Precisazione Stampa

“Mi trovo costretto a smentire pitacoricamente le dichiarazioni del Dott. Madeddu circa una nostra presunta amicizia, rilasciate nel corso dell’intervista a Gianni Catania all’interno della trasmissione radiofonica Doppio Espresso.”. (Clicca e vedi video). Lo dichiara Archimete Pitacorico, il blog noto per la satira che non fa ridere nessuno, men che meno quelli dell’Asp. “Ho ascoltato con vivo interesse i suoi apprezzamenti e farò tesoro dei suggerimenti, ma in questo modo, paventando una tale amicizia, si rischia di disorientare i cittadini, tanto che mi ha chiamato mia mamma per chiedermi: “Ma davvero sei amico del Dott. Madeddu? Perchè non me l’hai mai detto?” e io le ho dovuto rispondere: “No mamma, ma quale! Non lo conosco, non ci hanno presentati mai, l’avrà detto così… come un modo di dire.”.   

Futura

La scorsa settimana è uscito un mio racconto su Futura del Corriere della Sera. C’è Bologna, una storia d’amore a distanza e c’è Peppere al Mutenye. Sono orgoglioso ed emozionato. Oggi si può leggere online, qui trovate il link al Corriere della Sera  e qui, se il giornale meneghino dovesse chiedervi del denaro, il link per leggerlo a gratis.

Vergognomi assai ma necessito soldi droga.

 

A4

Questo vergognoso e insano andazzo di pubblicare i miei racconti sta sfuggendo di mano e rischia di diventare pericoloso!

Grazie di cuore a Stefano Amato che ha scelto “Tournée” per l’ultimo numero della sua rivista letteraria A4.

Grazie anche a Leonardo Borrelli e Stefano Marino, senza i quali, questa storia non sarebbe stata la stessa.

Qui il link per leggere e scaricare il racconto.

Grazie

Ieri è stato un pomeriggio surreale, scandito dall’evoluzione di una serie di comunicati, notizie e smentite che si sono rincorse e susseguite freneticamente. Il Grande Lebowski, il capolavoro dei fratelli Coen che dà il via a tutta questa vicenda, inizia con una voce fuori campo che introduce la storia a cui lo spettatore assisterà. C’è una veduta dall’alto di Los Angeles e poi un particolare di una strada deserta dove rotola una palla di sterpaglie e una voce fuori campo che dice: “… però posso dirvi una cosa, dopo aver visto Los Angeles e vissuto la storia che sto per raccontarvi, beh, penso d’aver visto quanto di più stupefacente si possa vedere in tutti quegli altri posti e in tutto il mondo. Perciò posso morire con un sorriso, senza la sensazione che il Signore mi abbia fregato.”.

Ecco, la mia storia non è stupefacente come quella del Drugo ma è questa qua: Me ne stavo spaparanzato sul divano, dormicchiando e guardando per l’ennesima volta Il Fuggitivo, con Harrison Ford, quando all’improvviso, rompendo questa quiete sonnolenta, mi è arrivato un messaggio su Whatsapp con una nota stampa che mi accusa di disorientare i cittadini con satira e fake news e che sarei finito dentro un fascicolo posto all’attenzione dell’autorità competente. Non scherzo, sono saltato in aria. Il primo pensiero, istintivo, è stato: sono finito, rovinato, scappo a Dubai, in qualche emirato arabo, affanculo il caldo che manco a Bosco Minniti in pieno agosto, lì ci sono un sacco di latitanti, troverò la mia strada. Poi ho pensato: ma se chiamassi Peppe? Magari sta progettando la sua fuga in barca a vela e vado con lui, ci potremmo rifare una vita a Panama, che so, io mi farei chiamare Ramon e lui Bahiano, potremmo mettere su un commercio di carne di cavallo equo e solidale e di totò neri e bianchi per la festa dei morti, potremmo anche brevettare una sassaemayoness tutta nostra e fare i soldi, costruire un impero come gli Heinz. L’idea era allettante e avevo già messo il costume da bagno e la maglietta da marinaretto con le righine bianche e blu in valigia quando ho incrociato lo sguardo di mia figlia di 5 mesi e i suoi occhioni dolcissimi mi parlavano e dicevano: papà, non andare con Peppe, avà, resta qui con me. Come avrei potuto deluderla? Allora insieme a Donatella abbiamo cominciato a leggere e rileggere il messaggio e ci siamo divisi il lavoro: io mi occupavo dell’analisi semantica e lei di mettere sù un collegio difensivo. Ha cominciato a fare delle telefonate esplorative, ma poi è successa una cosa strabiliante, erano gli avvocati che chiamavano noi, telefonavano direttamente, davano la loro disponibilità incondizionata ad affrontare qualsiasi giudizio, in qualsiasi sede. Nel frattempo ho cominciato a ricevere messaggi e telefonate di solidarietà da parte di colleghi giornalisti, c’era chi rideva a crepapelle, chi era indignato, chi invidioso perchè a suo dire mi sarei arricchito con i risarcimenti. Poi, quando la situazione era ormai sfuggita di mano e mia mamma, collegata su Skype, con le lacrime agli occhi, mi aveva detto: “vai figlio mio, vai e fai valere i tuoi diritti sanciti dalla Costituzione”, verso l’ora di cena, tutto si è sgonfiato come un soufflé venuto male, come una mayoness impazzita. Una nuova nota stampa precisava che c’era stato un misunderstanding e che nessuno aveva intenzione di sporgere denuncia contro Archimete Pitacorico.

Lo ammetto, ho tirato un sospiro di sollievo. In tanti anni non mi ero mai trovato in una situazione simile e quindi la cosa mia aveva agitato per tutto il giorno e avevo la maglietta completamente sudata. Per me è stato come essere sparato in un’altra dimensione dove era possibile considerare il post di un blog satirico una fake news; dove l’immagine tratta da un frame de Il grande Lebowski con Jeff Bridges e John Goodman che mostrano al giovane Larry e alla domestica Pilar, il compito in classe di sociologia, ritrovato nella macchina rubata di Drugo, potesse essere scambiata per una foto di Patti e del suo avvocato; dove occorreva precisare che non esiste nessuna circolare che vieta al personale ospedaliero di curare tutti gli uomini che si chiamano Patti fino al 2021. 

Comunque, tutte le esperienze lasciano qualcosa di buono e questa mi ha lasciato la consapevolezza di poter contare su  tanti colleghi, su Assostampa che si è subito mossa con una nota di solidarietà ed a cui adesso, a scanso di malafiure bestiali, dovrò iscrivermi per forza e soprattutto su tutti voi che leggete questo blog e che mi avete innondato di solidarietà, di stima, di spontanei “Je suis Archimete Pitacorico” e di tanto, tantissimo affetto.

Grazie, non lo dimenticherò… vergognomi assai ma necessito soldi droga.

Vostro, Archimete Pitacorico

 

Un po’ di Rassegna Stampa in aggiornamento:

Siracusanews

La Civetta

Strummerleaks

Siracusapost

Siracusatimes

Libertà

Error404.online – Contro ogni Censura

La Sicilia

 

 

L’arrocco

Leggendo certi commenti alla notizia delle minacce di morte ricevute dal Sindaco di Siracusa, mi prende sempre un senso di sconforto e di sfiducia e anche se lo so già, ogni volta ci ricasco e vado a vedere i profili degli autori di questi commenti e ogni volta, giurò, si tratta sempre di papà amorevoli, mamme a tempo pieno e amanti degli animali. 

Nel caso specifico, la violenza più greve, gli insulti sessisti, l’odio profondo e scomposto era concentrato nei commenti di alcune donne, mamme e cristiane. Ecco, io mi auguro che qualcuno dei loro figli riesca ad andarsene via: lasciare la città, il quartiere e la famiglia, fare esperienze altrove, allargare la mente, magari a Milano, a Berlino, a Oslo, a Singapore o in culo al mondo, ovunque possano entrare in contatto con un altra realtà e immergersi nella profonda bellezza della diversità e della moltitudine. La vita non è quella confinata tra la discarica abusiva davanti al portone e la carcassa dello scooter rubato, c’è molto altro e tutti dovrebbero avere il diritto di andarlo a scoprire. Spero che alcuni di loro abbiano la forza di imporsi e facciano tutti i sacrifici per continuare a studiare, perchè se lo meritano, perché sono bravi e spero che gli altri riescano a trovare un lavoro dignitoso e gratificante e capiscano, una volta per tutte, cosa siano i diritti e i doveri di un cittadino.

Le colpe non sono certo dei loro genitori o forse, lo sono solo in parte, la verità è che c’è una società che non funziona più e uno Stato che ha ghettizzato come reietti i figli degli ultimi in scuole di quarto livello abbandonate a se stesse. Ci sono insegnanti che hanno gettato la spugna ma anche offerte formative di tutto rispetto che vengono snobbate dai genitori delle “famiglie per bene” perché loro, lì, in quella scuola, in mezzo a quelle persone, i loro bambini non glieli iscriveranno mai e forse sbagliano o forse no ed io per primo, gliela iscriverei mia figlia? Non lo so, davvero e siamo sempre punto e accapo e il sole sorge ogni giorno e il degrado si somma al degrado e l’ignoranza, la disoccupazione, il lavoro in nero, la prostituzione minorile, lo spaccio della coca, l’arrocco, il sospetto, il ghetto e la violenza, che come sempre, genera altra violenza.

 

Prosegue la querelle Patti vs ASP

Peppe Patti e il suo avvocato mostrano all’inviato di Teletris la presunta circolare dell’ASP che per ripicca, vieterebbe al personale medico e paramedico di tutte le strutture sanitarie della provincia, la somministrazione di qualsiasi tipo di cura agli uomini di cognome Patti fino al 2021!

Arriva il super manager Villadoro

Nominato il super consulente Alvise Villadoro. Ex portantino assenteista, Villadoro è stato per anni l’autista di influenti personaggi politici e malavitosi, scampato all’arresto un paio di volte, si è reinventato sciamano e guaritore su Tele Navajo, una tv locale di sua proprietà. Villadoro, sostenitore di tarocchi e mavarìe, in qualità di nuovo Medical Chief Covid-19 Team and Tech Administrator for Business, Health, porterà avanti una rivoluzione sanitaria senza precedenti. “Punteremo sulla medicina alternativa e sulla magia degli indiani d’America – ha dichiarato – non c’è malattia che non possa essere sconfitta con un amuleto o una pozione. Con me la superstizione prenderà il posto di scienza e ragione”.

Due anni insieme

Assopanini, Confcavallo, Comune di Siracusa e Noi Albergatori celebrano il secondo anniversario dell’istallazione di “Cavallo Corinzio e Sbizzero”, la scultura entrata nel cuore di tutti i siracusani. Per la critica, l’opera, la cui poetica mette in relazione cultura e sviluppo economico, vuole simbolicamente rappresentare il trait d’union tra mito e sassaemayoness.

Pasquetta

Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi: ho visto file di auto incolonnate ai bastioni di Cassibile e le teglie di pasta al forno e di scacciate con gli aiti trasportate alla Fanusa, ho visto lapilli di fuoco provenire da braci poderose e il fumo denso e pungente della diavolina affumicare le ombrose verande del Plemmirio. Ho visto sasizza sputtusata con la forchetta, i pipi ammuddicati e le mulininciane con la mentuccia balenare sulle tavole di Tivoli. Ho visto divorare cannoli di ricotta e intere guantiere di dolci con tanta foga da non risparmiare nemmeno i diplomatici; ho visto caffettiere da 32 tazze sul fuoco e stormi di colombe volare dentro stomaci di ferro. Ho visto litri di vino e cicchetti di amaro e di limoncello stordire gli uomini più vigorosi mentre le donne, stoiche, facevano la cucina. Ho visto lo zio Cammelo, 67 anni, 1 metro e 52 per 124 kg, alzarsi felino dalla sdraio, riceve in bagher, triangolare e schiacciare vincente alla partita di volley sul prato. E tutti questi momenti andranno perduti nel tempo come un foglio di stagnola trasportato dal vento in un parcheggio desolato di paninaro su ruota. È tempo di Coronavirus.