U Binco chiuriu? – il glossario dei commenti alla diretta social del Sindaco

– A Spisa me la dovete pacare voi bastardi fitusi

– Togliete i pacamanenti dalle strisce blu

– Si puttaru tuttu u spirito come ci dobbiamo disinfettare co sapone di marisilia?

– Ma quale gontroli se vi avevano stati fatti astora non eramo zona rossa dimetiti

– I supemmecato sono presi dassalto e di questo paso ni lassunu sulu i bricioli

– Ma i mpiegati comunali sono ancora aperti al publico?

– Sindaco porta rispetto per Siracusa ammucciti 

– Occhio con la canteggina che se non puliziate bene acchiana tuttu u sbommicco

– In quanto riguarda ai turisti non fosse il caso di ritornarli a casa sua?

– U Binco chiuriu?

– Sindaco le pizzerie che chiudono alle 18 dopo possono fare l’aborto?

– Io accatto il pesce a avola e ora che devo fare?

– L’auto certifigazione mela devo fare fare anche che lavoro in nero?

– Ciccio Italia sei un crante

– Tutti unti ce la faremo!!!!!!!!

– Ma l’Auscian non è già comune di melilli allora ci arriviamo col lasciapasare

– Ma ste mascherine servono solo a chi è a contatto con gli insetti o se e lui stesso insetto?

– A me non mi arrispondi buffone che non sei atro

– Dacci le maschere mpare

– Fare il mercato del mercoledì è una follia!!!

– Picchì state chiudento a fera del mercoledì?

– Si può antare in campagna per raccogliere asparagia per distrassi?

– Il messaggio che passa lelicottero per santificare a bosco minuti e bufala ho a mandato lei

– Hanno bloccato tutti i battezzi dei picciriddi sindaco fai qualcosa

– Io o un camioncino dei panini e apro alle 7 di sera fino al 1 di notte va bene?

  

L’Assedio

Avevo appena parcheggiato vicino casa e stavo per scendere dalla macchina quando ho sentito bussare con insistenza al finestrino, mi sono voltato e c’era una comitiva di turisti spagnoli. Erano tantissimi, avevano un van con le quattro frecce, fermo di sbieco, poco più vanti e mi chiedevano con insistenza se potevano parcheggiare lì. 

Mi sono sentito preso alla sprovvista e inconsciamente ho pensato a mia nonna Lina e a come utilizzasse i verbi all’infinito ogni volta che si doveva interfacciare con qualche straniero, così, senza neanche accorgermene, ho sussurrato un imbarazzato: “non sapere…”, ma in realtà lo sapevo e come. Io li odio i turisti che parcheggiano negli stalli dei residenti di Ortigia, li detesto più di qualsiasi altra cosa al mondo. “No! No! No!”, questo gli dovevo gridare, “non potete parcheggiare qui, bastardi, ve ne dovete andare al parcheggio Talete”. Invece il mio sussurro non deve essere stato percepito perché questi hanno continuato a bussare sul vetro, ammassandosi sulla mia macchina come gli zombie di Romero. Ho azionato il tasto per abbassare il finestrino, volevo dirgli in faccia quello che si meritavano. Ho aperto per un quarto e poi ho pensato: “minchia! Il Coronavirus!” e ho tirato immediatamente su. I turisti mi guardavano straniti, io ho sfoggiato uno spagnolo retaggio della serie tv Narcos e dei cartoni di Speedy Gonzales e ho detto con tono deciso: “Vos otros non puedes hablar con migo! Aqhì està el Coronavirus! Andale, andale”. Ma non è servito a niente, continuavano a bussare, alcuni mi facevano cenno di abbassare il vetro, altri mostravano l’indice della mano, come a dire, una domanda soltanto ti dobbiamo fare. Dicevano: “baja la ventana, baja la ventana, prego, per favore” e io vedevo i loro aliti che si condensavano sul finestrino, le gocce di saliva che schizzavano dalle loro bocche e rispondevo disperato: “distancia no segura! Peligro, amigos! Peligro grande!”.

Ero allo strenuo delle forze, ci trovavamo in una situazione di stallo alla messicana, poi, all’improvviso, è comparsa una Peugeot bianca con la scritta “Ausiliari del traffico” sulla fiancata. L’auto procedeva lentamente sul lato destro del lungomare, ma nessuno è sceso per verificare le autorizzazioni delle auto in sosta, gli agenti più annoiati fanno così, non controllano i pass a piedi, si limitano a sfilare simbolicamente in auto, allungando un po’ il collo. Ho cominciato a suonare il clacson e ad azionare gli abbaglianti per attirare la loro attenzione e mentre lo facevo gridavo ai turisti che assediavano la mia auto: “Mira! Està la policia! Pregunta alla policia!”, e poi, quasi in lacrime: “muévete, por favor, por favor.”. Richiamata dalla confusione, l’auto degli ausiliari del traffico si è fermata e i turisti si sono incamminati, caracollando, in quella direzione. Non c’era tempo da perdere, ho fatto tre respiri profondi e trattenuto l’ultimo, ho aperto la portiera e sono corso via più veloce che potevo. Ho girato l’angolo, ce l’avevo fatta. Poi ho pensato a quei poveri ausiliari e alla bruttissima situazione in cui li avevo cacciati, volevo vedere che stava succedendo, così, sono tornato sui miei passi e mi sono accovacciato dietro una Panda parcheggiata in divieto di sosta. È stato un attimo, giusto il tempo di sentire uno dei due che gridava “scappa, scappa”, poi una sonora sgommata e la Peugeot, zigzagando, si è allontanata a tutta velocità portandoli in salvo.

 

 

Guanti

Ok alla scelta dei guanti per andare a fare la spesa al supermercato – io avrei optato per un guanto in lattice, tu hai scelto le muffole dell’ultima gita sull’Etna nel ’99 – va bene lo stesso, ma se poi te li devi sfilare con i denti per liberare la mano e cercare le chiavi della macchina nella tasca dei jeans… non è esattamente il massimo in termini di igiene. Anche perchè l’Oms, ad oggi, di fare gargarismi con l’Amuchina lo sconsiglia vivamente…

Il virus dell’egoismo

Io stamattina nemmeno ci stavo pensando, volevo solo scaldarle il latte e godermi questo momento con mia figlia, ma il fatto è che ormai questa situazione, per quanto uno provi a gestirla nel migliore dei modi, crea molta apprensione e la cosa è stata evidente quando, alle cinque, con l’alba che ancora faceva fatica a venir fuori, ho sussurrato a Donatella: “a che ora deve mangiare la bambina?”. E lei, dal sonno, con una espressione corrucciata mi ha risposto: “ma perché non hanno fermato i treni che sono partiti ieri notte?”.

Già, perché? Non lo so, forse perché non si può fare. Forse perché bisognerebbe ricorrere a un coprifuoco militare che esaspererebbe ancora di più gli animi. Perché la gente quando ha paura vuole stare con la propria famiglia ed è una cosa naturale. Ma perché scappare così? Perché stiparsi su un treno, uno attaccato all’altra, facce, mani, aliti, saliva, contravvenendo alle più elementari regole che ci sono state imposte? Per una volta, cazzo, evitiamo di comportarci come un popolo di cialtroni e di irresponsabili, come quelli che non pagano le tasse ma pretendono la sanità gratuita. Sempre superficiali e vigliacchi, pronti a puntare il dito contro gli altri ma mai disposti ad assumerci una responsabilità. Vale per noi, vale per la nostra classe dirigente. La verità è che in Italia, in giro, c’è un virus peggiore che è quello dell’egoismo e della spittizza.

Ormai la cazzata è fatta, quindi, per favore, voi che provenite dalle zone rosse, auto imponetevi la quarantena. Quando arrivate a casa, mettetevi in contatto con le autorità sanitarie, non uscite, non incontrate persone, non andate al Pronto Soccorso, proteggete i vostri cari e le persone che vi stanno accanto. Se ancora non lo avete capito – e molti di voi sembrano non averlo capito per niente – c’è solo un modo per vincere questa battaglia contro il virus ed è attenersi scrupolosamente ai protocolli di sicurezza. Perché il virus colpisce senza distinzioni anche i furbi, gli ignoranti e gli strafottenti.

Ma com’è?

Ma com’è che ancora nessun ex consigliere comunale ha cavalcato il calo di presenze turistiche per il Coronavirus invocando l’apertura totale della Ztl?

 

Epidemia, pandemia e Ginseng

Amico mio,

ma davvero te la sei presa perchè non ti ho stretto la mano e al supermercato non ti ho salutato con due baci? Vedi che non c’è niente di personale ma, come immagino tu sappia già, c’è in atto un’epidemia abbastanza seria che ha colpito tutto il mondo. Da queste parti, in Sicilia, ancora non è esplosa, ma è solo una fortunata coincidenza perchè i virus mica li puoi fermare facilmente, non c’è modo. Il virus per una natura è subdolo, un bastardo mutante e solo una cosa gli interessa fare: riprodursi all’interno delle nostre cellule. Del resto è un parassita, hai presente? Sono sicuro che vivendo qui, qualcuno lo conosci anche tu. In più è anche piuttosto smaliziato perchè ogni tanto muta, cambia e si evolve come un consigliere comunale impazzito e poi, minchia, vallo a riconoscere.

Se un virus influenzale ha una mutazione genetica, come nel caso di questo Coronavirus qua, due su tre ci scappa la pandemia e allora, per non peggiorare le cose, occorre attenersi a dei protocolli sanitari piuttosto semplici. Niente di trascendentale: lavarsi spesso le mani, distanza di sicurezza, evitare luoghi affollati e appunto, niente strette di mano e baci. Queste semplici regole, sommate a quelle che impongono di stare in casa se si avvertono sintomi influenzali, di non affollare i pronto soccorso ma di chiamare i numeri messi a disposizione dall’autorità, possono aiutare tantissimo a tenere circoscritto il contagio.

Non è più tempo di distinguo, di non ci credo, di stanno esagerando e sono tutte minchiate. C’è un problema e va risolto. Il Coronavirus non è una punizione divina né una condanna a morte, non è nemmeno The Walking Dead ma essendo il Covid-19 un virus nuovo, la popolazione mondiale non ha ancora anticorpi e non ha sviluppato vaccini. Non va demonizzato né sottovalutato, però, il fatto che si trasmette molto facilmente e colpisce con complicanze gravi le persone più anziane o gli immunodepressi, ci obbliga a prenderlo sul serio sia per tutelare queste persone, sia per non mettere sotto pressione un sistema sanitario claudicante.

Se Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, regioni all’avanguardia in termini di sanità stanno accusando il colpo, non voglio nemmeno immaginare cosa potrebbe succedere qui in Sicilia, dove, se si escludono alcune eccellenze, la situazione ospedaliera è ai minimi termini. Non è il momento di buttarla in polemica evidenziando come la sanità sia stata mortificata e depredata negli ultimi trent’anni da una classe politica mediocre e indegna, è il momento di fare fronte comune, seguire le indicazioni delle autorità e sconfiggere questo bastardo di virus.

Tra quindici o venti giorni, quando presumibilmente il pericolo di contaggio sarà rientrato, torneremo a darci il cinque, ci abbracceremo, ci baceremo sulle guance e andremo a bere il caffè, seduti attorno ad un tavolino di plastica di un dehors abusivo del centro storico, riprenderemo i nostri discorsi appassionati e saremo uno di fronte all’altro, così vicini che a un certo punto ti dirò: “ma che è sta merda? Ti sei preso il ginseng? Con la cipollina? Ma che schifo!”.   

Uffici Comunali chiusi: debutta lo Smart Working

– Pronto Marietta, a liggiutu a ciccolare del Sintaco, l’hanno mantata ieri via emeil…

– Ciao Lucia, completamente!!! Io internet a casa manco l’haiu e l’email ma fici me figghiu ma poi se ne antato a stutiare fora e lassammo tutti cosi a tri tubbi. Che dice a ciccolare?

– Dice che praticamente gli uffici sono stati tutti lavati e sanificati…

– Biiii! Ci voleva u Coronavirus… capace ca ora u dirigente ni rice ca nun potemu manco fumare…

– Comunque, accuni uffici restano aperti, altri li chiutono. 

– E il nostro?

– Ancora non si è capito bene…

– E quinti chi fanu? Bloccano tutto u Comuni?

– No! Qua dice che seconto loro, avissimu a travagliare ra casa!!!

– Ma come ra casa!!! Ma stan’ababbiannu??? Ma poi unni? Na cucina… u sape u Sintaco ca ora come ora manco a stanzetta iaiu, picchì vinni a stare cà macari me soggira?

– Marietta, hai raggiuni, ma la ciccolare questo dice, aspetta ca ta leggiu… ehm… c’è scritto smat working, conference coll e claud…

– Ma chisti su Pazzi!!! Santa Lusciuzza Bedda!!! Mi sta venento u duluri i testa… ma chi è stu claun???

– Marietta, ma quale claun… è claud, è u sistema pi sabbari i documenti e poi i potemu viriri tutti.

– Ma ci vole u compiuter?

– Certo, per forza.

– Non si pò fare co telefonino, cu uotzappi?

– Dipente…

– Se si putissi travagghiari co telefonino fossi megghiu…

– E quanto ti deve costare… la ciccolare dice che ci dobbiamo pacare tutte cose noi…

– Spatti ama paiari nuautri!!!

– Fosse dopo ce li ridanno, tu per sì e pennò conservatilli i scontrini delle ricariche…

– Ma talè talè come ni finìu… Io accussì non me la firo. Lo sto dicento ora: se ci fanno lavorare da casa non faccio niente e poi due giorni mi pigghiu a malattia… a mia non m’anteressa.

– Però statti attenta Mariuccia che qua dice che attiveranno sistemi di verifica per l’ottimizzazione della produttività e per la misurazione e la valutazione della performance.

Sì a peffommanz… me la voglio vetere tutta… non cunchiurunu nenti quanto siamo all’ufficio… viri chi ponu fare quanto travagghiamu ra casa… 

Scuole chiuse, intervengono gli studenti

Ci ata pesso tempo a chiutere i scole e adesso vi assumete i responsabilità se qualche picciotto si ammala o ci piglia u coronavirus. Iavi du simane ca noi, stutenti dei scole superiori di Sarausa, stama ricennu ca è pericoloso. Nella nostra reattà non ci sono manco i pumman ca ni pottunu peri peri e tutti i picciotti ana ghiri iennu che mutura anche in invenno. Infatti semu tutti rifriddati e ca tussi e u catarru e sicuramente ci siamo ammisccati u virus macari che professori e i bidelli. I scole sono colaproti e ogni spiffero è tanto e fa trasiri u veleno. Spatte, i bagni sono sempre cuasti e nei rubinetti non ce l’acua per lavarisi i manu come dice la legge. Ora, dopo tutti i manifestazioni e i gridi d’allamme che ama fatto, finalmente u Ministro e u governo chiurunu tutti i scoli pi quacchi deci iorna, limitanto i pobblema dell’amiscata di virus ma creanto attri pobblemi motto gravi come ad esempio la cammuria per i genitori che travagghiano o per quelli che si susunu taddu. Molti patri fanno i turni e non ni ponu dare renzia mentre le matri che non vanno a lavorare devono cucinare e puliziare la casa. A sto punto noi stutenti uniti chietiamo al governo e macari al sintaco di intervenire con decisione attravesso la concessione di una ricarica di dieci euro a ogni picciotto, masculo o fimmmina, ca non po ghiri a scola.

Svezia, Italia, Ikea, Catania

– Pe questa ci vuole la colleca?

–  No, puó dire a me.

– Ah! Mappoi ci abbasta la colleca?

– Non si preoccupi, la posso aiutare anche io. Mi dica…

– Ci sto dicento se appoi lo compro questo lavantino, ci vuole la colleca?

– ma… intende il collegamento idraulico?

– Chissu! a colleca… ehm… u collecamento. U capisti?

Come te nessuno mai

Non sei mai uscito dal triangolo viale Zecchino, via Filisto, viale Tica; hai piantato le tue personalissime colonne d’Ercole in Largo Dicone; ti sei formato tra il Bar Kennedy e la sala giochi di via Pitia; non leggi nemmeno le pagelle della Gazzetta dello Sport; non ti è ancora chiara la differenza tra e congiunzione e verbo, ma su Coronavirus, pandemie, quarantene e gestione delle crisi sanitarie nemmeno un dubbio… Ti invidio e ti stimo.