Salvini in città – La pratica guida per i Siracusani

Le edizioni Pitacoriche presentano: “Il manuale del leghista di governo” la pratica guida per il siracusano senza arte né parte. Un testo semplice e puntuale per apprendere l’ABC leghista in poche piccole mosse e mostrarsi subito pronto a mendicare un posto di sottogoverno, una benedizione, un’indulgenza, una manciata di rubli. All’interno, una ricca sezione dedicata alle esercitazioni e un customer service h24.

Inizia la tua scalata nel partito, stupisci tutti ordinando una granita di mandorla con un unico rutto. Chiedi sempre il salame
milano nella pasta alla Norma.

Scopiazza qualche slogan altrui e fallo tuo: “Bus navetta solo per i siracusani”; “Parcheggi gratis per le famiglie tradizionali, no puppi e coppie di fatto”; “Padroni in casa nostra” anche se non paghi l’affitto da mesi.

Parole poche, fatti concreti: se dovessi incappare in una discussione più articolata, mostra il dito medio e fai presente che ce l’hai duro.

Trasmetti agli altri la paura per il diverso, odia i neri e guarda con sospetto tutti quelli con la pelle più scura della tua, anche se si chiamano Spinoccia, Prazio, Miraglia e Mangiafico.

Mostrati sostenitore orgoglioso dell’uscita dall’Euro e della Flat Tax anche se il tuo unico introito è la pensione di mamma.

Utilizza sempre l’articolo prima di qualsiasi nome proprio: il Turuzzola Concettinail Pippo, ma anche Il Frittittalo Scapellatoil Cugno.

Il momento è propizio, diventa leghista, non avere timori: la matrice cristiana della tua cultura leghista non ti costringerà ad imparare il latino.

Ai primi cento in regalo la medaglietta placcata oro del Dio Po e un selfie con un dirigente provinciale!

 

Proverbio Siracusano

Ogni giorno un politico siracusano annuncerà alla stampa finanziamenti per la scuola di via Calatabiano e per il parcheggio di via Mazzanti. Ogni giorno un cittadino siracusano aprirà il giornale e leggerà per l’ennesima volta ste minchiate. Non importa che tu sia politico o cittadino, tanto nessuno lo sa dove minchia sono via Calatabiano e via Mazzanti.

Rivoluzione Rifiuti

Siracusa, nuovo capitolato rifiuti: il servizio sarà affidato direttamente al personale del Tar di Catania. In questo modo il Comune conta di risparmiare ogni anno oltre 5 milioni di euro in beghe legali. Le novità più consistenti sono il contributo unificato obbligatorio per smaltire i grandi ingombranti e la possibilità di assegnarsi corposi sconti Tari certificando il proprio PaP via Pec. Contrade Marine: debuttano le chiatte porta a porta ed i CCR subacquei. Lotta all’evasione, tolleranza zero contro i furbetti della Tari: al via giaculatorie, rosari e preghiere collettive al Santuario della Madonna delle Lacrime. Soluzione Tivoli: la frazione ceduta al Comune di Canicattini in cambio di 8 infissi di alluminio anodizzato dorato da donare all’Urega in segno di buon auspicio…

Villette

– Ma unni siti pi ferracosto?

– MInchia! Mancano 15 giorni… ma non è un po’ prematuro?

– Nuauttri iemu ni me cugnatu na villetta a Fanusa.

– Scampagnata?

– Accattammu a sasizza a Buscemi, pasta o funnu, u muluni, a totta gelato… I soliti cosi. Manciamu e ni cuccamu docu. Vi arricampate?

– Ma nom lo so… L’idea del traffico infernale, del caldo appiccicoso…

– Viri ca ni me cugnatu a Fanusa, a sira c’è friscu e dormiamo co linzolo…

Disilluso

C’è stato un periodo in cui pensavo di vivere in una città cosmopolita. Girare tra i vicoli di Ortigia e incrociare turisti di tutte le nazionalità mi faceva sentire al centro del mondo e mi dava la possibilità di interagire con loro. Spesso mi prodigavo in indicazioni e utili consigli, certe volte, nascevano anche delle amicizie, si andava a cena insieme, s’istauravano dei rapporti. Credevo, in cuor mio, che questo flusso internazionale di persone avrebbe potuto portare una ventata di novità, di fermento culturale, di apertura mentale e rispetto per il bene comune. Non è stato così. Non appena arriva in città, la maggior parte dei turisti si siracusanizza nel giro di 48/72 ore. La trasformazione da civile padre di famiglia scandinavo o mittleuropeo a pezzo di pitarro locale è repentina e cela anni di frustrazioni e di rispetto ossessivo delle regole. Non sembra vero a questi uomini e a queste donne cresciuti con un’educazione luterana e calvinista, di poter parcheggiare in doppia o tripla fila; di occupare con tavoli e sedie a sdraio il suolo pubblico nei pressi del basso adibito a casa vacanze che hanno affittato a 15 euro a notte senza dover dare conto a nessuno; di prendere una navetta guardandosi bene dal pagare il biglietto; di lasciar cadere per terra una carta insivata di arancino o di cavallo e sbizzero senza pensarci due volte, attribuendo la responsabilità a un cestino pieno fino all’orlo e non svuotato da giorni. Per loro è libertà, indipendenza, autogestione, sovranità, privilegio, immoralità, strapotere, sopruso, trivialità, vizio e dissolutezza, un cortocircuito sensoriale. È come vivere nella giungla e andare in giro con le mutande di pelle di daino, è come una notte di sesso sfrenato dopo anni di astinenza forzata. Non ci capiscono più niente e niente ci vogliono capire.

Di contro, la mia disillusione ha annientato qualsiasi buon proposito. Ho smesso di dare indicazioni e di sorridere, in macchina faccio largo uso di clacson e abbaglianti quando li incrocio titubanti al centro di un quadrivio, butto voci e minaccio, faccio corna e crigni quando non attraversano sulle strisce. Certe volte mi affaccio al balcone e li osservo posteggiare senza pass negli stalli residenti. Mi sento come il vecchio della scena dell’olio in “Un sacco Bello” di Verdone, vorrei dirgli che stanno parcheggiando sulle strisce pedonali e che si tratta di un gesto incivile, una pratica barbara che non si sognerebbero mai di fare a Dusseldorlf, a Mainz, a Trondheim o nelle altre città di provenienza. A loro non frega niente e mi fissano con sguardo di sfida, ormai sanno benissimo che il primo vigile urbano, forse, passerà solo dopo le 16:30.

Autoconservazione

Me ne sono andato perché la situazione era ingestibile. Mi dispiace che tu te la sia presa, amici come prima, ma io mi sono sentito come un pugile alle corde che si ripara da una gragnola di colpi. Nel breve dialogo che abbiamo intavolato sei riuscito a inserire, praticamente una dopo l’altra, le parole: piano nobile, salotto buono, attenzionare, trend in forte crescita, battutona, weekendone, lovvo, eccellenza agroalimentare, economia circolare, resilienza e olio evo. Mi sono girato e sono scappato… No, scusa, ma che cosa avrei dovuto fare?

Il must dell’estate 2019

Il nuovo numero dell’Isola dei Cani è già in edicola! Il periodico satirico che tempra lo spirito, fortifica la mente e puó essere usato arrotolato come arma letale contro zanzare, pappapani e parenti che si arricogghiono nella villetta!!!

All’interno, un paginone pitacorico sul boom ristorazione e una riflessione sul grande successo dell’Amministrazione nella raccolta differenziata a Tiche!!!

Adieu

Io ne ho viste cose che voi siracusani non potreste immaginarvi: vigili urbani annoiati alla Porta Marina, e ho visto i suv dei pitarri in doppia e tripla fila vicino ai camioncini degli incrasciati. Ho visto carni di cavallo con doppio sbizzero servite in vaschetta e fogli di stagnola librarsi leggiadri nel vento. Ora tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come l’ogghiu re pipi nel panino quando già c’hai fatto mettere: pocchetta, mozzarella, funchetti, avocato, gamperetti, cipudda, sassaemayoness e tabasco.
È tempo di morire.

Il Pobblema è che si nascontono

Egregio ristoratore,

ho trovato commovente il tuo tentativo di giustificare il giovane pappapane deceduto tra la rucola della pizza “Crutaiola” che abbiamo avuto l’ardire di ordinare. Sarebbe bastato un sincero: “scusate, la cambiamo subito”, invece, quando te lo abbiamo fatto notare, prima hai negato ogni responsabilità, giurando che da te, queste cose, non succedono mai; poi hai quasi insinuato che forse, il pappapane ce l’eravamo portati da casa noi, come un piano ordito ai tuoi danni, nel subdolo tentativo di non pagarti una pizza; infine, messo alle strette, ha chiosato spavaldo ma distensivo: “Puttroppo il pobblema è nella rucoletta nella busta… cette votte è scaffiruta…”.