Il futuro dell’Europa

– Ciao Mpare come semu?

– Oh, ciao … tutto bene, grazie.

– Stai antanto a votare?

– Sì.

– Sto antanto pure io. Ouh, mi raccumannu, vutamu bonu ah… che dobbiamo uscire di questa medda di Europa.

– No guarda, io in Europa ci voglio proprio restare.

– Veramente?

– Sì.

– Ma picchì?

– Perché è la più grande opportunità che abbiamo per vivere meglio e in pace, tutti quanti. Tu invece perché no?

– Chi sacciu… Senti, veti che io mi fito ti te. Ti leggiu sempre. Chi fazzu? Canciu voto?

– Guarda, fai zoccu voi… come ti senti tu…

– Vabbé, mi hai convinto, voto Sì.

– Ma non è un referendum Sì/No, devi votare un partito.

– Infatti ti stava addumannannu… Ma quinti come funziona? Ci devo mettere a X su pattito?

– Scegli un partito e lo voti con la X oppure, all’interno dello spazio accanto al simbolo stesso, puoi esprimere fino a tre preferenze, rispettando l’alternanza di gender… cioè praticamente puoi votare…

– U sacciu chi è u gender! Quinti ci signu unu masculu, na femmina e unu puppu… Ahahahah. Giusto?

– Non avrei saputo dire meglio…

– Grazie mpare, sempre nummero 1

– Grazie a te.

 

La città a misura di delocalizzazione

Il bordello infernale che caratterizza il centro storico, con orde di turisti depredati e avvelenati da ristoratori improvvisati, i dehors abusivi sui sagrati delle chiese, via Malta e piazza Pancali con più traffico del Raccordo anulare nell’ora di punta, le cover band heavy metal nelle pizzerie per famiglie e i terribili vini bianchi serviti a temperatura ambiente, hanno riacceso il dibattito sulla delocalizzazione turistica a Siracusa. Le nuove linee guida del PRG, tracciate a matita dal Consiglio Comunale, si sono cancellate permettendo a politici, maître à penser e sfacinnati vari, di riprogettare la città.

Pizzuta d’amare

La rivoluzione 2.0 che tutti quanti stavano aspettando. Stop ai quartieri dormitorio e senza servizi, largo alla movida, ma sempre senza servizi. È questa l’idea per rilanciare la Pizzuta e renderla glamour per il popolo della notte. Nuove concessioni trentennali per solarium con pessima musica a volumi atroci, cinquecento licenze d’amare per ristorantini di pescato di frodo, sono solo alcune delle iniziative messe in campo dalle istituzioni coinvolte. Una nuova Ztl senza pass né orari contribuirà a creare la tipica atmosfera caotica dell’isolotto, un trenino su gomma percorrerà le arterie principali collegandole con due nuovi parcheggi di interscambio che – garantisce il Comune – assicureranno gli stessi disservizi di Talete e Molo S. Antonio. I residenti sono già sul piede di guerra e hanno fondato il comitato Pizzuta Sostenibile chiedendo a gran voce che l’insopportabile bordello venga deviato in zona Zecchino.

Ex Parcheggio Mazzanti

Grande opera pubblica incompiuta e fiore all’occhiello della politica del non fare, il Parcheggio Mazzanti verrà rimesso a nuovo e trasformato in una sala polivalente, attrezzata per spettacoli, concerti, sport e per la finale del Premio Tiche. Il bonus licenze commerciali e la defiscalizzazione della carne di cavallo e dell’olio esausto per le zippole, sommati al ricco cartellone di eventi d’amare, saranno la spinta propulsiva alla rinascita commerciale della zona. Per diventare immediatamente eseguibile però, il progetto dell’Ex Parcheggio Mazzanti, prevede la costruzione limitrofa e in calcestruzzo depotenziato, di un nuovo parcheggio multilevel per i fruitori dell’ex Parcheggio Mazzanti.

La Borgata

Se Ortigia è il salotto buono della città, per troppo tempo la Borgata è stata il cucinotto non abitabile. Bistrattata, vilipesa e ingannata per anni sulla sistemazione definitiva del Caravaggio, la Borgata merita di meglio e gli ultimi dissesti idrogeologici hanno aperto nuovi spiragli di crescita economica e di rilancio. Il progetto, votato all’unanimità dal Consiglio Comunale di Siracusa, è ambizioso e rivoluzionario e prevede l’invaso dello storico quartiere e la sua trasformazione in bacino per la pesca sportiva di mucco e scoppolaricchi. Lo studio di fattibilità commissionato dalle Commissioni bilancio e attività produttive del Comune ad un compro oro di via Bainsizza, prospetta un vero e proprio New Deal.

Parco Robinson

Il fenomeno delle baby gang merita di essere “attenzionato” nella speranza possa diventare anche esso eccellenza siracusana. Per questo motivo, con un bando truccato e dei finanziamenti a fondo perduto sottratti con dolo alla Comunità Europea, il Parco Robinson sarà affidato ad una cooperativa senza Durc di picciotti di squadra. Un polo d’eccellenza che, sfruttando i buchi della fumosa alternanza scuola-lavoro, sarà capace di formare le nuove generazioni di malacarni attraverso un complesso programma didattico incentrato su scippo e borseggio, impennata molesta, piccola estorsione, spaccio, inglese, pesca di frodo e sfruttamento della prostituzione.

L’amore ai tempi del Gilera

Lo scooter con marmitta elaborata entrò a velocità sostenuta alla Marina. Era un tardo pomeriggio e il sole stava per lasciare spazio ad una luna timida e sfocata. Il pilota schivò qualche passante e posteggiò in bella vista. Dal mezzo scesero in due: lei, vestitino bianco e coprispalla fucsia, calzava delle scarpe tipo espadrillas ma con molto tacco; lui indossava uno sfrontato abito in poliestere grigio luccicante, con una giacca oscenamente corta e una scarpa stringata a punta di diamante. Il sole tramontava, i due si sorrisero, si sfiorarono quasi imbarazzati, poi lui prese coraggio, la fissò negli occhi e indicando lo scooter le disse: “ouh, mettici a catina”.

Le Tragedie Pitacoriche – I Supplici

I Supplici, 463 a.C.

Dopo decenni di pace e prosperità, le mire dei malacarni catanesi si spostano sugli introiti delle strisce blu della zona archeologica di Siracusa. Un esercito imponente di parcheggiatori abusivi accampato alla Playa, viene inviato dal Re di Catania nella città di Archimede, per gestire il racket e scalzare i parcheggiatori abusivi locali. I Siracusani non ci stanno e guidati da Savvuccio, il maggiore di tre fratelli della Mazzarrona, decidono di resistere con tutte le forze all’avanzata catanese: ne scaturisce una guerra spietata e senza esclusione di colpi. Ogni giorno, per ingraziarsi gli dei, i siracusani sacrificano davanti alla statua del Prometeo Incatenato, un cavallo adornato a festa con sbizzero, sassaemayonese, funchetti e ogghiu re pipi. Quando i catanesi si accorgono che nelle vittorie dei siracusani c’è lo zampino divino, manderanno Agatos, il loro eroe più malacarne, a trafugare la statua di Prometeo lasciando i siracusani nello sconforto. Durante la battaglia campale, quando tutto sembra ormai perduto, l’intervento del Deus Ex Machina sarà risolutore: la provvidenziale entrata in scena di una squadra di Vigili Urbani, sovvertirà le sorti dello scontro e porrà le basi per una sacra alleanza tra siracusani e catanesi. Le due compagini di posteggiatori abusivi, adesso unite per volere degli dei, si scaglieranno come un sol uomo contro gli agenti della municipale assediandoli nella vicina Casina Cuti per giorni e sbaragliandoli definitivamente, causandone la ritirata. Savvuccio e Agatos, ormai alleati, negozieranno una tregua e si spartiranno le rispettive zone d’interesse.

Ordinanza “Mondo Parallelo”

Dopo una lunga sperimentazione, finalmente pronto il kit per i residenti di Ortigia: distribuiti i primi 500 visori 3D. Per fronteggiare il crescente malumore dei residenti del centro storico, costretti a vivere a contatto con l’abusivismo più sfacciato, tra sedie di plastica spaiate, musica a palla, olezzo di fritto in olio esausto e mancanza sistematica di controlli, Il Sindaco e l’Amministrazione corrono ai ripari con l’ordinanza “Mondo Parallelo”.

Dopo aver tentato, fallendo, di inserire i residenti ortigiani tra le specie protette al pari dell’Orso bruno Marsicano e della Pernice bianca, finalmente, la svolta: ogni residente sarà dotato di un pratico kit (visori, guanti e auricolari) capace di trasportarlo in un’altra realtà. Con l’Ordinanza “Mondo Parallelo” tutto diventa possibile: passeggiare in un vicolo senza dover spostare tavolini abusivi o accapparsi con i ristoratori improvvisati, ascoltare musica a volume decente e negli orari consentiti, prendere un caffè con Tomaso Montanari, Salvatore Settis e Luciano Canfora o incrociare un vigile urbano stremato dal numero di controlli effettuati, ringraziarlo e scorgerne la fierezza negli occhi.

Con l’ordinanza “Mondo Parallelo” cresce anche l’indotto, grazie alla produzione di essenze e profumi che permettono di godere di un’avventura sensoriale a 360 gradi. Tra le più gettonate: Giardino Fiorito, Zeste d’agrumi, Mare d’inverno, Vim in polvere, Mantola tostata, Stratto e Scollo appena sfornato.

Le Tragedie Pitacoriche – Edipo in Colonia

Edipo in colonia, 465 a.C.

Una storia senza tempo che narra la parabola criminale di Edipo – un pusher diciassettenne della Costanzo, pluribocciato, violento e attaccabrighe, costretto dai servizi sociali ad un periodo di riabilitazione in una colonia per adolescenti problematici – e il suo amore per Elena, una sedicenne del Nautico, cleptomane e bugiarda. I due trascorreranno insieme giornate di passione e bullismo sfrenato ai danni dei ragazzi più deboli. Con la promessa solenne di rivedersi fuori e di trascorrere la vita insieme all’insegna del crimine, Edipo confiderà a Elena – poco prima che questa lasci la colonia – il nascondiglio segreto dei suoi proventi della droga. Purtroppo però gli dei sono avversi al giovane malacarne che, inconsapevole, conta i giorni che lo separano dalla sua amata. Al termine del suo percorso riabilitativo, Edipo scoprirà che Elena l’ha tradito, che non ricambia il suo amore e che si è pure fatta zita con Ermete, lo spacciatore di Bosco Minniti, suo acerrimo nemico. Ferito nell’orgoglio, umiliato nell’anima e col cuore spezzato, Edipo abbandonerà la città e troverà rifugio in un comune degli Iblei, dove a fatica, metterà su un piccolo giro di ricettazione.

Ci siamo

Ci siamo, anche quest’anno il momento è arrivato, si scorgono all’orizzonte con le Cinquecento e le Citroen a noleggio, hanno le Lonely Planet evidenziate sotto il braccio e gli occhi pieni di meraviglia e stupore. Presto, scongeliamo il pescato di frodo, facciamo rinvenire quella ricotta acida, scomponiamo i cannoli, prepariamo quel chiacco. La stagione turistica è cominciata e Ortigia è un fermento: cultura contro profitto, Luna Park o dormitorio, libertà d’espressione contro libertà d’espressione. Chi farà la prima mossa? Il ristoratore spregiudicato, il musicista integralista, l’Amministrazione imbelle o il residente frustrato? Pitacoricamente spero sempre che qualcuno riesca a mediare tra gli eccessi, ma la disillusione, negli anni, ha spazzato via i miei sogni come un foglio di stagnola soffiato via dal vento nello slargo deserto di un paninaro su ruota.

Scusate lo sfogo

Ma tu che problemi hai che vivi a Ortigia? Ultimamente mi sento rivolgere questa domanda provocatoria sempre più spesso, come se Ortigia fosse un’oasi di benessere e civiltà, come se vivere qui equivalesse a stare dentro una sfera di cristallo. Sì, c’è un momento in cui potrebbe essere vero, quando esco di casa la mattina presto e mi affaccio sul lungomare con il sole che sorge a levante e i colori che mozzano il fiato e non c’è nessuno per strada e si sente il rumore del mare, beh, la cosa mi emoziona ancora tanto e riconosco che non ci sono tantissimi altri posti così. Però, diciamolo una volta per tutte, il luogo comune secondo il quale a Ortigia vada tutto bene e il centro storico goda di attenzioni e controlli particolari, è assolutamente da sfatare. Le condizioni dell’isolotto sono problematiche, esattamente come quelle del resto della città. Anche qui la spazzatura è abbandonata senza remore dal padre di famiglia che accompagna i figli a scuola o lanciata direttamente a mare dalla moglie del malacarne della piazza di spaccio. Sedie e tavoli spaiati sono ovunque e occupano strade e marciapiedi; gli ombrelloni Coca Cola mortificano scorci suggestivi; i dehors, regnano sovrani e di suolo pubblico ne è rimasto ben poco da calpestare. Nel tentativo di non scontentare nessuno, la singhiozzante e pavida Ztl ha fallito senza appello, riuscendo a scontentare tutti: quelli pro e quelli contro. Le auto, sfrontate, continuano a parcheggiare in divieto su corso Matteotti, in piazza Archimede, in piazza Pancali e in seconda fila in corso Umberto, rendendo l’unica arteria per uscire dal centro, un budello caotico e infernale. I posteggiatori abusivi pascolano indisturbati nelle distese di Nazario Sauro e negli anfratti del mercato; nei fine settimana poi, i pescatori di frodo approntano il loro bazar, per la gioia di grandi e piccini:

– Papà, papà, che pesce è quello lì?

– Amore mio, è un piccolo cerniotto reale, una specie protetta!

Le discoteche improvvisate suonano a volumi spropositati e senza licenze ed i karaoke, sfacciati, ripropongono hit neomelodiche fino alle prime luci dell’alba. Il piano di zonizzazione acustica è un mistero della fede, con un’aurea tra il mitico e il mistico, tipo miracolo del sangue di San Gennaro. Gli ambulanti abusivi, spiaggiati davanti ai monumenti, espongono un’offerta merceologica da fare invidia al Floresta dei tempi d’oro e seguono il fil rouge estetico di sciatteria, imposto dalla kasbah con le luci al neon che commercia in cianfrusaglie e copricapi di cartone pressato e che occupa, da tempo immemore, il versante nord del tempio d’Apollo, il più antico tempio dorico siciliano. Nessuno controlla, nessuno fa niente. Tutto intorno, una luce unica, un mare invitante, un cielo terso e nell’aria, un persistente fetore di fritto.

Colpo di Scena

“È la sedia che veniva da me!”. Si giustifica così il Dr. Uri Geller, il cittadino coinvolto, suo malgrado, nell’ennesima polemica sull’abbandono dei rifiuti. Secondo quanto appreso dagli agenti della polizia ambientale, Geller, dottore in psicocinesi e telecinesi stava semplicemente svolgendo i suoi esercizi mattutini di recupero oggetti, ignaro della trappola ordita ai suoi danni da un suo acerrimo rivale, il Dott. Licciardello, che lo ha prima fotografato, per poi invertire l’ordine dei fotogrammi e montare mediaticamente il caso. Licciardello adesso rischia una denuncia a piede libero mentre Geller, ritenuto innocente e scagionato da tutte le accuse, ha ricevuto le scuse del Sindaco e un corposo sconto Tari.

 

Aucuroni Pitacorici

Quattro anni fa, in questi giorni, nasceva il blog di Archimete Pitacorico. Erano tempi difficili: Siracusa era d’amare e si era guadagnata le prime pagine dei giornali con lo scandalo Gettonopoli. I nostri Consiglieri Comunali ci regalarono una puntata dell’Arena di Giletti rimasta negli annali e l’opinione pubblica era inferocita. Da qui l’idea di fornire un utile strumento che potesse essere d’aiuto a tutti quei cittadini che avrebbero voluto dire la propria sullo “scantalo”. Nacque il “Breviario delle figure retoriche per dire la propria sul caso Gettonopoli“.
Da allora, un flusso continuo di contraddizioni, polemiche infinite, cadute di stile, mastelli, fototrappole, buche nelle strade, patrocini onerosi, bilanci di previsione, eccellenze siracusane, il nuovo ospedale, i jersey e il maestro Accolla, le navi da crociera, il cavallo con lo sbizzero, Igm e Tekra, il rifacimento di via Crispi, risate, offese e guanti di sfida, l’anguria con la prova, Assopanini e Confcavallo, i soldi della droca, il Tar e il Cga, il Sistema Siracusa, le elezioni suppletive, quelli di MDP (Macchina – Dio – Patria), il limoncello offerto a fine pasto, la gestione dell’Inda, i Pos sempre rotti, le villette ad Epipoli, le allerte meteo, il Premio Tiche, i vigili urbani, i malacarni con gli scooter, la Lega a Siracusa, i turisti allampanati, il pescato di frodo, i gratta e vinci buttati per terra, Antonello da Messina, gli uomini che fumano fuori da Zara, il congresso provinciale del PD, la sassaemayoness, le albe di levante e i tramonti alla Marina.
Il fatto che a distanza di quattro anni continuiate a seguire questo blog è incredibile, inquietante e bellissimo .
Grazie a tutti