Stop alle discriminazioni

Come era prevedibile, il Siracusa Pride ha già suscitato una serie di polemiche strumentali. Sui social network prendono piede i soliti luoghi comuni, le solite immagini di omoni baffuti e borchiati che si baciano; mutande di pelle e culi di fuori che terrorizzano i benpensanti e traviano i poveri bambini, gli Schermata 2016-06-20 alle 09.17.16stessi che hanno appena finito di sgozzare una prostituta su playstation 4 poco prima di uscire con mamma e papà per comprare il gelato. Il Pride è ben altra cosa, ma alla gente piace puntare il dito contro la diversità e contro il diritto di essere chi si è. Viviamo in una società che anche quando accetta la diversità, tende ad inscatolarla dentro categorie stereotipate: il gay è sempre ben vestito, molto fine, alla moda, fa uso di creme cosmetiche, depila sopracciglia e possiede uno spiccato senso estetico.
Un plauso quindi alla scelta coraggiosa di sfatare questi luoghi comuni, proponendo un’immagine forte e lontana dagli schemi: due uomini in riva al mare, in un luogo anonimo e tendente al brutto con tanto di muro scuzzulato, vestiti in maniera dozzinale e con lo sguardo artefatto tipico delle foto prigioniere nei peggiori album matrimoniali. A dimostrazione del fatto che, come se si trattasse di un Savvuccio e una Mery qualsiasi, anche gli omosessuali possono essere torpi come tutti gli altri.

La siracusanizzazione del turista, un fenomeno al di là del bene e del male

Cosa spinge, in un lasso di tempo di poco superiore a dieci minuti, tre tipologie differenti di automobilisti a tentare, in pieno giorno, una pericolosissima manovra controsenso per violare il semaforo rosso della Ztl di via Nizza? Me lo sono chiesto ieri, quando ho assistito a questa scena che si ripeteva con una frequenza che IMG_2240non avrei potuto immaginare. Il primo era un malacarne con una Smart fatiscente (senza assicurazione e senza revisione, ne sono certo). Arriva sparato a Belvedere S. Giacomo (Facci i rispirata), ignora il cartello di obbligo di svolta a sinistra (ma questo lo fanno tutti, è incredibilmente tollerato anche dalla municipale) va deciso a destra e percorre la contromano la curva cieca del lungomare (altezza Hotel Livingstone) come se fosse nel Q3 di qualificazione al Gran Premio di Montecarlo. L’auto che arriva nel senso di marcia corretto è costretta ad inchiodare e accostarsi al marciapiede, perché il malacarne suona il clacson come se non ci fosse domani, urla e gesticola per poi sparire all’orizzonte. La seconda è una coppia di giovani siracusani stereotipati stile tronista: arrivano a Facci i rispirata, lui scende e telefono in mano, si avvia a piedi verso la curva cieca; lei passa al posto di guida, aspetta il segnale di ok, una volta ricevuto, parte facendo fischiare le ruote e passa indenne. La terza è una turista francese sui sessanta, guida una gigantesca Chrysler e ha deciso scientemente di aggirare il semaforo percorrendo in retromarcia l’ormai famosa curva cieca. Si infastidisce perché io la guardo e le sorrido. Le faccio cenni di scherno (con il malacarne mi sarei ben guardato dal farlo), fingo di farle foto con una macchina fotografica immaginaria, le dico: “mento in su, mento in su” oppure “sguardo di tigre, fammi lo sguardo di tigre”. Va nel pallone, non riesce ad andare dritto, fa un casino, le macchine che sopraggiungono suonano e lampeggiano, le urlano che è controsenso e che sta bloccando la strada, lei si imbestialisce, impreca in francese e va via. Dopo pochi minuti ritorna per un nuovo tentativo. Appena mi vede mi ringhia contro, io ribatto con ironici “liberté”, “égalité”, “fraternité”, lei rinuncia, va avanti di qualche metro e parcheggia come se nulla fosse davanti alla fermata della navetta elettrica.

Schermata 2016-06-12 alle 19.06.45Ora, che dei torpi siracusani a digiuno di senso civico si comportino con tale disprezzo delle regole è nelle cose, ma cosa spinge una signora francese a fare quello che probabilmente non si sognerebbe mai di fare a casa sua? Non sarà che la totale mancanza di rispetto per le regole, sedimentata ormai da decenni nelle coscienze di troppi siracusani, stia influenzando repentinamente anche chi viene da fuori? Che nel siracusano sia già avvenuta la nefasta scissione tra la persona e il cittadino capace di rispettare e comprendere il valore del bene comune e delle regole di convivenza? Non occorre dilungarsi sulla cacca del cane, sul parcheggio selvaggio, l’abusivo del terziario avanzato o quello di qualsivoglia tipologia merceologica, il ristoratore senza scrupoli con i tavoli fuori che si moltiplicano come pani e pesci, l’albergatore indignato che occupa abusivamente parcheggi e non versa nemmeno la tassa di soggiorno, lo scontrino fiscale sostituito dal pizzino su foglietto a quadretti, la spazzatura buttata fuori orario, la sigaretta spenta sulla colonna del V Secolo a.C., e tutta quella serie di comportamenti che ogni giorno siamo costretti a subire e che contagiano sempre più persone. I cittadini che sono rimasti immuni dal virus dell’annullamento della coscienza, devono fare valere le proprie ragioni e spronare chi amministra a rieducare le persone alla civiltà e ad intervenire sanzionando chi prevarica le regole. L’alea dell’oggi multo chi parcheggia qui ma domani no, il fato che regola l’ammenda combinata ad un ristoratore e non all’altro seppur nella stessa condizione fuorilegge, non bastano più. Per fare in modo che il boom turistico di questi anni arricchisca economicamente e culturalmente la città, occorre non dimenticare tre concetti fondamentali: regole, controlli, sanzioni. Il resto viene da sé. Nietzsche diceva: “Bisogna avere un caos dentro di sé, per generare una stella danzante”. Ma se la stella si chiama Cetty e danza fino alle due di notte sulle note a volume esasperato di un improponibile piano-bar senza autorizzazione, sul dehor abusivo di una pizzeria sprovvista di certificazione sanitaria e che non fa nemmeno la differenziata, anche Nietzsche si sarebbe ricreduto, perché il passo successivo, è inevitabilmente quello che conduce al di là del bene e del male…

 

Creatività vs Realtà

tavernelloStamattina in macchina ho sentito alla radio uno spot di Tavernello che faceva piò o men così:

lui: ehi! amore, posso offrirti un calice di Tavernello rosè frizzante?

lei: uhm… quanta gentilezza, c’è sotto qualcosa? c’è forse la partita in tv? ah ah ah… (risata innamorata e disposta a perdonare qualsiasi cosa) ok, prendo volentieri un calice di Tavernello Rosè.

Poi una voce “fuori campo” enunciava il claim che francamente non ricordo. Senza entrare nelle scelte strategiche del copy, nelle riunioni, nelle preoccupazione dell’account, nei sogni del cliente… Ma è possibile una cosa del genere? ma nemmeno la famiglia del Mulino Bianco è così falsa!

il dialogo reale sarebbe:

lui: ehi! amore, posso offrirti un calice di Tavernello rosè frizzante?

lei: guarda, forse una Finkbräu in lattina… Ma vaffanculo! Ma ti sembro una punkabbestia? Vediti la partita va… cose da pazzi.

Pagghiazzi luddi

Mio nonno Santo era un uomo buono e rispettoso, mai una parola fuori posto, educato e sorridente, aveva capitan-findusun tono di voce sempre pacato. Gran lavoratore, non gli ho mai sentito dire nemmeno una parolaccia. Inspiegabilmente, si trasformava ogni qualvolta in tv passava lo spot dei bastoncini Findus. Siamo negli anni ’80 e il Capitano di allora era un signore anziano e bonario, con una barba bianca paciosa e un sorriso simpatico. Mio nonno andava su tutte le furie. Si conoscevano? C’erano dei trascorsi? Gli doveva del denaro? Non l’ho mai capito e neanche mia nonna, interrogata, ha saputo mai dare una risposta. Lui, mio nonno, appena il Capitan Findus compariva sullo schermo anticipato dal jingle, cominciava a muoversi infastidito sulla poltrona, seguiva sbuffando la scena e poi, indicando il televisore con la mano e scuotendo la testa diceva: Talìa stu pagghiazzu luddu! Poi si ricomponeva e tornava quello di un attimo prima…

Fenomenologia di Michelangelo Giansiracusa

Ne ho viste cose che voi elettori non potreste immaginarvi: ho visto il sindaco di Ferla potare sterpaglie ai lati di una strada provinciale; l’ho visto intrattenere delegazioni scandinave; l’ho visto, frattazzo in mano, sistemare muri diroccati; l’ho visto mascherato da drago dei Flintstones, condurre una brigata di bambini e danzare per strada al carnevale estivo tipo Rio; l’ho visto raccogliere e trasportare nella sua auto piena fino 12036467_10208272478363097_1193329810197302650_n-2ad esplodere, indumenti per l’emergenza migranti del 2013; l’ho visto correre come un pazzo in stato di trance agitando frasche infuocate dietro una statua di Cristo; l’ho visto commuoversi al mio matrimonio quando firmava il registro; l’ho visto spalare fango dopo la rottura di una tubatura gigantesca e l’ho visto intervenire in Università per parlare del modello Ferla. Ma soprattutto l’ho visto amministrare egregiamente il suo Paese e farlo letteralmente rinascere. Coinvolgere i cittadini, motivarli, farli sentire parte attiva di una comunità. Sarò di parte ma i risultati di Michelangelo e della sua Giunta sono evidentissimi. Con il suo impegno, con la sua idea di politica come servizio alla comunità, con la sua visione nitida di un futuro sostenibile e solidale, in soli 5 anni ha dato vita ad una vera e propria rivoluzione culturale che è sotto gli occhi di tutti e che è diventata esempio da seguire per gli altri amministratori, perché anche in questo clima di antipolitica, l’onestà, la competenza e l’impegno di Michelangelo sono esemplari e mi spingono a credere che niente è perduto.

 

La Top Ten dei commenti su Romanzo Siciliano

Schermata 2016-05-17 alle 18.55.18Romanzo Siciliano ha spaccato palle e opinione pubblica. La fiction Mediaset ambientata a Siracusa divide i cittadini in due fronti agguerriti e pronti a tutto. Attraverso una precisa indagine ermeneutica, Archimete ha selezionato per voi i dieci giudizi più autorevoli espressi dall’intellighenzia aretusea:
  1. Ma sta produzione ca cumminatu? A st’ura sana futtutu ‘n sacco i soddi!!
  1. Ma non era meglio un bel film d’amore? Sempre cose brutte dobbiamo fare in Sicilia?
  1. Calma è solo fiction e non realtà. Non avete visto il parcheggio del tribunale vuoto? A come putissi siri vero…
  1. Montalbano gli spacca il culo!
  1. Io mi sono arriccriato a taliarimi Siracusa, mezza Parigi e mezza Venezia del mediterraneo.
  1. Sti cunnuti hana tagghiatu l’unica scena unni mi vireva iu. Su pagghiazzi a quali professionisti.
  1. Schifio, e spatti avissimu a paiari u canone a Renzi?

          – Viri ca è mediaset no è rai

          – Allora a su cunnutu i Bellusconi?

  1. Sciogliete la Film Commissione per carità!!!
  1. La frittata è fatta… e con questa abbiamo perso tutti turisti delle crociere…
  1. De gustibus delenda est.

…and the Oscar goes to…

Il servizio di Antonio Condorelli sulla riapertura della Marina a Siracusa ha suscitato da un lato il plauso Schermata 2016-05-09 alle 20.38.44degli oppositori all’amministrazione, che hanno visto nell’inaugurazione solo una passerella politica e dall’altro, un coro di critiche da parte di chi questa Giunta la appoggia e considera il servizio lacunoso e confezionato ad hoc per il pubblico a 5stelle di LA7. Nessuno però ha voluto spendere nemmeno una parola per il ruolo di miglior attore non protagonista di Peppe Patti la cui versatilità lo porta ad interpretare magistralmente il ruolo dello skipper impossibilitato all’attracco al minuto 1:05 e quello dell’architetto coscienzioso e incazzato al minuto 1:26, mostrando un estro che, se ancora non si è manifestato del tutto, lancia sprazzi di fulgido talento!!!

C’è un po’ di Igm in ognuno di noi

Non è ancora cambiato niente ma senza IGM mi sento già perso. Quel terrore che ti prende al cospetto di un futuro ignoto. Che ne sarà ad esempio dell’operatore cassonetti-design-roma-cecologico che in 4 anni non ha mai spazzato sotto casa mia? Arriva con l’ape, un moncherino di scopa a mo’ di vessillo fa capolino da un bidone nero posto sul cassone, si fuma una sigaretta appoggiato alla ringhiera del lungomare, la spegne per terra e se ne va via. Chi mi ridarà queste atmosfere uniche? La nuova azienda sarà in grado di mantenere questi standard? Il sindacato potrà fare qualcosa per non far perdere alla città questo know how? E il siracusano? Riuscirà a fare un passo verso la civiltà o continuerà a sporcare le strade, a non raccogliere le cacate del cane, a fottersene della raccolta differenziata e ad abbandonare, come se fosse la cosa più normale del mondo, una cucina componibile accanto al cassonetto? Questi interrogativi mi uccidono perché sotto sotto, dopo tutti questi anni, c’è un po’ di IGM in ognuno di noi…

Scappa appena puoi

I semafori intelligenti oggi hanno dato buca e l’incrocio è in balia dei vigili urbani. Nei loro occhi terrore e rassegnazione.
12534305_1011302298933419_2141819357_nTu non sai guidare ma hai scelto un Suv di 6 metri, indossi bigiotteria vistosa. Parli al telefono ignorando il codice della strada e senso civico. Dal tuo finestrino escono nuvole di fumo denso. Ammiro la tua ignoranza mentre getti dal finestrino un pacchetto di Davidoff Gold.
Proseguiamo affiancati per un po’, io nella corsia corretta tu ovviamente no. Al semaforo del Campo Scuola fai un sorpasso azzardato, ti immetti di prepotenza nell’altra corsia brutalizzando il clacson, bruci il semaforo rosso e scappi via.
Ti ritrovo in corso Gelone, hai parcheggiato di sbieco nello stallo disabili. Manco le quattro frecce hai messo. Fai scendere una bimba deliziosa e insieme vi incamminate verso un negozio di telefonia.
Dolce bimba, lo dico per te, appena puoi, appena ne avrai l’occasione, vattene via, vai a studiare a 1500 km, cerca un lavoro in Scandinavia, scappa, salvati e non tornare più. 

Della leggenda, della targa, della nota e della carta… igienica

Dopo aver ricevuto pressanti richieste di chiarimento da un fake di Facebook per un articolo che mi riguarda apparso sulla prestigiosissima testata online La Nota7, mosso a compassione, intervengo per dare qualche spiegazione. Posso affermare con certezza che no, non sono il portavoce del Sindaco di Siracusa Giancarlo Garozzo. Nessun contratto di nessun tipo mi lega all’amministrazione comunale. Mi dispiace molto non aver potuto accettare l’incarico, ma il mio lavoro attuale costituisce una causa di incompatibilità prevista dalla legge. Sarebbe bastato informarsi negli uffici giusti per ottenere una risposta. Anche una telefonata al sottoscritto (come hanno fatto alcuni colleghi più attenti) avrebbe permesso di evitare di scrivere minchiate, ma verificare le fonti significherebbe fare giornalismo e mi rendo conto che la cosa è vista con sospetto proprio da alcuni giornalisti.

portavoce-colomasiTutta questa vicenda però nasce dal blog di tale Toy Bianca, un signore che ora fa l’addetto stampa al Ministero dell’ambiente (prima era portavoce del Ministro Prestigiacomo alle pari opportunità e poi all’ambiente) e che si firma Strummer ma che del leader dei Clash, non sembra possedere l’attitudine punk, la sana ignoranza dei power chords, i riff sgangherati, le parole smozzicate in una nuvola di fumo e la cassa in quattro. Anzi, ad una lettura attenta, il Toy predilige poeticamente il manicheo, l’equilibrio di detto e non detto, l’alternanza di suono e silenzio, ma non armonicamente come il Bill Evans di Miles Davies o ritmicamente come gli Arcade Fire di Reflektor, ma come i Jalisse o forse, sì, decisamente come Aleandro Baldi.

Lo scritto “satirico” di Strummer, che da questo momento chiameremo per convenzione Toy Baldi, non si limita a sostenere che l’amministrazione nel marzo del 2016 mi ha offerto il posto di portavoce del Sindaco ma, con fiumi di parole (come direbbero i Jalisse), insinua che questo sia avvenuto per evitare una mia azione giudiziaria sull’aggiudicazione della gara per l’ufficio stampa di Rebuilding the Future. Una gara che ho mestamente perso. Insinua altresì che io mi sarei incazzato come una bestia e che avrei minacciato ricorsi al Tar forte delle mie amicizie e dei miei sponsor. Quello che Baldi forse non sa è che io il ricorso al Tar l’ho presentato nell’ottobre del 2015, sei mesi prima dei fatti che racconta. Non ho minacciato nessuno, non ho fatto pressioni o tentato di influenzare qualcuno, mi sono incazzato moltissimo per i criteri della commissione, ne ho discusso con mia moglie che conosce il diritto e ha fatto di tutto per dissuadermi, sono andato da un avvocato amministrativista, l’ho pagato, ho pagato un salatissimo e sproporzionato contributo unificato come se si trattasse di una gara d’appalto per un lotto autostradale, ho depositato i documenti in tribunale, sono in attesa dell’udienza che è stata fissata a maggio 2016 e non ho mai pensato di rinunciarvi.

La verità semplice e cristallina è che non ho potuto accettare il posto di portavoce perché come anche Toy Baldi certamente saprà, la legge 150 del 2000 vieta espressamente a chi ricopre i ruoli di portavoce ed addetto stampa nelle pubbliche amministrazioni di esercitare, per tutta la durata dei relativi incarichi, attività professionali nei settori radiotelevisivo, del giornalismo, della stampa e delle relazioni pubbliche e io la legge la rispetto. Questi sono i fatti. Incontrovertibili e facilmente riscontrabili. Il resto, a cominciare dalla targa con il mio nome che altro non era che un pezzo di carta attaccato precipitosamente prima che la questione venisse definita (quanto ho sperato che fosse la targa del Premio Tiche!) è solo un tentativo di screditare questa amministrazione instillando sospetti e inutili illazioni.

Comunque, per fortuna, alla fine di ogni cosa c’è sempre una nota positiva e in questa vicenda è che da ieri La Nota7 ha un lettore in più, il sottoscritto, e che quindi potrà finalmente cambiare nome in La Nota8…

Cordialità