interno dello spazio accanto al simbolo stesso, puoi esprimere fino a tre preferenze, rispettando l’alternanza di gender… cioè praticamente puoi votare…
– U sacciu chi è u gender! Quinti ci signu unu masculu, na femmina e unu puppu… Ahahahah. Giusto?
– Non avrei saputo dire meglio…
– Grazie mpare, sempre nummero 1
– Grazie a te.









