Le nuove frontiere dell’inquinamento

Il clamore suscitato dalle indagini della magistratura, sommato alle inchieste giornalistiche e ad una nuova presa di coscienza dell’opinione pubblica, ha drasticamente modificato la maniera in cui le multinazionali del petrolio vengono percepite nella nostra zona. Se in passato poteva bastare sponsorizzare un evento patrocinato da Comune, Provincia o Regione, per pulirsi la coscienza e rendere felici quattro manciatari disperati, adesso la situazione è notevolmente peggiorata. Gli esperti della comunicazione dei grandi colossi industriali hanno individuato i nuovi target, gli scenari ed i personaggi su cui ricostruire la credibilità perduta.

Padre Masaniello

Ex sindacalista pentito, prende i voti religiosi con un corso espresso cinque anni in uno. Originario di Bagnoli, Masaniello è stato per anni il sacerdote della Chiesa dei Santi Scianel e Lelluccio dell’Italisider. Fermo sostenitore del progresso industriale a qualsiasi costo, è noto per aver sostituito la mise en place per la celebrazione dell’eucarestia (calice, pisside, patena, ampolle) con oggetti benedetti di plastica dura e ghisa. Acerrimo nemico di Padre Prisutto sin dai tempi del seminario, Masaniello è stato chiamato dai vertici industriali per controbilanciare il clamore mediatico suscitato dall’Arciprete di Augusta, con una campagna che riavvicini i fedeli al polo petrolchimico. Nelle omelie di Masaniello, il paradiso e il riposo eterno al cospetto dell’Altissimo sono l’unico vero premio di una vita terrena consumata tra peccati e malvagità. Vivere in un territorio altamente inquinato è un dono di Dio, un’indulgenza che garantisce una corsia preferenziale al regno dei cieli.

Influencer

È la figura professionale del nuovo millennio, capace di condizionare le masse grazie a un paio di scatti fotografici, a un post su Facebook o un thread su Twitter. Gli industriali hanno puntato su Samhanthah Carnemollah, una sventola di ventidue anni di Partinico, col culo sodissimo, il seno rifatto, tatuaggi alla moda e una licenza di quinta elementare ottenuta alla scuola privata. A lei il compito di occuparsi dei millenials e di obnubilarne le menti. Samhanthah lancia hashtag di tendenza e ama farsi fotografare in costume intero – più piccolo di due taglie – nelle location industriali più disparate: all’uscita del turno notturno dei metalmeccanici, #Afterhour; in spiaggia a Marina di Melilli, #FunnucoNovuIsTheNewDubai; in prospettiva mentre finge di sorreggere una ciminiera sullo sfondo, #LeDimensioniContano #FunnyGirl; al depuratore consortile, #Spa #Relax #Fanghi #Regeneration; mentre sorseggia un drink al bar del benzinaio dell SP 114, #AperitivoENonSolo #ILoveMyLife.

Economista del Popolo

È il Prof. Maria Concetto Atanasio Bombardier, economista assurto alle cronache nazionali per l’invenzione dei Fondi SuperCipe, un corposo stanziamento statale che dovrebbe sovvenzionare un progetto per scoprire che fine abbiano fatto i fondi Cipe. Atanasio Bombardier cita dati a convenienza, mischia metodo empirico e superstizione, confuta teorie macro e microeconomiche e venera il gioco del Burraco. Per lui, il vero acronimo di SIN non è Sito d’Interesse Nazionale ma bensì, Sito Intonso e Naturale. È fermamente convinto che l’inquinamento non esista e che non sia un vero problema ma solamente una macchinazione dei radical chic e dei puppi ambientalisti, abituati a vivere le loro vite dorate, tra le caste e senza conoscere i veri bisogni del popolo. Le sue tesi più importanti sono sviluppato nel volume “Ma quali miasmi, è gelsomino”. Per lui, solo un ricco figlio di papà con la pancia piena può permettersi il lusso di fare lo schizzinoso e scandalizzarsi per un pesce malformato o per l’inquinamento della falda acquifera. Il radical chic non ha la minima idea di quanto valga – in termini di risparmio per una famiglia monoreddito – la possibilità di fare una zuppetta o un fumetto con un pesce a due teste o di dare da mangiare ai figli una patata al piombo, che notoriamente sazia fino a cinque volte in più rispetto a una patata normale.

La controinformazione

Le inchieste giornalistiche hanno rotto i coglioni. Questo in sintesi il risultato di una ricerca di mercato commissionata dal board degli Amministratori Delegati riuniti. Occorre investire in una controinformazione locale, puntuale e senza refusi, che sia capace di rispondere colpo su colpo e ribaltare l’opinione generale che tende ormai ad associare industria ad inquinamento. La drammatica e miserevole condizione economica dei giornalisti della provincia, sottopagati, vilipesi e sfruttati, è terreno fertile per la nascita di due nuove realtà giornalistiche che pagano a cottimo: il quotidiano online “Oro Nero” e il settimanale di approfondimento “Il Pontile”. Entrambe le testate hanno il compito di inoculare nel dibattito pubblico – senza sembrare sfacciatamente schierate pro industria – i germi della controinformazione e di far ricadere tutte le responsabilità sulla pessima qualità dei canister per campionare l’aria e sugli ambientalisti, specialmente se con le ville sul mare.

Le Tragedie Pitacoriche – I Supplici

I Supplici, 463 a.C.

Dopo decenni di pace e prosperità, le mire dei malacarni catanesi si spostano sugli introiti delle strisce blu della zona archeologica di Siracusa. Un esercito imponente di parcheggiatori abusivi accampato alla Playa, viene inviato dal Re di Catania nella città di Archimede, per gestire il racket e scalzare i parcheggiatori abusivi locali. I Siracusani non ci stanno e guidati da Savvuccio, il maggiore di tre fratelli della Mazzarrona, decidono di resistere con tutte le forze all’avanzata catanese: ne scaturisce una guerra spietata e senza esclusione di colpi. Ogni giorno, per ingraziarsi gli dei, i siracusani sacrificano davanti alla statua del Prometeo Incatenato, un cavallo adornato a festa con sbizzero, sassaemayonese, funchetti e ogghiu re pipi. Quando i catanesi si accorgono che nelle vittorie dei siracusani c’è lo zampino divino, manderanno Agatos, il loro eroe più malacarne, a trafugare la statua di Prometeo lasciando i siracusani nello sconforto. Durante la battaglia campale, quando tutto sembra ormai perduto, l’intervento del Deus Ex Machina sarà risolutore: la provvidenziale entrata in scena di una squadra di Vigili Urbani, sovvertirà le sorti dello scontro e porrà le basi per una sacra alleanza tra siracusani e catanesi. Le due compagini di posteggiatori abusivi, adesso unite per volere degli dei, si scaglieranno come un sol uomo contro gli agenti della municipale assediandoli nella vicina Casina Cuti per giorni e sbaragliandoli definitivamente, causandone la ritirata. Savvuccio e Agatos, ormai alleati, negozieranno una tregua e si spartiranno le rispettive zone d’interesse.

25 Aprile

Dalle Carceri di Via Asti, Torino, 22.1.1945 – ore 24. Cara Pierina, amor mio, Domattina all’alba un plotone d’esecuzione della guardia repubblicana fascista metterà fine ai miei giorni. Ciò che voglio dirti in punto di morte, Pierina, è che tu sei stata il mio primo solo ed unico amore, e che se fossi vissuto ti avrei chiesta in isposa e ti avrei fatta felice. In queste ore, le più tragiche della mia vita, tutto il mio passato mi si para d’innanzi come sullo schermo di un film in una visione rapidissima. Tante, moltissime volte, durante questi anni che mi separano dal 30 giungo 1940 ripensai con nostalgia al nostro amore, d’ora, in punto di morte, prima di immolare la mia vita per l’ideale per cui da oltre un anno combattei nelle vallate alpine di questo ferreo Piemonte, sento il bisogno di concentrarmi un po’ per ripensare a te, amore mio. Addio, Pierina, ti auguro tanta felicità e ti auguro soprattutto di ritrovare l’amore senza il quale la vita non è vita. Addio Pierina, addio “addio piccola Piera del mio cuore” (ti ricordi questo è un endecasillabo della poesia che ti dedicai quando ci lasciammo ?). Ricordati sempre di me come l’uomo che mai cessò di amarti di vero amore. Un ultimo bacio tuo Pedro.

Buon 25 aprile a chi la storia l’ha fatta veramente, a chi ci ha creduto e a chi finge che non sia successo niente. Buon 25 aprile a chi la storia la insegna nelle scuole e tiene vivo il ricordo di chi ha sacrificato tutto per la libertà.

Ordinanza “Mondo Parallelo”

Dopo una lunga sperimentazione, finalmente pronto il kit per i residenti di Ortigia: distribuiti i primi 500 visori 3D. Per fronteggiare il crescente malumore dei residenti del centro storico, costretti a vivere a contatto con l’abusivismo più sfacciato, tra sedie di plastica spaiate, musica a palla, olezzo di fritto in olio esausto e mancanza sistematica di controlli, Il Sindaco e l’Amministrazione corrono ai ripari con l’ordinanza “Mondo Parallelo”.

Dopo aver tentato, fallendo, di inserire i residenti ortigiani tra le specie protette al pari dell’Orso bruno Marsicano e della Pernice bianca, finalmente, la svolta: ogni residente sarà dotato di un pratico kit (visori, guanti e auricolari) capace di trasportarlo in un’altra realtà. Con l’Ordinanza “Mondo Parallelo” tutto diventa possibile: passeggiare in un vicolo senza dover spostare tavolini abusivi o accapparsi con i ristoratori improvvisati, ascoltare musica a volume decente e negli orari consentiti, prendere un caffè con Tomaso Montanari, Salvatore Settis e Luciano Canfora o incrociare un vigile urbano stremato dal numero di controlli effettuati, ringraziarlo e scorgerne la fierezza negli occhi.

Con l’ordinanza “Mondo Parallelo” cresce anche l’indotto, grazie alla produzione di essenze e profumi che permettono di godere di un’avventura sensoriale a 360 gradi. Tra le più gettonate: Giardino Fiorito, Zeste d’agrumi, Mare d’inverno, Vim in polvere, Mantola tostata, Stratto e Scollo appena sfornato.

Le Tragedie Pitacoriche – Tekra

Tekra, 422 a.C.

I cittadini di Tivoli vivono assediati nelle rispettive villette per via dell’emergenza sanitaria causata da un bando rifiuti inadeguato. Due fazioni, tra odio e vendette, si contendono l’utilizzo dell’ultimo cassonetto rimasto intatto: i Mirmina antichi discendenti di Achille e i Linguanti, trasferitisi lì dalla lontana via Corinto. Per regolamentare l’utilizzo del cassonetto superstite, le due fazioni decidono di rivolgersi all’Oracolo di Cozzo Pantano. Il responso non da adito a dubbi: il matrimonio tra Concetta, la figlia secondogenita dei Mirminna e Iano, il rampollo dei Linguanti darà vita ad una nuova dinastia che regnerà su Tivoli e metterà pace alla faida del cassonetto. Tutto sembra procedere per il meglio ma Ture, un maniscalco di Canicattini Bagni, follemente innamorato di Concetta, tenterà di sabotare il volere dell’oracolo mettendo in giro la voce che Iano Linguanti non solo è puppo, ma non paga manco la Tari. È la fine. I Linguanti, offesi nell’onore, radunano un esercito pronto a scagliare l’attacco finale. Quando la battaglia sembra inevitabile, le donne delle due fazioni rivali intonano un canto straziante e invocano la dea Tekra che mentendo spudoratamente, preannuncerà l’arrivo risolutore della raccolta porta a porta e dei mastelli personali.

Ci siamo

Ci siamo, anche quest’anno il momento è arrivato, si scorgono all’orizzonte con le Cinquecento e le Citroen a noleggio, hanno le Lonely Planet evidenziate sotto il braccio e gli occhi pieni di meraviglia e stupore. Presto, scongeliamo il pescato di frodo, facciamo rinvenire quella ricotta acida, scomponiamo i cannoli, prepariamo quel chiacco. La stagione turistica è cominciata e Ortigia è un fermento: cultura contro profitto, Luna Park o dormitorio, libertà d’espressione contro libertà d’espressione. Chi farà la prima mossa? Il ristoratore spregiudicato, il musicista integralista, l’Amministrazione imbelle o il residente frustrato? Pitacoricamente spero sempre che qualcuno riesca a mediare tra gli eccessi, ma la disillusione, negli anni, ha spazzato via i miei sogni come un foglio di stagnola soffiato via dal vento nello slargo deserto di un paninaro su ruota.

Blitz all’ippodromo

Siracusa, controlli a sorpresa in quattro scuderie ippiche: sequestrati farmaci, forme di sbizzero, vaschette di ogghiu re pipi e svariati secchielli di sassaemayoness. Analisi di laboratorio verificheranno eventuali anomalie e irregolarità dei condimenti utilizzati. Assocavallo e Confpanini sulle barricate: giustizia ad orologeria che colpisce e danneggia un settore d’eccellenza.

 

Colpo di Scena

“È la sedia che veniva da me!”. Si giustifica così il Dr. Uri Geller, il cittadino coinvolto, suo malgrado, nell’ennesima polemica sull’abbandono dei rifiuti. Secondo quanto appreso dagli agenti della polizia ambientale, Geller, dottore in psicocinesi e telecinesi stava semplicemente svolgendo i suoi esercizi mattutini di recupero oggetti, ignaro della trappola ordita ai suoi danni da un suo acerrimo rivale, il Dott. Licciardello, che lo ha prima fotografato, per poi invertire l’ordine dei fotogrammi e montare mediaticamente il caso. Licciardello adesso rischia una denuncia a piede libero mentre Geller, ritenuto innocente e scagionato da tutte le accuse, ha ricevuto le scuse del Sindaco e un corposo sconto Tari.

 

Verità e Giustizia

Ci risiamo, archiviazione. Incredibilmente è sempre la stessa storia: quando un gruppo di vigliacchi in uniforme uccide un commilitone in una caserma italiana, assistiamo sbalorditi al festival dell’omertà e della reticenza. Non c’è stelletta, non c’è grado, nastrino, onorificenza che valga qualcosa, perché in caserma nessuno parla, mai. Nessuno vede mai niente.

La storia si ripete, tragica nella sua ciclicità. Due ragazzi di Siracusa, due caserme dello Stato, due luoghi sorvegliati e sicuri trasformati in scene del crimine. Onore, disciplina, fedeltà, rispetto sono parole vuote, prive di significato, sostituite da omertà, paura, tradimento e abbandono.

Quando lo stato giudica lo stato, abbiamo troppo spesso assistito a sentenze zoppe, ad archiviazioni, ad omissioni imbarazzanti. Nell’archiviazione al caso Drago, il Giudice parla di “mancata acquisizione dei filmati registrati dalle telecamere di sorveglianza” e di “mancata acquisizione dei tabulati telefonici sulle utenze in uso agli indagati e in particolare ai compagni di camerata”. Credo che peggio di così non si potesse fare. Come possiamo ancora tollerare che qualcuno possa morire, in circostanze spaventose all’interno di presidi dello Stato, nell’indifferenza e nella mancata assunzione di responsabilità?

Le tragiche vicende di Tony Drago e Lele Scieri corrono parallele e raccontano venti anni di ingiustizie, di dolore, di errori grossolani e di promozioni militari. Ce li hanno descritti come ragazzi deboli, problematici, che decidono improvvisamente di suicidarsi nei modi più improbabili, ma noi sappiamo che non è vero, sappiamo che erano ragazzi normali, con la voglia di vivere e che sono stati brutalmente assassinati.

Non dimentichiamoci di questi ragazzi, non abbandoniamo le loro famiglie e i loro amici, non facciamo spegnere i riflettori. Quando tutto sembra perduto, questo è il momento di tirare su la testa, di non arrendersi, di lottare e di farlo con più forza e con più coraggio, perché solo chi tiene duro, solo chi continua ad andare avanti, contro tutto e contro tutti, alla fine riesce a ottenere il diritto alla verità e alla giustizia.