Il semaforo del Campo Scuola

C’è un semaforo che mi provoca uno stato di apprensione e turbamento, è quello alla fine di viale Teracati angolo Campo scuola. La corsia di destra – direzione corso Gelone – è caratterizzata da code e rallentamenti continui; quella di sinistra – con svolta su viale Teocrito – è notoriamente più agevole. In realtà il semaforo non c’entra niente, quello si limita a fare scattare prima il verde per Corso Gelone e dopo un po’ quello per girare su Teocrito. Il caos nasce dal fatto che in quel tratto di strada confluiscono i flussi di arterie molto trafficate, ma soprattutto perché i siracusani ritengono il concetto di corsia un capriccio del codice della strada, un vezzo inutile, una cammurria che complica la marcia risoluta e volitiva dell’automobilista aretuseo verso il suo traguardo, qualunque esso sia: Gratta e Vinci, sigarette, posto di lavoro, pizza al taglio, bambini da prendere a scuola o da portare al “caccio”, non fa differenza. Alla guida può esserci un imprenditore pieno di debiti con un Suv da 90mila euro nuovo di zecca, un nanno con la Panda, delle suore scatenate, una lapa carica di frutta e verdura o una famiglia di cingalesi su una Matiz. Quella del salto della corsia al semaforo del Campo Scuola è un’infrazione eterogenea e democratica, è commessa e subita da tutti, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni sociali.

Quanti Gran Premi del Campo Scuola avrò disputato in questi anni? Non lo so, ho perso il conto. Le manovre di avvicinamento a quel semaforo ricordano le partenze lanciate del campionato Nascar, con le auto che si aprono a raggiera in attesa di trovare il pertugio giusto, il momento esatto per affondare sull’acceleratore, scartare sulla destra e bruciare quel verde. In quel tratto di strada può succedere di tutto e bisogna essere pronti a tutto: soprusi, sfuriate, cambi improvvisi di direzione, brusche frenate, occhi fissi sul retrovisore, imprecazioni, maledizioni, centimetri persi e guadagnati, una guerra di logoramento, come sul Piave.

Quando non gareggio, mi piace osservare le espressioni e i volti delle persone alla guida. Il bagliore geniale negli occhi di chi si finge distratto, rallenta quel tanto che basta per farti credere che non ha intenzione di superarti e un attimo dopo è già tre auto davanti a te; i denti serrati di chi ha deciso che qualsiasi cosa succeda lì, in quel momento, “No pasarán”; l’ingenuità dell’uomo di mezz’età che agevola la manovra della signora piacente con la Clio che si rivelerà una spietata testa di ponte per l’invasione totale della corsia da parte di un esercito di scalmanati; il terrore vivido nello sguardo del turista con l’auto a noleggio abituato a guidare a Baden Baden.

Poi succede che gli astri si allineano e il fato posa la sua mano su di me. Sono diretto in corso Gelone ma sto percorrendo la corsia per svoltare in viale Teocrito. Sono a disagio, non mi piace farlo, è stato il flusso del traffico a costringermi sulla corsia sbagliata. I miei nervi sono a fior di pelle, i miei occhi scansionano distanze, il cervello processa tempi e telemetrie virtuali. Normalmente scalerei una marcia in attesa di trovare il varco per inserirmi nella corsia corretta, ma stavolta non serve, l’auto scorre placida come in una parata trionfale, la corsia sinistra davanti a me è vuota e mi ritrovo fermo, con il semaforo rosso, in pole position. È una sensazione indescrivibile di benessere, appagamento e rivalsa.

Uno con la Peugeot incolonnato sulla destra ha intuito ciò che sta accadendo, ha grande esperienza, conosce le dinamiche di quel tratto di strada, quindi scarta sulla sinistra e si piazza dietro di me. Ha osservato la mia andatura e ha scommesso che non aspetterò il verde per svoltare su Teocrito ma che mi dirigerò direttamente su corso Gelone.

Mi sono rilassato e ho cominciato a pensare che avrei potuto scrivere di questo tratto di strada, del suo semaforo e della guerra psicologica che ogni giorno combattono migliaia di siracusani ma non ho avuto il tempo, il suono atroce del clacson della Peugeot mi ha ridestato. Ho ingranato la marcia e sono partito. Al via avrò perso tre o quattro posizioni, dopo un po’ quello con la Peugeot mi ha affiancato, mi ha guardato con disprezzo e mi ha detto: “mpare, se non te la firi statti a casa”. Poi è sparito zigzagando per Corso Gelone.

 

Compito in Classe

Italia come Salvini: scuote le coscienze dell’opinione pubblica il tema che un giovane alunno siracusano ha dedicato al primo cittadino.

Venerdì 9 novembre

“Un coppo di culo picchì me la stava caliando”

Aieri matina vinni a scola u sintaco, una persona che o sempre voluto incontrare. U visti na vota sula, caminava ca bicicletta e Cammelo, me cucino, ci vuleva tirare na gran pallunata. Iu ci rissi, statti femmu, è il mio itolo. Il Sintaco Italia è un picciotto iautu, bello e gentile: dopo Cristiano Ronaddo e Erri Potte, è u megghiu. Mi ho messo seduto a sentire che diceva e ad aspettare di fare un seffi. Dopu vinti minuti ancora parrava e iu mi stava scassannu a minchia, poi ha dittu: avanti, facemuni sti fotografie. Allora tutti i picciotti sana susutu e sana misu ravanti. Il mio cuore si e riempito di gioia quanto il Sintaco ha detto: prima facemu chiddi abbuddati. Allora ci luvai u telefono a Rizzo ra tezza B ca è n’testimichia e insieme a Cammelo e a ma niputi Debborah che è a prima media, ni ficimu a foto col Sintaco. Non ci potevo cretere! A comè ca Cammelo ci fici u crigno?

 

La Cultura in città

Siracusa, nell’ambito dei festeggiamenti per la Settimana della Consapevolezza Giovanile, occhi puntati sulla seconda edizione del convegno internazionale “SUCHA, espedienti semantici per un declino della lingua italiana”. Una tre giorni di riflessione e aberrazioni linguistiche senza precedenti. 

Differenziando

Nel mio palazzo siamo in due e il 50% conferisce regolarmente differenziando i rifiuti. Il restante 50%, intervistato sull’argomento ha dichiarato: “spacchiu m’antaressa a mia! Prima m’avissiru a beneri a ciccari, poi m’avissiru a truvare, poi m’avissiru mannari a bulletta e poi mi fan u condono e m’annacanu”.

 

Mattarella a Siracusa: il programma ufficiale

9:00 – Arrivo in pullman parcheggio Molo s. Antonio.

9:30 – Colazione bar piazza Archimede (granita max due gusti + brioscia o manuzza)

10:00 – Isisc, Commemorazione Cherif Bassiouni.

11:00 – Trasferimento alla Fanusa con bus Ast riservato, bagno spiaggetta libera e giuria gara di tuffi a bomba da scoglio basso.

13:00 – Pranzo a sacco presso Samoa, Arenella (Panino cotoletta, caponata, vino rosso e gazzosa).

15:00 – Tour barca Area Marina Protetta e grotte, caffè e incontro con Fondazione Pescatori di Frodo.

16:00 – Visita Parco Robinson e conferenza stampa casa del Popolo Gianni Agnelli.

16:30 – Sgambata su bici pedalata assistita con Sindaco Italia e Giunta.

17:30 – Merenda Bar Drago monumento ai caduti (a scelta: sfoglia prosciutto e formaggio o cipollina o gelato Cooky Snack).

18:00 – Ortea Palace, incontro rappresentanti Confcavallo, Assopanino e PAR (Posteggiatori abusivi riuniti).

18:30 – Visita S. Lucia e mini tour su Carrozza Senato dentro cortile Vermexio. 

19:00 – Aperitivo alla Marina, djset e colloquio Ortigia Sostenibile.

19:55 – Foto con Vinciullo.

20:00 – Urban Safari, un pericoloso quanto suggestivo giro in auto tra le bellezze naturali e l’abusivismo incontaminato di Ortigia, alla ricerca degli ultimi esemplari di Vigile Urbano.

21:00 – Giro pizza piazza Duomo + porzione patatine e bibita.

23:00 – Dopocena, drink e saluti al bar Maniace con deputazione nazionale e regionale.

1:00 – Cavallo, Sbizzero e Sassaemayoness.

1:30 – Ritorno in pullman a Roma + colazione area servizio Sala Consilina.

Sinergie x l’ambiente

Il progetto Urban Waste sulla corretta gestione dell’olio esausto trova una importante sponda istituzionale nel Consorzio pescatori di frodo Piazza delle Poste che si farà carico del corretto smaltimento degli oli e offrirà a tutti i partecipanti all’incontro di oggi, una fritturina di paranza e la t-shirt con il claim “Waste oil & Camperetti”.