Come Turiddo

Ci sono degli argomenti che non riesco proprio a capire, non mi appassionano, non stimolano in me alcuna curiosità, più mi sforzo di capirli più mi sembrano grigi, insulsi, freddi, respingenti e preferisco non sapere, preferisco vivere in un limbo di ignoranza. Mi capita con tutto quello che riguarda le tasse: Tari, Imu, Irpef, avvisi e sanzioni. Donatella fa di tutto per spiegarmi, mi dice che sono cose semplici, che basta concentrarsi ed io all’inizio ci provo, ci provo con tutto me stesso, ma poi, regolarmente, dopo un’ora di spiegazioni ed esempi pratici, alla più semplice delle domande, io frano, miseramente e ogni volta mi sento come doveva sentirsi il fattorino Turiddo.

Siamo nei primi anni del 1900 e la mia bisnonna Concettina, ama trascorrere le sue giornate nella farmacia del padre: serve al banco, è una ragazza moto intelligente e conosce tutti i farmaci e le posologie a memoria. Nonostante la sua sia una famiglia piuttosto liberale, Concettina, a differenza di suo fratello, non avrà la possibilità di studiare per diventare farmacista. Un giorno, decise che avrebbe aiutato Turiddo – il fattorino tuttofare – a prendere il diploma di terza elementare o quanto meno, ad avere una istruzione di base che gli permettesse di leggere i nomi sui pacchetti e consegnarli a domicilio senza fare confusione.

Concettina cominciò ad insegnargli lettere, sillabe e dittonghi e dopo aver studiato tutto l’alfabeto, munita di immagini di animali con i nomi stampati, chiedeva al fattorino di indovinare il nome dell’esemplare rappresentato su ogni cartolina.

“Allora, questo che animale è?” diceva rivolta a Turiddo. “Un gatto” rispondeva sicuro quello. 

“Bravo Turiddo, un gatto. Vedi qui? C’è scritto: G A doppia T O. Gat-to, hai capito?”. 

“Si signorina Concettina”.

“Questo invece?”.

“Un lupo”.

“Giusto, è un lupo. Quindi: L U P O, lu-po. Ci siamo?”. 

“Sì!” diceva Turiddo, sempre meno convinto. 

“Ora – gli faceva Concettina – proviamo senza le immagini, concentrati. Allora: G A doppia T O…”.

“Lu-po”, rispondeva Turiddo con la fronte perlata di sudore. 

Gelati

– Preco?

– Buongiorno, volevo una vaschetta da mezzo chilo, per favore.

– Cetto, che gusti?

– Metta: pistacchio, caffè e fior di latte, grazie.

– Voli macari quacche ostia?

– Scusi… non ho capito…

– Quacche cono… i cialte!

– Ah! Sì, grazie… 4.

– Puttroppo è venuto 800 grammi chi fazzu?

– MInchia!

– Avanti, ca c’è a crisi ro Coronavirus…

– Sì, appunto, anche per me però… 

– Ci rialu i cialte e poi, u gelatu ca facemu nuautri è u megghiu i tutta Sarausa… tutto attigginale, chilometro zero, incretinenti scetti uno a uno.

– Lo so, però ogni volta con sta storia del peso… va be’, lasci.

– Sono 18 euri.

– Ecco a lei.

– E qua ci sono i due euri di resto.

– Bene, mi fa lo scontrino per favore?

– …

– Non mi guardi così, è una richiesta legittima.

– Ce lo faccio solo perchè è lei.

– La ringrazio!

– Arrivedecci.

– Aspetti un secondo, mi scusi, mi toglie una curiosità?

– MI tica…

– Ma come fa a farci entrare 800 grammi di gelato in una vaschetta da 500?

– Comu fazzu? Ca niente, ca uso quella da 750…

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Maturità 2020 – le tracce a Siracusa

– Il tabasco minaccia l’idillio tra sassa e mayonese? Il candidato sviluppi il relativo argomento in forma di «saggio breve» o di «articolo di giornale», utilizzando, in tutto o in parte, e nei modi che ritiene opportuni, i documenti e i dati forniti da Nuccio e dal Panino di Notte.

Il nuovo Ospedale. Il candidato ripercorra le tappe dell’epopea dell’infrastruttura siracusana, individuando le similitudini con la tradizione del poema epico letterario con riferimento alla Chanson de Roland e all’Orlando Furioso che presentano azioni inverosimili, avventure fantastiche e disvalori dell’agire umano.

Peppe Patti: martire o provocatore? Illustra i tuoi giudizi con riferimenti alle tue conoscenze, alle tue letture, alla tua esperienza personale e scrivi un testo in cui tesi e argomenti siano organizzati in un discorso coerente e coeso. 

– “Sento parlare Gennuso alla radio: ed è subito sera”. Il candidato si soffermi sugli aspetti linguistico lessicali della poesia e analizzi la visione del mondo, espressa nel testo ermetico pitacorico.

Cipollina o Carne di Cavallo? Il rapporto Sbizzer, indice economico eccellenze siracusane, mostra la curva di crescita della carne di cavallo surclassare quella della rosticceria tradizionale. Per alcuni analisti, il dato della carne di cavallo, incrociato con il consumo dei condimenti, in particolare ogghiurepipi, funchetti e sassaemayoness,  getterebbe le basi per un new deal enogastronomico. Il candidato esprima il suo pensiero sulla crescita esponenziale del CIN (cavallo interno lordo) alla luce dell’esperienza personale.

Che Soddisfazione

13 agosto 1999, Emanuele Scieri viene assassinato dentro la caserma Gamerra di Pisa, al rientro dalla libera uscita. È il suo primo giorno in quella caserma, è arrivato dal CAR di Firenze da poche ore. Al contrappello serale risulta assente, i suoi compagni di corso che hanno passato la serata con lui in piazza dei Miracoli, fanno presente che Emanuele è rientrato in caserma. Nessuno lo cercherà mai. Sul registro scriveranno: mancato rientro, ma è solo la prima di tante menzogne e superficialità. Giorni dopo, una recluta viene mandata da un superiore a pulire una discarica con una scopa. Una strana coincidenza. Lì, sotto la torre di asciugatura dei paracadute, dove sono accatastati, tavoli, sedie e materiale di risulta, la recluta troverà il cadavere di Emanuele in stato di decomposizione, è il 16 agosto del 1999, sono passati tre giorni, tre giorni tra i più vergognosi della storia delle forze armate di questo Paese. Ci sono voluti ventuno anni per squarciare un muro di omertà e di silenzi e la storia non è ancora finita. Ieri, finalmente, la Procura di Pisa ha chiuso le sue indagini e gli indagati per l’omicidio di Emanuele Scieri salgono a cinque. Ci sono i caporali Panella, Zabarra e Antico, c’è il generale Celentano, quello dello Zibaldone, quello che improvvisamente, a ferragosto del 1999, decide di partire nel cuore della notte da Livorno, dove era di stanza, per fare un’ispezione a sorpresa alla Gamerra. Un’ispezione sui generis, fatta senza mai scendere dall’auto e passando a pochi metri dal cadavere di Emanuele. L’ultimo indagato è il tenente Ramondia che secondo la Procura di Pisa, appena viene scoperto il corpo senza vita di Emanuele, prende il telefono è chiama a Roma il caporale Panella, che nel frattempo era stato mandato in licenza. Cosa si saranno detti? Non lo sappiamo ancora, abbiamo solo i tabulati. Queste sono solo richieste di rinvio a giudizio e per scrivere la parola fine a questa terribile vicenda passeranno ancora degli anni, ma, per la procura di Pisa però una cosa è evidente: non si trattò solamente di un colpo di testa di un singolo o di tre caporali esaltati e violenti, ma ci fu la copertura da parte dei vertici militari.

Le conclusioni della Procura di Pisa sono sbalorditive per due ragioni: la prima perché vengono individuate, per la prima volta, delle responsabilità da parte dei vertici militari, cosa che la Procura militare non fa; la seconda è che lo sapevamo, lo sapevamo da sempre, lo avevamo capito subito, ma prima ci dissero suicidio, malore, depressione, incidente e poi il caso venne archiviato. C’è voluta tutta la forza di volontà, il coraggio e l’amore di Isabella Guarino e di Francesco, la mamma e il fratello di Emanuele e naturalmente di Corrado Scieri, il padre, morto nel 2011; c’è voluta la testardaggine degli amici di “Verità e Giustizia” e la caparbietà, la professionalità e il grande senso delle istituzioni di Sofia Amoddio che nella scorsa legislatura, contro tutto e contro tutti, ha sfidato la Difesa, ha ottenuto quello che per vent’anni era stato negato: l’apertura di una commissione parlamentare d’inchiesta (voto contrario di Lega e Fratelli d’Italia), ha riaperto i fascicoli, li ha studiati, ha riportato a galla le incongruenze, le magagne nelle indagini e le scabrose omissioni. Quel lavoro certosino e meticoloso è stato consegnato alla Procura di Pisa e ha permesso al Procuratore di riaprire le indagini.

Quello che presumibilmente è successo quella notte di agosto 1999 era già ipotizzato nella relazione finale della Commissione Parlamentare, in quelle pagine c’è un affresco vivido e terribile di cosa era e come veniva gestita la Caserma Gamerra in quegli anni. Oggi sappiamo quello che quello che è successo ad Emanuele poteva accadere a chiunque altro perché nel presidio dello Stato, nella caserma di eccellenza di uno dei corpi militari più blasonati dell’esercito italiano onore e disciplina avevano ben altri significati.

Ieri, quando ho appreso la notizia, ho esultato e poi ho mandato un messaggio a Sofia. Non ci sentiamo mai, o comunque molto raramente, lei è tornata a fare l’avvocato e io scrivo per altri, poca politica, molto web. Qualche anno fa quando lei era la Presidente della Commissione Parlamentare d’inchiesta sulla morte di Emanuele Scieri, io ero il suo assistente parlamentare e il capo ufficio stampa della Commissione. Così, ho ripensato alle ore passate a rileggere verbali, a sottolineare, a cercare contraddizioni, riferimenti, omissioni nei brogliacci delle audizioni. Al tempo dedicato per riaccendere i riflettori e riportare il caso all’attenzione dei media nazionali, alle ipotesi, alle intuizioni, alle certezze crollate, alle incazzature e alle delusioni cocenti. A un certo punto, per la solita crisi di Governo, si profilò lo scioglimento anticipato delle Camere, significava buttare il lavoro di due anni e restare con niente in mano. Fu una corsa contro il tempo, una fatica immane, io ho fatto poco, solo il mio, però, a ripensarci oggi… che soddisfazione.  

Progetti per il futuro

– Senti a me: ti devi fare i cosso della ricostruzione delle unchie. L’ha fatto Rosinella e mischina, sta riprentento a travagghiari, ci trasunu 4 soddi.

– Mamma, non mi piace farici l’unchie alle pessone, allora fazzu a parrucchiera ni Robbetta. 

– Sì, ca stana pighiannu a tia. Chidda Robbetta sa luvatu macari a racazza ca ci faceva i sciampi…

– Mii, ma che devo fare allora?

– Senti alla mamma, fatti i cosso pelle unchie e accuminci piano piano no palazzo.

– Ma come no palazzo! Senza necozio?

– Pii, signuri! Giovanni, ci vo riri macari tu? 

– Ma gioia mia a papà, prima ri pinsare o necozio, insigniti bonu u misteri… e poi viremu.

– Però a me fare le unchie non mi piace propria. Come ve lo devo dire?

– Ma insomma ma allora si po sapiri chi bo fari?

– Non lo so… fosse… la maestra di yoca.

È di nuovo Italiamania

A nemmeno 24 ore dalla sentenza del CGA che conferma la vittoria di Francesco Italia, tornano in commercio le action figure del Sindaco di Siracusa.  Sei modelli riprodotti in ogni minimo dettaglio e dedicati a tutti i fan, dai più grandi ai più piccini.

Italia Green, con bicicletta e abito biodegradabile;

Italia Pizzuto, etereo e imbronciato;

Italia Emergenza Covid, con tuta protettiva e mascherina chirurgica;

Italia Young Pope, fasciato in una veste di seta bianca, damasco rosso ed ermellino;

Italia Cicisbeo, impreziosito da una miriade di accessori pregiati;

Italia Teddy Boy con giubbetto di pelle e sneakers ai piedi.

Occasionissima

Vendo kit composto da scheta ballerina elezioni Comunali 2018, timbro vitimatore e matita copiativa per sbarrare il simpolo! Vergognomi assai ma necessito soldi droca.

9000

Il fatto è che molti dicono: “no, io scrivo solo per me, per il gusto di scrivere…”, certo, anche io scrivo per il gusto di scrivere, ma mi piace pure che gli altri mi leggano e più siete, più sono sbalordito e soddisfatto. Grazie, davvero, i 9000 like sulla pagina di Archimete Pitacorico e le 100.000 visualizzazioni sul sito sono due traguardi inaspettati e gratificanti. Tutto ciò, manco a dirlo, non può che essere legato al senso di smarrimento e alla profonda crisi della società contemporanea, ma tant’è… quindi, come da tradizione, per ringraziarvi dell’affetto e della perseveranza che dimostrate, invierò a ciascuno di voi il kit pitacorico “Speciale Fase 2” che contiene:

– Mascherina mono elastico da agganciare esclusivamente all’orecchio;

– Dispenser ogghiurepipi disinfettante da parete;

 – Verga di mogano per garantire distanziamento sociale;

– Corredo fuochi artificio illegali;

 – Voucher cena romantica da incrasciato;

– Kit falsificazione pass Ztl Ortigia;

– Brick latte di mandorla scaduto;

– Frammento commemorativo Ponte Calafatari;

– Olio su Tela tipo “Giudizio Universale” con Dio proteso a sfiorare con un dito la mano di Vinciullo;

– Magnete frigo Parcheggio Talete;

– Funchetto porta fortuna.

Vergognomi assai ma necessito soldi droga.

 

La Fuga

Quadro di Caravaggio tenta la fuga, bloccato. Dopo ore di spasmodiche ricerche “Il seppellimento di Santa Lucia” è stato fermato all’aeroporto Fontanarossa di Catania, in tasca, un biglietto di sola andata per L’Ermitage. Ai microfoni dei cronisti accorsi ha dichiarato: “Sono tutti dei cialtroni, lasciatemi andare all’estero, vi scongiuro!“. Il dipinto – in questi giorni al centro di polemiche per il trasferimento al MART di Rovereto – è stato ricondotto in città contro la sua volontà ed esposto, come di regola, totalmente a muzzo.